Oggi nel nostro almanacco vogliamo ricordare il 3dicembre 1979
muore a Roma ALIGHIERO NOSCHESE:
Il padre di tutti gli imitatori della televisione italiana, dopo essersi suicidato a Roma.
Si tolse la vita, nella piccola cappella della clinica Stuart di Roma
in cui era ricoverato a causa di un grave disturbo da sindrome depressiva (anche se su quel suicidio esiste ancora un’ombra di mistero).
Assunto come praticante nel giornale radio della Rai, negli anni Sessanta presentò per la prima volta le imitazioni di noti politici nazionali durante due spettacoli teatrali, “Scanzonatissimo”
e “La voce dei padroni”.
DOPPIA COPPIA FU UN SUCCESSONE
Quando le ripropose a Doppia coppia, varietà televisivo del sabato sera, fu un successone e gli stessi “imitati” si mostrarono tutt’altro che infastiditi.
Da Giulio Andreotti a Enrico Berlinguer, di ognuno sapeva far risaltare
i tic, portandoli all’esasperazione ma senza sfociare nella volgarità.
Per questo politici e vip dello spettacolo arrivarono a chiedere
di essere imitati dal grande Noschese, per aumentare la propria popolarità.
DOPO IL DIVORZIO CON LA MOGLIE CADDE IN DEPRESSIONE
Dopo il periodo d’oro con Canzonissima (1970 e 1971) e Formula due (1973), andò incontro a un lento declino, anche per via della depressione scaturita dopo il divorzio dalla moglie.
Figlio di massone, cattolico e socialdemocratico, due giorni dopo la lettera di dimissioni “per motivi strettamente personali” dalla Gran Loggia d’Italia, fu affiliato col grado di Maestro nel Grande Oriente d’Italia.
PARTECIPO’ AD ALCUNE TRASMISSIONI DELLE NEONATE TELEVISIONI PRIVATE
Negli anni seguenti partecipò ad alcune trasmissioni sulle neonate televisioni private. Tenne a battesimo Tele Piombino, lavorò per Tele Lazio, dove condusse A letto con…, e lavorò per l’emittente romana Quinta Rete di Rusconi (la futura Italia 1), proponendo alcune parodie di noti personaggi della politica non trasmesse dalla Rai, perché bocciate dalla rigida censura dell’emittente di Stato.