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Almanacco. 7 dicembre 1979: un commando delle BR uccide a Roma il Maresciallo di P.S. Mariano Romiti

Oggi nel nostro almanacco romano ricordiamo un tragico fatto di cronaca.

Il 7 dicembre 1979: Un commando terroristico uccide, in

via Casilina (nel quartiere di Torre Spaccata) il maresciallo di

Pubblica sicurezza MARIANO ROMITI.
L’assassinio viene rivendicato dalle Brigate rosse.

Maresciallo comandante della Squadra di Polizia Giudiziaria

del Commissariato Centocelle da ben undici anni, Romiti aveva partecipato alla costituzione del primo sindacato

della Polizia di Stato.

IL MARESCIALLO ROMITI ERA NELLA LISTA DI PERSONE CHE DOVEVANO ESSERE ELIMINATE

In quegli “anni di piombo” in cui era in atto una “guerra” anche il Maresciallo Mariano Romiti entrò a far parte di quella lista di persone che dovevano essere eliminate.

Cominciò, insieme ad altri colleghi, a ricevere minacce di morte, pedinamenti.

Lui, in particolare, nel periodo dopo l’uccisione del militante di destra Giaquinto, essendo in servizio d’ordine pubblico il giorno della morte.

Provò ad attuare nella sua vita quotidiana tentativi per evitare di essere coinvolto in attentati, come non percorrere sempre la stessa strada

per il tragitto casa-lavoro, togliere la targhetta dal citofono di casa oppure far controllare da altri la strada prima di percorrerla.

Il 7 dicembre 1979 doveva recarsi al Tribunale di Roma, per testimoniare ad un processo; per tale motivo, intorno alle otto meno

un quarto del mattino, stava raggiungendo a piedi e in borghese la fermata dell’autobus che l’avrebbe portato a destinazione.

All’improvviso da dietro un muretto ,all’angolo tra via Angelo Cassioli e via Augusto Marini, comparvero dei terroristi che gli spararono

contro dei colpi di arma da fuoco: uno dei terroristi, allontanandosi, gli diede il colpo di grazia.

LE BRIGATE ROSSE RIVENDICARONO L’OMICIDIO

Vani furono i tentativi di soccorso e la corsa all’ospedale;

il Maresciallo arrivò all’ospedale San Giovanni di Roma senza vita.
In seguito le Brigate Rosse rivendicarono l’omicidio, che rientrava in una campagna messa in atto in quel periodo volta a colpire gli apparati dell’anti-terrorismo.

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