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Romanella (M5S): “La mobilità è un diritto di tutti, anche di chi è su una sedia a rotelle”

Durante il servizio di Jacopo Nassi sulle barriere architettoniche, che creano molti problemi ai disabili, il presidente del VI Municipio Roberto Romanella, in ascolto, ha raggiunto l'inviato di Radio Roma Capitale ed ha risposto ad alcune sue domande.

La situazione, presidente, non è idilliaca: il marciapiede, per esempio, è in dissesto: in particolare alcuni scivoli. Il Municipio è sensibile a questi problemi?

Il Municipio è sensibile abbiamo risistemato la strada che era distrutta da 20 anni, abbiamo rifatto parte dei marciapiedi in peggiori condizioni e faremo gli altri. E', tuttavia, sempre difficile trovare i fondi. Per quanto riguarda via Cambellotti chiederemo la modifica che, di fatto, è di competenza dipartimentale. 

Un altro problema sono i secchioni: non si riesce a passare.

il municipio è dotato di una domus, è strano che quei sacchi di rifiuti finiscano lì. Chiederemo al personale della pulizia in modo tale da capire e risolvere il problema.

Spesso non ci sono pedane, cosa che crea molte difficoltà ai disabili: lei aveva preso un impegno la scorsa volta, quali sono le novità?

Ho coinvolto il presidente commissione Mobilità e l'Assssorato: la mobilità è un diritto: anche chi sitrova sulla sedia a rotelle deve potersi spostare senza difficoltà. Inoltre è in corso una rimodulazione del kilometraggio dello 058 e noi continueremo a chiedere di inserire più corse. Questa è una capitale europea e deve essere all'altezza della situazione.

Sappiamo che è di ritorno da via di Salone, per la questione relativa ai rifiuti. Ci sono aggiornamenti?

Stiamo completando la ripolitara della via, dove lasciavano rifiuti e davano loro fuoco. L'accesso per ora è chiuso. Siamo in contatto con le persone e cerchereemo di collaborare con loro. Sembrano veramente ben disposte e siamo quindi fiduciosi.

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Cronaca

Roma, lite per una precedenza: 35enne accoltellato alla gola. Un arresto per tentato omicidio

(Fonte: www.ilmessaggero.it)

Al termine di meticolose indagini, i carabinieri del Nucleo Radiomobile hanno arrestato per tentato omicidio un 63enne romano, con numerosi precedenti, in esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip presso il Tribunale di Roma.

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L’attività investigativa dei carabinieri è iniziata lo scorso 2 luglio, quando il 63enne, alla guida della sua autovettura su via dei Monti Tiburtini, ebbe una violenta lite, per futili motivi di viabilità, con un altro automobilista, un 35enne romano. Durante la discussione, l’uomo colpì il 35enne alla gola con un coltello a serramanico. La scena fu notata da alcuni passanti che allertarono gli uomini dell’Arma che, giunti sul posto, identificarono le parti coinvolte: il 63enne fu trovato in possesso di un coltello con lama di 7 cm e denunciato, mentre il ferito fu trasportato all’ospedale “Sandro Pertini”, dove è stato trattenuto in osservazione, non in pericolo di vita. Ieri mattina, a chiusura delle indagini e dopo aver ricostruito quanto accaduto, l’arrestato è stato trasferito nel carcere di Regina Coeli.

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Cronaca

Sperlonga, l’assurda morte di Sara in piscina: sospetti sulle carte in Comune

 

(Fonte: www.repubblica.it)

(di Clemente Pistilli) – La piscina dove mercoledì è annegata Sara Francesca Basso è completamente abusiva e doveva essere abbattuta da tempo. Ne sono convinti gli investigatori che, cercando di far luce sulla tragica morte della tredicenne – secondo le prime indagini risucchiata sul fondo della vasca da un bocchettone e tirata fuori a fatica da quattro persone – si stanno concentrando anche sul fronte urbanistico. Sugli abusi del Grand Hotel Virgilio di Sperlonga. "Ho già fornito ai carabinieri alcuni documenti che mi hanno richiesto – specifica il geometra Raffaele Conte, dell'ufficio tecnico comunale – e martedì prossimo mi recherò da loro con un quadro completo della vicenda". È lo stesso tecnico che nel 2016, dopo che da due anni i militari dell'Arma indagavano sugli abusi edilizi realizzati nella struttura ricettiva, eseguì un sopralluogo su ordine della magistratura, certificando che era abusiva anche la piscina che tre giorni fa sembra essersi trasformata in una trappola mortale per la ragazzina di Morolo in vacanza nella città balneare pontina.

Era il 2004, quattordici anni fa, quando i responsabili del Virgilio chiesero i condoni per una serie di opere abusive. Quelle sanatorie vennero alla fine negate dal Comune, specificando tra l'altro che l'hotel si trova in una zona gravata dai vincoli sismici e paesaggistici e a rischio esondazione.

Nel 2016 vennero emesse le ordinanze di demolizione, firmate dall'architetto Isidoro Masi, arrestato l'anno scorso insieme al sindaco di Sperlonga, Armando Cusani, nell'ambito dell'inchiesta Tiberio, ipotizzando affari illeciti sugli appalti e proprio sull'urbanistica, finalizzati in questo caso ad evitare le demolizioni degli abusi nell'hotel del primo cittadino, il Grotte di Tiberio. Il 7 marzo 2016, una cimice piazzata nell'ufficio tecnico dai carabinieri, captò un dialogo di tre dipendenti, tra cui il geometra Conte. Parlando delle mancate demolizioni al Grotte di Tiberio, il tecnico Luca Toscano disse che qualcosa andava fatto: "Quello che abbiamo fatto al Virgilio. Pariamoci il culo così". Specificando che le ordinanze di demolizione erano state emesse per il Virgilio ma non per l'hotel del sindaco. Poi però le demolizioni da eseguire entro 90 giorni non sono state compiute.

"Si è avviata una fase istruttoria – sostiene sempre il geometra Conte – e dall'hotel abbiamo ricevuto scritti difensivi. Riconoscendo di aver compiuto abusi, hanno anche presentato un piano di ripristino". Ma la tragedia è arrivata prima delle ruspe e sembra, dalle indagini svolte dai carabinieri, che non fosse a norma neppure la griglia che copriva il bocchettone che ha risucchiato la tredicenne, un dispositivo con un tiraggio particolarmente forte, l'unico dei tre della piscina utilizzato per alimentare una vasca idromassaggio sovrastante.

Determinante, per stabilire le cause esatte della morte della ragazzina e indirizzare anche le indagini, affidando una consulenza a un tecnico come già chiesto dai carabinieri al sostituto procuratore di Latina, Valerio De Luca, sarà l'autopsia che verrà eseguita questa mattina sulla salma della tredicenne. La Procura ha affidato l'incarico alla dottoressa Stefania Urso, mentre i familiari della tredicenne si sono affidati al dottor Augusto Canali e gli indagati alla dottoressa Daniela Lucidi. Sotto accusa, al momento, gli imprenditori dell'hotel, Mauro Di Martino e Francesco Saverio Emini, Nicolangelo Viola, un manutentore, ed Ermanno Corpolongo, costruttore della piscina.

A Morolo e a Frosinone i genitori della vittima, i parenti, gli amici e gli stessi insegnanti hanno scelto intanto il silenzio. "Troppo il dolore, i familiari non vogliono che venga rilasciata alcuna dichiarazione " , afferma l'avvocato Maria Minotti, legale della famiglia.

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Spadafora (Pari Opportunità): “20 milioni a 197 progetti per combattere la violenza sulle donne”

A rispondere alla ragazza della lettera al Corriere della Sera  la propria storia di violenza subita nell'indifferenza generale, è Vincenzo Spadafora, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega alle Pari Opportunità. Il ministro apre dicendo che la lettera parla più di molti libri di sociologia, avendo fotografato l'Italia dell'apatia collettiva e delle donne lasciate a sè stesse. Vincenzo Spadafora si chiede quali passi il Governo debba fare. "Sicuramente – dice Spadafora – sensibilizzare gli uomini è un passo necessario. Bisogna opporsi alla cultura della violenza sulle donne e mettere in atto iniziative forti in supporto della vittime". In virtù di questo il ministro annuncia la firma di una serie di convenzioni che porterebbero 20 milioni a 197 progetti inseriti nel piano stragetico nazionale contro la violenza sulle donne. Per concludere, Vincenzo Spadafora sentenzia: "Ognuno di noi deve dire mi riguarda".

Paola Guerci, commentando la notizia, sottolinea quanto l'indifferenza metta paura: "Viviamo in una società non abituata ad intervire in aiuto del prossimo e questo porta ad un'insicurezza collettiva. Ci può anche essere una vasta presenza delle forze dell'ordine sul territorio ma, se una comunità non si sente tale e si manifesta apatica, c'è ben poco da poco da fare. In questo senso – conclude la giornalista di Radio Roma Capitale – è la cultura che salva che crea consapevolezza e genera senso di appartenenza".

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Roma, Metro B mai costruita il consorzio al Comune “Paghi 360 milioni”

(Fonte: la Repubblica, di Daniele Autieri) – Virginia Raggi e il Comune di Roma di nuovo citati in tribunale. A chiamare la sindaca e il Campidoglio a rispondere delle loro decisioni è il consorzio Metro B, l’azienda privata incaricata del prolungamento della linea, che – a sette anni dall’aggiudicazione della gara – è ancora ferma al palo per colpa dell’immobilismo dell’amministrazione e del suo braccio operativo, Roma metropolitane.

Una responsabilità condivisa da tre consiliature (Alemanno, Marino e oggi Raggi) che potrebbe costare al Campidoglio 356 milioni di euro. Tanto hanno chiesto come risarcimento gli avvocati del consorzio invitando il Comune e Roma metropolitane a comparire il 4 ottobre prossimo davanti al tribunale civile. La storia inizia il 9 settembre del 2011 quando la gara viene aggiudicata in forma definitiva a un consorzio guidato da Salini Costruttori ( oggi gruppo Salini Impregilo) e di cui fanno parte Vianini Lavori e Ansaldo Sts. L’oggetto dell’appalto prevede il prolungamento della linea B della metro da Rebibbia a Casal Monastero per un importo calcolato in 560 milioni di euro. Le risorse pubbliche ci sono, anche se coprono solo parte dei costi, e ammontano a 167 milioni, 12 dei quali messi a disposizione dal Comune, 56 dal governo per Roma Capitale, 99 dalla Regione Lazio.

Il resto, secondo uno schema classico per questo genere di opere, viene recuperato attraverso le valorizzazioni immobiliari, ossia vengono individuate delle aree dove i costruttori della metro possono realizzare abitazioni da vendere sul mercato. Le aree individuate sono Pietralata, Tiburtino, Rebibbia, Casal Monastero, Torraccia, sulle quali il Comune si impegna ad approvare varianti urbanistiche che le rendano edificabili. La proposta immobiliare viene così allegata all’offerta economica e approvata in via definitiva.

Tutto sembra pronto per la posa della prima pietra, ma il cantiere non parte. Il 9 novembre del 2012 il Comune chiede un primo cambiamento al consorzio che – secondo gli avvocati che hanno presentato la citazione – non era previsto dalla convenzione. Il cambiamento non è da poco perché prevede la revisione del progetto, sia preliminare che definitivo. Due nuovi progetti vengono realizzati, e tengono conto delle richieste dell’amministrazione, riducendo il costo dell’opera. Ma neanche questo è sufficiente per far partire i lavori.

Il 30 aprile del 2013 il Campidoglio e Roma metropolitane chiedono la stesura di un terzo progetto che il consorzio realizza e invia alla municipalizzata l’8 agosto dello stesso anno. Intanto sono passati più di due anni e le aziende cominciano a presentare il conto dei costi aggiuntivi, legati ai ritardi. Inizia la battaglia.
Si arriva al 2016 senza che nulla cambi. Il consorzio sollecita l’amministrazione, ma in Campidoglio nessuno risponde. E – denunciano oggi i legali – è passato oltre un anno dall’ultima comunicazione. Da qui la decisione di citare i due soggetti in giudizio, prima di tutto per chiedere la nullità della convenzione stipulata nel lontano 2011 e in seconda battuta per riavere indietro il dovuto. Così, dopo sette anni di tranquillità sonnacchiosa, il Comune potrebbe essere obbligato a pagare 356 milioni di euro.

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Roma, esibisce la patente di un romano ma lui è romeno: 43enne in manette

Durante un normale servizio di controllo del territorio, gli agenti della Polizia di Stato hanno notato un’autovettura, con due persone a bordo, parcheggiata in doppia fila. Dopo il passaggio della Volante, l’uomo seduto dal lato del passeggero è sceso velocemente per salire su un’altra utilitaria, metterla in moto ed allontanarsi. Pensando che la cosa fosse strana, i poliziotti lo hanno inseguito e fermato poco dopo per controllarlo: l’autista ha esibito una patente italiana ed ha dichiarato le generalità nella stessa riportate ma è stato tradito dal suo accento, palesemente dell’est Europa.

Facendo ulteriori accertamenti, gli agenti gli hanno trovato nel portafoglio un titolo di viaggio, rilasciato dall’Ambasciata romena, completo di fotografia a lui corrispondente, con i suoi dati ed hanno quindi scoperto le sue vere generalità. L’autovettura a bordo della quale stava viaggiando è risultata rubata così come la patente inizialmente mostrata: I.N., queste le iniziali del cittadino romeno di 43 anni, con vari precedenti specifici a suo carico, è stato sottoposto a fermo per ricettazione in concorso e portato a Regina Coeli, mentre il suo complice è stato denunciato.

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Tivoli, maltrattamenti in famiglia: uomo in manette

Già nel 2015 la donna aveva denunciato il suo compagno perché l’aveva minacciata e picchiata ma poi, dietro la promessa di non ripetere più quei comportamenti, l’aveva perdonato e riaccolto in casa. All’inizio di quest’anno però, T.V.S., romeno di 30 anni, spesso ubriaco, ha ricominciato a minacciare e malmenare la sua convivente che, ogni volta, ha chiamato la Polizia di Stato ed è andata al Pronto Soccorso per farsi medicare. Gli investigatori del commissariato di Tivoli, raccolti gli atti ed i referti medici, hanno mandato tutto alla competente Autorità Giudiziaria, che ha disposto la custodia cautelare in carcere per il ragazzo. T.V.S. è stato così arrestato dagli stessi poliziotti ai quali più volte la vittima si era rivolta per chiedere aiuto.

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Roma, gare per potature ferme Marino: «Servono esperti in appalti»

(Fonte: Corriere della Sera, di Manuela Pelati) – Gli interventi per gli alberi a rischio crollo sembrano strozzati nella burocrazia e anche se, come dice l’assessora Montanari, servirebbero 110 di milioni per gli interventi sulle alberature di Roma, i nove milioni messi a bilancio di quest’anno non si riescono a usare. E se il bando del 2015 da 3,5 milioni per gli alberi a rischio censiti nel 2014 è partito nel 2017, quello deciso dal Campidoglio nel 2017 da 5 milioni per le potature ordinarie non riuscirà a partire neanche per la fine del 2018.

Estella Marino assessora all’Ambiente dal 2013 al 2015 con il sindaco Ignazio Marino (Pd) e promotrice dell’appaltone in corso per il controllo di 82 mila alberature, perché per queste gare ci vogliono tanti anni? 
«Il nostro bando ci mise molto per andare in gara nel 2015 perché nel 2014 avevamo in corso i lavori precedenti e poi a dicembre è scoppiata l’inchiesta su “Mafia Capitale” che ha paralizzato tutto. Poi è rimasto fermo per ricorsi al Tar durante l’amministrazione del commissario Tronca, finché nel 2017 si è sbloccato e a luglio l’amministrazione attuale si è trovata con i lavori pronti a partire. La nuova amministrazione non ha questi ostacoli».

Lei che idea si è fatta?
«Il bando attuale per le potature fu pubblicato nel 2016, ma è stato ritirato dopo i rilievi dell’Anac forse perché non era aggiornato sul correttivo del Codice degli appalti. I tempi si sono allungati, ma ancora non c’è l’aggiudicazione, è strano».

È passato un altro anno…
«Sì, ma bisognerebbe anche rafforzare il personale esperto in materia di gare e direzione lavori di appalti nel Dipartimento Ambiente. È fondamentale avere uffici in grado di scrivere un capitolato ed evitare ricorsi al Tar».

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Municipio XI, PD: il presidente Torrelli (M5S) si dimetta

Il gruppo del Partito Democratico dell'XI Municipio, chiedendo le dimissioni del presedente Torrelli, ha dichiarato: "Le immagini odierne, di un’assurda coda sulla Roma-Fiumicino all’imbocco con il viadotto della Magliana dovute alla folle sperimentazione di cosiddetta 'canalizzazione del traffico', ormai sono divenute una consuetudine, da quando è stata avviata, lo scorso 8 giugno, questa scellerata opera da parte del Municipio XI e del dipartimento mobilità di Roma Capitale. A nulla sono valse le migliaia di proteste dei cittadini sempre più esasperati, il parere negativo di ANAS, la nota del Sindaco di Fiumicino Esterino Montino, le lamentele dei sindacati di tassisti e autonoleggiatori e da ultimo anche la nota della Prefettura: di fronte al quotidiano caos la risposta della Sindaca Raggi è di un assordante silenzio, la risposta dei tecnici della mobilità capitolina è ancor più imbarazzante con note ambigue che dicono tutto e il contrario di tutto.

Di fronte a questo scempio colpisce ancor di più per inadeguatezza, irresponsabilità e disinteresse il Presidente del Municipio XI, Mario Torelli, che incurante di questi fatti, privo ormai di una maggioranza consiliare e in balia degli eventi, continua a tacere, non prendere posizione, non dire una parola per riportare un po’ di buon senso nell'amministrazione municipale facendo ritirare questo scellerato provvedimento. Un Presidente assente, incapace di guidare la propria comunità, di confrontarsi con i cittadini, di farsi carico del malessere di migliaia di lavoratori che inspiegabilmente da oltre un mese sono vessati da una sperimentazione che appare più il vezzo di bambini che tentano di giocare ai piccoli amministratori che non di rappresentanti del popolo pronti a tornare tempestivamente sui propri passi in caso di errore.

Questo Presidente passerà alla storia della nostra città per aver causato, nel primo anno di consilitatura, l’interruzione temporanea dei servizi di assistenza sociale ai disabili del nostro Municipio e poi, nel secondo anno, per aver bloccato addirittura un’autostrada. Cosa ci dobbiamo aspettare per il prossimo anno? Visti i disastri compiuti e l’assenza ormai della fiducia del Consiglio, gli chiediamo un atto di responsabilità e dignità: si dimetta e ponga fine a questa lenta ed indegna agonia". E’ quanto dichiarano in una nota i consiglieri del Partito Democratico Maurizio Veloccia, Gianluca Lanzi, Giulia Fainella, Angelo Vastola e Claudio Barocci".

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Ficcardi (M5S): “Il Disability Pride è molto importante per il Comune”

Simona Ficcardi, consigliere comunale del M5S, è intervenuta ai microfoni di Radio Roma Capitale ed ha risposto ad alcune domande di Andrea Pranovi sul Disability Pride. Ecco l’intervista:

Quanto è importante il Disability Pride per l’amministrazione comunale?

E' molto importante per noi. Questa, infatti, è la prima volta patrocinato da Roma Capitale. L’obiettivo è rilanciare l’attenzione sulla questione e garantire l’attuazione di azioni concrete.

Quali misure concrete sono state adottate fino ad ora?

Grazie all’attenzione e all'impegno della sindaca Raggi, abbiamo nominato un delegato che avrà il compito di garantire in tutti i dipartimenti il rispetto della Convenzione ONU. E’ stato nominato anche un Disabiliti Manager in ogni dipartimento e in ogni partecipata. 

Abbiamo anche lavorato su una serie di regolamenti che per decenni non erano stati toccati come, per esempio, quello per l’assistenza scolastica o la mozione che impegna la giunta a prevedere l’accessibilità al dibattito pubblico per i sordi. Rispetto a ciò, in aula Giulio Cesare ci sarà un interprete; anche sullo streaming verrà garantito l’accesso ai sordi. Tutto ciò anche grazie a Marcello De Vito, che lo ha reso possibile con i risparmi d’aula.

Abbiamo anche avviato dei percorsi di democrazia partecipativa, come quello nel municipio VIII: i cittadini potranno anche esprimersi sull'abbattimento delle barriere architettoniche. Molte azioni sono rimaste nel cassetto nei lavori pubblici per molto tempo perché, probabilmente, non erano state considerate prioritarie. Abbiamo preso in mano un percorso già avviato, anche se frammentario, per renderlo concreto, cercando di razionalizzarlo in base ai fondi di cui disponiamo. Questo riguarda anche il trasporto pubblico: si tratta di piccole azioni che, però, sono molto importanti. 

Gli ostacoli fisici, purtroppo, non sono gli unici esistenti: la sensibilizzazione è fondamentale: per questo abbiamo parlato con Atac per semplificare alcune cose, come la vendita del biglietto.

Ci sono stati problemi con la contraffazione dei parcheggi riservati ai disabili. Una questione gravosa per il Comune?

La sindaca Raggi ha deciso di semplificare controlli e sanzioni. E’ allarmante il dato per cui i cittadini parcheggiano nelle rampe per l’accesso ai marciapiedi o nei parcheggi riservati. Queste, però, sono barriere culturali che per essere abbattute hanno bisogno di molto tempo.