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Cronaca

Ricercato per truffa si nascondeva in un ostello a Termini

(Fonte: www.romatoday.it)
Ricercato per truffa si nascondeva in un albergo a Termini. Sono stati gli agenti della polizia di Stato del commissariato Castro Pretorio a scovare ed arrestare,  grazie al sistema informatizzato “alloggiati”, un 31enne di origini senegalesi. L’uomo, rintracciato in un ostello di via Marsala intorno alle 2:30 del 29 maggio, aveva a carico un mandato d’arresto europeo da parte della Germania per truffa. Rintracciato dagli agenti è stato associato presso il carcere di Regina Coeli a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. Sempre la polizia, alle 19:00 circa di ieri, in viale Marconi, ha arrestato un 28enne romana, per furto aggravato. Nello specifico è stata bloccata dopo aver rubato dei profumi. L'arresto da parte degli agenti del commissariato San Paolo. 
 

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Politica

Di Berardino: ottima la proroga della busta paga pesante nelle aree del sisma

 «E’ un’ottima notizia quella che arriva dal Consiglio dei Ministri sul decreto di proroga della busta paga pesante nelle aree del sisma. La prosecuzione dello stato di emergenza e delle esenzioni fiscali sono decisioni coerenti con il lavoro svolto tra le quattro Regioni coinvolte e il Commissario straordinario del Governo per la ricostruzione, Paola De Micheli. Questo contribuirà a aiutare le popolazioni locali e favorirà le imprese nella ricostruzione e nel consolidamento del tessuto economico. Nelle settimane scorse, incontrando i residenti e i sindaci dell’area del cratere reatino, in molti mi avevano chiesto di interloquire con il Commissario alla ricostruzione per chiedere di tenere bloccato il pagamento di tasse e contributi. La risposta data oggi dal CDM evidenzia una grande attenzione e un alto senso di responsabilità per questi territori, dimostrato dal giorno del sisma fino alla fine della Legislatura». Così in una nota Claudio Di Berardino, assessore al Lavoro e Nuovi diritti, Politiche della ricostruzione della Regione Lazio.
 

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Politica

Campidoglio, in partenza #VIALIBERA, la rete ciclopedonale che attraverserà la capitale

Domenica 10 giugno, dalle ore 10 alle 19, parte l’iniziativa #VIALIBERA: un’unica rete ciclopedonale che attraverserà tutta Roma con strade off-limits ad auto e scooter. Il percorso interesserà più strade: da via Cola di Rienzo a via Tiburtina (San Lorenzo), via dei Fori Imperiali e Largo Corrado Ricci, da via XX Settembre a Piazza Venezia e ancora viale Manzoni, via Labicana, via Veneto, viale Regina Elena (tutte le informazioni sono disponibili sul sito https://romamobilita.it/it). Domenica parte la prima sperimentazione del tracciato progettato da Roma Servizi per la Mobilità, ispirato dalla proposta w.e.b. presentata sul portale del PUMS. Nei prossimi mesi, è previsto l’ampliamento dei percorsi. Saranno individuati, quindi, altri itinerari anche in base alla risposta dei cittadini: le vie si arricchiranno di eventi, attività e feste di quartiere, iniziative mirate a promuovere un nuovo approccio culturale alla mobilità e un nuovo uso della strada, a salvaguardia di pedoni e ciclisti. Per la sindaca di Roma, Virginia Raggi, la manifestazione rappresenta un’occasione di confronto con i cittadini sul tema della mobilità sostenibile. Un’iniziativa inedita per la città di Roma che coinvolge le parti sociali, le rappresentanze e le realtà associative che potranno contribuire a rafforzare e valorizzare il progetto. Una giornata di festa, dove per un’intera domenica strade di solito molto trafficate saranno completamente libere da auto e scooter. Isole pedonali, luoghi sicuri e riconoscibili, che saranno presidiati dalle forze dell’ordine per consentire il regolare svolgimento dell’iniziativa. L’assessore alla Città in Movimento, Linda Meleo, spiega come la Consulta Cittadina sulla Sicurezza Stradale, Mobilità Dolce e Sostenibilità avrà il compito di interagire con enti e associazioni per promuovere iniziative “itineranti”, attività ludico-ricreative. Saranno, quindi, riservate zone per fitness, trekking urbano e manifestazioni artistiche. Il piano comprende pedonalizzazioni integrali e parziali, dove il transito veicolare sarà consentito solo su parte della carreggiata. Un’opportunità per riscoprire gli spazi e riservare aree dedicate a pedoni e ciclisti. Secondo il presidente della Commissione capitolina Mobilità, Enrico Stefàno questo è solo l’inizio: la sperimentazione consentirà anche di verificare l’impatto delle pedonalizzazioni transitorie e definitive, già allo studio da parte dell’Amministrazione nell’ambito dei diversi Municipi, e permetterà di promuoverne di nuove.
 

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Cronaca

Fondi, tenta di violentare una bambina nei vicoli vicini all’Anfiteatro: arrestato

(Fonte: www.repubblica.it)

(di Clemente Pistilli)Accusato di aver bloccato una bambina di nove anni che, finito il doposcuola, stava tornando a casa, di averla presa per i polsi, sbattuta a terra su un selciato e aver cercato di violentarla, un 26enne è stato arrestato dal commissariato di Fondi. Il tentativo di violenza sessuale è avvenuto nel centro della città del sud pontino. Ad allertare la Polizia è stata una telefonata fatta ieri pomeriggio al 113, attorno alle 17.30, dalla mamma della piccola. La donna ha denunciato il tentativo di abuso compiuto da un giovane già noto alle forze dell'ordine. Gli investigatori si sono quindi messi sulle tracce del 26enne, individuandolo alla fine nei vicoli vicini all'anfiteatro di Fondi, seminascosto tra le auto in sosta. Agli agenti la minore ha raccontato che, dopo essere stata immobilizzata a terra, il giovane le aveva alzato il vestitino e aveva iniziato a mimare un atto sessuale. La piccola ha infine aggiunto di essersi difesa stringendo le gambe e urlando, fino a quando alcuni passati erano intervenuti e avevano messo in fuga il 26enne. Quest'ultimo è stato così arrestato e, avendo problemi di salute, messo ai domiciliari.

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Cronaca

Regeni, i video della metropolitana alla procura di Roma: pm italiani al Cairo per trovare gli assassini di Giulio

(Fonte: www.ilmessaggero.it)
«L'aspetto importante é che le immagini recuperate sono state consegnate» alla «Procura di Roma e ai nostri organi investigativi» e «adesso dovranno essere analizzate»: lo detto al Tg1 l'ambasciatore d'Italia al Cairo, Giampaolo Cantini, a margine di una visita del pm Sergio Colaiocco nella capitale egiziana nell'ambito dell'inchiesta sull'omicidio di Giulio Regeni. Le immagini cui si fa riferimento sono i video delle telecamere della metropolitana del Cairo.
Il magistrato romano é arrivato ieri al Cairo per chiudere l'attività tecnica di recupero delle immagini riprese dalle telecamere di sorveglianza della metropolitana cairota nelle ultime ore prima che si perdessero le tracce di Giulio Regeni. «Adesso si tratterà di analizzare queste immagini e vedere se ci sono dei dati importanti e rilevanti ai fini delle indagini», ha detto Cantini, sempre nelle dichiarazioni al Tg1.
«Sono immagini che potrebbero permettere di individuare», oltre a Regeni, «anche altre persone che potrebbero essere importanti ai fini delle indagini», ha affermato l'ambasciatore. «L'attività di questi giorni, svolta dalla Procura di Roma e dagli organi investigativi, é stata molto importante, molto significativa», ha sottolineato l'ambasciatore Cantini.
«Si é trattato del recupero delle immagini di tutte le stazioni della metropolitana del Cairo in una fascia oraria che é rilevante ai fini delle indagini», ha detto il diplomatico riferendosi a «quella in cui é scomparso Giulio o per lo meno si é persa traccia» del ricercatore friulano. Il riferimento, implicito, é dunque alle tre ore fra le 19 e le 21 del 25 gennaio 2016. «Si tratta di un'attività che é stata svolta congiuntamente dalla Procura del Cairo, dalla Procura di Roma e dalla società che ha predisposto un software dedicato», ha ricordato l'ambasciatore. «L'aspetto da sottolineare é soprattutto» la «collaborazione da parte della Procura del Cairo, degli organi investigativi egiziani, che indubbiamente segna una svolta: negli ultimi mesi abbiano assistito a un'intensificazione di questa collaborazione», ha detto ancora Cantini.

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Cronaca

Apre la gioielleria e si trova i rapinatori alle spalle, paura sulla via Appia Nuova

(Fonte: www.romatoday.it)
(di Mauro Cifelli) Avevano studiato le mosse della gioielliera ed hanno atteso che aprisse il negozio poco prima delle 9:00. Una volta tirata su la serranda dell'outlet la donna si è trovata due rapinatori alle spalle, che dopo averla minacciata sono entrati nel negozio insieme a lei. I fatti sono accaduti la mattina dello scorso venerdì 25 maggio, all'OroCash di via Appia Nuova, ad Albano Laziale, nella zona dei Castelli Romani. Presa alla sprovvista la titolare della gioielleria, i due rapinatori, entrambi con i volti travisati ed uno dei quali armato di taglierino, hanno intimato alla commerciante di consegnargli denaro, oro e gioielli presenti nella cassaforte del negozio. Scattato l'allarme antifurto, collegato alla centrale operativa Sicuritalia, immediatamente è giunta la segnalazione alle forze dell'ordine. In una corsa persa contro il tempo i due banditi non sono però riusciti nel loro intento di aprire la cassaforte. Poi la fuga a bordo di un'auto parcheggiata sulla via Appia Nuova. Allertate le forze dell'ordine sul posto sono arrivati nel volgere di pochi minuti i carabinieri della Stazione di Albano Laziale e quelli del Nucleo Radiomobile Operativo della Compagnia di Castel Gandolfo. Spaventata ma illesa la titolare dell'OraCash. Acquisite le immagini di videosorveglianza dell'esercizio commerciale, i due rapinatori sono attivamente ricercati dalle forze dell'ordine. 

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Giro, tre arresti e due denunce per la manifestazione filopalestinese

(Fonte: www.ilmessaggero.it)
(di M.Pas.)E' di tre arresti e due denunce il bilancio del blitz filopalestinese al Giro d'Italia, ieri pomeriggio. Una manifestazione, quella degli anti-israeliani, che era stata annunciata sui social e che è culminata con il tentativo di impedire il passaggio dei corridori. I reati contestati ai manifestanti vanno dalla resistenza a pubblico ufficiale a manifestazione non preavvisata e radunata sediziosa nonché, per una di loro, di accensione di fumogeni nel corso della manifestazione sportiva. «Le azioni messe in atto dai manifestanti, da cui la comunità palestinese si è dissociata – sottolinea in una nota la Questura – sono poi continuate con accensione di fumogeni e lancio di bottiglie di plastiche indirizzate verso gli atleti. L’immediato intervento delle forze dell’ordine ha consentito di individuare alcuni dei responsabili degli episodi, bloccati nonostante il tentativo di un centinaio di attivisti di sottrarli agli agenti, ponendo in essere un’attiva resistenza». Al termine, 5 di loro sono stati condotti in Questura e, dopo le indagini, corroborate dalla visione delle riprese video effettuate dalla Polizia Scientifica, 3 sono stati arrestati, mentre per altri due sono scattate le denunce all’autorità giudiziaria. Il lavoro degli investigatori della Digos comunque proseguirà, per  cercare di identificare gli altri partecipanti alle azioni violente poste in essere. Gli antagonisti della Sapienza, intanto, hanno tenuto oggi una conferenza stampa nel corso della quale hanno denunciato le “cariche immotivate” dei poliziotti: uno di loro, che si è presentato con il braccio ingessato, ha sostenuto di essere stato picchiato dagli agenti e di aver avuto una prognosi di 40 giorni. Tra i manifestanti, al Circo Massimo, c'era una folta delegazione di esponenti dei centri sociali, riconducibili ai movimenti universitari.

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Cronaca

Roma, emergenza voragini: mappati 32 km di gallerie sotterranee

(Fonte: www.ilmessaggero.it)

Roma ha trentadue chilometri di cavità sotterranee: un sottosuolo groviera che sta all'origine dei continui casi di voragini che si aprono all'improvviso per le strade della Capitale. L'SOS arriva dall'Autorità di distretto idrografico dell'Italia centrale, che ha accorpato l'Autorità del Tevere. Per il segretario Erasmo D'Angelis «i recenti continui fenomeni di sprofondamento e voragini con collassi stradali e l'instabilità di edifici in diversi quartieri della Capitale mostrano un livello di fragilità del suolo e del sottosuolo elevato e da non sottovalutare». Per D'Angelis sono necessari «interventi urgenti sia di controllo con le tecniche più avanzate, sia di consolidamento e messa in sicurezza». In seguito ad un'ispezione nei sotterranei del Tempio di Claudio al Celio, si spiega che a Roma «sono ad oggi censiti e mappati ben 32 chilometri quadrati di gallerie sotto il tessuto urbano e sotto centinaia di chilometri di strade la cui tenuta ha problemi seri». «Siamo di fronte a condizioni di rischio da tempo ampiamente sottovalutate o rimosse. C'è solo da rimboccarsi le maniche e la politica, tutta, chi amministra e chi è all'opposizione, può lavorare per questa causa comune, per prevenire tragedie», conclude D'Angelis. Secondo la nota divulgata, è «impressionante l'incremento del numero di cedimenti con aperture di oltre un metro di diametro e di profondità. Se sono stati oltre 3.000 i casi registrati negli ultimi 100 anni, negli ultimi dieci anni ne sono stati censiti in media ben 90, con il picco di 130 nel 2012, 104 nel 2013 e fino al 2017 la media di 100. In questi primi mesi del 2018 ne erano state registrate già 83».

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Politica

Campidoglio, iniziato il corso di formazione per detenuti di Rebibbia

È iniziato questa mattina il corso di formazione per altri 14 detenuti della Casa circondariale di Rebibbia, un percorso preventivo, con rilascio di attestato, che gli consentirà di lavorare per la pulizia delle aree verdi e dei parchi di Roma cinque giorni a settimana, sotto il controllo diretto e la supervisione della Polizia Penitenziaria. Il corso, organizzato dal Servizio Giardini, durerà una settimana e potrà servire anche successivamente per il reinserimento nel mondo lavorativo. Si tratta di un’iniziativa promossa grazie al profondo lavoro di sinergia e di coordinamento tra gli assessori Baldassarre, Frongia e Montanari. I nuovi detenuti si aggiungeranno ai primi 18 che hanno iniziato il lavoro lo scorso marzo da Colle Oppio, ricevendo apprezzamenti dalle istituzioni e dai cittadini. L’iniziativa si è sviluppata tramite la sottoscrizione dell’Accordo congiunto Roma Capitale – Ministero della Giustizia e la successiva firma del Protocollo d’Intesa per il progetto “Lavori di pubblica utilità e recupero del patrimonio ambientale”. Il progetto si fonda su attività di “lavoro volontario e gratuito”, tenendo conto delle specifiche professionalità e attitudini lavorative, promuovendo un percorso di sensibilizzazione al rispetto del bene comune, alla legalità, all’osservanza delle regole e delle norme, come elementi imprescindibili per il percorso di reinserimento del reo.

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Cronaca

I Castelli piangono Yasmine, la 18enne con la passione del giornalismo uccisa dalla madre

(Fonte: www.romatoday.it)

(di Francesca Ragno e Lorenzo Nicolini)I Castelli Romani piangono Yasmine Seffahi la ragazza di 18 anni uccisa dalla mamma, Saliha Marsli. La tragedia si è consumata nella serata di domenica 27 maggio. La donna, 43enne marocchina, ha sgozzato la figlia, poi ha dato fuoco al loro appartamento e si è suicidata, gettandosi dal 4° piano di un palazzo in via Francia. A dare l'allarme i residenti che stavano attraversando il centro abitato del comune di Albano Laziale durante la processione in onore di San Filippo Neri.  Yasmine Seffahi frequentava il liceo scientifico Vailati nella vicina Genzano e nelle ultime settimane aveva anche iniziato a muovere i primi passi nell'impegno civico e politico attivandosi per la campagna elettorale del Consiglio dei giovani di Albano, le cui elezioni si sono tenute proprio nella giornata di ieri. Secondo le indagini dei Carabinieri è emerso che, tra mamma e figlia da tempo c'erano forti attriti, ma sembravano integrate, la madre lavorava come collaboratrice domestica e badante. Il padre di Yasmine, invece, è tornato in Marocco. Ieri l'ennesima, tragica, lite. Yasmine non voleva lasciare i Castelli Romani e l'Italia, e per questo discutevano. Andrea Titti, giornalista di Cecchina, aveva conosciuto Yasmine come insegnante e l'aveva vista di recente proprio in occasione delle imminenti elezioni del Consiglio dei Giovani, e ha un ricordo di lei come di una ragazza con tanta voglia di partecipare e molto propositiva: "L'ho conosciuta nell'ambito del progetto di alternanza scuola-lavoro 'Giornalisti non per caso' che porto avanti in diverse scuole dei Castelli Romani. Yasmine aveva partecipato lo scorso anno al nostro progetto ed era sicuramente una delle nostre migliori studentesse, un po' timida, ma socievole, integrata, vestiva all'occidentale come la madre ed era molto propositiva. – racconta a RomaToday – Era rimasta in contatto con la redazione del nostro giornale e collaborava con noi compatibilmente con gli impegni scolastici. Nell'ultimo periodo era estremamente entusiasta nel partecipare alle nostre iniziative, forse a ripensarci anche in modo eccessivo perché sembrava che avesse molta voglia di stare fuori casa". "Si era attivata tantissimo per le elezioni del consiglio dei giovani di Albano e lo scorso 18 maggio era intervenuta con passione alla presentazione del libro di Simone Perotti, un libro particolare che parla di come cambiare vita lasciando il lavoro. Diceva che anche lei aveva compiuto un cambiamento radicale: da taciturna aveva deciso di diventare loquace. Forse il suo era un grido d'aiuto". La mamma di Yasmine era molto presente nella vita della figlia, era sempre con lei: "Pensavo fosse più apprensiva del solito, ci può stare con una figlia che partecipa a molte attività. Negli ultimi dieci giorni Yasmine non aveva partecipato alle nostre attività e si era scusata dicendo che era stata in ospedale. Ho scoperto, poi, che era stata ricoverata per precedenti litigi con la madre e si dice che avesse avvertito gli operatori del 118 che la volta prossima l'avrebbero trovata morta". "Ieri è stato veramente scioccante scoprire cosa fosse accaduto. Avevo provato a contattare Yasmine la mattina per sapere se sarebbe andata alle elezioni del Consiglio dei giovani, ma non ero riuscito a parlarci e proprio i suoi amici, mi avevano chiesto se l'avevo sentita e se aveva votato. Tornato a casa poi ho scoperto cosa fosse successo". Sulla vicenda è intervenuto anche l'avvocato Gabriele Sepio, Consigliere Comunale di Albano, delegato allo studio delle Politiche Sociali e membro del Consiglio Nazionale del Terzo Settore: "La famiglia non aveva denunciato situazioni di disagio e non aveva mai sentito il bisogno di rivolgersi ai Servizi Sociali. Queste vicende ci raccontano molto di più di una tragedia. Ci ricordano che non bisogna mai abbassare la guardia e che occorre continuare il grande lavoro di prevenzione e contrasto verso tutte le forme di disagio ed emarginazione che riguardano i membri più fragili della nostra comunità. Il Comune di Albano Laziale ha attivato da qualche anno molti luoghi di incontro come lo sportello ascolto famiglia, quello per la tutela dei minori e lo sportello ascolto donna per il contrasto alla violenza all'interno della rete Protection Network. Di fronte a vicende come quuest si comprende ancora di più l'importanza di vivere in una comunità coesa". I Carabinieri del Nucleo Operativo di Castel Gandolfo ed i militari di Cecchina che indagano non hanno dubbi: quello di Cecchina è stato un omicidio suicidio. Gli uomini dell'arma coordinati dal comandante Emanuele Tamorri escludono il coinvolgimento di terze persone. Da chiarire solo l'esatta cronologia dei fatti. Nel frattempo le salme sono state portare all'istituto medico legale di Tor Vergata. Sui corpi sarà eseguita l'autopsia, come da disposizione della Procura di Velletri.