Categorie
Cronaca

Rubava e rivendeva in proprio vaschette di gelato, fermato dalla Polizia

Già da dicembre, il proprietario di uno storico bar – gelateria situato in zona Prati  aveva iniziato a nutrire seri dubbi sulla fedeltà di un suo dipendente, avendo ripetutamente constatato la mancanza di una parte consistente della sua produzione artigianale. Perdurando tale situazione, alla fine si è deciso a rivolgersi agli agenti della Polizia di Stato del Commissariato Prati, diretto da Domenico Condello, che hanno subito iniziato a svolgere le indagini. Pedinando il corriere mentre faceva le consegne a bordo del furgone dell’azienda, lo hanno visto varcare l’ingresso di un centro commerciale per poi raggiungere una gelateria all’interno. Qui, ricevuta una busta da un uomo, ha iniziato a contare i soldi. A quel punto i poliziotti sono intervenuti, trovando nel retrobottega 11 vaschette di gelato, appena consegnate. Dai successivi accertamenti è emerso che il dipendente, 45enne di nazionalità romena, oltre alle 76 vaschette regolarmente consegnate, aveva asportato dal congelatore altre 11 vaschette. Il materiale rinvenuto è stato poi riconsegnato al proprietario. Al termine dell’attività, gli agenti hanno deferito all’autorità giudiziaria sia il dipendente infedele che il proprietario della gelateria che si riforniva illecitamente.
 

Categorie
Politica

Campidoglio, operazione della Polizia Locale contro taxi irregolari

 Terminata operazione della Polizia Locale per fronteggiare ogni forma di illegalità del trasporto pubblico non di linea: multati 41 taxi irregolari, ritirate 15 carte di circolazione ed effettuato un sequestro. Nella sola giornata di ieri sono partiti controlli a tappeto negli scali aeroportuali e ferroviari della Capitale. In un solo mese nel solo territorio di Roma, sono stati multati anche 44 bus turistici, 62 Ncc ed effettuati 10 fermi amministrativi. Da inizio febbraio a oggi il totale delle multe è superiore a 30mila euro. «Gli agenti  hanno operato sia nei principali scali aeroportuali e ferroviari a Fiumicino, Ciampino, Termini e Stazione Tiburtina, sia nelle strade del Centro. Sono quindi stati fatti controlli a tappetto a tutela degli operatori del settore e dei passeggeri per contrastare ogni forma di illegalità. Andiamo avanti con il nostro operato per individuare e sanzionare chiunque agisca fuori delle regole», dichiara l’Assessora alla Città in Movimento di Roma, Linda Meleo.

Categorie
Politica

Regione Lazio, approvate due delibere in ambito economico

«Il 20% dei fondi dei bandi regionali saranno destinati alle imprese che operano nelle aree di crisi riconosciute. Si tratta di un aiuto concreto per il rilancio e il sostegno delle imprese che operano nelle aree con maggiori difficoltà. Un modo di essere vicini ai territori non a parole ma concretamente per sostenere lo sviluppo e l’occupazione». Lo dichiara il Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti che annuncia l’approvazione in giunta di due delibere in ambito economico: una che garantisce una quota di fondi dei bandi regionali in materia economica alle imprese che operano in aree di crisi riconosciute e l’altra che ratifica l’intesa raggiunta nei giorni scorsi sul sito produttivo di Ideal Standard, in provincia di Frosinone. Il primo provvedimento stabilisce che in tutti i bandi destinati alle imprese emanati dalla Regione, che siano finanziati con fondi regionali o grazie al Por-Fesr 2014-2020, sarà attiva una riserva del 20% dei fondi stanziati destinata alle imprese localizzate in una delle Aree di Crisi Industriale Complessa della Regione (attualmente sono due: quella del Sistema Locale del Lavoro di Rieti, costituita da 44 Comuni, e quella del Sistema Locale del Lavoro di Frosinone, 50 Comuni). Questa scelta consentirà di garantire l’accesso al sostegno delle misure regionali alle aziende delle aree in cui maggiori sono le difficoltà, evitando che la concorrenza di quelle provenienti dalle aree economicamente più forti le emargini. Con il secondo provvedimento viene recepito dalla Regione lo schema di accordo di programma siglato il 12 febbraio scorso tra il Ministero dello Sviluppo Economico, Invitalia, Regione Lazio e Saxa Grestone, finalizzato alla ripresa, da parte di quest’ultima, del ramo d’azienda (compreso quindi il sito produttivo) di Ideal Standard di Roccasecca, in Provincia di Frosinone. Questo passaggio amministrativo contribuisce a rendere operativo l’accordo che evita gli oltre 300 licenziamenti, che sarebbero altrimenti avvenuti a partire da fine marzo, permette la riconversione industriale del sito produttivo, dalla realizzazione di sanitari a quella di sampietrini riciclati da materiale di scarto, e garantisce ai lavoratori la cassa integrazione per il periodo necessario alla riconversione e ripartenza dell’impianto. L’intesa prevede, oltre a una contribuzione finanziaria di 10 milioni da parte dell’azienda cedente il sito, Ideal Standard, anche agevolazioni pubbliche (tra finanziamenti agevolati e contributi a fondo perduto) per 19,3 milioni di euro, dei quali 4 della Regione Lazio.

Categorie
Cronaca

Fiumicino, ladri di profumi in manette

I Carabinieri della Compagnia Aeroporti di Roma, nell’ultime 24 ore, hanno denunciato quattro passeggeri per tentato furto. Si tratta precisamente di due cittadini italiani di origine campana di 24 e 25 anni, un romeno di 49 anni e un albanese di 47 anni, che sono stati sorpresi dai Carabinieri mentre stavano trafugando dei profumi e cosmetici dagli scaffali espositori dei duty-free shop ubicati all’interno dell’area internazionale dell’Aeroporto. La refurtiva, per un valore complessivo di 1.000 euro, è stata recuperata e restituita ai responsabili degli esercizi. I Carabinieri della Compagnia Aeroporti di Roma, nel corso dei controlli nelle aree aperte al pubblico e i viali dell’aeroporto Leonardo da Vinci di Fiumicino, hanno identificato e controllato più di 150 passeggeri, 50 autovetture ed elevato numerose violazioni al codice della strada.

Categorie
Cronaca

Regione Lazio, sistema di Protezione Civile in preallerta

«L’Agenzia regionale di Protezione Civile del Lazio ha riunito questa mattina presso la Sala operativa regionale i rappresentanti dei coordinamenti delle associazioni di Protezione Civile. L’incontro è stato organizzato in considerazione della preallerta per il maltempo previsto a partire da domenica con possibili precipitazioni nevose anche in pianura, sul litorale, sulla città di Roma e su tutto il territorio regionale. Questo incontro rientra in un lavoro più ampio svolto da diversi giorni dall’Agenzia regionale di Protezione Civile. Sono già state contattate telefonicamente tutte le Prefetture per anticipare il contenuto di una nota volta a sensibilizzare gli Enti proprietari delle strade ad attuare puntualmente i Piani Neve e i Comuni, le Province del Lazio e la Città Metropolitana di Roma ad attuare le previsioni dei Piani di Emergenza. Le associazioni di Protezione Civile presenti sui vari territori stanno organizzando squadre supplementari per fronteggiare le eventuali situazioni più critiche. Le risorse disponibili, sulla base dei dati risultanti dall’Elenco territoriale delle Associazioni di Protezione civile della Regione Lazio, sono:
• 63 lame spazzaneve; • 115 Pick-Up idonei al servizio neve; • 75 mezzi polifunzionali con assetto neve; • 35 turbine a mano; • 219 mezzi spargisale.
Nella sala operativa permanente della Regione Lazio saranno inoltre presenti a partire da domenica, per coordinare al meglio gli eventuali interventi sul territorio, tecnici dell’Azienda Strade Lazio (Astral) e rappresentanti dei Vigili del Fuoco. Considerate le possibili gelate l’Agenzia regionale di Protezione Civile del Lazio, in accordo con la stessa Astral, ha disposto quantitativi di sale stoccati in diversi punti della regione. È stata prevista una specifica pianificazione operativa per i territori colpiti dal sisma dell’agosto del 2016, in conseguenza della loro fragilità.  Ai volontari di Protezione Civile già presenti sul posto si aggiungeranno altre 5 squadre provenienti dalle altre province. Nella giornata di domani, ad Amatrice, è stato convocato un punto operativo presso il COI. Sul portale web della Regione Lazio è presente in evidenza dalla giornata di ieri un decalogo utile ai cittadini in caso di nevicate e gelo, in particolare per quanto concerne gli spostamenti: www.regione.lazio.it/freddo. In caso di necessità, per interventi di assistenza alla popolazione, è attiva h24 la Sala operativa della Protezione civile della Regione Lazio al numero: 803 555. Seguiranno eventuali allertamenti ufficiali con bollettini di criticità emessi dal Centro Funzionale Regionale dell’Agenzia regionale di Protezione Civile in relazione alle previsioni formulate dal Dipartimento nazionale della Protezione Civile».

 

Categorie
Cronaca

Rubava ai pazienti dell’ospedale Santo Spirito, fermata 50enne

Rubava telefonini dagli armadietti del reparto dell'Ospedale Santo Spirito, quando erano assenti alcune persone nel reparto. Questa la tecnica utilizzata da una 50enne romana. Ad incastrarla alcuni testimoni che, dopo aver notato la donna in azione, hanno avvisato le forze dell'ordine. Gli agenti della Polizia di Stato del commissariato Borgo hanno individuato e fermato la donna che è stata trovata con un portafoglio rubato e, all'interno dello zaino, quattro telefoni rubati, fra cui uno smartphone. Secondo gli accertamenti svolti dagli agenti, la donna aveva già commesso altri due furti. La donna è al momento agli arresti domiciliari. 

Categorie
Cultura

“Processo per stupro” la lettura scenica al Teatro Eliseo

Girato nel tribunale di Latina nel 1978, il documentario "Un processo per stupro" andò in onda su quello che allora era “il secondo canale” della Rai, raggiungendo oltre 12 milioni di spettatori e smascherando le consuetudini di abuso sui diritti delle donne. Fu un evento storico, non era mai accaduto che un processo contro degli uomini accusati di violenza sessuale venisse mostrato pubblicamente. Per la prima volta tantissime persone videro come una ragazza di diciotto anni fosse costretta a dimostrare l’assenza del suo consenso mentre quattro uomini la stupravano. Le riprese mostrarono in maniera inequivocabile come la vittima si trasformasse nell’imputata, come fosse costretta a difendersi lei dal suo passato e non i suoi carnefici da quanto compiuto. Inoltre, il pubblico si rese conto di come gli avvocati degli accusati potessero essere a loro volta brutali con la vittima. A quarant’anni di distanza la lettura scenica diretta da Renato Chiocca con la partecipazione di Clara Galante ed Enzo Provenzano, restituisce il linguaggio di quel processo penale facendo rivivere sul palcoscenico lo scandalo e l’indignazione di quello che fino ad allora era “un processo per stupro”, non così dissimile nei movimenti di opinione, mediatici e giudiziari dei nostri tempi. Ancora oggi, anche se molte cose sono cambiate da allora, ogni processo per stupro è un processo prima di tutto alla donna. Spiega il regista Renato Chiocca: Il linguaggio. Di questo lo spettacolo vuol diventare testimone. Un’occasione per reinventare in teatro il linguaggio di un processo penale di quasi quarant’anni fa e far rivivere al pubblico di oggi lo scandalo, l’indignazione e la presa di coscienza civile di quello che fino ad allora era “un processo per stupro”. Un progetto (nato con la collaborazione dell’associazione di volontariato Centro Donna Lilith e della rassegna Lievito – Nuove Esplorazioni nel Mondo delle Arti e dei Saperi) in cui il linguaggio della realtà, raccontato all’epoca attraverso la televisione, ritorna al pubblico grazie al teatro e la parola asciutta ritrova la sua straniante potenza comunicativa, la sua emozione, la sua urgenza. Fino al 26 aprile 1979, quando il secondo canale Rai mandò in onda la sintesi del processo, la parola «stupro» non esisteva. Fu il difensore di parte civile, l’avvocato Tina Lagostena Bassi a introdurla e ad imporla alle coscienze, in luogo del più generico termine di «violenza sessuale» all’epoca rubricato come reato contro la morale. L’abuso che venne raccontato in video avvenne vicino a Roma nel 1977. La vittima si chiamava Fiorella (il cognome non fu reso noto), una lavoratrice in nero sequestrata e violentata per un pomeriggio intero da un conoscente e altri tre uomini che, con la scusa di una proposta di lavoro come segretaria, l’avevano invitata in una villa per discuterne. Gli imputati, che al momento dell’arresto confermarono il fatto, cambiarono presto la loro versione, dichiarando durante la fase istruttoria che il “rapporto” era stato consensuale e pattuito con la ragazza per un compenso di 200.000 lire. I quattro imputati, condannati a pochi anni di reclusione, furono presto rilasciati in libertà condizionale. L’idea di documentare un processo per stupro nacque su proposta fatta alla RAI dalla regista programmista Loredana Rotondo, a margine di un convegno internazionale sulla violenza contro le donne organizzato a Roma. Si decise di mostrare quello che accadeva nelle aule dei tribunali, poiché fu evidente che davanti alla giustizia, in tutto il mondo, la vittima di uno stupro diventava automaticamente l’accusata. Il documentario ha ricevuto molti riconoscimenti ed è conservato anche negli archivi del MOMA di New York. Durata: 50 minuti 

Categorie
Cronaca

Caos affrancazioni, una sentenza riscrive la speculazione dei piani di zona: “Devo restituire 300.000 euro”

(Fonte: www.romatoday.it)
(di Ylenia Sina) Condannato a risarcire quasi 300 mila euro per la vendita di un'abitazione avvenuta dieci anni prima. Sulla vicenda della compravendita di case nei piani di zona della capitale arriva una sentenza, tra le prime nel suo genere, che obbliga l'ex proprietario di un alloggio realizzato in regime di edilizia agevolata e rivenduto a libero mercato a restituire all'acquirente la differenza di valore dell'immobile tra il primo acquisto e il secondo. Come raccontato più volte da Romatoday, migliaia di cittadini negli ultimi vent'anni hanno venduto e comprato alloggi simili e questa sentenza potrebbe avere l'effetto di un vero e proprio terremoto su una fetta consistente di mercato immobiliare della città. Il contesto è quello dei piani di zona, nome diventato familiare a Roma per via di recenti inchieste della magistratura, in relazione all'impiego dei fondi pubblici versati per la loro realizzazione, che hanno coinvolto alcuni di questi quartieri. In tutta Roma sono oltre cento, per un totale di migliaia di case destinate a "garantire il diritto alla casa ai ceti meno abbienti". I primi cantieri hanno aperto negli anni '80, molti altri non sono ancora conclusi. Per anni queste case acquistate a prezzi 'agevolati' sono state rivendute a prezzi di libero mercato, seguendo la prassi prevista per una normale compravendita. I casi sono migliaia. Le banche erogavano i mutui, i notai firmavano gli atti. Il 16 settembre del 2015 una sentenza delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione (la numero 18135 del 2015) piomba come un meteorite su questo sistema e stabilisce che questa interpretazione della legge era errata: il valore 'calmierato' di queste abitazioni segue l'immobile e non si esaurisce con il primo proprietario. Il vincolo del prezzo massimo di cessione, dice ancora la Cassazione, può essere rimosso solo con apposita convenzione con il Comune. L'effetto è quasi immediato: il valore di tutte le abitazioni realizzate nei piani di zona torna ad essere quello calmierato. Compravendite congelate, compromessi firmati e rogiti rimandati a data da destinarsi, acquirenti con quote consistenti già versate rimasti in attesa. Il Comune corre ai ripari ed approva una serie di delibere per permettere ai proprietari di 'liberarsi' dal prezzo massimo di cessione. Queste abitazioni, infatti, sono state costruite su terreni comunali, tecnicamente 'in diritto di superficie'. L'iter spesso procede a rilento, ma versando una quota che si aggira tra i 10mila e i 30mila euro è possibile 'affrancarle' e trasformarle in case del valore di mercato. È in questo quadro che si muove la storia di Paolo Visintin. Ha acquistato la sua abitazione nel piano di zona di Casal Brunori nel lontano 1993, versando quanto previsto dalla convenzione tra la cooperativa costruttrice e il Comune di Roma, 142 milioni di lire. Un appartamento di circa 75 metri quadrati, su due livelli. "Avevo tutti i requisiti" racconta a Romatoday. Ci abita con la famiglia per 14 anni, apportando delle migliorie al suo interno. Poi nel 2007 decide di vendere. “Sia io sia l'acquirente eravamo consapevoli della provenienza dell'immobile. Chiedemmo al notaio, al comune e alla banca se esistevano dei vincoli e tutti risposero di no. Infatti a quei tempi tutti vendevano a prezzo di mercato” continua Visintin. “Ho fatto tutto secondo le regole. Anche il notaio ha rogitato riportando nell'atto che l'immobile è stato costruito in un piano di zona”. Nel 2007 il mercato immobiliare romano non è ancora stato travolto dalla crisi che da lì a un paio di anni avrebbe investito gran parte del mondo occidentale. Il prezzo di vendita ammonta a 385 mila euro. Nel 2015, otto anni dopo, la Cassazione emette la sua sentenza: il valore dell'abitazione resta 'calmierato' anche quando viene venduto. Così nel luglio del 2016, quasi dieci anni dopo la compravendita, parte il ricorso contro Paolo Visintin. L'acquirente chiede di annullare parzialmente la compravendita e vuole la restituzione dei buona parte della somma pagata. Il 30 gennaio del 2018, ormai quasi dodici anni dopo, la decima sezione del Tribunale di Roma, sulla base della sentenza citata in precedenza, dichiara illegittimo il prezzo di vendita e condanna Paolo Visintin a restituire all'acquirente la differenza tra la somma versata e il prezzo massimo di cessione. In cifre: 385mila euro meno i 142 milioni di lire versati nel 1993, che nel 2007 sarebbero stati 101mila euro. La somma da restituire, quindi, ammonta a 283 mila euro più spese legali. “L'attuale applicazione del pregevole principio stabilito dalla Cassazione, volto a garantire nel tempo l'accesso alla casa ai ceti meno abbienti, purtroppo oggi sta portando ad un profondo scollamento con la realtà passata”  spiega a Romatoday l'avvocato che si è occupato del caso, Marco Cesetti. “In quei tempi la giurisprudenza della Cassazione, il Comune di Roma, tutto il notariato ed il sistema bancario erano coesi nell'affermare che non sussisteva alcun vincolo del prezzo”. Continua: “Considerato, inoltre, che oggi è possibile affrancare questi immobili dal prezzo vincolato, di fatto viene meno la effettività del principio stabilito dalla Cassazione perché, come in questo caso, è possibile che un soggetto possa ottenere indietro gran parte del prezzo pagato molti anni prima, spendere poche decine di migliaia di euro per affrancarlo, e dunque ritrovarsi un immobile libero da vincoli, da poter rivendere a prezzo pieno, in danno sia del vecchio venditore sia anche dei possibili acquirenti non abbienti” continua l'avvocato Cesetti. “Peraltro, il mio assistito, ha proposto in più occasioni all'acquirente di pagare le spese di affrancazione dell'immobile, ma lui non ha accettato. È stato altresì doverosamente chiamato in causa il notaio che ha rogitato ma la richiesta è stata dichiarata inammissibile”. La sentenza è immediatamente esecutiva. Anche se deciderà di appellarsi, Paolo Visintin oggi deve versare circa 300 mila euro. "Non possiedo questa somma, e non so proprio come far fronte a questo debito" racconta. "Vi lascio immaginare la tensione che si è venuta a creare in famiglia da un anno a questa parte di fronte all'idea di dover sborsare una cifra simile". Circostanza che poi si è verificata. "Vorrei sottolineare che la persona a cui devo versare quasi 300mila euro può decidere in ogni momento di affrancare la propria abitazione versando al comune una cifra che non dovrebbe superare i 30 mila euro". "Così facendo lui potrà rivendere a prezzo pieno di mercato un immobile acquistato a prezzo calmierato, e quindi ottenere una grossa somma di denaro in modo totalmente ingiustificato, il tutto a discapito mio che, invece, undici anni fa ho effettuato una vendita in totale buona fede, sulla base di quanto affermava allora il sistema giuridico. Di fatto questa è una licenza legalizzata per permettere di fare speculazione in danno di cittadini in buona fede. Sono migliaia le compravendite effettuate con le case dei piani di zona in questa città. Cosa accadrebbe se il mio caso facesse scuola?”.

 

Categorie
Cronaca

Eur, donna aggredita da un uomo dopo aver parcheggiato

Una donna è stata aggredita da un uomo con in mano un cacciavite di 20cm. L'episodio è avvenuto martedì pomeriggio in via Valentino Mazzola. L'aggressore, che aveva il viso nascosto da occhiali da sole, scalda collo sulla bocca e un cappuccio della giacca in testa, ha aperto lo sportello dell'autovettura della donna con lo scopo d'intimidirla. Le urla della donna, però, hanno attirato l'attenzione di alcuni militari della Polizia del Reparto Volanti. Quest'ultimi hanno inseguito l'uomo e lo hanno fermato. L'aggressore, un 51enne romano con numerosi precedenti, è finito in manette con l'accusa di tentata rapina aggravata.  

Categorie
Cronaca

Termini, serrati controlli da parte dei Carabinieri

Nelle ultime 24 ore, i Carabinieri del Comando Provinciale di Roma hanno eseguito un’intensa attività mirata al contrasto di ogni tipo di reato e di degrado nell’area della stazione Termini e vie limitrofe. Le operazioni che sono state sviluppate in modo capillare, favorendo interventi d’iniziativa e controlli, hanno portato all’arresto di 10 persone, al sequestro di decine di dosi di droga, all’identificazione di oltre 100 persone e ad accertamenti su circa 70 veicoli. I Carabinieri del Nucleo Scalo Termini hanno arrestato un 68enne algerino e un 21enne romeno, entrambi senza fissa dimora e con precedenti, sorpresi a rubare due grosse valige da un bus- navetta fermo in via Giovanni Giolitti. I bagagli, di proprietà di due turiste, una 23enne spagnola e una 56enne russa che erano a bordo del bus in partenza per l’aeroporto di Fiumicino, contenevano documenti ed effetti personali, oltre che attrezzatura elettronica e denaro contante. I militari hanno bloccato i malviventi e hanno recuperato i bagagli che sono stati riconsegnati alle turiste, in tempo per poter ripartire. Gli stessi Carabinieri hanno arrestato un 25enne romeno, senza occupazione e con precedenti, che li ha aggrediti, spintonandoli e minacciandoli, dopo essere stato sorpreso a rubare in un negozio del Forum Termini, forzando le placche antitaccheggio a diversi capi di abbigliamento del valore di oltre 1.000 euro. In manette anche altri due ladri, un 28enne algerino e una 27enne tunisina, senza fissa dimora, “pizzicati” a rubare in una profumeria dello stesso Forum. I Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia Roma Centro hanno arrestato un 20enne egiziano, senza fissa dimora, che spacciava droga ai passanti nei “Giardini Einaudi” di via di Villa Peretti. Nelle sue tasche sono state rinvenute dosi di hashish e denaro contante. Con la stessa accusa, i Carabinieri della Stazione Roma via Vittorio Veneto hanno arrestato un pusher, all’inizio di via Cavour, trovato in possesso di dosi di marijuana che stava cedendo ad un ragazzo. Infine, i Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Roma, in via Giovanni Giolitti, hanno notato tre persone, due cittadini egiziani e uno del Gambia, colpirsi violentemente con calci, pugni e a colpi di “cintura”. Intervenuti immediatamente, i militari li hanno divisi e bloccato. I tre, che si sono scontrati per futili motivi, sono stati medicati al pronto soccorso dell’ospedale Santo Spirito – uno ha riportato la frattura nasale con 20 giorni di prognosi e altri due traumi al volto e agli zigomi con 4 giorni di prognosi-; sono poi stati portati in caserma e arrestati per rissa.