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Politica

Regione Lazio: abbattere le liste d’attesa nella sanità

Presentato dal presidente, Nicola Zingaretti, e dal Ministro della Sanità, Beatrice Lorenzin, il nuovo piano per abbattere le liste d’attesa nella sanità della Regione Lazio: una soluzione strutturale a una delle più gravi disfunzioni del sistema sanitario regionale, finalmente possibile grazie al risanamento dei conti, che consente anche di  dotare le strutture sanitarie del Lazio di nuovo personale. Tutte le prestazioni finivano in un unico flusso: dall’esame oncologico prescritto d’urgenza dal medico al richiamo per un paziente cronico con diabete, che dovrà fare una visita di controllo una volta l’anno. Adesso invece il primo accesso, cioè le prime visite e le prime prestazioni terapeutiche, sarà separato da tutte le visite di controllo che non hanno urgenza di essere effettuate e che possono essere programmate direttamente dai medici o dalle strutture, senza passare per le liste di attesa, ma per liste di prenotazione. D’ora in poi ci saranno quindi due flussi distinti, a beneficio delle aree relative alle prestazioni più urgenti e più critiche. Alcune strutture e alcuni macchinari lavoravano solo pochi giorni a settimana. Adesso, anche grazie all’arrivo di nuovo personale, si garantisce maggiore disponibilità, per aumentare la produttività ed effettuare più prestazioni. Per questo, previsti: l’implementazione di prestazioni aggiuntive, l’apertura dei servizi estesa sino alle ore 22,00 e nei giorni di sabato e domenica. «Oggi afferriamo uno dei temi più odiosi nella percezione del sistema e della qualità del sistema sanitario regionale. Il decreto contiene molte innovazioni, ma vinceremo questa sfida solo se lavoriamo insieme ed in questo senso assume grande valore il protocollo siglato con i sindacati. Noi vinceremo se il sistema Lazio comprenderà ed accetterà che quella sulle liste d'attesa sarà una delle più grandi sfide dei prossimi mesi. Ma possiamo arrivarci perché, anche grazie a collaborazione con i ministeri, abbiamo ricostruito le condizioni per uscire dal commissariamento». Questo ha detto il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti.

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Cronaca

Inchiesta sul quartiere Conca D’Oro

Il nostro inviato, Jacopo Nassi, oggi nel quartiere di Conca D'Oro, in base alle segnalazioni pervenute in redazione per verificare la situazione su rifiuti, parcheggio selvaggio e i giardini di Via Val Padana (nella foto).

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Cultura

L’almanacco romano: 12 aprile 149 a. C., muore Marco Porcio Catone

12 APRILE 149 A.C. Muore MARCO PORCIO CATONE.

E' stato un politico, generale e scrittore romano, chiamato anche Catone il Censore , Catone il Sapiente, Catone l'Antico  o Catone il Vecchio per distinguerlo dal pronipote Catone l'Uticense. 

Ebbe due mogli. La prima fu Licinia, una aristocratica della Gens Licinia, da cui ebbe come figlio Marco Porcio Catone Liciniano. La seconda, Salonia, figlia di un suo liberto, sposata in tarda età dopo la morte di Licinia, da cui ebbe Marco Porcio Catone Saloniano, nato quando Porcio Catone aveva 80 anni.

Nel 204 a.C. prestò servizio in Africa, come questore con Scipione l'Africano ma lo abbandonò dopo un litigio a causa di presunti sperperi.

Nel 184, egli fu eletto censore ed esercitò questa carica per quattro anni così bene che gli venne assegnato il soprannome di Censore (anche per il suo carattere severo, per il suo austero moralismo e per l'asprezza delle critiche rivolte da lui contro ogni indizio di corruzione delle antiche virtù romane).

La sua lotta contro il lusso fu assai serrata. Impose una pesante tassa sugli abiti e gli ornamenti personali, specialmente delle donne, e sui giovani schiavi comprati come concubini o favoriti domestici . 

Per i romani stessi ci fu poco nella sua condotta che sembrasse necessario censurare; fu sempre rispettato e considerato come un esempio tradizionale degli antichi e più genuini costumi romani. 

Dalla data della sua carica di censore  alla sua morte, avvenuta nel 149 a.C. sotto il consolato di Manio Manilio Nepote e Lucio Marcio Censorino, Porcio Catone non occupò nessun'altra carica pubblica, ma continuò a distinguersi in Senato come tenace oppositore ad ogni nuova influenza.

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Cultura

L’almanacco romano: 11 aprile 1514 si spegne il Bramante

11 Aprile del 1514 si spegne Donato di Angelo di Pascuccio detto IL BRAMANTE , architetto e pittore, tra i maggiori artisti del Rinascimento.

A Roma progetta il Chiostro di Santa Maria della Pace, il Tempietto di San Pietro in Montorio e la nuova Basilica di San Pietro.

Oltre ad opere architettoniche, Bramante si occupò anche di realizzare una delle trasformazioni urbane volute da Giulio II che volle rettificare la via "magistralis" per farne una direttrice di espansione edilizia e di riqualificazione della città, parallela alla Via della Lungara voluta da Alessandro VI, progettando di farla giungere con un nuovo ponte, non realizzato, fino al Vaticano. 

Nel 1507 Bramante cominciò le demolizioni a destra e sinistra della nuova "strada Recta" che diventerà una delle zone di maggior attività edilizia sotto Leone X, prendendo il nome di Via Giulia.

Lavorò al Progetto per la chiesa dei Santi Celso e Giuliano, su incarico di Giulio II in conseguenza della demolizione dell'antica chiesa a seguito dei lavori di allargamento di via dei Banchi. 

Il progetto, a pianta centrale, viene messo in relazione a quelli contemporanei per San Pietro. 

Per mancanza di fondi non fu compiuta e quanto realizzato fu distrutto e sostituito dall'attuale chiesa.

(* immagine di jean louis mazieres)

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Cronaca

Inchiesta sul quartiere Magliana

Il nostro inviato, Jacopo Nassi, oggi nel quartiere di Magliana per verificare la situazione legata ai rifiuti, al parcheggio selvaggio e al degrado della pista ciclabile. Con molte interviste ai residenti.

Nella foto un siringa rinvenuta dal nostro inviato sulla pista ciclabile, frequentata abitualmente per giri in bicicletta e a piedi.

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Cultura

L’almanacco romano: 10 aprile 1979, muore a Roma all’età di 68 anni il compositore Nino Rota

10 aprile 1979 Muore a Roma all'età di 68 anni il compositore NINO ROTA. 

Dopo aver realizzato il suo primo accompagnamento musicale per il film Zazà di Renato Castellani nel 1944, incontra, successivamente, Federico Fellini impegnato a produrre Lo sceicco bianco.

Da allora tra i due artisti si instaura un'amicizia lunga trent'anni e una collaborazione per numerosi film, ben 16 tra il 1951 e il 1979, tra i quali 8 e ½. Nel 1972 compose le musiche del film Il padrino, però non fu ammesso alla corsa per il premio Oscar perché aveva utilizzato alcune musiche scritte già dallo stesso Rota per il film Fortunella di Eduardo De Filippo. Due anni dopo, però, riuscì a vincere l'ambito premio con le musiche del film Il padrino – Parte II. Il compositore muore poco dopo la fine delle registrazioni della sua ultima colonna sonora per Fellini, Prova d'orchestra.

Pur essendo conosciuto soprattutto per il suo lavoro nel mondo del cinema, Nino Rota ha composto anche per il teatro e il balletto con notevole riscontro internazionale.

A lui è dedicato, a Monopoli, il Conservatorio Nino Rota, in origine nato su iniziativa dello stesso compositore come sezione staccata di quello barese e oggi sede autonoma. 

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Politica

Vinitaly, Nicola Zingaretti a Radio Roma Capitale 93fm: 65 cantine del Lazio sono un segnale di forza

Il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, a Verona per l'edizione 2017 di Vinitaly, è intervenuto questa mattina ai microfoni di Radio Roma Capitale nel corso della trasmissione di Francesco Vergovich "Roma ogni giorno": "A Vinitaly per il Lazio ci sono 65 cantine, è pieno di giovani produttori. Si sta puntando sulla forza dell'etichetta, che era un po' il nostro tallone d'achille".

"Rispetto ad un passato che ci aveva visto in difficoltà – ha aggiunto il Governatore della Regione – avere 65 cantine qui è un segnale di forza. Scommettere sull'etichetta è sinonimo di garanzia".

Alla domanda sul tipo di vino preferito, Zingaretti ha risposto: "Sono un tipo da rosso".

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Cronaca

Conferenza stampa: No Violence

Oggi presso la sala conferenze del Primo Municipio, in via della Greca, il nostro inviato Jacopo Nassi sta seguendo la conferenza stampa di presentazione del progetto "No Violence", ideato da Michele Simolo.

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Cronaca

Sportello anti violenza ACLI al Rione Monti

È stato presentato oggi presso la parrocchia di Santa Maria ai Monti, in via della Madonna dei Monti 41, le Acli di Roma e provincia e Libera Mondo, associazione a tutela dei diritti delle persone, presenteranno lo "Sportello di orientamento e accoglienza per le Vittime di violenza e stalking" e il "Progetto Fiore di Loto". L'obiettivo è quello di dire no alla violenza fisica, sessuale, psicologica e stalking sulle donne, sui bambini e sulle persone tutte. All'inaugurazione sono intervenuti, tra gli altri: Lidia Borzì, presidente delle Acli di Roma e provincia, Sabrina Alfonsi, presidente Municipio Roma I Centro, Emanuela Bozzi, ispettore capo e responsabile settore violenza sulle donne della Polizia di Stato, Rita Piermatti, prefetto, Luca Serangeli, presidente dell'Unione Sportiva Acli Roma, Maura Cossutta, responsabile sportello antiviolenza presso l'Ospedale San Camillo. Modera il giornalista, scrittore e Vaticanista Luigi Accattoli. La presentazione dello sportello sarà affidata a Faida Di Santo, vice presidente e responsabile coordinamento Donne delle Acli di Roma, Eleonora Apolloni, avvocato e presidente associazione Libera Mondo, Clara Margiotta, psicologa e psicoterapeuta. Lo sportello antiviolenza, con il "Progetto Fiore di Loto", interviene attivamente per sostenere gratuitamente e nella massima riservatezza le vittime di violenza. Il progetto prevede attività di sensibilizzazione e prevenzione, ascolto, consulenza psicologica, sociale, legale e percorsi di autodifesa. Accompagna le vittime di maltrattamenti nel percorso individuale per uscire dalla criticità, favorendo la rinascita personale e sociale. Lo sportello sarà aperto ogni martedì e venerdì dalle ore 15.30 alle ore 19.30 presso i locali della parrocchia di Santa Maria ai Monti. «Apriamo questo presidio – ha dichiarato Lidia Borzì – per sostenere chiunque sia vittima di violenza, attivando un servizio aperto a tutti e che vuole essere anonimo e discreto. Lo facciamo in una parrocchia perché rappresenta un vero punto di prossimità con la popolazione, anche se vogliamo fornire un servizio laico, aperto a tutti, e che punti a ridare dignità alle persone offese sia dal punto di vista fisico che psicologico. Diamo vita a questa idea con lo stile solito delle Acli di Roma, facendo rete con le istituzioni e le associazioni che operano in questo campo e coniugando il pensiero, come percorsi di prevenzione, a gesti concreti, come l'insegnamento della difesa personale attraverso l'Unione Sportiva delle Acli di Roma». Il presidente Alfonsi è intervenuta al microfono di Radio Roma Capitale sottolineando: «Momento importante perché siamo in Centro e la violenza sulle donne non esiste solo in periferia, ma taglia in maniera trasversale i ceti sociali e la città, quindi mi sembra un'iniziativa ottimale. Stiamo comunque migliorando, perché si parla di violenza ed è un passo avanti rispetto al passato, quando il solo accennarne era un tabù. Aumentano le denunce e dobbiamo andare avanti. Bisogna portare le donne alla parità degli uomini, perché questo squilibrio spesso porta alla violenza».

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Cultura

La Carica dei 200.000 a Romics

Romics, il festival internazionale del fumetto, animazione ,cinema e games che si è svolto dal 6 al 9 aprile alla Fiera di Roma, in questa sua 21^ edizione ha consolidato con oltre duecentomila presenze il grande successo delle precedenti edizioni. Grandi autori, mostre, presentazioni, spazi dedicati al cinema e ai games, le celebrazioni di Wonder Woman e Cocco Bill e l’omaggio al grande Carlo Rambaldi, hanno caratterizzato questa edizione: un appuntamento imperdibile che si rinnova edizione dopo edizione con eventi e incontri in 5 padiglioni e in 7 sale in contemporanea. L’edizione 2017 di Romics è stata inaugurata dalla  Ministra Sen. Valeria Fedeli, che ha premiato i vincitori del Concorso nazionale "I linguaggi dell'immaginario", realizzato in collaborazione con il Ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca e rivolto alle scuole di ogni e ordine e grado delle migliori produzioni creative su fumetto, illustrazione, animazione, games e visual arts. Il Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo,on. Dario Franceschini, ha invece partecipato alla cerimonia di premiazione dei Romics d’Oro 2017: Yoshiyuki Tomino, uno dei grandi padri dell’animazione Giapponese, protagonista di un periodo storico che ha visto l’esplodere di una creatività e di un fermento artistico nel settore manga e anime di impatto assoluto, prima in Giappone e poi in tutto il mondo.Tomino ci ha portato nel fantastico mondo di Gundam e dei real robot. Sharon Calahan,artista americana, direttore della fotografia nei famosi film d’animazione della Disney•Pixar. Igort, maestro del fumetto italiano, Giuseppe Camuncoli, e Matteo Casali,autori di grande successo in Italia e all’estero. Tantissimi gli eventi svolti durante i quattro giorni: Lega Prima Romics, la fase finale del campionato italiano di League of Legend, organizzato da Romics in collaborazione con GEC- Giochi Elettronici Competitivi. La gara Cosplay, con le ospiti d’eccezione Giada Robin e le danesi Sorine e Carina. E, inoltre, gli incontri tematici sul palco del Movie Village e le presentazioni dei film e delle serie più importanti su supereroi e beniamini della fantascienza, del fantasy e dell'horror e dell’adventure. Romics ha infine ospitato alcuni degli Youtuber più amati dal pubblico.