Lavoro sempre più precario e a breve termine nel Lazio.
Ben il 60% dei contratti attivati ha una durata inferiore a un mese e il 38,5% è di un giorno soltanto.
I dati del primo semestre 2023, però, ci dicono che l’occupazione è in ripresa, 2,5 punti percentuali in più rispetto al 2022, e che è diminuito sia il numero dei disoccupati (-1,2 punti percentuali) sia quello degli inattivi. Ma cala di 9,4 punti percentuali il lavoro a tempo indeterminato.
Questi alcuni dati del report “Occupazione e qualità del lavoro nel Lazio nel primo semestre 2023”, elaborato dalla UIL Lazio e dall’Eures.
Precarizzazione confermata dalle forme contrattuali
Analizzando nel dettaglio i contratti di lavoro attivati nella nostra regione da gennaio a giugno viene fuori che si tratta di 492,7 mila nuovi rapporti, ovvero l’11,5% del totale nazionale,
un risultato in crescita dell’1,2% rispetto al primo semestre dell’anno precedente, ma l’incremento è determinato esclusivamente dalle forme contrattuali atipiche.
Crescono infatti sia i contratti a termine del 5,2% (+14 mila in valori assoluti) sia quelli in somministrazione del +6,1% (+2,5 mila unità in termini assoluti);
sul fronte opposto, sono proprio i contratti a tempo indeterminato a presentare la flessione più consistente: rispetto al primo semestre del 2022, infatti, diminuiscono del 9,4% (-8.100 unità). Flessione in linea con il dato nazionale dove si registra un meno 6,1%, ovvero oltre 47 mila lavoratori a tempo indeterminato in meno.
Per quanto riguarda invece le cessazioni di rapporto nel primo semestre ammontano a 412 mila unità . I contratti a tempo indeterminato diminuiscono del 12,6%.
Aumentano del 5,7% le cessazioni riguardanti contratti a termine e del 2,3% quelle relative ai contratti in somministrazione. Le due tipologie contrattuali contestualmente in crescita anche nelle attivazioni.
Dal rapporto tra contratti attivati e cessati, emerge chiaramente che nel tempo indeterminato il numero di cessazioni nel Lazio supera di 8.321 unità il numero delle attivazioni.
La precarizzazione è confermata anche dalle tipologie contrattuali:
nel primo semestre 2023 infatti quelle stabili hanno rappresentato appena il 20% del totale delle attivazioni nel Lazio (erano il 22% nel 2022). Un dato peraltro inferiore a quello nazionale, dove le attivazioni stabili rappresentano nel primo semestre dell’anno in corso, il 21,1% del totale.
Positivo invece il saldo tra attivazioni e cessazioni nel tempo determinato, vero indicatore della crescente precarizzazione,
che nel Lazio è pari a 58.679 unità ed a 574.344 unità su base nazionale.
A beneficiare delle nuove attivazioni sono stati soprattutto gli uomini che con 293 mila contratti stipulati, concentrano il 59,4% del totale.