L’omaggio, ‘la gente sa che dove c’è la divisa ci si può fidare’
“La gente sa che ‘dove c’è la divisa, ci si può fidare’”. Lo ha sottolineato il Papa ricevendo in udienza i dirigenti e il personale dell’Ispettorato di Pubblica Sicurezza presso il Vaticano. “Voglio dirvi ‘grazie’. Prima di tutto grazie per il lavoro fedele e paziente con cui garantite a tutti coloro che vengono in Vaticano, dall’Italia e dall’estero, e gli date la possibilità di vivere momenti di fede e di preghiera, come pellegrini, o semplicemente di svago, come turisti, in un clima sereno di ordine e di sicurezza. È un impegno delicato questo, che merita tanto più apprezzamento in quanto svolto quotidianamente, tutti i giorni – e le notti! – dell’anno. Grazie!”, l’omaggio del Papa.
Bergoglio ha poi ringraziato le forze dell’ordine “anche per la disponibilità e la capacità di adattamento con cui provvedete all’incolumità mia e dei miei collaboratori in occasione di viaggi e spostamenti a Roma e in altre località italiane, spesso facendovi carico di orari ed esigenze logistiche scomode e disagevoli: grazie di cuore! Il vostro è un lavoro dai molti risvolti, fatto di paziente prevenzione, di vigilanza sul campo, di gestione di situazioni impreviste, a volte pericolose, nella maggior parte dei casi affrontate in modo discreto e senza dare nell’occhio. Un lavoro che richiede coraggio, tatto, nervi saldi, attenzione e comprensione per i bisogni e le criticità di chi domanda il vostro aiuto e anche di chi rende necessario il vostro intervento con comportamenti problematici di vario tipo”.
Nel ricordare il quotidiano impegno degli uomini e delle donne dell’Ispettorato di PS, il Pontefice ha osservato: “E’ forse proprio per questo vostro impegno in prima persona che le ‘auto azzurre’ diventano spesso punto di riferimento anche per tanti altri bisogni meno istituzionali, ma non meno importanti a livello umano, di cui pure vi fate carico: dalla richiesta di informazioni, ai piccoli imprevisti, o a chi si rivolge a voi per manifestare un disagio, o perché, sentendosi emarginato, cerca un po’ di comprensione ed empatia”.
(Dav/Adnkronos)
ISSN 2465 – 1222
10-02-2024 10:39