Oggi nel nostro almanacco romano ricordiamo il 5 agosto 258.
Le salme degli apostoli Pietro e Paolo vengono trasferite sulla
Via Appia in località “ad Catacumbas”, detta poi Cimitero di San Sebastiano.
Nessuna chiesa, a eccezione di quella romana, ha mai vantato la presenza della sepoltura del santo.
Riguardo alla sua ubicazione, la tradizione secondo la quale essa
abbia subito uno o due spostamenti nei primi due secoli prima
di tornare alla posizione originaria, è stata ormai smontata criticamente.
L’interpretazione dei dati della tradizione non è facile e dipende,
sia dall’ipotesi che ci sia stata un’unica o una duplice traslazione
delle reliquie, sia dalla questione relativa al periodo in cui la
o le traslazioni si sarebbero verificate.
Nell’ipotesi tradizionale, avvenne un’unica traslazione delle
reliquie, effettuata in una data storica accreditata.
Tale evento può essere circostanziato in base agli eventi storici;
da esso possono discendere tutti i riferimenti ad eventuali traslazioni rinvenibili nelle prime fonti.
LA SEPOLTURA DI PIETRO NON POTEVA AVVENIRE CON GRANDE PUBBLICITA’
È certo che la sepoltura di Pietro dopo il martirio non poteva avvenire con grande pubblicità.
D’altra parte non ci sarebbe stata alcuna difficoltà per i cristiani
a ottenere dalle autorità romane la consegna del corpo di Pietro.
È presumibile che i cristiani abbiano seguito la consueta usanza
di seppellire il martire il più vicino possibile al luogo delle sue sofferenze, ovvero a lato di una strada che conduceva fuori città.
San Pietro sarebbe stato quindi sepolto in un terreno di proprietà
di cristiani, lungo la Via Cornelia, una strada ben conosciuta (analogamente, San Paolo sarebbe stato sepolto lungo la Via Ostiense).
LA TOMBA DI PIETRO E PAOLO VERA E PROPRIA SEMBRA ESSERE STATA UNA CRIPTA SOTTERRANEA
La tomba vera e propria sembra essere stata una cripta sotterranea, raggiungibile dalla strada attraverso una scalinata;
il corpo riposava in un sarcofago di pietra posto al centro di detta cripta.
La tomba di Pietro, così come quella di Paolo, fu immediatamente oggetto di pellegrinaggio;
negli Atti di numerosi martiri è stata ritrovata la testimonianza della loro cattura mentre pregavano sulle tombe degli Apostoli.
Per due secoli le reliquie dei due Apostoli rimasero in queste tombe senza essere trafugate, poiché il rispetto da parte dei Romani
verso ogni luogo dove erano sepolti dei morti le preservò da qualsiasi pericolo di sacrilegio.
Tuttavia, nell’anno 258 questo rispetto cessò definitivamente allorché l’Impero avviò una campagna di persecuzioni contro i cristiani.
Di conseguenza fu necessario spostare le sacre reliquie allo scopo di preservarle da possibili oltraggi.
Furono traslate segretamente, di notte, e nascoste nelle Catacombe di San Sebastiano;
probabilmente poche persone furono al corrente del loro spostamento:
la maggior parte dei cristiani dell’Urbe continuò a pensare
che essi riposassero ancora nelle tombe originarie.
Quando la persecuzione divenne meno feroce, le reliquie
di San Paolo furono riportate alla Via Ostiense, mentre quelle
di San Pietro furono trasferite al colle Vaticano.