Cinque parchi d’affaccio sul Tevere. Sono stati presentati alla città metropolitana, l’ex provincia di Roma, i progetti definitivi
finalizzati a migliorare il rapporto tra i romani ed il principale fiume dalla Capitale.
Con i fondi del Giubileo 2025 l’asta fluviale, nel tratto urbano,
sarà interessata da interventi di rigenerazione urbana che vanno da Ponte Milvio a Ostia Antica, passando per Magliana, Acqua Acetosa
ed il lungotevere delle Navi, l’ex oasi naturalistica del WWF che è una sorta di boschetto ripariale tra ponte Matteotti e ponte Risorgimento.
I progetti permettono di finalizzare i cosiddetti “contratti di fiume”, lo strumento di pianificazione che mira a coordinare gli interventi volti
alla tutela ed alla valorizzazione in questo caso del Tevere.
LE PAROLE DELL’ASSESSORA ALL’AMBIENTE SABRINA ALFONSI
“Per la prima volta l’amministrazione di Roma Capitale discute con l’assemblea i progetti definitivi, finanziati con le risorse straordinarie del Giubileo 2025, già inseriti all’interno del piano di azioni previste
dal Contratto. I progetti sono stati realizzati in tempi brevi, con sopralluoghi pubblici aperti alla cittadinanza, proprio per
condividere con i cittadini ogni fase degli interventi previsti e raccogliere suggerimenti e osservazioni” ha spiegato l’assessora all’ambiente Sabrina Alfonsi, a margine dell’incontro svoltosi a Palazzo Valentini.
LAVORI AL VIA ENTRO IL 2023
“I 5 parchi d’affaccio, oltre a Tiberis, che sarà inserito all’interno
delle azioni del contratto, interesseranno una porzione notevole di territorio rispetto al complessivo lavoro di riqualificazione lungo il Tevere. Quest’azione – ha aggiunto Alfonsi – è considerata una best practice a livello nazionale: questo dimostra che stiamo lavorando
nella giusta direzione, in modo concreto e utile anche ad incidere maggiormente ai vari tavoli, dare maggior forza alle nostre azioni. Abbiamo rispettato il cronoprogramma, e si prevede che i cantieri partiranno entro l’anno, in modo da realizzare gli interventi previsti prima del 2025. Una storia positiva per questa città e per i suoi cittadini”.
A DISPOSIZIONE DEI CINQUE PARCHI CI SONO 7,3 MILIONI DI FONDI GIUBILARI
A disposizione dei cinque parchi di affaccio ci sono 7,3 milioni di fondi giubilari, quindi 800mila euro in piu’ rispetto a quanto era stato comunicato in un apposita commissione svoltasi, però, prima che venisse licenziato un secondo Dpcm.
“Quello che è stato presentato – ha commentato Rocco Ferraro, il consigliere delegato all’ambiente – Un lavoro sistemico, all’interno
di una strategia condivisa e partecipata per la rigenerazione del lungofiume sia dentro che fuori le mura di Roma che è la premessa
e la vocazione stessa del Contratto di Fiume sin dalla sua costituzione”. Ed il contratto di fiume, di cui l’ex provincia e responsabile,
“dimostra di essere uno strumento complesso che funziona grazie a un processo partecipativo che, nonostante le complessità dei progetti e i tanti soggetti pubblici e privati in gioco, raggiunge gli obiettivi previsti, rispettando appieno i tempi stabiliti nel cronoprogramma”.
Si tratta di uno strumento di governance che, attraverso la partecipazione di attori pubblici e privati, mira a migliorare la
qualità delle acque ed a prevenire i rischi di natura idraulica. Perché l’obiettivo sia conseguito, è però necessario un lavoro che si sviluppa
in più fasi. Si parte della stesura di un manifesto d’intenti che, nel caso specifico, ha rappresentato la precondizione per partecipare al bando. Una volta stabilite le intenzioni, per arrivare alla firma del contratto di fiume si procede con un’indagine conoscitiva sulle condizioni del corso d’acqua, che viene fatta seguire da un programma strategico. Prima di sottoscrivere il contratto è necessario affrontare un ultimo step, che prevede la stesura di un piano d’azione. Serva ad indicare, operativamente, la strada da seguire per raggiungere gli obiettivi stabiliti nel manifesto d’intenti.