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Cronaca

Prima la lite in piazza, poi la coltellata: ragazzo ferito all’addome a Pomezia

Prima la lite, poi la coltellata. Una ferita al torace che inizialmente

ha fatto temere il peggio. Trasportata in ospedale la vittima è stata dichiarata fuori pericolo di vita, con la ferita che non ha riguardato organi vitali. L’aggressione in strada a Pomezia. A essere accoltellato

da un suo conoscente un 27enne del posto, poi trasportato in ospedale. L’aggressore, un 30enne, è stato poi identificato e denunciato.

E’ SUCCESSO IL PRIMO FEBBRAIO IN PIAZZA INDIPENDENZA A POMEZIA

L’accoltellamento è avvenuto nel primo pomeriggio di mercoledì 1 febbraio nella centralissima piazza Indipendenza, a due passi dal palazzo che ospita gli uffici del comune pometino. 

Qui i due giovani di 27 e 30 anni, che si conoscono, tutti e due incensurati, hanno cominciato a discutere. Improvvisamente il 30enne ha impugnato un coltellino svizzero ed ha aggredito l’amico, colpendolo all’addome.

Un’aggressione avvenuta davanti a decine di testimoni che hanno

subito richiesto l’intervento dei soccorritori. Affidato alle cure del 118

il 27enne è stato trasportato in codice rosso all’ospedale Sant’Anna di Pomezia, grave ma non in pericolo di vita. Sul posto sono quindi intervenuti i carabinieri di Pomezia. Rintracciato l’aggressore – che soffrirebbe di disturbi psichici – lo stesso, che non ha saputo fornire indicazioni ai militari sulle motivazioni che lo hanno portato ad aggredire il 27enne, è stato denunciato per lesioni personali. 

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Cronaca

Banda del buco a Fregene. Ladri rubano in una villa

Banda del buco all’opera a Fregene. Oro, gioielli e 1500 euro in contante. Questo quanto dei ladri hanno rubato dopo essere riusciti

a entrare in una villa dall’abitazione accanto, in quel momento disabitata, e aver praticato un foro sul muro.

Una volta nell’abitazione hanno rubato tutto quello che hanno trovato per poi darsi alla fuga. Ad accorgersi della sgradita visita il proprietario di casa, dopo essere rientrato in casa nel tardo pomeriggio.

Il furto domenica scorsa, in via della Pineta di Fregene, nell’omonima cittadina litoranea del comune di Fiumicino.

I LADRI SONO ENTRATI NELL’ABITAZIONE DOPO AVER PRATICATO UN FORO DALLA VILLETTA ACCANTO

A denunciare ai carabinieri dell’avvenuto furto un 23enne, che si è presentato alla caserma di Fregene lo scorso 29 di gennaio. Una volta nella villa i militari dell’arma hanno accertato la via di accesso della banda del buco. Dopo aver scavalcato il muro di cinta della villetta adiacente a quella presa di mira, ed essere entrati all’interno dopo aver forzato una porta finestra, la banda ha fatto un buco sulla parete divisoria dei due immobili. Una volta dentro hanno poi rubato tutto quello che hanno trovato.

Denunciato il furto, sulle tracce della banda ci sono i carabinieri della compagnia di Fiumicino.

I ladri sono riusciti al momento a far perdere le proprie tracce. 

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Spettacolo

Debutta oggi 2 febbraio all’Officina Pasolini lo spettacolo “Paura”

Debutta in prima nazionale presso Officina Pasolini il 2 Febbraio, lo spettacolo PAURA, un viaggio ironico nella paura umana di e con Annalisa Aglioti, regia di Michela Andreozzi e musiche di
Alessandro Greggia.
Come ci comportiamo quando sentiamo l’inciampo della paura? Che macchinazioni di autodifesa mettiamo in moto?

Come si forma e come cambia il nostro carattere incrociando le paure più consuete di alcune fasi della nostra vita?

NOTE DI ANNALISA AGLIOTI

Uno spettacolo comico o più che altro una mappa senza satellitare della nostra città mentale dove spesso a guidarci non c’è alcuna voce elettronica esperta di ogni strada ma solo la voce interiore
della paura che più che darci le indicazioni, ci dà soltanto controindicazioni, segnalandoci esclusivamente blocchi, limiti di velocità e sensi unici. Una galleria di donne diverse dietro la cui
personalità fissata su un unico punto di vista -come accade spesso ai personaggi dei fumetti- si può leggere sempre lo sgambetto di una qualche paura che non si è riusciti a superare. Diceva John
Lennon che esistono due forze motivanti fondamentali nell’uomo: la paura e l’amore. Figuriamoci per la donna in un pianeta a misura di maschi. Ma è poi necessario superare proprio tutte le
nostre paure? Da dove viene questo mito dell’invincibilità e l’imperativo di dover abbattere assolutamente i propri limiti? Non abbiamo proprio nulla da imparare quando qualcosa ci
spaventa? Vorrei tentare allora di ospitare per un po’ la paura, non di nascosto e al buio come al solito, ma alla luce dell’ironia e dell’iperbole, per provare a dirne così qualcosa in più, visto che
dell’amore ne hanno parlato già tantissimi grandiosi e inarrivabili scrittori, tra cui naturalmente l’illustrissimo Anonimo, celeberrimo poeta dei baci Perugina.

NOTE DI MICHELA ANDREOZZI

La paura è un’amica che non ci abbandona mai, per tutta la vita. Nasce con noi, anzi, nasce con l’educazione che ci impartiscono i genitori, come una protezione dai pericoli, ma piano piano sviluppiamo le nostre paure: del buio, dei dinosauri, dei brutti voti, di essere esclusi, che poi
diventa paura degli altri, per gli altri. crescendo, sviluppiamo la paura di non riuscire, di ammalarci, di non essere amati, di soffrire, di volare, di perdere qualcuno, di morire. Dimmi che paura hai e ti dirò chi sei. Ciascuno ha la sua, che gli somiglia come una goccia d’acqua. 
Annalisa, autrice e attrice comica acuta, tagliente ma sempre gentile,  desiderava raccontare la paura attraverso gli occhi dei suoi personaggi, che poi siamo tutti noi: la moglie modello, la gattara, la neo-mamma, la zia crudele, l’eterna indecisa. il mio compito, stringerle tutte insieme in
una commedia dai mille volti per parlare delle paure di oggi, soprattutto quella che ci unisce tutti: quella di essere ciò che siamo.

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Cultura

Dagli scavi metro C emerge ‘Roma’, donna simbolo della città eterna

L’elmo, la lancia, il profilo fiero: dagli scavi della metro C di Roma,

alla stazione di Porta Metronia, torna alla luce dopo centinaia di anni

un raffinatissimo reperto dell’antica Roma, una personificazione

della Città Eterna.

Un tema iconografico già noto, ma è il primo e unico caso finora

al mondo in cui ci è arrivato eseguito su un vetro dorato.

“Già un vetro dorato è un reperto molto raro – spiega all’ANSA

la funzionaria archeologa della Soprintendenza speciale di Roma Simona Morretta – ma questo non ha confronto allo stato attuale

degli studi.

Non si era mai trovato un vetro dorato con la personificazione della città di Roma”.

UNICO VOLTO DELL’URBE SU VETRO DORATO.

Si tratta, prosegue l’esperta, di un reperto di “straordinaria finezza esecutiva”. Originariamente era il fondo di una coppa, “un oggetto particolare che spesso veniva utilizzato come dono”.

In sostanza, come avviene del resto anche ai giorni nostri con alcuni particolari bicchieri o boccali, il bevitore, mentre consumava il contenuto della coppa, poteva guardare in trasparenza l’immagine sul fondo: “Noi non sappiamo – sottolinea Morretta – se venisse usato realmente per contenere qualcosa o come soprammobile, ma certamente mettere una immagine sul fondo rispecchia quell’idea”. 

ANDRA’ IN STAZIONE-MUSEO

Il manufatto ha vissuto diverse ‘vite’ prima di arrivare fino a noi: “Era un oggetto prezioso – spiega ancora – e quando si è rotto o scheggiato non l’hanno voluto buttare. Ma dato che una coppa di vetro non si poteva riparare, ne è stato ‘ritagliato’ il fondo, e può darsi che sia stato esposto su un mobile o appeso a una parete”. Il reperto non appartiene alla caserma trovata negli scavi. La struttura militare fu abbandonata alla metà del III secolo, e in seguito ‘rasata’, i muri tagliati, le macerie buttate all’interno e tutto ricoperto di terra. Il vetro dorato è emerso proprio da questi strati di interro, ed è posteriore: “Da questo primo studio – aggiunge l’archeologa – ci sembra un manufatto degli inizi del IV secolo”. Ora vivrà un’altra vita, “quella che gli daremo noi, rendendola di fruizione pubblica: avrà una teca dedicata nella stazione-museo della metro di Porta Metronia”.
    (ANSA).

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Cronaca

Incidente Fonte Nuova a Roma: autopsia, morte causata da pluritraumi

Una maxi perizia per accertare eventuali guasti strutturali all’auto

e verifiche anche per accertare l’esatta velocità a cui viaggiava

la Fiat 500.

E’ quanto disposto dalla procura di Tivoli che prosegue l’attività

di indagine relativa al grave incidente automobilistico di

Fonte Nuova che ha provocato la morte di cinque ragazzi.

PM TIVOLI DISPONE MAXI PERIZIA SULL’AUTO

Nei giorni scorsi è stata svolta l’autopsia che ha confermata che

la causa della morte è riconducibile a traumi plurimi.

Sono stati effettuati anche i prelievi, prima delle restituzione

delle salme, e risultati arriveranno nelle prossime settimane. (ANSA).

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NEWS

Roma. Slitta la domenica senz’auto, spostata al 26 febbraio per la campagna elettorale

La giornata di blocco totale del traffico veicolare prevista a Roma

per domenica prossima 5 febbraio è stata posticipata al 26 febbraio

al fine di garantire un regolare svolgimento della campagna elettorale per le prossime elezioni regionali del 12 e 13 febbraio.

Lo rende noto il Campidoglio in una nota.

CAMPIDOGLIO INTESA CON PREFETTO. ANZICHE’ IL 5 IL 26 FEBBRAIO

Le domeniche ecologiche 2022/2023 sono istituite con Memoria di Giunta Capitolina n. 57 del 20 ottobre 2022.

L’evento non prevedibile al momento della calendarizzazione ha richiesto la decisione, condivisa con il Prefetto di Roma, al fine di bilanciare l’interesse alla tutela ambientale con l’informazione ed il confronto elettorale, spiega la nota.
L’ultimo appuntamento con le domeniche ecologiche è previsto

per il 26 marzo. (ANSA).

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Politica

Giubileo, Gualtieri: stazioni metro entro 2033 completata infrastruttura fino a Farnesina

Il finanziamento integrale da parte del Governo Meloni della linea metropolitana fino a Farnesina, ha spiegato il sindaco di Roma

Roberto Gualtieri nel corso della visita ai cantieri di Metro C

con il ministero delle Infrastrutture Matteo Salvini “ha permesso un’accelerazione anche sui lavori di questa tratta”. 

SPERIAMO PER IL 2033 DI AVER COMPLETATO PANTANO-FARNESINA

Per quanto riguarda il traguardo di Expo, ha aggiunto Gualtieri “apriremo Venezia per il 2030, ma in parallelo sarà già in atto lo scavo per il completamento di tutta la metro. Speriamo per il 2033 di avere completata l’intera infrastruttura Pantano-Farnesina”. Per il 2030, anno di Expo, ha riassunto il sindaco “ci sarà quindi Venezia, altra stazione museo, ma ci sarà anche Tor Vergata, che saremo in grado di realizzare se vinceremo la candidatura, oltre alla tratta preesistente, con queste fermate uniche al mondo di Colosseo e Porta Metronia”.

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NEWS

Meteo: dopo il sole arriva il gelo dalla Russia con un tracollo delle temperature

Secondo la tradizione popolare della Candelora, dovremmo essere

fuori dall’Inverno già da oggi con il sole presente su gran parte dell’Italia: purtroppo quest’anno sembra proprio che il motto –

“Se c’è sole a Candelora, dell’Inverno semo fòra, ma se piove o

tira vento, dell’Inverno semo dentro” – non verrà rispettato.

Infatti il tempo, nelle prossime ore, sarà soleggiato quasi ovunque,

ma dalla prossima settimana tornerà l’inverno con NìKola,

il nocciolo gelido russo in arrivo sull’Italia associato ad un crollo termico decisamente importante.

DA LUNEDI’ IL METEO PEGGIORERA’E TORNEREMO NEL PIENO INVERNO

Andrea Garbinato, responsabile redazione del sito www.iLMeteo.it ricorda infatti che ci aspettano 4 giornate di bel tempo con sole prevalente, ma da lunedì il meteo peggiorerà e torneremo nel pieno Inverno: in sintesi ‘dell’inverno non saremo fòra’, in dialetto patavino.

Nel dettaglio l’Anticiclone della Candelora, cioè l’espansione dell’Anticiclone delle Azzorre su tutta l’Italia, porterà sole prevalente

ed un graduale aumento delle temperature massime.

Sono attese locali nubi marittime sulle coste tirreniche e un po’ di vento sulle Alpi, mentre oltralpe arriveranno abbondanti nevicate, in particolare in Austria.

Localmente queste nevicate interesseranno anche le nostre Alpi di confine. In generale però il tempo sarà buono fino a domenica.

LA PROSSIMA SETTIMANA CI SARA’ UN TRACOLLO DELLE TEMPERATURE

La tendenza per la prossima settimana, invece, punta verso un drastico tracollo delle temperature, con neve non esclusa fino in pianura anche al Centro-Sud.

Al momento c’è molta incertezza da parte dei supercalcolatori a stabilire l’esatta traiettoria del nocciolo: secondo alcune elaborazioni potremo vedere l’inverno su tutta l’Italia con, ad esempio, anche la neve a Roma venerdì 10 febbraio; secondo altre corse modellistiche, in pratica calcoli di previsioni a media lunga scadenza, il freddo e la neve colpiranno solo il versante adriatico e in modo piuttosto rapido.

Di sicuro tornerà comunque il freddo, dopo una parentesi che addirittura riporterà lo zero termico oltre i 3500 metri nel weekend: come dire dal caldo al freddo in 24 ore, uno sbalzo che ci farà smuovere lo stomaco al solo pensiero. Per calmare lo stomaco faremo come in Francia e in Belgio dove per la Candelora (Chandeleur) le crêpes vengono preparate in tutti i modi più gustosi.

Una festa gustosa che potrebbe essere il crocevia della stagione invernale, vedremo quale strada il meteo percorrerà!

PREVISIONI FINO A SABATO 4 FEBBRAIO

Giovedì 2. Al nord: bel tempo prevalente salvo locali nebbie notturne. Al centro: cielo poco nuvoloso con isolate nubi sulle tirreniche. Al sud: nubi marittime sul Basso Tirreno, altrove sole prevalente.

Venerdì 3. Al nord: soleggiato salvo locali nebbie notturne. Al centro: sole disturbato a tratti da nubi marittime lungo le tirreniche. Al sud: soleggiato a tratti variabile tra Puglia e Calabria.

Sabato 4. Al nord: in prevalenza soleggiato salvo locali nebbie notturne. Al centro: soleggiato salvo nubi in Toscana fino al mattino. Al sud: sole prevalente.

TENDENZA

Tendenza: arrivo di aria fredda dalla Russia da domenica sera, prossima settimana invernale.

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Cultura

Almanacco. 2 febbraio 2022: muore a Roma Monica Vitti

Nel nostro almanacco oggi ricordiamo una grande artista.

Il 2 Febbraio 2022 Muore a Roma MONICA VITTI pseudonimo di Maria Luisa Ceciarelli. E’ stata un’attrice italiana.

La sua caratteristica voce roca e l’innata verve l’hanno accompagnata

per quasi quarant’anni di carriera cinematografica, dalle sue interpretazioni drammatiche nella “tetralogia dell’incomunicabilità”

di Michelangelo Antonioni (L’avventura, La notte, L’eclisse e Deserto rosso) che le diedero fama internazionale, a quelle in ruoli brillanti

(da La ragazza con la pistola a Io so che tu sai che io so) che la

fecero considerare l’unica “mattatrice” della commedia all’italiana, tenendo ottimamente testa ai colleghi uomini Alberto Sordi, Ugo Tognazzi, Vittorio Gassman, Nino Manfredi e Marcello Mastroianni.

HA VINTO 5 DAVID DI DONATELLO

Ha ottenuto numerosi premi, tra cui cinque David di Donatello

come migliore attrice protagonista (più altri quattro riconoscimenti speciali), tre Nastri d’argento, dodici Globi d’oro (di cui due alla carriera), un Ciak d’oro alla carriera, un Leone d’oro alla carriera

a Venezia, un Orso d’argento alla Berlinale, una Concha de Plata a San Sebastián e una candidatura al premio BAFTA.

Muore nella sua abitazione a Roma il 2 febbraio 2022, all’età di 90 anni, a causa della demenza da corpi di Lewy che la affliggeva dal 2002;

il 4 febbraio viene allestita la camera ardente al Campidoglio,

il giorno successivo vengono celebrati i funerali religiosi, trasmessi

in diretta tv su Rai 1, ai quali presenziano volti della politica

e del cinema, nella basilica di Santa Maria in Montesanto a

Piazza del Popolo; dopo la cerimonia funebre, il feretro

viene tumulato nel Cimitero del Verano di Roma.

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Spettacolo

Dall’8 febbraio al Teatro Parioli di Roma “Zio Vanja”

Sarà in scena al Teatro Parioli dal 8 al 12 febbraio 2023,

Giuseppe Cederna in ZIO VANJA, di Anton Čechov, adattamento

e regia Roberto Valerio e con (in ordine alfabetico) Pietro Bontempo, Mimosa Campironi, Massimo Grigò, Alberto Mancioppi,

Caterina Misasi, Elisabetta Piccolomini.

Giuseppe Cederna, volto molto amato dal pubblico di teatro

e cinema sarà Zio Vanja, Caterina Misasi sarà Elena e con loro, sulla scena vedremo Alberto Mancioppi (il professore), Mimosa Campironi (Sonja),
Elisabetta Piccolomini (Marjia), Pietro Bontempo (Astrov) e Massimo Grigò (Telegin).

NOTE DI REGIA

Dramma russo che Čechov considerava però una commedia, quasi un vaudeville, che vide il debutto ufficiale il 26 ottobre 1899, al Teatro d’arte di Mosca, con la regia di Vladimir Ivanovič Nemirovič-Dančenko
e Konstantin Sergeevič Stanislavskij, Zio Vanja è la rappresentazione delle grandi illusioni, di percorsi che iniziano per poi tornare al punto di partenza, della noia, che non è spazio per la creatività ma al contrario
anticamera della depressione, maschera della paura che paralizza impedendo di realizzare i proprio progetti e che Roberto Valerio ha deciso di restituire però con una messa in scena a contrasto, energica,
movimentata.

Uno spazio vuoto. In primo piano una vecchia credenza ed un tavolo, elementi che rimandano alla quotidianità della vita in campagna. Sullo sfondo appaiono e scompaiono elementi onirici o iperrealistici:
un’altalena che scende dal cielo, una botte di vino gigante per l’ubriacatura notturna, un pianoforte che ricorda l’infanzia, un albero di beckettiana memoria.

È la scena che Valerio ha scelto per raccontare la vita che Vanja, sua nipote Sonja, l’anziana maman Marija, Telegin e il dottor Astrov, conducono in una casa rurale all’arrivo del proprietario, l’illustre professor Serebrjakov e dalla sua bellissima seconda moglie
Elena.

I personaggi che si muovono davanti al pubblico non sono eroi e eroine, sono persone comuni, immerse nel flusso della vita, con i quali è facile immedesimarsi, che chi guarda può sentire immediatamente vicino.

Sono anime smarrite con passioni, slanci, delusioni, le stesse emozioni che accompagnano la vita di tanti.

Ogni personaggio insegue i propri pensieri, le proprie aspirazioni, sogni,
sofferenze senza davvero comunicarli agli altri, sordo a quelli dell’altro. Tutti desiderano il riscatto, tutti sono incapaci di agire per ottenerlo, vogliono amare e essere amati ma il desiderio non si tramuta mai in
realizzazione. Nella commedia si bevono molta vodka e molto vino, per diciassette volte Čechov invita a bere i personaggi: si evade la realtà, si cerca l’illusione che apre varchi di finta soddisfazione “Quando non
c’è vita vera, si vive di miraggi”, dice, ad un certo punto zio Vanja.