Il 22 Marzo del 1885 viene posata la prima pietra del VITTORIANO (Altare della Patria) alla presenza di Re Umberto I.
E’ un monumento nazionale situato a Roma, sul Campidoglio, opera dell’architetto Giuseppe Sacconi. È uno dei simboli patri italiani.
COME NASCE IL TERMINE VITTORIANO
Il nome “Vittoriano” deriva da Vittorio Emanuele II di Savoia, primo Re d’Italia.
Da quando, nel 1921, accolse le spoglie del Milite Ignoto, il monumento assunse una nuova valenza simbolica,
e quello che era stato pensato inizialmente come
monumento dinastico, divenne definitivamente una celebrazione dell’Italia
unita e della sua libertà.
L’idea di base del Sacconi, d’altra parte, era proprio questa:
rappresentare tutta l’Italia,
per mezzo di raffigurazioni simboliche.
I SIMBOLI DEL VITTORIANO
Basti pensare ai gruppi scultorei del Pensiero, dell’Azione, della Concordia, della Forza, del Diritto, ai bassorilievi del Lavoro
che edifica e feconda, dell’Amor Patrio che combatte e che vince, alle fontane dell’Adriatico e del Tirreno, alle statue delle Regioni d’Italia, ai mosaici della Fede, della Sapienza, della Pace
e soprattutto alle quadrighe dell’Unità della Patria e della Libertà dei cittadini.
L’unica raffigurazione non simbolica è la statua di Vittorio Emanuele.
LA REALIZZAZIONE DEL SACRARIO DELLE BANDIERE
I lavori di completamento del Vittoriano ebbero luogo alla fine nel 1935, con la realizzazione del Museo centrale del Risorgimento, che fu inaugurato e aperto al pubblico decenni dopo, nel 1970.
Nell’occasione fu prevista anche la creazione di un Sacrario delle Bandiere, che ospita le bandiere storiche.
I suoi prodromi furono il trasferimento all’interno del
Vittoriano delle bandiere di guerra dei reggimenti disciolti che
in precedenza si trovavano a Castel Sant’Angelo:
anche il Sacrario delle Bandiere fu inaugurato e aperto al pubblico decenni dopo, nel 1968.
LA CRIPTA DEL MILITE IGNOTO
Il completamento degli spazi interni, compresa la cripta del Milite Ignoto (con mosaici di Giulio Bargellini), è dovuto ad Armando Brasini, già direttore artistico del Vittoriano.
Nel 1939, la gestione del Vittoriano passò dal Ministero dei lavori pubblici a quello della pubblica istruzione.
Con la caduta del fascismo (25 luglio 1943) e la fine della seconda guerra mondiale (2 settembre 1945), da cui conseguì il referendum del 2 giugno 1946 e la nascita della Repubblica Italiana,
il Vittoriano, svuotato dai contenuti militareschi che gli furono associati dal fascismo, tornò alla precedente funzione:
un tempio laico dedicato metaforicamente all’Italia libera e unita
e celebrante il sacrificio per la patria e per gli ideali ad essa collegati.
Il Vittoriano non è mai stato solo un monumento da contemplare, ma da sempre è anche teatro di importanti momenti celebrativi;
ciò ha accentuato il suo ruolo di simbolo di identità nazionale.