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A Villa Ada tornano le baraccopoli e discariche

A volte ritornano. E l’effetto è quello di una storia infinita.

Nulla di fiabesco, piuttosto un triste impietoso racconto.

Quello di accampamenti, bivacchi e occupazioni abusive che spuntano ancora una volta ad infestare l’area storica di Monte Antenne, porzione monumentale e antichissima di Villa Ada.

Degrado e margini della legalità che fanno da cornice anche al pericolo di fuochi selvaggi e incendi.

«Oltre allo scempio c’è l’aggravante del rischio per la sicurezza, perché in uno degli accampamenti è stato visto accendere un fuoco. Fuochi che non sono controllati». A lanciare l’allarme è l’Osservatorio Sherwood.

L’amarezza nella voce dà il peso di tante denunce presentate e aspettative deluse. 

«Basta un nulla e ci giochiamo una delle parti più preziose di Villa Ada. La zona di Monte Antenne ha già subito rovinosi incendi in passato», dice Lorenzo Grassi dell’Osservatorio Sherwood, esperto di Villa Ada che ha documentato con fior di dossier.

Pensare che Monte Antenne ha già bruciato nel 2007. La lezione non è stata imparata. 

«È vero che è inverno e il clima è freddo e umido – continua Grassi – Ma un innesco di fuoco può sempre prendere».

È solo la punta di un iceberg. Basta incamminarsi attraverso i boschi lungo le pendici, una volta lasciata via di Ponte Salario.

Non lontano dall’asilo comunale di Villa Ada. 

«La tendopoli nei boschi, l’ex reception del campeggio, l’ex magazzino del Servizio giardini, la Torretta, persino un esteso orto, per non parlare della discarica di ingombranti e dello “smorzo”.

Si stanno moltiplicando gli accampamenti e le occupazioni abusive che accerchiano l’importante sito storico di Monte Antenne a Villa Ada», incalzano dall’Osservatorio Sherwood.

Le hanno indicate in una mappa e documentate con fotografie inviate al Dipartimento Tutela Ambientale del Campidoglio. 

E fa effetto vedere l’antica Torretta di Monte Antenne trasformata in una sorta di baraccopoli.

«L’aspetto incredibile è che è di nuovo occupata, sono recidivi.

E nei posti occupati bisogna avvicinarsi sempre con circospezione. C’è gente che può diventare pericolosa», spiegano. Non solo.

Spuntano baracche abusive con orto privato addirittura in un vasto terreno alle pendici di Monte Antenne sul lato di via del Foro Italico, compreso tra il Tennis Club Parioli e il Centro cinofilo “La Valletta”. Per non parlare dell’ex magazzino del Servizio giardini («abbiamo chiesto invano da anni di destinare ad apiario didattico»).

Oltre agli accampamenti, l’area è funestata dai rifiuti.

Frigoriferi, divani, vecchi elettrodomestici, sanitari, calcinacci…«In zona permane la discarica di ingombranti e inerti sulla strada senza uscita al culmine della salita e l’attività di “smorzo” edilizio, incompatibile con i vincoli paesistici di Villa Ada, insediata all’incrocio tra via del Foro Italico e viale della Moschea».

E si vedono ancora i resti accatastati dei tagli, dietro la preziosa foresta di Cedri dell’Himalaya: legna secca tagliata dalla bonifica della pineta. Naturalmente a Villa Ada restano occupati da tempo anche altri immobili: edificio ex Casa del custode, locale ex pompa di benzina, ex Serre ed ex Maneggio “Anni verdi”.

Il I Municipio sta lavorando al problema. 

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Scuola, preside Nomentano (Roma): “Sospesi due occupanti, non sono martiri”

“Stiamo procedendo con i provvedimenti disciplinari di chi ha occupato la scuola. Sono stati individuati dalla polizia solo due ragazzi: uno per la succursale ed un altro per la centrale, entrambi maggiorenni.

Hanno ricevuto una sanzione simbolica, un giorno di sospensione con obbligo di frequenza, che contestano, insieme agli altri compagni del collettivo in loro difesa, poiché non sarebbero gli unici ad avere occupato.

Ma io a farli passare per martiri dopo i danni subìti, non ci sto”.

Così Giulia Orsini, dirigente scolastica del liceo scientifico statale Nomentano, a Roma, commenta la protesta di questa notte degli studenti contro l’Usr Lazio e la disposizione dell’Ufficio scolastico a punire gli autori delle occupazioni.

Orsini aggiunge: “mi dispiace punirne solo due, ma non intendo trasformarmi in poliziotta facendo una indagine a scuola.

Tra l’altro c’è anche la questione danni che ammontano a circa 200 euro in succursale e diverse migliaia di euro in centrale ed a cui si aggiungono le spese di sanificazione costate in tutto 4 mila euro, duemila per ogni plesso”.

Chiederete la restituzione? “Gli studenti della succursale hanno chiaramente detto che dei danni della centrale non ne vogliono sapere, ed in centrale si stanno organizzando per una colletta.

Al massimo entro un mese sono somme che chiederemo indietro e dovranno restituirle”, risponde la Dirigente.

“Sono basita dall’atteggiamento dei ragazzi che hanno protestato questa notte contro l’Usr – prosegue – Aspettarsi che non ci siano sanzioni vuol dire essere convinti che tutto sia consentito e che ognuno possa agire liberamente come vuole, impunito.

Tanto più che – aggiunge – sono somme che la scuola non ha: io ho appena comprato sanificatori dell’aria per 64 classi, a 1.000 euro l’uno! Comprendo il loro malessere, ma serve comprensione.

Adesso protestano contro il fatto che le classi in sorveglianza, 20 in tutto ad oggi, potranno mangiare solo all’aperto perché in aula non si possono rispettare i due metri di distanziamento obbligatori per legge durante il pasto.

Li incontrerò la prossima settimana, fermo restando che non c’è una soluzione”.

Una guerra tra poveri? “Sì. Capiamo i ragazzi ma anche noi in questa pandemia lavoriamo senza fine.

Non ci disconnettiamo mai.

I referenti covid hanno lavorato anche a Natale. Lo facciamo perché ormai noi siamo tenuti a lavorare per le Asl oltre che per il ministero dell’Istruzione.

Questo – conclude – per garantire la scuola a tutti”.

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Tori e mucche attraversano la strada e provocano incidente.

Paura nella zona dei Castelli Romani dove, in via del Laghi, una ragazza di 28 anni è rimasta vittima di un incidente stradale, dopo aver “tamponato” due tori bianchi in compagnia di tre mucche. 

L’incidente, non il primo di questo tipo, è avvenuto nel tratto tra Velletri, Nemi, Rocca di Papa, in via dei Laghi.  

La ragazza ha postato le foto della sua macchina una Fiat 500 danneggiata nell’impatto, sul gruppo Facebook: “Due tori bianchi sono sbucati dal nulla all’improvviso dal bosco correndo su via dei Laghi, sono viva per miracolo, non si possono prendere provvedimenti?

Un toro con il colpo è volato su tettino, io fortunatamente lo posso raccontare.

Quanti di noi passano su quella strada, cosa dobbiamo aspettare, qualcuno che non lo può più raccontare?.

Andavo a a 40 km/h altrimenti i danni alla mia auto sarebbero stati molto peggiori, sono sbucati all’improvviso” ha scritto la giovane di Velletri.

Sul posto, intorno alle 19 di sabato sera, sono intervenuti i carabinieri della compagnia di Velletri. Degli animali, però, nessuna traccia. Sui social, anche altri hanno testimoniato l’avvistamento. Un’altra ragazza ha postato una foto. 

“Percorro  via dei Laghi ogni mattina alle ore 5 e due volte ho incontrato questi tori lungo il percorso che porta alla rotatoria ho avvisato il 112. Sono davvero pericolosi”, racconta Riccardo sul gruppo Miglioriamo Velletri.

“Vanno individuati i proprietari degli animali.

Denunciati per non averli tenuti al chiuso”, il parere di Paolo. “Esperienza terrificante. E successo anche a noi sulla strada dei Pratoni in piena notte qualche anno fa. Fortunatamente senza conseguenze”, aggiunge Linda. 

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Fiumicino, prof aggredita da una collega senza mascherina

Aggredita e colpita da una collega senza mascherina per aver fatto 3 fotocopie usando il computer e la stampante della scuola.

E’ successo venerdì in una scuola di Fiumicino e a raccontare l’accaduto è la stessa professoressa vittima dell’aggressione, sia verbale che fisica, poi regolarmente denunciata alla polizia.

“Ero andata a cercare dei moduli di congedo: non trovandoli prestampati nella vicepresidenza, sono andata nel laboratorio di informatica per scaricarli da uno dei computer – racconta la prof – Quei fogli mi servivano per prendere dei giorni di congedo Legge 104 che mi spetta per assistere mia figlia che ha dei problemi motori.

Mentre ero lì ho stampato anche dei fogli per l’affido di un cagnolino da dare a mia figlia, che nei giorni scorsi ha perso il suo”.

La professoressa, 64 anni, entrando nell’aula di informatica si accorge che una collega è senza mascherina ma, per non fare discussioni davanti agli alunni preferisce non dire nulla e tenersi distante scegliendo un computer dall’altro lato della stanza. 

“Ho acceso il computer, cercato i moduli, li ho stampati insieme ai fogli per l’affido del cane. So che quest’ultimo non avrei dovuto farlo, ma, dal momento che lavoro in quella scuola ormai da più di vent’anni – sarei dovuta già essere in pensione – e non avevo molta voglia di andare in cerca di una cartoleria aperta al rientro a casa, visto che abito a 40 chilometri di distanza e che quel giorno era sciopero dei mezzi, ho pensato che non sarebbe successo nulla di grave se avessi stampato tre fogli in più.

Appena terminato mi si è avvicinata a brutto muso la collega senza mascherina: ha iniziato a urlarmi contro, ha iniziato a strattonarmi tirando il mio cappotto, poi colpendomi al braccio sinistro. Nel frattempo gli studenti si erano radunati davanti a noi guardandoci allucinati e io non sapevo cosa fare, non riuscivo a reagire e mi stavo vergognando per la scena cui sono stati costretti ad assistere solo perché avevo stampato dei fogli”.

Dopo l’aggressione la professoressa si sente male: accusa una forte tachicardia, dovuta anche al fatto che la collega, urlando, l’ha cacciata dal laboratorio di informatica senza neanche farle prendere la borsa con le sue cose.

La prof chiede quindi alle collaboratrici scolastiche se possono riprendere almeno la borsa, ma queste rispondono di non poterlo fare.

“Oltre all’ambulanza del 118, chiamata perché mi sono sentita male, sono stata costretta a chiamare anche la polizia per rientrare in possesso delle mie cose – spiega la professoressa – La collega, infatti, che da una sciocchezza ha montato un caso e dandomi della ladra, dopo avermi aggredita, oltretutto senza mascherina, non mi ha consentito di riprendermi la mia borsa, rimasta sul tavolo del laboratorio di informatica. Sono riuscita a rientrarne in possesso solo grazie all’intervento della polizia”.

Sul posto è arrivata una pattuglia del Distretto di Fiumicino.

Appena fuori dalla scuola la professoressa è stata controllata dai sanitari del 118, che hanno riscontrato una forte tachicardia, ma ha rifiutato di andare in ospedale.

La donna ha però presentato una formale denuncia su quanto accaduto. “Nella mia scuola accade di tutto: questo è solo un esempio – racconta amareggiata – quello che mi dispiace è il cattivo insegnamento che viene dato ai ragazzi in questo modo. Io ho passato anni a prendermi cura dei miei alunni, cercando di insegnare loro qualcosa di buono.

Che un episodio del genere sia avvenuto davanti agli studenti mi amareggia tantissimo”.

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Covid, Tar Lazio annulla circolare ministero su ‘vigilante attesa’

Il Tar del Lazio, Sezione Terza Quater, ha accolto il ricorso presentato contro il ministero della Salute per l’annullamento, previa sospensiva, della circolare del ministero della Salute “recante ‘Gestione domiciliare dei pazienti con infezione da Sars-Cov-2’ aggiornata al 26 aprile 2021, nella parte in cui, nei primi giorni di malattia da Sars-Cov-2, prevede unicamente una ‘vigilante attesa’ e somministrazione di fans e paracetamolo e nella parte in cui pone indicazioni di non utilizzo di tutti i farmaci generalmente utilizzati dai medici di medicina generale per i pazienti affetti da covid“.

“Le censurate linee guida, come peraltro ammesso dalla stessa resistente, costituiscono mere esimenti in caso di eventi sfavorevoli – osserva il Tar – In disparte la validità giuridica di tali prescrizioni, è onere imprescindibile di ogni sanitario di agire secondo scienza e coscienza, assumendosi la responsabilità circa l’esito della terapia prescritta quale conseguenza della professionalità e del titolo specialistico acquisito.

La prescrizione dell’Aifa, come mutuata dal ministero della Salute, contrasta, pertanto, con la richiesta professionalità del medico e con la sua deontologia professione, imponendo, anzi impedendo l’utilizzo di terapie da questi ultimi eventualmente ritenute idonee ed efficaci al contrasto con la malattia Covid 19 come avviene per ogni attività terapeutica”.

Secondo il Tar del Lazio il “contenuto della nota ministeriale, imponendo ai medici puntuali e vincolanti scelte terapeutiche, si pone in contrasto con l’attività professionale così come demandata al medico nei termini indicata dalla scienza e dalla deontologia professionale. Per tali ragioni il ricorso deve essere accolto”.

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Roma. Simulano un incidente con sassi e gessetti neri

Continua la ‘truffa dello specchietto’ e sono ancora tante le vittime a cadere nel tranello.

L’ultimo, in ordine di tempo, si è verificato ieri mattina a Roma, in Largo Lido Duranti.

E’ qui che i Carabinieri hanno notato due auto ‘sospette’ e hanno deciso di fermarle per una verifica.

A bordo della prima macchina i militari hanno identificato un 24enne originario di Catania e  una 23enne originaria della provincia di Siracusa, entrambi residenti ad Ardea, sul litorale; mentre sull’altra a bordo una studentessa romana di 23 anni.

i Carabinieri hanno scoperto che i tre stavano andando presso uno sportello bancomat: qui la studentessa, la ‘vittima’, avrebbe dovuto prelevare denaro contante, per 150 euro, da consegnare alla coppia. Tutto questo come risarcimento di un fantomatico sinistro stradale, avvenuto poco prima presso il polo universitario in via Alvaro del Portillo e di cui, ovviamente, la ragazza non se ne era resa conto.

I militari hanno intuito che qualcosa non andava, forse poteva trattarsi solo dell’ennesima messa in scena. E così, d’altra parte è stato.

I Carabinieri hanno deciso di perquisire le loro auto e hanno trovato nel vano  portaoggetti diversi sassi appuntiti e pastelli di cera di colore nero con cui avevano preventivamente simulato un danneggiamento sulla carrozzeria di colore bianco della controparte.

Poi, avevano convinto la giovane, con questi artifizi di essere responsabile di un tamponamento. A conti fatti mai avvenuto.  

Visti anche i precedenti specifici dei due e acquisita la denuncia-querela della studentessa, i Carabinieri li hanno arrestati perché gravemente indiziati di truffa.

Solo a quel punto la donna della coppia, la 23enne originaria della provincia di Siracusa, ha pensato di consegnare di sua spontanea volontà i 60 euro che già aveva ricevuto dalla vittima, come parziale risarcimento. 

I due sono stati poi portati in caserma e trattenuti nelle camere di sicurezza: ora si dovrà aspettare il rito direttissimo. 

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Inverno in stand-by, giorni a tutto sole

Inverno in stand-by con sole e bel tempo. A partire dal fine settimana e per almeno 10 giorni l’Italia sarà letteralmente inghiottita da un enorme campo di alta pressione, l’anticiclone delle Azzorre.

Mattia Gussoni, meteorologo, avvisa che “nel corso del weekend il tempo sull’Italia sarà stabile e ampiamente soleggiato; qualche maggiore addensamento nuvoloso potrà interessare Sicilia e Calabria.

Locali foschie o banchi di nebbia limiteranno la visibilità sulla Pianura Padana”.

“Il rafforzamento dell’alta pressione farà aumentare le temperature che di giorno toccheranno punte di 13-15°C al Centro-Sud e sulle valli alpine.

Questa situazione – spiega il meteorologo – durerà anche la prossima settimana, e anche se verso il 20-21 si potrà verificare l’afflusso di aria fredda dai Balcani, l’anticiclone non mollerà la presa garantendo una totale stabilità atmosferica su gran parte delle regioni.

Soltanto verso la fine del mese, grossomodo in concomitanza con i tradizionali ‘giorni della merla’, aria gelida dalla Russia potrebbe raggiungere l’Italia facendo crollare le temperature su tutto il Paese”.

Comunque andando nel dettaglio per questo weekend avremo:

Sabato 15. Al nord: cielo poco nuvoloso. Al centro: bel tempo. Al sud: più nubi su Calabria interna e Sicilia settentrionale.

Domenica 16. Al nord: cielo spesso coperto in Liguria, soleggiato altrove. Al centro: molte nubi sulla Toscana settentrionale, cielo sereno altrove. Al sud: soleggiato.

Lunedì 17: Al nord: nebbie sulla Pianura Padana, sole prevalente altrove. Al centro: alternanza tra nubi e schiarite, in un contesto sempre stabile. Al sud: tutto sole.

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Va sotto casa della ex, poi la minaccia: arrestato 33enne

La parola fine a un incubo e una donna di 37 anni salvata grazie al braccialetto anti-stalker.

Proprio lei che aveva denunciato in passato di essere stata vittima di violenze da parte del suo ex convivente, che era riuscita a lasciare.

 Ex compagno che, tra l’altro, era già noto alle forze dell’ordine e sottoposto dal GIP del Tribunale di Roma alla misura cautelare del divieto di avvicinamento nei suoi confronti, con tanto di braccialetto elettronico, e ha garantito che, la scorsa notte, i Carabinieri della Stazione di Roma Settecamini hanno arrestato un 33enne romano, già noto alle forze dell’ordine.

Una misura cautelare ‘rinforzata’ dal dispositivo elettronico anti-stalker, che la vittima aveva acconsentito a portare sempre con sé.

Un piccolo strumento che, proprio ieri sera, l’ha salvata da probabili ulteriori aggressioni e ha consentito ai Carabinieri di arrestare l’uomo accusato di stalking.

La 37enne, infatti, dopo aver terminato il suo turno di lavoro, ha sentito il dispositivo squillare e ha capito di essere in pericolo. 

Il suo ex, un 33enne romano, la stava aspettando fuori casa e aveva così violato ogni divieto di avvicinamento.

Subito la donna ha chiesto aiuto, ha chiamato il Numero Unico di Emergenza 112 e ha richiesto l’intervento dei Carabinieri, già allertati anche loro dal dispositivo anti-stalker che ha avvisato la Centrale Operativa della Compagnia di Tivoli.

Una volta sul posto, i militari hanno identificato, proprio nelle vicinanze, l’uomo che certo non aveva buone intenzione.

Una volta scoperto, infatti, ha pensato bene di minacciare la sua ex fino a quando i Carabinieri non lo hanno arrestato e portato in carcere, dove si trova in attesa delle determinazioni da parte dell’Autorità Giudiziaria di Roma.

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Manifestazione No Green Pass a San Giovanni

Alcuni video e appelli avevano già iniziato a circolare venerdì, un invito a ricordare che quella di sabato pomeriggio a piazza San Giovanni sarà “un evento pacifico e senza intenti violenti”.

Gli organizzatori della prima manifestazione No Green Pass dell’anno, però, nelle ore scorse hanno deciso di prendere contatti direttamente con la questura per segnalare il pericolo che membri di frange di estrema destra o estrema sinistra possano infiltrarsi tra i partecipanti per scatenare disordini e caos.

La richiesta al questore è quella di aumentare il numero di agenti delle forze dell’ordine a presidio della piazza, dove intorno alle 14.30 inizieranno a radunarsi i manifestati.

Sono attese tra le 1.500 e le 2.000 persone, anche se gli organizzatori, nei giorni scorsi, hanno parlato di 5.000.

L’appello a presentarsi per manifestare contro la “dittatura sanitaria” imposta con l’obbligo vaccinale per gli over 50 e il Super Green Pass aveva iniziato a diffondersi su Telegram, passando poi per gruppi Facebook Instagram e chat private.

Nel frattempo, anche se la manifestazione di Roma resta quella principale – almeno a detta del gruppo Verità e Libertà, che si è proclamato organizzatore ufficiale – altre proteste sono state organizzate in altre piazze italiane.

Già a partire dalle 10 gli organizzatori hanno iniziato ad allestire i palchi per la manifestazione.

In zona è previsto un controllo da parte delle forze dell’ordine e presidi ai diversi accessi alla piazza, con conseguenti modifiche alle linee del trasporto pubblico.

Resta aperta, invece, la fermata della metro San Giovanni.

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Orlando Ranieri muore sul colpo a 49 anni

L’impatto è stato violento e non ha lasciato scampo. Orlando Ranieri morì all’istante. La tragedia è avvenuta ieri mattina intorno alle 11.30.

L’uomo di 49 anni e la moglie di 54 anni stavano viaggiando  a bordo di una Moto Yamaha di colore scuro quando improvvisamente, sulla corsia interna di via dei Campi Sportivi, in direzione del Foro Italico si è scontrato con una Smart di colore bianco.

La moto ha urtato in pieno il fianco destro dell’auto e l’uomo è stato scaraventato a terra dopo aver urtato il telaio dell’auto.

Anche la moglie che viaggiava dietro di lui ha volato di pochi metri sull’asfalto.

Orlando è morto sul colpo, mentre la donna è stata trasferita in codice rosso al pronto soccorso del Policlinico Gemelli: è grave ma le sue condizioni al momento sarebbero stabili.

L’autista della Smart, una ragazza di 37 anni, si è subito fermata ad aiutare ma, come detto, per il 49enne non c’era niente da fare.

Il personale del 118 non ha potuto fare a meno di accertare la sua morte. Anche per lei, sotto shock, serviva personale medico.

Sul posto sono immediatamente giunti gli agenti di polizia locale del gruppo Parioli II.

La dinamica dell’incidente sembra abbastanza chiara.

A quel punto ci sono una serie di svolte a destra per prendere il vicolo che porta ai negozi su quel lato della strada.

La Smart avrebbe svoltato a destra, come si evince dalla segnaletica a lato, e non si sarebbe accorta che era in arrivo la Yamaha guidata da Orlando Ranieri, residente a Fidene, zona Serpentara.

Gli agenti dovranno acquisire le immagini delle telecamere per ricostruire con precisione la dinamica dell’impatto.

L’impatto sarebbe avvenuto nella spalla dura, ma le dinamiche sono ancora da accertare con precisione.

Più che altro è necessario capire se la moto viaggiava o meno nella corsia di emergenza o se in quel momento stava sorpassando sulla destra.

Il confine è molto sfocato, e per questo le immagini saranno molto utili per capire se le ruote della bici hanno attraversato o meno la linea di demarcazione della carreggiata.

Nelle prossime ore si ascolteranno anche alcuni testimoni per cercare di capire meglio l’accaduto.