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Cronaca

Fermati dalla Guardia di Finanza corrieri della droga a Fiumicino

Nella tratta degli stupefacenti lo scalo all’aeroporto di Fiumicino è uno snodo particolare attenzionato dalla Guardia di Finanza: solo nel 2023 sono stati sequestrati 2.526,304 chili di droga. Le Fiamme Gialle hanno rilevato modalità sempre più complesse con cui i corrieri tentano di superare la frontiera per poi smerciare panetti nelle principali capitali europee. Molte di queste però sono già note, per quanto stravaganti.

FINTE MEDICAZIONI PER NASCONDERE GLI STUPEFACENTI

È il caso per esempio di due viaggiatori che, imbarcati da San Paolo, in Brasile, hanno tentato di dissimulare 7kg di cocaina addosso nascondendole sotto delle garze. Dovevano apparentemente nascondere delle ferite, ma sotto le medicazioni c’era tutt’altro, che non è sfuggito alle Fiamme gialle dell’Aeroporto Leonardo Da Vinci di Roma. Sono le ultime trovate dei corrieri che, dopo aver abusato degli ovulatori, si reinventano con altre strategie per spingere cocaina oltreoceano: lo scorso mese il Gruppo di Fiumicino ha sequestrato per esempio 8,885 chili di bianca dalle intercapedini delle valigie.

In un altro caso, hashish e coca venivano trasferiti all’interno del carrello cibo in prima classe, grazie alla complicità di una dipendente della società di catering, d’accordo con un soggetto che all’arrivo scaricava la merce. Tra le ultime trovate, sono stati rintracciati anche dei disabili che, per poche migliaia di euro, si sono resi disponibili a trasportare degli ovuli di droga ingeriti, partendo dal Sud America e con destinazione l’Europa. Ovviamente, intercettati anche loro a Fiumicino.

I CONTROLLI DELLA GUARDIA DI FIUMICINO

I controlli della Guardia di Finanza all’aeroporto di Fiumicino hanno permesso di sequestrare nel 2023 principalmente cocaina (2.526,304 chili), ma alla bianca seguono anche droghe di largo consumo come hashish (800 chili) e marijuana (28 chili). A queste sostanze si aggiungono quelle che provengono poi dal Corno d’Africa, con 70 chili di “Khat”, meglio conosciuta come “droga dei poveri”.

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