Giovedì 24 febbraio l’Italia si è svegliata con la tragica notizia, uscita nella notte, dell’inizio dell’attacco militare, da parte della Russia, nei confronti dell’Ucraina. L’emergenza della situazione è ormai irreversibile: nonostante i tanti commenti, negli ultimi giorni, sulle intenzioni di scongiurare un qualsiasi confronto armato, oggi a Kiev sono incominciati i bombardamenti.
Già in queste prime ore si iniziano a contare i feriti e i morti provocati dall’offensiva. Oltre a circa 40 militari ucraini rimasti uccisi, diversi civili.
I commenti sulla situazione
Tanti i commenti arrivati dalle istituzioni riguardo all’andamento del conflitto. Le parole del premier Mario Draghi: «Il Governo italiano condanna l’attacco della Russia all’Ucraina. È ingiustificato e ingiustificabile. L’Italia è vicina al popolo e alle istituzioni ucraine in questo momento drammatico. Siamo al lavoro con gli alleati europei e della Nato per rispondere immediatamente, con unità e determinazione».
Un giudizio condiviso anche dal Presidente della regione Lazio, Nicola Zingaretti, che su Twitter ribadisce: «L’aggressione militare della Russia è inaccettabile. Ora uniti con l’Europa e gli Alleati per fermare la guerra e vicini al popolo ucraino».
Parla invece della necessità di una “coalizione anti-Putin” per “costringere la Russia alla pace” il presidente dell’Ucraina Zelensky. «Ho parlato con il presidente degli Stati Uniti, con Scholz, Charles Michel, Duda e Boris Johnson. Fermare immediatamente Putin e la guerra contro l’Ucraina e il mondo! Costruire una coalizione anti-Putin: il mondo deve costringere la Russia alla pace. Il mondo è con noi» commenta su Twitter.
Anni d’emergenza: oltre il conflitto armato
Paolo Cento, nel suo programma “Ma che parlate a fà”, ragiona sullo scontro scoppiato in queste ultime ore, facendo però anche un passo indietro. Riesaminando questi ultimi anni, a livello nazionale e internazionale, una cosa appare infatti ben chiara: a un’emergenza (come quella sanitaria, portata dal Covid-19) ne segue subito un’altra (in questo caso, militare).
Viene allora da chiedersi se l’emergenza è la nuova forma di politica del nostro tempo.
Nel podcast in basso le riflessioni a Radio Roma Capitale sulla questione.