Rispetto della clausola sociale e la piena applicazione del capitolato d’appalto per la qualità del lavoro e del servizio.
E’ questa la richiesta che arriva dagli addetti e dalle addette alle mense scolastiche di Roma che hanno protestato a via Capitan Bavastro, di fronte al dipartimento Servizi Educativi e Scolastici di Roma Capitale.
Un presidio che anticipa lo sciopero in programma per l’11 febbraio.
Si perchè il cambio di appalto che coinvolge nidi capitolini, sezioni ponte, scuole dell’infanzia comunali e statali, primarie e secondarie di primo grado, ha gettato il servizio di ristorazione scolastica nel caos. Nonostante l’accordo sottoscritto tra sindacati e imprese subentranti con la clausola di salvaguardia, ossia la continuità occupazionale per i circa 4500 addetti, oggi cucine e refettori delle scuole di Roma lavorano a ranghi ridotti.
Tagli del personale che in città, a macchia di leopardo, toccano anche il 30%; mancate assunzioni da Garbatella a Monte Mario, passando per Tiburtina, con circa 50 lavoratori e lavoratrici rimasti fuori dalle scuole passando; i diritti pregressi degli addetti messi a rischio da contrattualizzazioni che non arrivano.
Da qui la protesta di cuoche e addette alle mense scolastiche.
“Non ci fermeremo fino a quando non verranno garantiti i diritti e le tutele per tutte le lavoratrici e i lavoratori che garantiscono da sempre attraverso il proprio lavoro un servizio indispensabile e di qualità alla piccola utenza” – hanno scritto in occasione del presidio davanti al dipartimento di Roma Capitale Filcams Cgil Roma Lazio, Fisascat Cisl Roma Capitale e Rieti, Uiltucs Roma e Lazio.
L’11 febbraio nelle scuole di Roma le cucine rischiano di rimanere vuote: fornelli spenti e refettori deserti. Sciopero le addette e gli addetti delle mense scolastiche “per tutelare dignità del lavoro e servizio”.