Il blitz è scattato venti minuti dopo l’alba. Alle sette in punto.
Già da qualche ora, gli agenti in borghese del reparto operativo
esterno del gruppo intervento traffico della polizia Roma Capitale
erano appostati a piazza della Repubblica.
Proprio a pochi metri dalla storica fontana ogni mattina un gruppo di parcheggiatori abusivi, pendolari che tutte le mattine arrivano nella Città Eterna dalla Campania, importunano e a volte minacciano
gli automobilisti che parcheggiano nell’area davanti al Planetario.
VIGILI URBANI IN BORGHESE FERMANO GLI ABUSIVI IN PIAZZA DELLA REPUBBLICA
Mentre il traffico cittadino inizia ad animarsi arrivano i primi “clienti” dei parcheggiatori abusivi. Nemmeno il tempo di posteggiare, che ecco spuntare da un angolo nascosto della piazza un uomo con il cappuccio grigio che chiede i soldi ad una signora elegante che è appena scesa da un’automobile. La donna, infila la mano nella borsa, estrae un portamonete e consegna al “guardiamacchine” una banconota. Lo stesso copione andrà in scena più volte. Ma gli investigatori del vice comandante della polizia municipale, Mario De Sclavis, annotano i passaggi di denaro e poi entrano in azione. Dopo una iniziale resistenza l’uomo si fa perquisire e consegna ai poliziotti alcune banconote, ricevute da chi aveva posteggiato e che, per evitare che la loro auto in sosta venisse danneggiata.
I VIGILI URBANI HANNO EFFETTUATO 622 CONTROLLI
«Chiedo solo l’elemosina – si è difeso l’uomo con gli agenti». L’abusivo è stato denunciato, i soldi sequestrati e gli è stato notificato un divieto di rientro a Roma per 48 ore. In altri quartieri della città, altri agenti hanno messo a segno lo stessa operazione. In soli due mesi, quelli di febbraio e marzo, gli uomini del comandante De Sclavis, hanno effettuato 622 controlli, nelle aree di posteggio a rischio estorsione. Cinquantatré invece sono stati i parcheggiatori abusivi a cui sono state fatte multe per venticinquemila euro. In un caso è stato segnalato ai servizi sociali del Comune, l’impiego di un ragazzo minorenne.