Vademecum per l’albero di Natale con l’avvicinarsi delle festività natalizie. Tante famiglie si apprestano a festeggiarlo con uno dei suoi simboli storici: l’albero. Per moltissimo tempo, l’unico albero utilizzato è stato quello vero, cioè un albero vivo, quasi sempre proveniente da aziende agricole vivaistiche specializzate in questa produzione, con dimensioni e caratteristiche che possono essere diverse.
Abete rosso pianta più utilizzata
Le piante più utilizzate sono l’abete rosso (alberi del genere Picea) e gli abeti del genere Abies. Molte di queste piante vengono vendute con pane di terra, cioè piante in zolla protetta in genere da una tela in juta con ulteriore protezione in paglia o altri materiali che avvolgono la zolla radicale dove le radici sono state recise. Le piante sono di solito collocate in un vaso allo scopo di favorire la stabilità dell’albero per tutto il periodo natalizio in cui l’albero allieterà ed abbellirà con la sua presenza le abitazioni degli italiani.
Vademecum per l’albero
In generale è bene non collocare l’albero vicino a fonti calore dirette come termosifoni, camini, forni, stufe, ecc. È bene mettere l’albero in un luogo luminoso (vicino ad una finestra o una porta a vetri) e il più lontano possibile da fonti di calore. Dovrà anche essere garantita la periodica bagnatura della terra e delle radici ad elevato rischio di disidratazione, mantenendo il terreno sempre fresco e umido. Dopo le feste si può verificare la fattibilità del trapianto di questi alberi in ambienti aperti in piena terra. Vademecum: per non vedere disseccare l’albero è necessario sapere se il suo sistema radicale fortemente ridotto da sufficienti radici che possono essere ancora attive e in grado di svilupparsi ancora dopo il trapianto ed è altrettanto necessario verificare se il luogo d’impianto è quello giusto per ospitare questi alberi e vederli crescere sani e sicuri.
Il Presidente dell’Ordine dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali di Roma
«Non tutte le città e non tutti i terreni – spiega Flavio Pezzoli, presidente dell’Ordine dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali di Roma – sono adatti ad ospitare gli alberi di Natale dei generi Picea e Abies, che prediligono terreni freschi e profondi, inverni freddi ed estati fresche e con precipitazioni specie nel momento della ripresa vegetativa e della crescita annua, cioè da maggio ad agosto.
Coltivazione da sconsigliare
La loro coltivazione è così da sconsigliare, pena il deperimento delle piante o la loro morte prematura, nelle aree litoranee e marittime e in gran parte delle città italiane con la sola esclusione dei centri dell’area alpina, prealpina e appenninica dove queste piante sono già ampiamente rappresentate nei popolamenti dei boschi delle zone alto collinari e montane. È del tutto evidente che molte città, tra cui Roma, non sono il luogo ideale per ospitare la coltivazione degli alberi di Natale sia di quelli provenienti dalle case dei cittadini, sia quelli che arrivano direttamente dai vivai di produzione».