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Economia

Nuovo allarme per il caro carburanti

Nuovo allarme per il caro carburanti. Il fenomeno non appartiene più solo al passato: la nuova crescita dei prezzi è un’ulteriore motivo di allarme. Torna l’incubo per i prezzi di benzina e diesel, così come metano e GPL. Dopo un periodo di flessione, i prezzi riprendono a salire, seppur attenuati dai 0,30 euro di sconto sulle accise, disposto dal Governo Draghi e prorogato fino al 31 ottobre.

Nuovo prezzo a novembre se non confermato taglio delle accise

A novembre il costo potrebbe tornare al prezzo pieno. Intanto, il medio al servito è tornato ad aggirarsi intorno alla soglia psicologica dei 2 euro per benzina e gasolio. Senza più lo sconto delle accise, l’importo salirebbe a 2,30 euro. Stando ai rilevamenti più recenti, la benzina ha un prezzo medio di 1,844 euro/litro al servito, con le tariffe delle imprese che vanno da un limite minimo di 1,772 a uno massimo di 1,918 (no logo 1,741). In modalità self service, la benzina costa 1,701 euro/litro, con le tariffe delle imprese che vanno da un limite minimo di 1,685 a uno massimo di 1,715 (no logo 1,686).

La situazione peggiore è per il diesel

Peggiore è la situazione del diesel, dove la media del servito ammonta a 2,004/litro, con le tariffe delle imprese che vanno da un limite minimo di 1,972 a uno massimo di 2,071 (no logo 1,905). In modalità self service, il gasolio costa 1,872 euro/litro, con le tariffe delle imprese che vanno da un limite minimo di 1,861 a uno massimo di 1,893 (no logo 1,855). Venendo al metano, in osservanza del decreto emanato lo scorso maggio, non vanno corrisposto le accise e l’IVA è tenuta al 5 per cento. Eppure, i listini rimangono ugualmente parecchio alti. In media si va da un limite minimo di 2,784 a uno massimo di 3,392 euro/kg (no logo 2,806 euro). Infine, cala il GPL rispetto ai record negativi dei mesi precedenti, pure per via del taglio delle accise. I prezzi delle compagnie che vanno da un limite minimo di 0,788 a uno massimo di 0,806 euro/litro (no logo 0,782).