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I Bugiardini alla Casa del Jazz per I Concerti nel Parco con B.L.U.E.

I Bugiardini alla Casa del Jazz per I Concerti nel Parco domani, con “B.L.U.E” l’improvvisazione con effetti collaterali, un musical completamente improvvisato, uno spettacolo estemporaneo ispirato alle atmosfere, alla musica e alla narrazione tipica dei musical di Broadway. In ogni spettacolo i Bugiardini, una delle più note compagnie di improvvisazione teatrale in Italia, e i musicisti che li accompagnano dal vivo, trasformano i desideri del pubblico in un musical letteralmente mai visto prima: viene infatti chiesto agli spettatori di suggerire un luogo dove ambientarlo e il titolo di un nuovo musical mai scritto prima.

L’improvvisazione de I Bugiardini

Con queste sole indicazioni, gli attori in scena creeranno all’istante il musical voluto dal pubblico, supportati dalla band che improvviserà insieme a loro. Storie emozionanti, personaggi memorabili, battute esilaranti, canzoni appassionanti e coreografie: ogni cosa sarà creata sul momento o, come dicono gli anglosassoni, “out of the blue”. Il buio in sala, la musica che inizia il suo ritmo incessante, le luci che si alzano. L’atmosfera si fa elettrica, i ballerini prendono posto e gli attori guadagnano il palco. Sembra davvero l’inizio di un musical come tutti gli altri. Sembra. Ma non lo è.

Nati a Roma nel 2008

I Bugiardini nascono a Roma nel 2008, dall’unione di attori di estrazione eterogenea ma accomunati dalla passione per il teatro di improvvisazione. Da allora hanno creato e prodotto numerosi format originali di improvvisazione teatrale, tra cui “Shhh – an improvised silent movie” presentato nelle edizioni 2013 (“Must See Show 2013” – FringeReview), 2014 e 2016 (“Sell out Show” – Fringe Society) del Fringe Festival di Edimburgo. Attenti all’apertura internazionale, sono stati ospiti presso i principali poli mondiali d’eccellenza dell’improvvisazione, quali il Loose Moose Theatre (Calgary, Canada) e il Second City (Chicago, USA). Si sono esibiti in USA, Canada, Portogallo, Belgio, Gran Bretagna, Francia, Germania, India. Attivi anche nel campo della formazione, oltre a tenere regolarmente corsi e workshop per attori e improvvisatori, progettano e realizzano interventi di formazione in aziende e istituzioni.

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CelloSam3aTrio lunedì 24 luglio alla Casa del Jazz

CelloSam3aTrio lunedì 24 luglio, alla Casa del Jazz per i Concerti nel Parco, con Jacques Morelenbaum al violoncello, Rafael Barata alla batteria e Lula Galvão alla chitarra, in un Tributo a Ryuichi Sakamoto che vede anche il graditissimo ritorno come special guest di Paula Morelenbaum, tra le più importanti interpreti femminili della musica brasiliana a livello internazionale. Jacques Morelembaum, in oltre quarantanni di carriera ha collaborato con i più grandi esponenti della musica brasiliana e internazionale, e in particolare dagli anni Novanta con Ryuichi Sakamoto, grande compositore recentemente scomparso, a cui ha voluto odiare questo concerto romano.

CelloSam3aTrio per un mix perfetto

Il samba è lo stile che meglio rappresenta la vasta diversità culturale del Brasile: un perfetto mix tra influenze africane, europee e native brasiliane, ricco di fascino e sensualità, grazia melodica e raffinatezza armonica che fonde danza, fruizione estetica e sonora e approfondimento spirituale. Da Heitor Villa Lobos in poi, il violoncello, con il suo timbro dolce e romantico, l’incredibile somiglianza la voce umana e la sua naturale flessibilità, pur essendo uno strumento di origine europea, ha assunto un’identità molto brasiliana, tanto da essere molto utilizzato dai grandi compositori brasiliani.

Musica da camera nel samba

Morelenbaum con il suo CelloSam3aTrio porta nel samba un sapore intimo di musica da camera e ci offre una visione panoramica del samba, dalle sue radici ai giorni nostri, interpretando composizioni di Dorival Caymmi, Jacob do Bandolim, Antonio Carlos Jobim, Newton Mendonça, Carlos Lyra, João Gilberto, Caetano Veloso, Gilberto Gil, Egberto Gismonti, nonché opere di una nuova generazione di compositori, come Luisão Paiva e Lula Galvão, oltre a composizioni originali.

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Il trombettista Fabrizio Bosso alla Casa del Jazz domenica 25

Il trombettista Fabrizio Bosso in concerto alla Casa del Jazz di Roma, domenica 25 giugno alle 21, per rendere omaggio, con il suo quartetto e il clarinettista Nico Gori come special guest, al genio musicale di Stevie Wonder con il nuovo progetto “We Wonder”. Alle 19.30, Bosso (foto Roberto Cifarelli) si unirà al leggendario giornalista/produttore americano Ashley Kahn e a Luciano Linzi per scavare nelle radici blues, gospel e jazz di Wonder, per spiegare la sua attrazione per la maestria compositiva e per ascoltare uno o due esempi delle sue prime esecuzioni jazz. L’ingresso a questo incontro è gratuito fino a esaurimento posti.

Il trombettista interpreta Stevie Wonder

L’energia e la vitalità che caratterizzano lo stile inconfondibile di Stevie Wonder, la forza espressiva delle sue più celebri ballad, insieme alla tecnica e al lirismo della tromba di Fabrizio Bosso, la cura degli arrangiamenti e la personalità musicale di ciascun musicista del quartetto, sono tutti elementi che rendono unico e prezioso questo nuovo progetto. We Wonder è anche un album, pubblicato nel 2022 dalla Warner Music e disponibile in cd, vinile e digitale. Non è stato facile per Bosso selezionare i brani da una discografia così ampia e che ha influenzato gran parte della musica del secolo scorso, contribuendo alla nascita di nuovi generi musicali.

Le canzoni più significative di Wonder

La tracklist dell’album contiene 9 canzoni tra le più significative di Stevie Wonder, scelte da un repertorio molto ampio che abbraccia un periodo che va dalla fine degli anni sessanta fino all’ultima pubblicazione discografica del 2004: Another star, Isn’t she Lovely, My Cherie Amour, ma anche Sir Duke, Moon Blue e altre. Non manca anche Overjoyed, già pubblicato il 13 maggio come singolo su tutte le piattaforme digitali, in occasione del compleanno di Stevie Wonder. Non è stata questa una scelta a caso, perché Overjoyed parla anche di sogni che si realizzano.

Fabrizio Bosso felicissimo

È, infatti, un Fabrizio Bosso “felicissimo”, quello che non solo qui interpreta uno dei brani più famosi di Stevie Wonder, suo idolo sin da quando ha cominciato a suonare le prime note alla tromba, ma che rinnova con questo nuovo progetto anche la scelta fatta quando era poco più che adolescente, ovvero, diventare musicista. La tromba di Fabrizio Bosso, il pianoforte e le tastiere di Julian Oliver Mazzariello, il basso e il contrabbasso di Jacopo Ferrazza, la batteria di Nicola Angelucci, insieme al clarinetto di Nico Gori qui in veste di special guest, sono i protagonisti assoluti di un omaggio alla musica di uno degli artisti più iconici della musica internazionale.

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I Latin Mood in concerto alla Casa del Jazz

I Latin Mood (foto Alessandro Marsili) di Fabrizio Bosso e Javier Girotto tornano venerdì 24 in concerto alla Casa del Jazz, dopo alcuni anni di pausa, con un nuovo repertorio e una rinnovata energia. Un suono unico quello dei Latin Mood, nato dall’incontro tra musicisti di estrazione musicale diversa ma con frequentazioni comuni nel mondo del jazz. Ed è proprio sul palco che ogni volta avviene la magia di questo incontro.

Nuovo repertorio dei Latin Mood

Un nuovo repertorio pieno di creatività, anche grazie alle composizioni e alle improvvisazioni dei singoli elementi del gruppo, a rappresentare ancora una volta l’eccezionalità di questo combo. Javier Girotto al sax e Fabrizio Bosso alla tromba, insieme a Natalio Mangalavite al piano e sax, Luca Bulgarelli al basso elettrico, Lorenzo Tucci alla batteria e Bruno Marcozzi alle percussioni, insieme nuovamente sul palco per produrre nuova musica in quel linguaggio infinitamente variegato che è il Latin Jazz.

Varietà ritmiche e melodiche

La musica latina offre da sempre un’infinita varietà di ritmiche, generi e melodie. I Latin Mood si fanno interpreti di questo vastissimo continente musicale, proponendo un repertorio nuovo che abbraccia il jazz e il mondo latino, una varietà di brani originali provenienti anche dai confini più lontani del Sudamerica. Compaiono, quindi, non solo alcuni brani storici del gruppo, tratti dai due album Sol (2008) e Vamos (2011), ma anche ritmiche uruguaiane e peruviane, generi come lo joropo venezuelano e il frevo brasiliano o il mambo.