La commissione congiunta Sanità e Speciale Covid 19 della Regione Lazio, presieduta da Rodolfo Lena, ha fatto il punto sulla situazione dei pronto soccorso in relazione all’emergenza pandemia da Covid 19. Sono stati auditi Giulio Maria Ricciuto, presidente Simeu Lazio, coordinatore consiglio dei direttori struttura complessa Meu Lazio, Elio Rosati, segretario regionale Cittadinanzattiva e Massimo Annicchiarico, direttore Regionale Salute e integrazione sociosanitaria. Per l’assessorato era presente Egidio Schiavetti.
Carenza di personale, calo della qualità dell’assistenza
«Sui pronto soccorso, si è abbattuta la tempesta perfetta – ha spiegato Giulio Maria Ricciuto – e quali sono gli elementi che preoccupano? La sofferenza numerica. Siamo in carenza di personale di almeno 400 unità. Ci sono il calo della qualità dell’assistenza, il burnout dei medici, la fuga verso la medicina generale e le altre discipline, il flusso non governato e la desertificazione periferica. Condizioni di lavoro squallide con incentivi alla fuga. Subiamo aggressioni, assistiamo all’inspiegabile rispetto della normativa regionale, di ottima fattezza, ma inapplicata a livello periferico. Su questa condizione già complessa è arrivato il COVID, con una gestione interna degli ospedali quasi anarchica. Il bording dei pazienti nei pronto soccorso è ormai insostenibile». Lungo e accorato l’intervento di Ricciuto cui ha fatto seguito quello di Elio Rosati di Cittadinanzattiva, il quale ha aggiunto che:
Necessità di organico dedicato solo al Covid-19
«Non è possibile scaricare sui pronto soccorso la presa in carico di tutti i pazienti, Covid e non Covid. Chi ha altre patologie vede allungarsi i tempi di ricovero, di cura e di recupero. Abbiamo necessità di avere dotazioni e organico dedicati solo al Covid, isolati dal resto delle attività sanitarie. Occorre mettere in campo le Case della salute e incentivare la medicina territoriale». Di fronte a questa situazione, il presidente Rodolfo Lena ha chiesto l’intervento di Massimo Annicchiarico, il quale ha chiarito che seppur fervono gli incontri nella Conferenza Stato-Regioni, per la soluzione dei problemi, non esistono ricette miracolose in questo ambito, ma sicuramente occorre mettere in atto una serie di interventi per ridurre la pressione sui pronto soccorso e ridefinire le competenze. Paolo Ciani, presidente della commissione Covid 19, nel suo intervento ha chiarito che:
Alcuni temi presi subito in carico
«Se è vero che questo è un problema antico, è anche vero che risolverlo in pandemia è assurdo, ma occorre anche contestualizzare, e oggi vanno sicuramente corrette le prese in carico dei pazienti fragili. C’è un tema più stringente di attualità, come la continuità assistenziale. Alcuni temi vanno immediatamente presi in carico, come la sicurezza, e i pronto soccorso che sembrano luoghi a sé. Occorre riattivare il tavolo per un confronto serrato su queste tematiche».