Il Congresso Mondiale di Medicina Integrativa e Salute è in programma dal 20 al 23 settembre presso l’Angelicum Congress Center di Roma organizzato in Italia dalla fondazione Artoi. Esperti di settore provenienti da 40 Paesi, in rappresentanza di tutti i Continenti (Asia, Africa, Australia, America Latina, Europa), ben 850 gli iscritti, giungeranno in città per confrontarsi sulla Medicina Integrativa. Si discuterà sulle strategie di ricerca in medicina integrata complementare, sulle diverse esperienze cliniche anche nel settore dell’epigenetica, sull’ organizzazione sanitaria. Sarà presentata, per la prima volta, la Società di Pediatria integrata a cui faranno riferimento 16 Paesi tra Europa e America Latina e Asia.
I numeri del Congresso
Alcuni numeri rappresentativi del Congresso: 550 gli abstract giunti da tutto il mondo, di cui 250 saranno rappresentate da presentazioni orali e 300 i poster; 24 saranno i workshop dedicati alla medicina integrata e alla medicina integrata in oncologia. Saranno presentati diversi importanti studi di carattere scientifico, tra questi lo studio condotto dai medici e specialisti di ARTOI su 60 pazienti affetti da glioblastoma e i positivi effetti sinergici dovuti alla somministrazione di curcumina e polidatina alla tradizionale radioterapia con temozolomite che ha permesso di raggiungere una sopravvivenza globale mediana del paziente da 14,6 a 41,6 mesi e un tasso di sopravvivenza a un anno del 82%.
L’allarme del prof. Burgio
Oppure come l’allarme lanciato dal prof. Ernesto Burgio sull’aumento di patologie neoplastiche infantili e giovanili a dimostrazione dell’infondatezza del modello tuttora dominante in ambito cancerogenetico “neodarwiniano” delle mutazioni stocastiche del DNA. L’incremento non concerne tanto le forme neoplastiche tradizionalmente più frequenti in questa età (leucemia linfoblastica acuta), ma altre tipologie di cancro come quelle a carico del sistema nervoso centrale (astrocitomi, medulloblastomi, gliomi/glioblastomi) e periferico glioblastoma (GBM). Quest’ultimo a differenza della maggior parte degli altri tumori, in cui le metastasi sono la principale causa di morte, metastatizza molto raramente al di fuori del neurasse.