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“C’è un soffio di vita soltanto” al Cinema Farnese

Prosegue il tour in giro per l’Italia l’accalamato documentario “C’è un soffio di vita soltanto”, firmato dal duo di registi italiani Matteo Botrugno e Daniele Coluccini, presentato in anteprima all’ultima edizione del Torino Film Festival.

Film presentato domani al Cinema Farnese

A Roma verrà presentato domani martedì 8 febbraio alle ore 21 al Cinema Franese, alla presenza dei registi, l’On. Alessandro Zan e Mario Colamarino (presidente del Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli). Il film verrà proiettato anche mercoledì 9 febbraio sempre al Cinema Farnese alle 19.30.

Realizzato durante la pandemia

Il film, realizzato quasi interamente durante l’anno della pandemia, racconta l’emozionante e singolare storia di Lucy, la donna transessuale più anziana d’Italia.

Sopravissuta a Dachau ancora in vita

Tra le pochissime sopravvissute al campo di concentramento di Dachau ancora in vita, è testimone diretta di uno dei momenti più bui e tragici della storia del Novecento.

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Cultura

Dal 10 gennaio il documentario “C’è un soffio di vita soltanto”

Uscirà al cinema il 10 gennaio 2022 l’atteso documentario “C’è un soffio di vita soltanto”, firmato dal duo di registi italiani Matteo Botrugno e Daniele Coluccini, presentato in anteprima all’ultima edizione del Torino Film Festival. A Roma si potrà vedere al Cinema Farnese il 10 gennaio alle 18.30 e alle ore 21, l’11 gennaio alle ore 19.30 e il 12 gennaio alle 19.30. Il film, realizzato quasi interamente durante l’anno della pandemia, racconta l’emozionante e singolare storia di Lucy, la donna transessuale più anziana d’Italia. Tra le pochissime sopravvissute al campo di concentramento di Dachau ancora in vita, è testimone diretta di uno dei momenti più bui e tragici della storia del Novecento. Il documentario, infatti, racconta un pezzo di storia italiana (e non solo) attraverso gli occhi di una persona che, come tante allora, è stata costretta a guardare l’orrore, ma ha saputo resistergli con forza e coraggio ineguagliabili. Attraverso il racconto lucidissimo di Lucy, il film non solo affronta tematiche attuali come l’identità di genere, ma vuole anche far riflettere sull’importanza di continuare a mantenere intatta la propria personalità, nonostante i soprusi e i continui tentativi della società contemporanea di condannare, umiliare ed eliminare ogni accenno di diversità. «Chi l’ha detto che una donna non può chiamarsi Luciano?», afferma la protagonista della storia nel corso del film.