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Economia

Buoni lavoro segnale importante per le campagne

Buoni lavoro segnale importante per le campagne secondo Coldiretti Lazio. «L’arrivo dei buoni lavoro è importante nelle campagne dove occorre lavorare con la semplificazione burocratica per salvare i raccolti e garantire nuove opportunità di reddito in un momento particolarmente difficile per il Paese». È quanto ha affermato il presidente di Coldiretti Lazio, David Granieri, in riferimento ai contenuti della manovra che prevede l’introduzione dei buoni lavoro a tempo determinato per un importo fino a 10mila euro.

Grati per l’introduzione dei buoni lavoro

«Siamo grati al Governo per aver accolto le nostre sollecitazioni sul problema della manodopera agricola e – sottolinea Granieri – siamo pronti al confronto con le Istituzioni e i sindacati per individuare le formule più adeguate che garantiscano maggiore semplificazione per le imprese e le necessarie tutele per i lavoratori agricoli». Stando ad un’analisi effettuata da Coldiretti Lazio in base all’ultimo rapporto dell’ufficio di statistica Crea – Pb (Ministero delle Politiche Agricole), elaborato su dati Inps, nel Lazio sono presenti complessivamente più di 45.800 operai agricoli a tempo determinato e indeterminato.

Latina al primo posto nel Lazio per lavoratori agricoli

Al primo posto troviamo Latina con oltre 19.600 presenze, seguita da Roma con 13 mila e Viterbo con 9.400. Al quarto e quinto posto Frosinone con 2.113 operai e Rieti con 1.703. I lavoratori stranieri sono più di 26 mila, provenienti da 117 nazioni e sono pari al 56,9% del numero degli operai agricoli totali, con una concentrazione maggiore a Latina e Roma, mentre le donne straniere sono oltre 4.500. Sono 6.400, invece, gli operai agricoli comunitari e 2500 le donne.

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Salute

Raccolta firme per dire no al cibo sintetico

Raccolta firme per dire no al cibo sintetico, che rappresenta una minaccia alla nostra tradizione agroalimentare. Partirà sabato 12 novembre in tutti i mercati di Campagna Amica del Lazio e proseguirà nelle prossime settimane. L’iniziativa è stata lanciata dalla federazione regionale di Coldiretti per sostenere le produzioni del nostro territorio, difendere la sovranità alimentare nazionale e la dieta Mediterranea.

Raccolta firme per fermare l’attacco al Made in Italy a tavola

«L’invito che rivolgiamo a tutti i consumatori – spiega il presidente di Coldiretti Lazio, David Granieri – è quello di sostenere la nostra battaglia contro il cibo sintetico e le multinazionali, che stanno creando in laboratorio i cibi che vogliono portare sulle nostre tavole. Il loro obiettivo è evidentemente quello di arrivare a produrre alimenti, facendo progressivamente a meno degli animali, dei campi coltivati, degli agricoltori stessi. Non possiamo accettarlo. Tutto questo rappresenta un’enorme minaccia per la nostra agricoltura: dalla bistecca fatta nel bioreattore al latte senza mucche. È un vero e proprio attacco alle stalle italiane e all’intero Made in Italy a tavola».

Firmare nei mercati di Campagna Amica

A Roma sarà possibile firmare la petizione a partire da sabato 12 novembre nei mercati di Campagna Amica come quello di via Tiburtina 695 o al Circo Massimo in via San Teodoro, 74, che resta aperto anche la domenica, ma anche a Serra Madre in via di Macchia Palocco e all’Eur in via della Tecnica, al mercato Fonte Acqua Egeria al Parco Appia Antica, sia sabato che domenica, che è anche la giornata di apertura del mercato di Ostia Antica in via Capo due Rami. La petizione sarà disponibile anche a Viterbo presso il mercato di via Francesco Baracca, 81 aperto dalle 8 alle 13 e a quello di Frosinone in Piazza Falcone e Borsellino dalle 8 alle 13.30 o dalle 8 fino alle 14 al mercato di via Don Minzoni, 1 a Latina, aperto negli stessi orari anche il mercoledì.

Raccolta firme proseguirà

La raccolta firme non si fermerà al fine settimana, ma continuerà mercoledì 16 novembre al mercato di Mezzocammino in Largo Sorelle Giussani a Roma aperto dalle 8 alle 13.30. Si proseguirà giovedì 17 a Pomezia in Piazza San Benedetto da Norcia. «Sarà possibile sottoscrivere la petizione anche nelle settimane successive – spiegano da Coldiretti Lazio – sia nei mercati che negli agriturismi di Campagna Amica o nei nostri uffici».

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Salute

Dopo la carne sintetica il latte senza mucche e il pesce in provetta

Dopo la carne sintetica arriva anche il latte senza mucche e il pesce in provetta. Una deriva preoccupante che mette in allarme Coldiretti Lazio, da sempre in prima linea contro quello che è un vero e proprio attacco al Made in Italy da parte delle multinazionali del cibo. Coldiretti si è da subito schierata contro questi prodotti e ha promesso dura battaglia. E ora potrebbe arrivare presto sugli scaffali dei supermercati una nuova minaccia per la filiera del latte vero, ovvero quello sintetico, realizzato attraverso la tecnica della fermentazione di precisione.

Carne, latte e pesce “finti”

«Non possiamo accettare – spiega il presidente di Coldiretti Lazio, David Granieri – che in un periodo drammatico dal punto di vista economico, come quello che stiamo vivendo, siano messe a rischio le nostre stalle. La situazione è critica per le aziende zootecniche che a fatica stanno cercando di rialzarsi prima dalla crisi determinata dalla pandemia, poi dalle speculazioni sul latte e successivamente dalle ripercussioni del conflitto in Ucraina, fino ad arrivare alla siccità che ha portato ad un calo della produzione dei foraggi e del latte del 30% e ora devono fronteggiare anche il caro energia. Tutto questo è inaccettabile».

Settore della zootecnia che nel Lazio occupa oltre 20mila persone

Un settore, quello della zootecnia, che nel Lazio offre lavoro ad oltre 20mila persone. Il latte in provetta nasce copiando il gene responsabile della produzione delle proteine del latte nelle mucche e inserito nel lievito. Questo viene messo in dei fermentatori per produrre delle proteine del latte a cui verranno aggiunte in laboratorio vitamine, minerali, grassi e zuccheri non animali.

La protesta del presidente Granieri

«Non accetteremo mai che sia chiamata “carne” – conclude Granieri – un insieme di ingredienti vegetali o peggio ancora dei prodotti sviluppati in laboratorio con materiale sintetico, nei quali della carne non c’è assolutamente nulla e neanche delle proteine vegetali. E la stessa cosa vale per il pesce in provetta e per il latte sintetico. Questo futuro che si preannuncia in provetta, mette a rischio la nostra biodiversità, che rappresenta anche la nostra istintività e allo stesso tempo rappresenta una minaccia per la sopravvivenza stessa dell’agricoltura».

Le pronunce della Corte di Giustizia Ue

In passato la Corte di Giustizia Ue si è pronunciata chiaramente contro l’utilizzo del termine “latte” per le bevande vegetali (ad esempio il latte di soia), ma le sempre più aggressive politiche di marketing adottate dalle multinazionali e l’attività di lobby all’interno delle istituzioni rischiano di sfondare e aprire la strada a filiere “dal laboratorio alla tavola” dove a rimetterci in salute e reddito saranno i cittadini, a tutto vantaggio dei miliardari “filantropi” che sempre più numerosi foraggiano il cibo artificiale.

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NEWS

“Villaggio Coldiretti” ai Pratoni del Vivaro per il FEI World Championships

Il “Villaggio Coldiretti” sarà allestito da Coldiretti Lazio ai Pratoni del Vivaro per il FEI World Championships 2022, i campionati mondiali di completo e attacchi. Degustazioni enogastronomiche, convegni, Agripub e Agripicnic per degustare i piatti realizzati dai cuochi contadini di Campagna Amica in uno scenario suggestivo e poi ancora un’Agrispa con i rimedi antichi di bellezza, oltre ad “Oleoteche” e “Vinoteche”, per assaggiare i pregiati oli e vini prodotti dalle aziende laziali.

Villaggio Coldiretti a Rocca di Papa

Il prestigioso evento equestre che si svolgerà a Rocca di Papa dal 15 al 18 e dal 22 al 25 settembre con la collaborazione di Coldiretti Lazio, è stato presentato nel salone d’Onore del CONI alla presenza del Presidente della Federazione Italiana Sport Equestri, Marco Di Paola, del Presidente del Comitato Olimpico Nazionale Italiano, Giovanni Malagò e del Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, ma anche dell’Assessore al Turismo Grandi Eventi e Sport Roma Capitale, Alessandro Onorato, della Consigliera Città Metropolitana, Alessia Pieretti e della Sindaca di Rocca di Papa, Veronica Cimino. Presente anche il presidente di Coldiretti Lazio, David Granieri.

Anche Donna Impresa

Tra i protagonisti del “Villaggio Coldiretti” anche Donne Impresa con laboratori e orti didattici, insieme a Giovani Impresa, che cureranno il “Borgo Coldiretti”, uno spazio dedicato ai giochi popolari e ai laboratori. Proprio qui si svolgerà le premiazioni degli Oscar Green, il concorso di idee che ogni anno premia i giovani che si sono distinti per idee innovative messe al servizio dell’agricoltura. «Abbiamo colto l’occasione di rappresentare il connubio tra sport e alimentazione, attraverso la valorizzazione delle eccellenze enogastronomiche prodotte dalle nostre aziende – spiega il presidente di Coldiretti Lazio, David Granieri – e poterlo fare in occasione di un evento così prestigioso nell’ambito di un contesto internazionale, è per noi motivo di grande orgoglio».

Al Villaggio Coldiretti i prodotti tipici del Lazio

Al Villaggio Coldiretti sarà possibile assaggiare i prodotti tipici del Lazio in un’atmosfera totalmente immersa nel verde, seduti ai tavoli, distesi sulle amache o su grandi cuscini sui prati. Dai vini prodotti dall’azienda agricola “L’Oro delle Donne”, dalla “Tenuta Casciani”, dalla “Fattoria Madonna delle Macchie” e da “DS Bio” di Danilo Scenna, con il coinvolgimento di Onav, l’Organizzazione Nazionale Assaggiatori Vino, fino all’olio, con la possibilità di imparare a conoscere e riconoscere l’olio Evo di qualità del Lazio, grazie alle indicazioni di Evoschool di Unaprol, il Consorzio Olivicolo Italiano.

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Economia

Sos bollette lanciato da Coldiretti Lazio

Sos bollette per aziende e consumatori. A lanciarlo è Coldiretti Lazio, per l’esplosione dei costi dell’energia, che stanno mettendo in ginocchio aziende e consumatori. Un appello rivolto all’attuale Governo per chiedere un intervento diretto necessario ad affrontare questa emergenza.

A rischio filiera agroalimentare del Lazio

A rischio c’è una filiera agroalimentare che nel Lazio conta circa 50 mila imprese e offre lavoro ad oltre 70 mila persone, di cui il 66% nel settore delle coltivazioni agricole e nella produzione di prodotti animali e servizi connessi, mentre il 29% nel lavoro industriale alimentare e delle bevande. Nella nostra regione il sistema agroalimentare rappresenta il 3% della ricchezza dell’intera economia regionale e contribuisce, con 6,3 miliardi di fatturato annui al 6% dell’Agrifood nazionale.

Sos bollette per situazione insostenibile

«La situazione è insostenibile – spiega il presidente di Coldiretti Lazio, David Granieri – e non possiamo più permetterci di aspettare le elezioni e il nuovo Governo. Bisogna intervenire subito, così non possiamo andare più avanti. Questi mesi sono fondamentali per le produzioni agricole tipiche del Made in Italy e le nostre eccellenze Made in Lazio. La nostra regione conta circa 430 specialità tradizionali (PAT), 16 DOP, 11 IGP, 1 STG e 36 vini a denominazione d’origine che tramandano la storia e la tradizione del nostro territorio».

Rincari in tutti i reparti

In agricoltura si registrano rincari che vanno dal +170% dei concimi al +90% dei mangimi al +129% per il gasolio fino al +300% delle bollette per pompare l’acqua per l’irrigazione dei raccolti. Gli aumenti riguardano, però, l’intera filiera alimentare con il vetro che costa oltre il 30% in più rispetto allo scorso anno, si registra un incremento del 15% per il tetrapack, del 35% per le etichette, del 45% per il cartone, del 60% per i barattoli di banda stagnata​, fino ad arrivare al 70% per la plastica, secondo l’analisi Coldiretti.

Grave rischio per diverse lavorazioni alimentari

«A causa dei rincari dell’energia e dei costi diretti e indiretti che devono sostenere le aziende – prosegue Granieri – stiamo andando incontro ad un crack alimentare, economico e occupazionale che rischia di trascinare nel baratro anche la Dieta Mediterranea, che ha garantito benessere, salute, lavoro e ha sostenuto all’estero il cibo Made in Italy». A rischio anche le lavorazioni per conserve, succhi e derivati: dagli ortaggi ai legumi, dal vino all’olio, dai salumi e prosciutti Dop ai formaggi, dal latte alla carne fino alla pasta, dalla frutta alle passate di pomodoro usate su tutte le tavole italiane e all’estero.

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Ambiente

Necessari 500 abbattimenti di cinghiali al giorno nel Lazio

Necessari 500 abbattimenti di cinghiali al giorno nel Lazio e non 500 al mese per combattere la Psa, secondo Coldiretti. «Auspichiamo che con l’aiuto delle associazioni venatorie, si possa passare al più presto da 500 catture al mese a 500 abbattimenti di cinghiali al giorno. Era quanto avevamo chiesto già lo scorso mese di giugno, per mettere in sicurezza le nostre aziende suinicole, fortemente colpite dalla Psa». Ha dichiarato il presidente di Coldiretti Lazio, David Granieri.

Numeri insufficienti. Necessari più abbattimenti per mettere in sicurezza le nostre aziende suinicole

Stando ai dati comunicati dalla stessa Regione Lazio sono state effettuate 36 catture nella zona rossa del Parco di Veio, 57 nel Parco di Bracciano, 129 nella Riserva Laghi Lungo Ripasottile e 56 nell’area del Monumento Naturale Pian S. Angelo. Oltre 275 catture, invece, all’esterno delle aree protette. Sempre la Regione specifica che rispetto allo stesso periodo dello scorso anno le catture nei parchi sono pressoché triplicate, mentre sono raddoppiate quelle all’esterno delle aree protette. «Numeri neanche lontanamente sufficienti – prosegue Granieri – ad arginare la peste suina, che sta mettendo a rischio il patrimonio suinicolo del Lazio, che conta oltre 50 mila capi, così come l’intero settore che offre migliaia di posti di lavoro e raggiunge un giro di affari di un miliardo di euro solo nella nostra regione».

Delibera che assegna agli ATC specifiche risorse finanziarie

Per accelerare le misure di contenimento della peste suina africana, in accordo con la struttura commissariale nazionale, la Giunta regionale ha approvato una delibera che assegna agli ATC specifiche risorse finanziare per la ricerca dei cinghiali, l’abbattimento e lo smaltimento delle carcasse. Le risorse stanziate sono di 250 mila euro. «È previsto un aumento del numero dei selecontrollori – conclude Granieri – che per ogni distretto può arrivare ad un massimo si 40 soggetti. Crediamo sia importante l’aiuto delle associazioni venatorie per l’inserimento del maggiore numero di persone nelle liste».

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NEWS

Pesce protagonista al mercato di Campagna Amica del Circo Massimo

Pesce protagonista nel week end al mercato di Campagna Amica del Circo Massimo in via di San Teodoro 74. Un viaggio tra i tesori dei nostri mari che è partito da Verona lo scorso 28 e 29 maggio, per poi passare da Napoli e sbarcare ora a Roma questo sabato e domenica. Tre grandi eventi con un unico filo conduttore: “Pesce, tesoro dei nostri mari”.

Pesce, tesoro dei nostri mari

L’evento è promosso dal FEAMP, Fondo europeo per la politica marittima, la pesca e l’acquacoltura per il periodo 2014-2020, e dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali. I cittadini potranno degustare gratuitamente piatti della tradizione che esalteranno il pesce “povero”: dalla pasta con le cozze al cartoccio di pesce fritto fino ad arrivare alle polpette di pesce, tutto cucinato dai Cuochi Contadini del Lazio che interagiranno con i clienti durante gli show cooking che animeranno la mattinata a partire dalle 11. Per i più piccoli, il programma partirà alle 10 e potranno partecipare a laboratori a tema sul mare in cui impareranno a riconoscere le varietà di pesce, a rispettare il mare e a giocare imparandone i segreti (tutte le attività sono gratuite e non serve la prenotazione).

Racconto dell’Italia passa anche attraverso i mari e il pesce

«Il racconto della nostra Italia – spiega il Direttore di Fondazione Campagna Amica, Carmelo Troccoli – passa anche attraverso i mari e i pesci che li abitano. Infatti possiamo risalire alla storia e alle tradizioni di un popolo, parlando delle diverse specie di pesci che nuotano nelle acque nostrane. Con questo evento vogliamo dare valore a tutto il comporto ittico grazie anche all’importante supporto di Feamp e MIPAAF». Con questi tre eventi si è voluto delineare un viaggio nel blu e nella sostenibilità, che passi attraverso tre città rappresentative dello Stivale, cercando di far scoprire ai cittadini tutti i segreti legati al mondo sommerso.

Coldiretti da tempo in prima linea

Coldiretti è da tempo in prima linea per affermare il ruolo e l’impegno della filiera ittica, promuovendola e valorizzandola attraverso iniziative, progetti ed eventi capaci anche di dare sostegno e innovazione alle imprese di produzione oltre che dare risalto ai prodotti. Campagna Amica, attraverso le sue aziende/cooperative ittiche e mercati a km zero, migliora, rafforza e consolida il rapporto con i cittadini-consumatori, favorendo il loro coinvolgimento e il confronto diretto con i pescatori.

Evento per sostenere uno dei settori più colpiti durante la pandemia

«Un evento che vuole rappresentare un sostegno ad uno dei settori più colpiti dalla pandemia – spiega il presidente di Coldiretti Lazio, David Granieri – durante la quale i nostri pescatori non si sono mai fermati, continuando ad uscire in mare per assicurare le forniture di pesce fresco ai consumatori, nonostante i costi ingenti non coperti dalle entrate. A questo si è aggiunto il caro carburante con il quale stanno facendo i conti a seguito delle conseguenze del conflitto in Ucraina. La filiera ittica necessita di un sostegno immediato».

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NEWS

Abbattimento dei cinghiali unica soluzione per combattere la Psa

Abbattimento dei cinghiali unica soluzione percorribile per combattere la Psa secondo Coldiretti Lazio, che chiede la misura attraverso il presidente David Granieri. «Al via subito gli abbattimenti in zona bianca per preservare gli allevamenti suinicoli. A rischio 50 mila maiali allevati nel Lazio. Un danno enorme per le aziende, che in questi casi sono costretti ad abbattere anche i capi sani, oltre a quelli risultati infetti. Servono subito indennizzi per le imprese del settore colpite». Lo dichiara il presidente di Coldiretti Lazio, David Granieri, a seguito dei 2 casi di peste suina individuati in un piccolo allevamento della zona perimetrata “rossa”.

Abbattimento, ma anche misure di sostegno economico al settore

La peste suina africana (Psa) che è spesso letale per questi animali, ma non è, invece, trasmissibile agli esseri umani e nessun problema riguarda la carne. «È necessaria – sottolinea Granieri – l’introduzione di misure di sostegno per il settore suinicolo al fine di tutelare il reddito degli allevatori ma anche intervenire per un deciso contenimento della popolazione dei cinghiali che rappresentano il vettore di trasmissione della malattia.

Semplificare le procedure

Per questo è necessario intervenire con la modifica immediata dell’art. 19 della legge 157/1992 semplificando le procedure per l’adozione dei piani di abbattimento approvati dalle regioni e il rafforzamento delle competenze dell’ufficio commissariale previsto dal Decreto Legge 17 febbraio 2022, n. 9. Il rischio – conclude Granieri – è che l’emergenza si allarghi e che siano dichiarate infette le aree ad elevata vocazione produttiva con il conseguente pregiudizio economico, che potrebbe discendere per la filiera agroalimentare e l’occupazione in un settore strategico del Made in ltaly». Il giro d’affari della filiera suinicola stimato nel Lazio è di oltre un milione di euro solo nel Lazio.

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Economia

Pecorino Romano DOP, cambiamenti in dirittura d’arrivo

Pecorino Romano DOP, cambiamenti in dirittura d’arrivo. Presentate da Coldiretti Lazio le proposte di modifiche al disciplinare di produzione della D.O.P. del Pecorino Romano alla Regione Lazio. Tra le richieste avanzate quella di ottenere un marchio di distintività del prodotto laziale e aumentare la percentuale di produzione. «Quello che continua a mancare è un’attenzione alla produzione laziale, territorio che ha dato la luce a questa DOP e che non riesce ad avere oltre a un simbolo sulla forma, visibile solo se intera, una sua distintività, che si possa manifestare anche nei porzionati e nel grattugiato».

Pecorino Romano DOP, necessario marchio distintivo

Così il presidente di Coldiretti Lazio, David Granieri, in risposta alle osservazioni presentate dal Mipaaf al Consorzio per la Tutela del Formaggio Pecorino Romano, in merito alle proposte di modifica al disciplinare del prodotto Dop. «Riteniamo fondamentale poter inserire un marchio di distintività perseguibile sulla produzione laziale – aggiunge Granieri – affinché arrivi al consumatore. È altresì importante prevedere un aumento della percentuale di produzione del pecorino romano DOP nel Lazio, terra che ha dato i natali a questo formaggio e che merita una considerazione produttiva sicuramente maggiore, anche per l’elevata qualità del prodotto ottenuto su questo territorio».

Le risposte di Coldiretti Lazio al Mipaaf

Nello specifico riguardo alle valutazioni emerse dalla Coldiretti Lazio sulle risposte del Consorzio per la Tutela del Formaggio Pecorino Romano Dop ai vari punti presentati dal Mipaaf, come la possibilità di modificare la temperatura massima, fino ai 50°gradi. Quindi con l’inserimento di un nuovo range proposto per la cottura della cagliata del Pecorino Romano DOP compreso tra 45°-50° gradi, la Coldiretti Lazio ritiene che: «La maggiore temperatura di cottura provoca oltre alla diminuzione di umidità, anche una maggiore espulsione di grasso dal latte, e questo comporta una alterazione del sapore che si sprigiona fisiologicamente durante i mesi della stagionatura.

Maggiore temperatura peggiora la qualità del formaggio

Di fatto peggiorando la qualità del formaggio e comportando la perdita della tipica piccantezza del Pecorino Romano. Questo avrebbe come conseguenza una immediata omologazione al gusto e condurrà i consumatori a scegliere non più secondo parametri qualitativi, ma in virtù del prezzo». E ancora in merito alle razze che possono essere utilizzate per la produzione del latte destinato alla trasformazione del Pecorino Romano DOP, la Coldiretti Lazio specifica che:

Mantenere razze italiane e loro mescolamento per produrre il latte

«L’attuale disciplinare, e con esso le precedenti versioni, prevede greggi che pascolano nei territori di Lazio, Sardegna e provincia di Grosseto». Ritenendo quindi importante il mantenimento di razze italiane e loro incroci, nelle forme di allevamento tradizionale, per la produzione di latte destinato a Pecorino Romano DOP.

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Ambiente

Roma Natura inefficace nel gestire l’invasione dei cinghiali nella Capitale

Roma Natura inefficace nel gestire l’invasione dei cinghiali nella Capitale secondo Coldiretti Lazio. «Che Roma Natura sia inefficace, inefficiente e soprattutto inadatto a ricoprire il suo ruolo, non lo dico io, ma lo testimoniano i fatti, supportati dai dati». Così il presidente di Coldiretti Lazio, David Granieri, risponde alla querelle con L’Ente Regionale per la Gestione del Sistema delle Aree Naturali Protette nel Comune di Roma. E prosegue.

Perché Roma Natura inefficace

«Lo dimostra il numero di cinghiali catturati che complessivamente in tutto il 2021 sono stati solo 99 e peraltro solo in un’area protetta, quella della Riserva della Marcigliana. Nessuna cattura, da quando è stato approvato il Piano, nelle aree di Roma nord relative all’Insugherata, al Pineto e a Monte Mario. Il piano di controllo dell’Insugherata, approvato nel febbraio 2020, prevedeva 50 catture all’anno nelle zone agricole, delle quali, ad oggi, non se ne conta neanche una. A differenza di altre aree protette del Lazio in cui hanno dato il via libera alle all’abbattimento dei cinghiali anche con l’attività di sparo prevista dalla normativa regionale».

Attuare il piano non attuato

E ancora, sottolinea Granieri: «Nel parco del Pineto e nella Riserva Naturale di Monte Mario non erano previsti obiettivi numerici, ma solo, genericamente, catture per risolvere situazioni critiche. Da quanto ci risulta è stato chiesto di recente a Roma Natura dagli organi competenti di attuare il piano non attuato.

Rivedere gli obiettivi

Ma anche di rivedere gli obiettivi di prelievo per il Parco del Pineto e Monte Mario, considerato che dal 2020 la situazione nelle aree più urbanizzate è molto cambiata. Tutto questo non può che testimoniare il lassismo di questi anni, che peraltro è sotto gli occhi di tutti. È necessario che la Regione Lazio proceda con un commissariamento e un cambio al vertice di Roma Natura».