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Fuori Posto. Festival di Teatri al Limite dal 3 al 16 luglio

Fuori Posto. Festival di Teatri al Limite prende il via, dal 3 al 16 luglio, nella suggestiva cornice di Villa Carpegna a Roma. Manifestazione a cura dell’Associazione Culturale Fuori Contesto con la direzione artistica di Emilia Martinelli. Due settimane di spettacoli dal vivo e interattivi, laboratori dedicati a tutte le fasce d’età, installazioni interattive audio e video, uno spazio libero dedicato alle voci del territorio, una residenza artistica sulla memoria storica da parte degli anziani del territorio, virtual tour, talk.

Fuori Posto trasversale

Trasversale tra tutti è la sostenibilità ambientale, dai laboratori agli spettacoli, immersi nella natura del parco e in continuo dialogo con essa. Centrale è l’inclusività di tutti i laboratori, spettacoli e installazioni, pensati per l’accessibilità di alcuni contenuti grazie alla LIS (lingua dei segni italiana) per sordi e per tutti come educazione alla diversità. Gli spettacoli e i laboratori sono gratuiti e chi non potrà arrivare al festival, potrà godersi parte della programmazione, dell’atmosfera e delle bellezze del parco accedendo ai virtual tour 360° proposti sul sito del festival e sui social.

Programmazione variegata

Una programmazione variegata, per tutti i tipi di esigenze ed età, tra residenze, restituzioni, spettacoli, letture, laboratori, talk e spettacoli. Tra i laboratori: “Le nostre amiche api” a cura di Francesco Marchizza per conoscere le nostre amiche api e il loro mondo affascinante; “Danziamo la Natura” a cura di Eleonora Tregambe; “In ascolto” il laboratorio di teatro inclusivo a cura di Dario Pasquarella e Chiara Borsella; il Laboratorio di danza per adolescenti, giovani e adulti “Contact improvisation” a cura di Marco Ubaldi; il laboratorio multisensoriale alla scoperta dei colori e delle materie attraverso i cinque sensi “Danziamo i colori della Natura” a cura di Eleonora Tregambe,

Laboratorio di danza site specific

“Open lab air” il laboratorio di danza site specific a cura di Balletto di Roma con Valerio Longo; il Laboratorio di lettura a cura di Cattive Ragazze; il laboratorio di danza contemporanea a cura di Chiara Casciani; il laboratorio “Il compostaggio” a cura dell’Associazione Italiana Compostaggio e Cooperativa il Parchetto.

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Spettacolo

Il festival Fuori Posto torna dal 16 febbraio

Il festival Fuori Posto torna dal 16 febbraio con un’edizione itinerante all’interno della Regione Lazio tra teatri, scuole e spazi culturali con gli spettacoli Mirrors e Terremoto Dentro della Compagnia Fuori Contesto.
Un’edizione che vuole raccontare la crescita come momento di ricerca di un’identità e di trasformazione da crisalide a farfalla. Il cambiamento è lo spunto per raccontare di storie di bilico, storie i cui protagonisti si sentono fuori posto, e da qui si dipana la loro ricerca per trovare un equilibrio.

Festival inizia con Mirrors

“Chi sono?”. Questa la domanda che si fanno i due protagonisti dello spettacolo Mirrors, scritto e diretto da Emilia Martinelli e interpretato da Jessica Bertagni e Michele Breda. Alix ed Alex, amici d’infanzia, ispirati dalla storia di Alice nel paese delle meraviglie, si interrogano e scoprono, attraversando lo specchio, la loro identità in crescita. L’amicizia li tiene stretti e li fa sentire al sicuro in questo viaggio di scoperta, dove l’immaginazione sembra essere l’unica possibilità per scoprire e svelare il mistero della crescita.

Dialogo continuo

Un dialogo continuo, tra loro e non solo, tra il dondolare delle loro emozioni: “pianti e risate allo stesso tempo che rovesciano il cuore” dice una ragazza quindicenne in uno dei video presenti nello spettacolo. Scritto e diretto da Emilia Martinelli, interpretato da Tiziana Scrocca, voce e chitarra di Fabio Amazzini, lo spettacolo Terremoto Dentro racconta di una donna in equilibrio, sul punto di tuffarsi si ferma, non riesce, ha paura, è indecisa. Allora le torna in testa la storia del suo papà disabile, i cui limiti palesi sono stati invece motore di una vitalità sorprendente, imbarazzante a volte agli occhi della figlia, che vive quella disabilità più come sua che come di lui.