Categorie
Spettacolo

Gli spettacoli offerti dal FLIPT proseguono a Fara Sabina

Gli spettacoli offerti dal FLIPT, Festival Laboratorio Interculturale di Pratiche Teatrali del Teatro Potlach, diretto da Pino Di Buduo, proseguono a Fara Sabina con il sostegno della Regione Lazio e della Fondazione Varrone, il patrocinio della Provincia di Rieti e anche del Comune di Fara Sabina.

Violinisti Volanti, uno degli spettacoli più divertenti in cartellone

Lunedì 24 luglio alle ore 21 presso i locali del Teatro Potlach uno spettacolo inaspettato e divertentissimo: “Violinisti Volanti” con Jakob Nielsen dalla Danimarca ed Antonia Cezara Cioaza dalla Romania. Si tratta di un avventuroso viaggio nel teatro di Varietà scritto e diretto dal grande Bustric, nome d’arte di Sergio Bini. È la storia di due giovani Violinisti che si ritrovano dopo aver viaggiato in mondi diversi. Scopriranno assieme la Magia, la Pantomima, la Danza, la Giocoleria ed infine la magica musica che li farà “Volare via!”. Vedere per credere

Il 30 luglio “Faust! L’attimo irripetibile”

Domenica 30 luglio alle ore 21.00 sempre presso il Teatro Potlach di Fara Sabina si propone invece lo spettacolo: “Faust! L’attimo irripetibile” della compagnia storica romana Abraxa Teatro. In scena numerosi attori (Massimo Grippa, Francesca Tranfo, Rita Aprile, Marco Bandiera, Francesca Barbieri, Alberto Brichetto, Riccardo Ferrauti, Stefano Palazzo) diretti dal regista Emilio Genazzini, che ha curato anche la drammaturgia. Uno spettacolo dedicato a investigare con occhi contemporanei la storia antica del sottile e profondo intreccio tra il bene e il male insieme all’altra, quella legata alla veridicità del libero arbitrio.

Categorie
Cultura

Masterclass e spettacolo per l’inizio del FLIPT a Fara in Sabina

Masterclass e spettacolo con Eugenio Barba e Julia Varley. Così inizia dal 7 al 9 luglio a Fara in Sabina (Rieti) il FLIPT, Festival Laboratorio Interculturale di Pratiche Teatrali del Teatro Potlach, diretto da Pino Di Buduo, che ha il sostegno della Regione Lazio e della Fondazione Varrone, e il patrocinio della Provincia di Rieti e del Comune di Fara Sabina, e che si concluderà sabato 15 e domenica 16 luglio con il grande spettacolo “Città invisibili”.

Masterclass dalla Danimarca

Arrivano dalla Danimarca con un bagaglio leggero: quello che si raggiunge dopo aver scritto un pezzo importante della storia del teatro (tra Oriente e Occidente) del XX secolo. Allievo di uno dei più grandi teorici del teatro contemporaneo, il polacco Jerzy Grotowski, e fondatore dell’Odin Teatret di Holstebro (1964), Eugenio Barba ha saputo sviluppare temi e forme del teatro grotowskiano, come il rivoluzionario rapporto tra attore-spettatore, nel quale il secondo partecipa al processo creativo del primo, e al contempo sganciarsi da una dimensione misticheggiante per riportarla in una sfera legata alla terra, alla società, alla socialità, a una “cultura senza confini”.

Spettacolo come momento di scambio

Fautore di un teatro che riconosce la sua identità nel training, ossia nella costante ricerca delle proprie peculiarità fisiche ed espressive (dell’individuo e del gruppo), considera lo spettacolo come un momento di scambio. La sua vita teatrale è stata ricerca e il suo teatro è divenuto terreno da indagare per altri grandi studiosi: tra questi il professore emerito dell’Università dell’Aquila Ferdinando Taviani, critico dell’Odin Teatret. Teatro che si è sviluppato come una micro-società, l’Odin ha visto arrivare e crescere straordinari attori.

Julia Varley fuori dagli schemi ordinari

Tra questi Julia Varley: interprete capace di generare negli occhi di chi osserva trance emotive che portano fuori dagli schemi ordinari. Oggi un punto di riferimento per le nuove generazioni che hanno bisogno di avvicinarsi a radici così salde che sanno infondere il sapore dell’arte. A questo servono masterclass e laboratori: a sperimentare pratica e teoria in un rapporto diretto che sa trasmettere quel bagaglio divenuto leggero dopo aver scritto con fatica e sudore un pezzo di storia del teatro e della cultura internazionale. Sono i luoghi dell’incontro e del dialogo.