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Cultura

Mostra personale di Maria Pia Depollo alla SBA di Ostia

Mostra personale Frammenti di parole segrete di Maria Pia Depollo, in arte Mapi, presentata sabato 11 marzo alle ore 11.30 alla SBA – Sporting Beach Arte, la giovane galleria dedicata all’arte contemporanea sulla spiaggia di Ostia. I paesaggi di Mapi, esposti negli spazi di SBA Sporting Beach Arte, sono frammenti di memorie che provengono da immagini di un mondo perduto, abbandonato nell’infanzia, del quale l’artista possiede ancora trame visive ed emotive. Mapi se ne prende cura, le trattiene dalla dimenticanza e dall’oblio, le reitera in infinite varianti coloristiche ed esse esibiscono la loro identità, la loro forza mnemonica di riattivazione.

La dimensione del ricordo

L’allontanamento dai luoghi africani amplifica la dimensione del ricordo e procede verso un sistema di ricostruzione dell’identità che oltrepassa i tempi remoti ed immaginari. Ogni paesaggio è un micro deposito di un passato vissuto che, mediante inedite forme di rigenerazione, si tramuta in attimi di presente alternativo, in occasioni, in opportunità e anche in nuovi processi di orientamento. L’artista non fa che generare “paesaggi materni” che interconnettono le culture che hanno attraversato la sua esistenza e, seguendo le orme di una dimensione spazio-temporale non lineare, rivela una identità non statica, dalla quale riesce ad entrare ed uscire in un flusso ininterrotto di esperienze.

I paesaggi materni della Mostra

I paesaggi materni di Mapi riannodano così tradizioni e simboli, si sfaldano in fili e ricami, definiscono delle biografie territoriali che si fondano su microcosmi collettivi; narrano storie dell’oggi che affondano le radici nei luoghi delle coscienze, strette al grembo di una rinascenza culturale ed esistenziale. L’artista riconquista un passato comunitario disegnando e costruendo dispositivi di memoria che preludono ad un futuro di speranza, ad una riappropriazione di processi dinamici di selezione che trasformano e rinnovano la realtà.

Delicata nostalgia

Abbandonandosi in rari momenti ad una delicata nostalgia, i paesaggi materni di Mapi accettano il perdersi e il ritrovarsi, affermano il fragile ricordo, impongono la totale dedizione del sentimento e anche un vivido attaccamento amoroso. Rimangono, permangono fermi e fluidi in flussi continui di segni e semi, di foglie e conchiglie, di sabbie e acque, intrisi così della purezza degli spazi o della crudezza dei territori violati.