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I Solisti del Teatro accende i riflettori su “Sposerò Biagio Antonacci”

I Solisti del Teatro, accende i riflettori giovedì 31 agosto sulla pièce “Sposerò Biagio Antonacci”, con protagonista Milena Mancini diretta in scena da Vinicio Marchioni alla regia. Un’incursione nel tema della violenza di genere, uno spettacolo necessario e di denuncia teatrale contro un’ignobile e ancora troppo presente piaga sociale, attraverso il racconto della vita di una donna come tante altre, su cui incombe lo spettro del Femminicidio. «La violenza di genere attraverso il racconto di una donna normale: gli affetti, il compagno, le aspirazioni, i sogni infranti e quelli mai sfumati. Una vita spezzata da un uomo, come capita ogni giorno nell’indifferenza generale e il sogno di sposare il suo cantante/idolo. Non può essere normale che una donna sia uccisa, molestata o costretta a subire qualsiasi forma di violenza da uomini indegni di essere chiamati tali». Questa la dichiarazione del regista Vinicio Marchioni.

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Il sesso di colpa martedì 29 agosto sul palco de I Solisti del Teatro

Il sesso di colpa debutta martedì 29 agosto sul palco de I Solisti del Teatro. Lo spettacolo pluripremiato torna dopo 25 anni, scritto e diretto da Patrizio Cigliano, in scena con Beatrice Fazi e Davide Lepore. Il sesso di colpa è stato un grande successo comico per diversi anni. Il triangolo amoroso che raccontava, immerso nell’ambiente musicale che univa i tre protagonisti, attraversava tutte le possibili dinamiche dell’insicurezza sentimentale, dall’astrologia allo spionaggio alla psicanalisi: classiche derive del tradimento.

Il sesso di colpa oggi con tre 50enni

I tre protagonisti non avevano ancora 30 anni: già adulti, ma ancora fragili rispetto a queste tematiche. E questa Reunion dell’Original Cast ’98, con Beatrice Fazi, Davide Lepore e lo stesso Cigliano (oggi tutti 50enni) si è trovata di fronte un testo che fondamentalmente non ha avuto bisogno di grandi aggiornamenti: le dinamiche amorose non hanno età e, anzi, applicarle su personaggi anagraficamente “maturi” rivela in maniera comica e grottesca la fragilità in cui tutti gli esseri umani possono facilmente cadere, se sprofondano nella agitata dimensione del tradimento.

Pochi aggiustamenti

Oltre pochi aggiustamenti, soprattutto di ordine tecnico, nel ’98 i cellulari erano appena arrivati e carissimi, il testo ha ancora immutata e fortissima tutta la sua seria analisi psico/erotica comportamentale di tre esseri umani alle prese con le grandi insicurezze che ogni sofferenza d’amore porta con sé. E se questo accade in ogni età, se quando si è “giovani” c’è l’alibi dell’impreparazione, quando si è adulti si scopre che quell’impreparazione è ancora lì e paradossalmente, a 50 anni, che sia ancora lì fa più male. La Tragedia in Commedia? Probabilmente sì, perché solo in Amore si può piangere e ridere giorno dopo giorno.

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Clitemnestra, Il Processo il 28 agosto a I Solisti del Teatro

“Clitemnestra, Il Processo” lunedì 28 agosto a I Solisti del Teatro. Spettacolo scritto da Alma Daddario e interpretato da Carlotta Bruni, Elisa Carta Carosi, Matteo Gentiluomo, Rosa Merlino, Luca Piomponi, Paola Saribas e Valeria Contadino (nel ruolo di Clitemnestra), diretti da Sebastiano Tringali. Clitemnestra è passata alla storia, grazie alle descrizioni di Omero (Odissea), di Eschilo (Orestea), di Euripide (Ifigenia in Aulide), come il prototipo della donna adultera e assassina, che ha commesso l’orrendo delitto di uccidere lo sposo appena tornato vincitore dalla guerra.

Clitemnestra, l’opposto di Penelope

Una donna che dà libero sfogo alle proprie passioni, modello opposto a quello di Penelope, che aspetta fiduciosa il ritorno di Odisseo mantenendosi fedele. Questa lettura, dà una visione parziale di questa figura “inquietante” della mitologia greca. Nella ri-scrittura di Alma Daddario la vicenda viene tradotta in una polifonia di condanna: tutte le voci del mito, Cassandra, Agamennone, Oreste ed Elettra intervengono, ora carnefici, ora vittime, per confermare una sentenza/giudizio già scritta. Il senso comune, il preconcetto, si fanno coro di un verdetto esemplare che contrappone le azioni maschili da quelle femminili, riconoscendo legittimità alle prime e condanna alle seconde secondo le leggi di una società patriarcale dura e crudele.

Senza cercare assoluzioni

Nella messa in scena, in forma di teatro e danza e musica, Clitemnestra non cerca assoluzioni, non si giustifica, ma ripercorre ogni istante dello sgomento per la violenza subita, vissuta… prima come giovane sposa e madre, poi come madre e regina, infine come donna.

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Marilyn – Her words venerdì 25 a I Solisti del Teatro

Marilyn – Her words venerdì 25 agosto di scena a I Solisti del Teatro. Monologo teatrale scritto, diretto ed interpretato da Loredana Cannata, che racconta una delle ultime sere in vita dell’attrice, nell’estate del 1962, in cui, alle sofferenze di una vita, si aggiunsero il tormentato rapporto con il senatore Robert Kennedy e il licenziamento dal suo ultimo e incompiuto film, “Something’s got to give”.

Marilyn riflette sulla sua vita

Nella sua camera da letto, sola col suo telefono, i barbiturici e lo champagne, Marilyn riflette su stessa, sulla sua vita, si racconta, si arrabbia, ride, piange, e lo fa rivolgendosi al suo psichiatra, il Dr. Greenson, per il quale incide questa sorta di seduta al registratore come parte integrante della sua terapia, come realmente faceva. Il testo è stato scritto usando solo ciò che Marilyn disse e scrisse di se stessa: interviste, lettere, poesie e stralci della sua incompiuta autobiografia, parole che rivelano la sua anima fragile e sensibile e aneddoti poco conosciuti della sua breve, tragica e straordinaria vita.

Loredana Cannata

«Ho deciso di scrivere un monologo su Marilyn usando solo le parole che disse e scrisse di sé stessa perché volevo prestarle la mia voce per poter raccontare la sua anima più intima e vera, un modo per renderle omaggio e ringraziarla. Cominciai a sognare di fare l’attrice a 7 anni, quando trovai una sua piccola foto e me ne innamorai. Fu l’unica luce in molti anni bui, la sua storia mi diede forza, ispirazione e consolazione, e continua ancora a farlo. Marilyn mi ha salvata in tutti i modi in cui una persona può essere salvata», racconta Loredana Cannata.

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Riparte domani I Solisti del Teatro con “La Vita Intorno”

Riparte domani alle 21.30 la programmazione de I Solisti del Teatro, con il concerto La Vita Intorno con Stefano Marselli (Chitarra e armonica), Sandro Foà (Batteria), Stefano Petrocco (basso), Roberta Petruzzellis (voce), Alberto Donadio (piano e tastiere), Francesco Petrucci (Chitarra) e Michele Sacco (Sax). Stefano Marselli in concerto ci racconta che “La Vita Intorno” è anche quella musica del cuore che nessuno ci deve mai portare via. Melodie e note suggestive per una serata all’insegna della musica, da sempre colonna sonora delle nostre esistenze.

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“I Solisti del Teatro” ospita la Settimana Rainbow dal 3 al 7 agosto

“I Solisti del Teatro”, storico festival romano diretto da Carmen Pignataro per Teatro 91, con il sostegno della Fondazione Claudio Nobis, ospita la Settimana Rainbow dal 3 al 7 agosto. Una programmazione dedicata agli spettacoli LGBTQI+ realizzata in collaborazione con il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli.

Anita al buio per I Solisti del Teatro

Si inizia giovedì 3 agosto con lo spettacolo “Anita al buio”, interpretato da Priscilla Muscat, per la regia di Lucia Bellotti. L’opera è divisa in dieci scene e ognuna di esse viene annunciata direttamente dall’attrice che entra ed esce dal ruolo portando il pubblico in luoghi e periodi diversi. Infatti i salti temporali sono molti e abbracciano il periodo della vita della protagonista che va dai 16 ai 27 anni. Il racconto dell’opera è strutturata in forma monologica rivolta al pubblico e spesso alternata a momenti dialogici con i vari componenti della storia.

A seguire, Io viaggio col freno a mano

Spazio il giorno successivo a Io viaggio col freno a mano, scritto e Diretto da Massimiliano Aceti, con Daniela Duchi, Orazio Rotolo Schifone e Massimiliano Aceti. Lorenzo e Manuela sono due attori teatrali di talento ma, vista la precarietà del loro mestiere, decidono di aprire una libreria per sbarcare il lunario. Purtroppo la mancanza del palco e gli affari che non vanno bene incrinano il loro rapporto di coppia. Li raggiunge a cena Gabriele, amico storico dei due e attore televisivo di successo. Lorenzo è invidioso dell’amico perché sa di essere più bravo e sente nel suo successo una grande ingiustizia.

Cambio di genere

La cena viene interrotta da una rivelazione scioccante di Gabriele: ha deciso di intraprendere il percorso per il cambio di genere e di abbandonare la sua carriera in ascesa. Lorenzo reagisce rifiutando con forza le ragioni dell’amico, perché nel profondo sente che Gabriele sta rinunciando proprio a quella vita che avrebbe voluto lui.

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“Follie di Broadway” il 1° agosto ai Giardini della Filarmonica

“Follie di Broadway” in scena martedì 1° agosto ai Giardini della Filarmonica, per la rassegna I Solisti del teatro. Il cast è composto da Cristian Ruiz, (recentemente Happy Man in Pretty Woman al Teatro Nazionale di Milano e Mickey Malandrino Jr. in Stanno Sparando Sulla Nostra Canzone, accanto a Veronica Pivetti), Giulia Fabbri (Mary Poppins in Mary Poppins, Newsies, Fame), Luca Giacomelli Ferrarini (Mercuzio in Romeo & Giulietta – ama e cambia il mondo, Next To Normal, West Side Story) e Francesca Longhin (Tristano e Isotta, Incanto).

Follie, sogni, amori e visioni

Il mondo del Musical Theatre è un mondo fatto di sogni, di visioni, di amori, di storie drammatiche, divertentissime e se si parla della creatività di Broadway non si può che pensare ad Andrew Lloyd Webber, uno dei compositori che più di tutti ha contribuito a far diventare la Grande Strada Bianca quello che è oggi. La particolarità di Lloyd Webber però è che lui stesso non proviene dagli Usa, ma proprio questo suo British Style lo ha reso accattivante e suggestivo per il pubblico mondiale. Follie di Brodway vuole essere un tributo a titoli come Jesus Christ Superstar, Cats, Evita entrati ormai nell’eredità culturale planetaria, ed è questa trasversalità che Cristian Ruiz, Giulia Fabbri, Luca Giacomelli Ferrarini e Francesca Longhin vogliono celebrare in quanto performers con un concerto esclusivo.

Viaggio attraverso melodie celebri

Questo spettacolo è un viaggio di un’ora e quaranta attraverso le melodie più celebri ed emozionanti di Lloyd Webber come Memory (Cats), Superstar (Jesus Christ Superstar), Don’t Cry For Me Argentina (Evita), The Phantom of the Opera (The Phantom of the Opera), With One Look (Sunset Boulevard). Quattro artisti, quattro voci differenti, nessuna scenografia, solo corpi e musica che dialogano fra di loro creando una profonda connessione con il pubblico.

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I Solisti del Teatro accoglie giovedì 27 luglio Rodolfo Laganà

“I Solisti del Teatro”, storico festival romano diretto da Carmen Pignataro per Teatro 91 e realizzato grazie al sostegno della Fondazione Claudio Nobis, accoglie giovedì 27 luglio il nuovo spettacolo diretto e interpretato da Rodolfo Laganà. “Nudo Proprietario” ci svela un Rodolfo Laganà mai visto prima: titolo azzeccato per uno spettacolo che parla della libertà di mettersi “a nudo”, un desiderio che viene fuori con l’età, ma non solo. Tra risate e coinvolgimento interattivo, tra canzoni dal vivo e racconti inediti, un artista ci rivela come tutto è cominciato. Il ritratto di un uomo che si mostra, senza più barriere, guidato da un’unica grande forza.

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“I Solisti del Teatro” ospita mercoledì 26 luglio Paura

“I Solisti del Teatro”, storico festival romano diretto da Carmen Pignataro per Teatro 91 e realizzato grazie al sostegno della Fondazione Claudio Nobis, ospita mercoledì 26 luglio Paura, il monologo scritto e interpretato da Annalisa Aglioti, per la regia di Michela Andreozzi, accompagnata da Alessandro Greggia alla tastiera. Come ci comportiamo quando sentiamo l’inciampo della paura? Che meccanismi di autodifesa mettiamo in moto? Come si forma e come cambia il nostro carattere incrociando le paure più consuete di alcune fasi della nostra vita?

Spettacolo comico per I Solisti del Teatro

Uno spettacolo comico o più che altro una mappa senza satellite della nostra città mentale dove spesso a guidarci non c’è alcuna voce elettronica esperta di ogni strada ma soltanto il brusio interiore delle nostre paure che più che darci delle indicazioni, ci suggerisce, invece, controindicazioni, blocchi, limiti di velocità e sensi unici. Una galleria di donne diverse dietro la cui personalità fissata su un unico punto di vista, come accade spesso ai personaggi dei fumetti, si può leggere sempre lo sgambetto di una qualche paura dell’anima che non si è riusciti a superare. Diceva John Lennon che esistono due forze motivanti fondamentali nell’uomo: la paura e l’amore. Figuriamoci per la donna in un pianeta a misura di maschi.

Tutte le nostre paure

Ma è poi necessario superare proprio tutte le nostre paure? Da dove viene questo mito dell’invincibilità e l’imperativo di dover abbattere a tutti i costi i propri limiti? Non abbiamo proprio nulla da imparare quando qualcosa ci spaventa? Abbiamo provato allora ad ospitare un po’ la paura, non di nascosto e al buio come si fa solito, ma alla luce dell’ironia e dell’iperbole, per provare a dirne così qualcosa in più, visto che dell’amore ne hanno parlato già tantissimi grandiosi e inarrivabili scrittori, tra cui naturalmente l’illustrissimo Anonimo, celeberrimo poeta dei baci Perugina.

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Ennio Coltorti in scena venerdì 21 luglio per I Solisti del Teatro

Ennio Coltorti in scena venerdì 21 luglio nella rassegna I Solisti del Teatro, diretta da Carmen Pignataro per Teatro 91 e realizzata, grazie al sostegno della Fondazione Claudio Nobis, con lo spettacolo “Mozart Chi? Due paroline al Maestro Salieri”, scritto da Vittorio Cielo, accompagnato dalle musiche eseguite dal vivo da Laura Baldassarre al pianoforte e da Francesco Donati al flauto. Quello che crediamo di sapere sui grandi del passato come Mozart è realtà? Davvero Mozart è morto povero e in disgrazia, ucciso dall’inestinguibile invidia del “mediocre” compositore di corte Salieri?

Lo spettacolo di Ennio Coltorti

Lo spettacolo, divertendo, porta alla luce la realtà dei fatti, ricostruiti attraverso documenti storici e filologici. Vittorio Cielo, attraverso I Quaderni di Conversazione di Ludwig van Beethoven e un vasto materiale biografico recentemente pubblicato, racconta il punto di vista di Antonio Salieri sulla vita del suo giovane antagonista: Wolfgang Amadeus Mozart. Un testo che risponde a domande come: Mozart era povero? Il grande Haydn visse con molto meno. Era un bambino prodigio? Falsificava età e esami di musica. Salieri era un mediocre? Fu maestro di Beethoven. Una messinscena che vanta la musica dal vivo sfata con umorismo e acume un mito del ‘700. Il secolo in cui nacque la grande industria europea della musica, Mozart era un divo coperto d’oro e poi di debiti, il modello perfetto per creare la Vittima Romantica.