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Salute

Recenti studi dell’IRCCS per la lotta al melanoma metastatico

Recenti studi dell’IRCCS Istituto Nazionale Tumori Regina Elena (IRE) offrono importanti opportunità diagnostiche e terapeutiche per la lotta al melanoma metastatico. Nel primo articolo pubblicato sulla rivista Theranostics, i ricercatori hanno dimostrato che specifici microRNA circolanti (miR-579-3p e miR-4488) potrebbero essere utilizzati come biomarcatori per valutare la risposta dei pazienti alla terapia antitumorale.

Osservazioni nei recenti studi

Nello studio i ricercatori hanno osservato che il melanoma diventa resistente alle cure quando si libera di determinati microRNA e si arricchisce di altre molecole di questo tipo. I microRNA sono molecole molto piccole e stabili, e per questo si possono facilmente estrarre e misurare nel sangue dei pazienti. Anche per queste caratteristiche, se validati in più ampi studi clinici, possono essere utilizzati come biomarcatori di biopsia liquida, in maniera semplice ed economica. Le tecniche per questo tipo di analisi sono molto simili a quelle impiegate nei cosiddetti tamponi molecolari per stabilire la presenza di materiale genetico del virus SARS-CoV-2.

Articolo pubblicato su Oncogene

Il secondo articolo, pubblicato sulla rivista Oncogene, vede come protagonisti due altri microRNA (miR-199-5p e miR-204-5p) che, incapsulati in nanoparticelle lipidiche e trasportati nelle cellule tumorali, potrebbero agire come farmaci. In particolare, potrebbero aiutare a superare la resistenza a terapie mirate contro la mutazione BRAF, spesso responsabile dello sviluppo del melanoma. Le nanotecnologie, basate su vettori lipidici, sono cruciali nella lotta al Covid19. Sono state utilizzate per fabbricare i vaccini a RNA. Oggi le tecnologie impiegate per prevenire la malattia Covid sono studiate per combattere i tumori.

Recenti studi coordinati dal direttore scientifico IRE Gennaro Ciliberto

I due importanti studi sono stati coordinati dal direttore scientifico IRE Gennaro Ciliberto. Svolti in collaborazione con il gruppo di ricerca diretto da Rita Mancini, del dipartimento di Medicina Clinica e Molecolare della Sapienza Università di Roma, e con quello diretto da Paolo Ascierto presso l’IRCCS Fondazione Giovanni Pascale di Napoli. Entrambe le ricerche hanno avuto il sostegno di Fondazione AIRC per la Ricerca sul Cancro. Il melanoma è il cancro più aggressivo della pelle. In Italia si stimano circa 7.300 nuovi casi ogni anno tra gli uomini e 6.700 tra le donne. L’incidenza è in crescita ed è raddoppiata negli ultimi 10 anni.

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Scienza

Regina Elena protagonista sulla rivista Molecular Cancer

Regina Elena protagonista sulla rivista Molecular Cancer, con un articolo a firma di alcuni ricercatori dell’Istituto Nazionale Tumori dell’ospedale romano, in cui è descritto l’utilizzo di organoidi, ossia cellule in coltura in tre dimensioni, per caratterizzare al meglio i meccanismi molecolari alla base del processo metastatico e per valutare l’efficacia di specifiche terapie innovative in casi di metastasi derivate da carcinoma mammario. Il tumore al seno rappresenta il cancro più frequente nelle donne non solo in Italia. La malattia dà di frequente origine a metastasi, a partire da cellule del tumore primario che nel tempo diventano più aggressive e resistenti ai comuni trattamenti terapeutici, riuscendo ad insediarsi in molteplici organi del corpo.

Difficile predire l’insorgenza della metastasi

Attualmente è molto difficile predire l’insorgenza delle metastasi in pazienti con tumore al seno. Necessario quindi identificare marcatori prognostici della malattia metastatica e caratterizzarli al fine di sviluppare nuove ed efficaci strategie terapeutiche. «Con l’articolo appena pubblicato – evidenzia Giovanni Blandino, coordinatore dello studio e Direttore dell’Unità di Ricerca Traslazionale Oncologica dell’IRE Regina Elena – è utilizzato un nuovo modello sperimentale, costituito da organoidi, ossia cellule isolate da lesioni metastatiche di tumore al seno e cresciute in laboratorio in tre dimensioni e in condizioni di coltura che mimano quelle del tumore di origine.

Differente da altri sistemi sperimentali

A differenza di altri sistemi sperimentali, come le cellule in coltura in singolo strato o gli animali di laboratorio in cui è stato trapiantato una parte di un tumore, gli organoidi sembrano mantenere le proprietà morfologiche e genetiche del tumore da cui originano. Si tratta di un notevole vantaggio per l’affidabilità della sperimentazione. Anche per questo gli organoidi possono essere per certi aspetti considerati come una sorta di avatar tridimensionale di ciascuna paziente, oltre a essere strumenti molto utili per la caratterizzazione di ciascun tumore». L’obiettivo principale dello studio è stato di determinare le condizioni di coltura ottimali per l’allestimento degli organoidi da lesioni metastatiche di tumore al seno e derivate da diversi siti, quali cervello, colonna vertebrale, polmone e cute.

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Scienza

Colpire KRAS, TP53, MYC, PTEN al Regina Elena

Colpire KRAS, TP53, MYC, PTEN. Queste strane sigle, che ai non esperti di biologia e scienze mediche, possono sembrare prive di significato, sono il nome di geni la cui alterazione conduce allo sviluppo di tumori aggressivi. Sono inoltre target tumorali difficilissimi da combattere, contro i quali è impresa ardua l’individuazione di efficaci terapie a bersaglio molecolare. Negli ultimissimi tempi però si registra un importante cambio di rotta.

Trovata la strada per colpire questi target tumorali

Si è trovata finalmente la strada per colpire alcuni di questi ostici target tumorali. Il primo eclatante esempio sono i farmaci contro KRAS mutato, per il trattamento del cancro al polmone non a piccole cellule. Se fino a poco tempo fa i pazienti avevano una sopravvivenza a 5 anni del 5-10%, ora la sopravvivenza è diventata del 40%, fino al 45% in alcuni casi, proprio grazie alle nuove terapie tra cui le terapie a bersaglio molecolare e l’immunoterapia con gli anticorpi monoclonali. In linea con questo brillante modello, il workshop internazionale che si è appena concluso all’IRCCS Istituto Tumori Regina Elena, organizzato dal Direttore Scientifico Gennaro Ciliberto, si è focalizzato proprio sul mostrare come “rendere possibile l’impossibile”.

Rendere possibile l’impossibile

Cioè come si stanno affrontando con successo obiettivi difficili nella ricerca sul cancro e nello sviluppo di nuovi percorsi terapeutici. «Grazie dei breakthrough come quello dei farmaci contro KRAS – evidenzia Gennaro Ciliberto – ci possiamo aspettare che man mano anche altri famosi bersagli tumorali difficilissimi da attaccare, quali ad esempio p53 o MYC, crolleranno e noi riusciremo sempre più ad avanzare nella lotta contro i tumori». Il workshop che quest’anno è giunto alla sua quarta edizione, ha avuto due anime: l’intervento di giovani “talenti” del Regina Elena ed esperti internazionali.

Tante novità in campo oncologico

Sono emerse tantissime novità in campo oncologico. Una tra tutte che vogliamo qui evidenziare riguarda gli importanti risultati di studi pre-clinici e clinici presentati dalla ricercatrice californiana Ciara Metcalfe, sulle terapie ormonali di ultima generazione, in grado di interferire con l’attività degli estrogeni, responsabili dello sviluppo di almeno i due terzi dei tumori mammari. Ciara Metcalfe ha spiegato che si sta rivelando particolarmente promettente un farmaco denominato Giredestrant, un nuovo antagonista del recettore alfa dell’estrogeno, capace di inibire l’azione proliferativa delle cellule tumorali mammarie. Il Giredestrant, che si trova attualmente in fase avanzata (Fase III) di sviluppo clinico è molto più potente dei suoi predecessori farmaci anti-estrogeni quali tamoxifene, raloxifene e fulvestrant e probabilmente capace di soppiantarli in futuro.

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NEWS

One less worry, contro l’HPV

One less worry. Eliminare per la prima volta dalla faccia della terra un tumore umano è possibile, si tratta del carcinoma della cervice uterina causato da HPV. A lanciare l’appello è l’Organizzazione Mondiale della Sanità. 90,70,90 sono i capisaldi di questa call che recita: su scala mondiale, arrivare al 90% della popolazione da vaccinare, raggiungere con lo screening il 70% delle donne e trattare validamente il 90% dei CIN III (lesioni pre-cancerose) dovrebbe portare alla eliminazione del tumore.

HPV-Unit degli IRCCS Regina Elena e San Galicano

In questo ambito da oltre 10 anni la HPV-Unit degli IRCCS Regina Elena e San Gallicano, si occupa da una parte del management a tutto tondo del paziente, perché questa patologia può colpire diversi organi ed essere quindi trattata da più specialisti, e dall’altra della comunicazione e della informazione su HPV.

One less worry, una preoccupazione in meno

“One less worry”, “Una preoccupazione di meno”, è il claim di oggi 4 Marzo, Giornata Internazionale contro l’HPV, che sta proprio a significare che abbiamo tutti i mezzi, screening e vaccino, per debellare il papilloma virus, ma è importante che la gente ne sia informata.