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Ambiente

Mondo agricolo, venatorio e della gestione faunistica per l’assedio cinghiali

Mondo agricolo, venatorio e della gestione faunistica insieme per salvare campagne, città e strade dall’assedio dei cinghiali e anche mantenere il presidio delle aree interne contro l’invasione della fauna selvatica che mette a rischio la vita delle persone e la sopravvivenza delle imprese. L’iniziativa vede protagoniste Coldiretti ed il CNCN (Comitato Nazionale Caccia e Natura) che domani, mercoledì 13 luglio, alle ore 10.30 a Palazzo Rospigliosi a Roma, in via XXIV Maggio 43, daranno vita all’associazione che riunisce le aziende agrivenatorie del Paese.

Ogni mondo per una grande rete di monitoraggio comune

Una grande rete per il monitoraggio e la gestione del territorio con un impatto determinante sulla tutela dell’ambiente, con l’obiettivo di riuscire a prevenire gli incendi spinti dalla siccità e dal dissesto idrogeologico, ma con importanti effetti anche dal punto di vista economico per il comparto turistico e agroalimentare.

Alleanza strategica

Tale nuova alleanza strategica sarà fondamentale per affrontare la peste suina africana che minaccia un settore strategico per il Made in Italy che dalle stalle alla tavola occupa 100mila persone. Saranno presenti il presidente nazionale di Coldiretti, Ettore Prandini, il presidente del CNCN, Maurizio Zipponi oltre a numerosi rappresentanti del mondo associativo e delle istituzioni legati alla gestione del territorio ed alla ruralità.

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Turismo

Un terzo della spesa turistica destinato alla tavola

Un terzo della spesa turistica nell’estate 2022 sarà destinato alla tavola, che supera quella per l’alloggio, trainata dal ritorno della voglia di convivialità dopo due anni di restrizioni a causa della pandemia. E’ quanto afferma la Coldiretti in occasione della XXXIV Assemblea Nazionale di Terranostra, l’associazione agrituristica della Coldiretti, alla vigilia della Giornata internazionale per la gastronomia sostenibile 2022 proclamata dall’Onu, che si celebra il 18 giugno, con l’esposizione in anteprima dei “Sigilli di Campagna Amica 2022” dell’estate, i cibi nazionali salvati dall’estinzione.

Un terzo della spesa estiva per il cibo che diventa la voce più importante per le vacanze

Il cibo diventa dunque la voce più importante del budget della vacanza estiva in Italia tanto che il consumo di pasti in ristoranti, pizzerie, trattorie o agriturismi, ma anche l’acquisto di souvenir o specialità enogastronomiche è diventata per molti turisti la principale motivazione del viaggio. Il ritorno dei vacanzieri in ristoranti, bar e agriturismi rappresenta una boccata d’ossigeno per un settore, come la ristorazione, duramente penalizzato da due anni di emergenza con un crack senza precedenti di circa 65 miliardi di euro tra il 2020 e il 2021 e consumi scesi al minimo da almeno un decennio. A pesare è stata soprattutto la forte riduzione della presenza dei turisti stranieri che amano l’enogastronomia Made in Italy.

Effetti delle difficoltà su tutta la filiera alimentare del Made in Italy

Gli effetti delle difficoltà delle attività di ristorazione si sono peraltro fatti sentire a cascata sull’intera filiera agroalimentare con disdette di ordini per le forniture di molti prodotti agroalimentari, dal vino all’olio, dalla carne al pesce, dalla frutta alla verdura ma anche su salumi e formaggi di alta qualità che trovano nel consumo fuori casa un importante mercato di sbocco.

Ristorazione principale canale per settore ittico e vitivinicolo

In alcuni settori, come quello ittico e vitivinicolo, la ristorazione rappresenta addirittura il principale canale di commercializzazione per fatturato. Ma anche l’acquisto in vacanza di prodotti tipici è oggi una scelta importante per salvarli dall’estinzione, dopo che l’emergenza Covid ha colpito duramente il turismo enogastronomico il quale rappresenta un mercato di sbocco privilegiato delle specialità alimentari locali ma anche un volano di sviluppo per i territori. Dalla valorizzazione dell’immenso valore storico e culturale del patrimonio enogastronomico nazionale diffuso su tutto il territorio dipendono infatti, molte delle opportunità di sviluppo economico ed occupazionale.

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NEWS

Vola il falso Made in Italy agroalimentare

Vola il falso Made in Italy agroalimentare. Sale infatti a 120 miliardi il valore dei prodotti contraffatti, anche sulla spinta della guerra che frena gli scambi commerciali con sanzioni ed embarghi, favorisce il protezionismo e moltiplica la diffusione di alimenti taroccati che non hanno nulla a che fare con il sistema produttivo nazionale. È l’allarme lanciato da Coldiretti e Filiera Italia all’inaugurazione del Summer Fancy Food 2022 il più importante evento fieristico mondiale dedicato alle specialità alimentari a New York City presso il Javits Center. Al Padiglione Italia (level 3, stand n.2717), assieme all’Ice, è stata allestita una grande mostra per mettere a confronto per la prima volta le autentiche specialità nazionali con le brutte copie più diffuse, ma anche la differenza tra i veri piatti della tradizione gastronomica tricolore e quelli storpiate all’estero con ricette improponibili.

Vola il falso grazie all’italian sounding

Il risultato è che per colpa del cosiddetto “italian sounding”, nel mondo oltre due prodotti agroalimentari tricolori su tre sono falsi, senza alcun legame produttivo ed occupazionale con il nostro Paese. In testa alla classifica dei prodotti più taroccati secondo la Coldiretti ci sono i formaggi partire dal Parmigiano Reggiano e dal Grana Padano con la produzione delle copie che ha superato quella degli originali, dal parmesao brasiliano al reggianito argentino fino al parmesan diffuso in tuti i continenti. Ma ci sono anche le imitazioni di Provolone Gorgonzola, Pecorino Romano, Asiago o Fontina.

Clonati anche i salumi

Tra i salumi sono clonati i più prestigiosi, dal Parma al San Daniele, ma anche la mortadella Bologna o il salame cacciatore e gli extravergine di oliva o le conserve come il pomodoro San Marzano. Ma tra gli “orrori a tavola” non mancano i vini, dal Chianti al Prosecco, che non è solo la Dop al primo posto per valore alla produzione, ma anche la più imitata. Ne sono un esempio il Meer-secco, il Kressecco, il Semisecco, il Consecco e il Perisecco tedeschi, il Whitesecco austriaco, il Prosecco russo e il Crisecco della Moldova mentre in Brasile nella zona del Rio Grande diversi produttori rivendicano il diritto di continuare a usare la denominazione prosecco nell’ambito dell’accordo tra Unione Europea e Paesi del Mercosur.

Situazione destinata a peggiorare

Una situazione destinata peraltro a peggiorare se l’Ue dovesse dare il via libera al riconoscimento del Prosek croato. Tra i maggiori taroccatori del Made in Italy ci sono paradossalmente i paesi ricchi, a partire proprio dagli Usa, dove si stima che il valore dell’italiano sounding abbia raggiunto i 40 miliardi di euro.

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Abbattimento dei cinghiali unica soluzione per combattere la Psa

Abbattimento dei cinghiali unica soluzione percorribile per combattere la Psa secondo Coldiretti Lazio, che chiede la misura attraverso il presidente David Granieri. «Al via subito gli abbattimenti in zona bianca per preservare gli allevamenti suinicoli. A rischio 50 mila maiali allevati nel Lazio. Un danno enorme per le aziende, che in questi casi sono costretti ad abbattere anche i capi sani, oltre a quelli risultati infetti. Servono subito indennizzi per le imprese del settore colpite». Lo dichiara il presidente di Coldiretti Lazio, David Granieri, a seguito dei 2 casi di peste suina individuati in un piccolo allevamento della zona perimetrata “rossa”.

Abbattimento, ma anche misure di sostegno economico al settore

La peste suina africana (Psa) che è spesso letale per questi animali, ma non è, invece, trasmissibile agli esseri umani e nessun problema riguarda la carne. «È necessaria – sottolinea Granieri – l’introduzione di misure di sostegno per il settore suinicolo al fine di tutelare il reddito degli allevatori ma anche intervenire per un deciso contenimento della popolazione dei cinghiali che rappresentano il vettore di trasmissione della malattia.

Semplificare le procedure

Per questo è necessario intervenire con la modifica immediata dell’art. 19 della legge 157/1992 semplificando le procedure per l’adozione dei piani di abbattimento approvati dalle regioni e il rafforzamento delle competenze dell’ufficio commissariale previsto dal Decreto Legge 17 febbraio 2022, n. 9. Il rischio – conclude Granieri – è che l’emergenza si allarghi e che siano dichiarate infette le aree ad elevata vocazione produttiva con il conseguente pregiudizio economico, che potrebbe discendere per la filiera agroalimentare e l’occupazione in un settore strategico del Made in ltaly». Il giro d’affari della filiera suinicola stimato nel Lazio è di oltre un milione di euro solo nel Lazio.

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Economia

Prezzi dei carburanti alle stelle, con effetti a cascata

Prezzi dei carburanti alle stelle, con effetti a cascata sulla spesa. In un Paese come l’Italia dove l’85% delle merci per arrivare sugli scaffali viaggia su strada, l’aumento record dei prezzi di benzina e gasolio ha un effetto valanga sui costi delle imprese e sulla spesa di consumatori. È quanto afferma la Coldiretti in riferimento al balzo record del costo dei carburanti dalla benzina al gasolio con un rimbalzo che si estende all’intera filiera agroalimentare, dai campi all’industria di trasformazione fino alla conservazione e alla distribuzione, per arrivare al carrello della spesa delle famiglie.

Prezzi record si trasferiscono sulla spesa delle famiglie

Il nuovo record dei prezzi dei carburanti si trasferisce sulla spesa con un aumento dei costi di trasporto oltre che di quelli energetici. A subire gli effetti è l’intero sistema agroalimentare, dove i costi della logistica arrivano ad incidere attorno ad 1/3 sul totale dei costi per frutta e verdura secondo una analisi della Coldiretti su dati Ismea. Le imprese italiane devono affrontare un pesante deficit logistico per la carenza di infrastrutture per il trasporto merci, con un gap di competitività che penalizza il sistema economico nazionale rispetto agli altri Paesi dell’Unione Europea.

Italia con il costo medio chilometrico delle merci più alto in Europa

In Italia il costo medio chilometrico per le merci del trasporto pesante è pari a 1,12 euro/ chilometro, più alto di nazioni come la Francia (1,08 euro/chilometro) e la Germania (1,04 euro/chilometro, ma addirittura doppio se si considerano le realtà dell’Europa dell’Est come la Lettonia, la Romania o la Polonia secondo l’analisi di Coldiretti su dati del Centro Studi Divulga.

Aggravio per gli operatori economici dell’11% in più

Si tratta di un aggravio per gli operatori economici italiani superiore dell’11% rispetto alla media europea e ostacola lo sviluppo del potenziale economico del Paese, in particolare per i settori per i quali il sistema della logistica risulta cruciale, come nel caso del sistema agroalimentare nazionale, punta di eccellenza dell’export Made in Italy.

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Scipione può mettere in ginocchio l’agroalimentare

Scipione può mettere in ginocchio l’agroalimentare Made in Italy. Con l’innalzamento delle temperature è allarme siccità nelle campagne dove sono a rischio le semine primaverili di riso, girasole, mais e soia, ma anche le coltivazioni di grano, altri cereali e foraggi per l’alimentazione degli animali. In difficoltà anche gli ortaggi e la frutta che hanno bisogno di acqua per crescere e assicurare la produzione di cibo Made in Italy sulle tavole degli italiani, in un momento peraltro difficile a causa della guerra in Ucraina e dei rincari.

Scipione è l’anticiclone africano che investirà a breve la Penisola

È l’allarme della Coldiretti per l’arrivo di Scipione, l’anticiclone africano che investirà tutta la Penisola, con valori addirittura fino a 40°C in certe zone. Con l’arrivo del grande caldo manca infatti l’acqua necessaria ad irrigare le coltivazioni che si trovano in una situazione di stress idrico. Questo mette a rischio le produzioni in buona parte del Paese, in un 2022 segnato da precipitazioni praticamente dimezzate. Nonostante le ultime precipitazioni il livello del Po è sceso al Ponte della Becca -3,1 metri rispetto allo zero idrometrico, un livello più basso che a Ferragosto. Una situazione in realtà rappresentativa dell’intero bacino idrografico nazionale, con l’emergenza acqua che si estende dal nord al centro e al sud Italia.

Piano per risparmio acqua elaborato da Coldiretti e Anbi

Con il cambiamento della distribuzione nella pioggia dal punto di vista geografico e temporale, in Italia per risparmiare l’acqua, aumentare la capacità di irrigazione e incrementare la disponibilità di cibo per le famiglie è stato elaborato e proposto da Coldiretti e Anbi un progetto immediatamente cantierabile per la realizzazione di una rete di piccoli invasi con basso impatto paesaggistico e diffusi sul territorio, privilegiando il completamento e il recupero di strutture già presente. Il progetto è di realizzare laghetti, senza uso di cemento e in equilibrio con i territori, per conservare l’acqua e distribuirla quando serve ai cittadini, all’industria e all’agricoltura, con una ricaduta importante sull’ambiente e sull’occupazione.

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NEWS

Articoli religiosi, un mercato in crescita in Italia e all’estero

Articoli religiosi, un mercato in crescita in Italia e anche all’estero. È infatti molto apprezzato anche all’estero il “made in Italy” per crocifissi, rosari, immagini sacre, paramenti per la liturgia, arredi per le chiese e abbigliamento per il clero. Lo stop dei pellegrinaggi e del turismo religioso dovuto alla pandemia ha duramente colpito negli ultimi due anni questo settore produttivo, che in Italia contava all’inizio del 2020 circa 3mila aziende produttrici, soprattutto artigianali e a carattere familiare, e circa 700 negozi e rivenditori al dettaglio.

Articoli religiosi: fatturato complessivo da oltre 500 milioni di euro l’anno

Un totale di diverse migliaia di posti di lavoro e un fatturato annuo complessivo di circa 500-700 milioni di euro. Ora finalmente questo mercato è pronto a ripartire nel nostro Paese e in tutto il mondo. È quanto segnala “Devotio 2022”, la fiera internazionale per il mondo religioso, giunta alla terza edizione, che si svolgerà dal 19 al 21 giugno a BolognaFiere. Un segnale positivo è la crescita della partecipazione a questa manifestazione: sono infatti previsti ben 193 espositori (rispetto ai 176 dell’edizione 2019), provenienti dall’Italia e da altri 15 Paesi, su una superficie totale di 15mila metri quadrati (11mila nel 2019).

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Economia

Record storico per le esportazioni alimentari Made in Italy

Record storico per le esportazioni alimentari Made in Italy nel 2022, con un balzo positivo del 21.5%, anche se preoccupano gli effetti del conflitto in Ucraina, con i rincari energetici che stanno colpendo i consumi a livello globale. È quanto emerge dall’analisi della Coldiretti sui dati Istat sul commercio estero relativi al primo trimestre del 2022.

Record del 2021 nuovamente battuto

Le esportazioni alimentari nazionali sono in aumento sul record annuale di 52 miliardi fatto registrare nel 2021 con la Germania che è il principale mercato di sbocco in aumento nel trimestre dell’12,4% mentre gli Usa si classificano al secondo posto con una crescita del 21,5% e la Francia chiude il podio con +19,5%.

Boom nel Regno Unito nonostante Brexit

Un vero boom si è verificato nel Regno Unito con un +32,5% nonostante la Brexit, ma pesa il crollo del 25,1% in Cina e anche quello in Russia che, con l’avvio della guerra e le sanzioni nel mese di marzo, fa registrare un crollo del 41,2% rispetto al mese precedente. A trainare la crescita del Made in Italy nel mondo ci sono prodotti base come il vino che guida la classifica dei prodotti Made in Italy più esportati seguito dall’ortofrutta fresca. A preoccupare sono gli effetti diretti ed indiretti della guerra con la chiusura dei mercati nei Paesi più direttamente coinvolti come la Russia dove sono scattate sanzioni che colpiscono le esportazioni di alcune specialità oltre il valore di 300 euro come tartufi, vini top e caviale che si aggiungono però alle difficoltà all’export per i pagamenti.

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Economia

Agroalimentare settore di investimento della malavita

L’agroalimentare è diventato un settore prioritario di investimento della malavita, con un business criminale che ha superato i 24,5 miliardi di euro. È quanto afferma la Coldiretti in riferimento all’operazione della Direzione Investigativa Antimafia per l’esecuzione di un’ordinanza cautelare del gip di Roma su richiesta della Dda romana nei confronti di persone accusate di far parte di una locale di ‘ndrangheta, radicata nella capitale e finalizzata ad acquisire la gestione e il controllo di attività economiche nel settore agroalimentare, dall’ittico alla pasticceria.

Agroalimentare settore strategico in cui infiltrarsi in modo capillare

La criminalità comprende la strategicità del settore in tempo di crisi economica perché consente di infiltrarsi in modo capillare nella società civile e condizionare la via quotidiana della persone. Non solo si appropriano di vasti comparti dell’agroalimentare e dei guadagni che ne derivano, distruggendo la concorrenza e il libero mercato legale e soffocando l’imprenditoria onesta, ma compromettono in modo gravissimo la qualità e la sicurezza dei prodotti, con l’effetto indiretto di minare profondamente l’immagine dei prodotti italiani ed il valore del marchio Made in Italy. Con i classici strumenti dell’estorsione e dell’intimidazione le agromafie impongono l’utilizzo di specifiche ditte di trasporti, o la vendita di determinati prodotti agli esercizi commerciali, che a volte, approfittando della mancanza di liquidità, arrivano a rilevare direttamente grazie alle disponibilità di capitali.

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Cronaca

Cinquantamila maiali nel Lazio a rischio per la peste suina

Cinquantamila maiali allevati nel Lazio a rischio per la peste suina africana (PSA), che è spesso letale per questi animali, ma non è, invece, trasmissibile agli esseri umani attraverso la carne. È quanto emerge dall’analisi della Coldiretti dopo il caso di peste suina individuato nella riserva naturale dell’Insugherata nel comune di Roma. Il primo fuori dalle regioni Liguria e in Piemonte, dove nella zona infetta sono stati fino ad ora individuati 113 casi dal primo contagio del 27 dicembre 2021. Un’emergenza nazionale con l’adozione, nelle zone interessate, di misure di biosicurezza: abbattimenti cautelativi di maiali, contenimento e monitoraggio dei cinghiali presenti, vincoli al trasporto di animali, limitazione alle attività nei boschi e vincoli alle esportazioni, che da gennaio 2022 ha portato alla perdita di circa 20 milioni di euro al mese di export di salumi.

Maiali a rischio per la presenza di 20.000 cinghiali a Roma e provincia

A preoccupare è il fatto che solo a Roma e provincia si stima la presenza di 20mila cinghiali che rappresentano un veicolo pericoloso di trasmissione della malattia ed è pertanto importante l’avvenuta attivazione del monitoraggio nella zona interessata. Una proliferazione che riguarda in realtà tutta la Penisola dove sono presenti secondo la Coldiretti 2,3 milioni di esemplari che rappresentano un pericolo per la sicurezza dei cittadini e per le attività agricole.

Prandini: “Serve responsabilità delle Istituzioni per intervento immediato”

«Serve responsabilità delle Istituzioni per un intervento immediato di contenimento della popolazione dei cinghiali. C’è la necessità della loro riduzione numerica attraverso le attività venatorie, le azioni di controllo della legge 157/92 con l’articolo 19 e le azioni programmabili nella rete delle aree protette. Siamo infatti costretti ad affrontare una grave emergenza sanitaria perché – precisa il presidente di Coldiretti Prandini – è mancata l’azione di prevenzione come abbiamo ripetutamente denunciato in piazza e nelle sedi istituzionali.

A rischio settore del Made in Italy

Con il caso di Roma dopo quelli individuati in Piemonte ed in Liguria, c’è il rischio concreto che l’emergenza si allarghi ad altre regioni, dall’Umbria alla Lombardia, dall’Emilia al Veneto, dove si concentrano i prodotti di pregio della norcineria nazionale che è un settore di punta dell’agroalimentare made in Italy grazie al lavoro di circa centomila persone tra allevamento, trasformazione, trasporto e distribuzione con un fatturato che vale 20 miliardi, buona parte del quale realizzato proprio sui mercati esteri».