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Economia

Preallerta per la mancanza d’acqua nel Lazio

Preallerta per la mancanza d’acqua nel Lazio. A Latina si è tenuto un incontro fra i vertici del locale Consorzio di bonifica Lazio Sud Ovest e di ANBI regionale con il Presidente della Commissione Ambiente del Senato, Claudio Fazzone.

Stato di preallerta

«Senza allarmismi, ma nel Lazio i Consorzi di bonifica ed irrigazione si stanno posizionando in uno stato di preallerta, adottando opportuni provvedimenti – informa Massimo Gargano, Direttore Generale di ANBI, presente alla riunione – Le portate dei fiumi ciociari sono in calo, ma lo stesso Tevere è ampiamente sotto media, così come delicata è la condizione dei laghi. Per questo, rilanciamo la richiesta di piani che, assieme all’efficientamento dell’esistente, provvedano a nuove infrastrutture idrauliche, in sintonia con l’ambiente come piccoli e medi invasi, indispensabili per aumentare la resilienza dei territori alla crisi climatica».

Salvaguardare la disponibilità irrigua

Il Consorzio di bonifica Litorale Nord, ad esempio, ha già avvertito i consorziati, ricadenti nel Comparto Irriguo e nel Fuori Comparto Irriguo del “Lotto 5” di Tarquinia, sulla necessità di adottare misure per salvaguardare l’attuale disponibilità irrigua. Al fine di preservare e garantire il regolare flusso idrico per le attività agricole, l’ente consorziale ha deciso di adottare alcune misure precauzionali per completare i cicli colturali in corso.

Divieti fino al prossimo 8 agosto

Pertanto, fino al prossimo 8 agosto non sarà possibile porre a dimora nuove piante autunno-vernine, né effettuare la tempera e l’irrigazione su tali colture già in campo. Questa decisione è stata presa per garantire il rispetto delle tempistiche necessarie al completamento dei cicli colturali in atto, nonché assicurare una gestione oculata e sostenibile delle risorse idriche. Il personale del Consorzio di bonifica è impegnato a monitorare l’effettivo rispetto della disposizione a tutela dell’agricoltura locale.

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Roma candidata a ospitare il World Water Forum 2027

Roma candidata a ospitare il World Water Forum 2027. Il Ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha scelto la tribuna dell’Assemblea ANBI, davanti ad una platea di centinaia di rappresentanti dei Consorzi di bonifica ed irrigazione di tutta Italia, per annunciarla. Il Vicepresidente del Consiglio ricorda come l’Italia già ospiti il World Water Assessment Programme (WWAP) dell’UNESCO, autore del World Water Development Report delle Nazioni Unite, un resoconto sullo stato (quantità e qualità), l’uso e la gestione delle risorse d’acqua dolce, nonchè un riferimento fondamentale per le politiche idriche internazionali.

Perché a Roma

«Apprezziamo il lavoro del Consiglio Mondiale dell’Acqua nel sottolineare la rilevanza delle questioni idriche», scrive Tajani. «Consideriamo il Forum Mondiale dell’Acqua come una piattaforma fondamentale di discussione tra istituzioni pubbliche, autorità locali, società civile, imprese e mondo accademico. Per questi motivi, il governo italiano intende candidarsi per ospitare a Roma il Forum mondiale dell’acqua del 2027», conclude il ministro.

Onorati per la scelta del Ministro

«Siamo onorati che il Ministro, Tajani, abbia scelto la nostra Assemblea per tale, significativo annuncio – commenta Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Tutela e la Gestione del Territorio e delle Acque Irrigue – La storia idraulica dell’Italia e la perizia operativa dimostrata anche nella recente alluvione in Emilia Romagna, nonché un territorio quotidianamente disegnato dall’acqua sapranno offrire una straordinaria cornice, in cui i Consorzi di bonifica ed irrigazione vogliono essere tra i protagonisti». L’Italia riprova così ad ospitare l’importante appuntamento dopo che la precedente candidatura di Assisi, Roma e Firenze per il World Water Forum 2024 non aveva battuto Bali.

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Protocollo di legalità tra Consorzio di Bonifica Litorale Nord e Prefettura

Protocollo di legalità tra Consorzio di Bonifica e Prefettura. «In un momento di preoccupante scollamento fra cittadini ed istituzioni e che proprio nel Lazio ha avuto evidenza con la recente, bassa affluenza elettorale, portiamo un significativo tassello alla ricomposizione di un rapporto determinante per la tenuta della democrazia». Commenta così Massimo Gargano, Direttore Generale di ANBI, la firma di un importante protocollo di legalità, sottoscritto dal Consorzio di bonifica Litorale Nord di Roma con la Prefettura della Capitale.

Siglato il protocollo

A siglare l’intesa il Prefetto, Bruno Frattasi ed il Presidente dell’ente consortile, Niccolò Sacchetti. Nella prospettiva di impegnativi lavori per migliorare l’assetto idraulico del territorio, le parti firmatarie del documento hanno assunto l’impegno a seguire specifiche linee guida, utili ad un controllo più capillare sulle imprese affidatarie, agendo in stretta sinergia e concertazione, relativamente agli appalti di opere o lavori pubblici del valore, al netto di I.V.A., pari o superiore ad 1 milione di euro, ai subappalti e/o subcontratti indipendentemente dal valore, alle prestazioni di servizi e forniture pubbliche del valore pari o superiore ad € 140.000.

Plauso al Consorzio

«Un plauso al Consorzio di bonifica – sottolinea il Prefetto – perché nella complessa ristrutturazione dopo la fusione fra enti consortili ha inserito la legalità tra i principali obbiettivi». Risponde il Presidente del Consorzio di bonifica Litorale Nord: «Ringraziamo il Prefetto di Roma per aver provveduto alla stipula dell’importante accordo, manifestando sensibilità a tematiche, che come ANBI avevamo posto all’attenzione dell’ufficio del Governo».

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Ambiente

Il Consorzio di Bonifica Litorale Nord con nuove decespugliatrici

Il Consorzio di Bonifica Litorale Nord di Roma ha acquistato 3 nuove macchine decespugliatrici, nell’ambito di un ambizioso progetto di rinnovamento e potenziamento del proprio parco macchine.

Il Presidente del Consorzio

«Si tratta – ha commentato il Presidente del Consorzio capitolino, Niccolò Sacchetti – di interventi importanti e strategici nel quadro più generale delle attività di manutenzione che abbiamo inteso attivare in manutenzione diretta con nostro personale per rispondere ancor più in modo immediato alle criticità del nostro territorio di competenza che, come è noto, è particolarmente delicato dal punto di vista idrogeologico». Nello specifico si tratta di Nr. 2 ILF ALPHA dotate di braccio da 12 mt. e di Nr. 1 ILF ATHENA dotata di braccio da 15 mt.

Consegnata la prima macchina

Presso la sede legale dell’Ente a Casalpalocco, in via Fosso del Dragoncello, consegnata la prima macchina la ILF ALPHA T12 equipaggiata di braccio a due articolazioni e tre sfili idraulici costruito in acciaio speciale ad alta elasticità della lunghezza di 12 metri, di motore diesel turbo compresso della potenza di 173 HP a basse emissioni. Si tratta di una macchina specifica per la manutenzione dei canali di bonifica e dei corsi d’acqua dotata di trasmissione totalmente idrostatica e di specifici pneumatici ad alta galleggiabilità. Questo specifico modello da 12 metri, nelle precedenti versioni è presente in circa 60 Consorzi di Bonifica Italiani per un totale di oltre 200 unità complessive, si tratta quindi di un mezzo particolarmente idoneo alle attività di pertinenza dei Consorzi.

Entro giugno in servizio le altre due

Entro il mese di giugno saranno messe in servizio le ulteriori 2 unità’ programmate, una ulteriore ILF ALPHA T 12 mt. e una ILF ATHENA F 15 mt. Quest’ultima è un vero condensato di potenza e tecnologia, dotata di un portentoso motore 6 cilindri della potenza di 220 HP, di un robustissimo braccio a tre articolazioni con ben 15 metri di distanza di taglio. Tutte e tre le macchine sono dotate di cabina girevole per consentire all’operatore la massima visibilità e sicurezza operativa, di testata girevole di 180 gradi consente di tagliare erba e arbusti in entrambi i sensi di marcia, riducendo al massimo i tempi di esecuzione.

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Ambiente

Il castoro riconquista il fiume Tevere

Il castoro riconquista il fiume Tevere. I segni sono inequivocabili: legno e corteccia divorati dal “castor fiber”, il roditore più grande d’Europa, che sembra aver riconquistato alcuni ambienti fluviali italiani ed essersi ormai insediato nella provincia aretina, dove mancava dal 1500. A distanza di un anno dal primo avvistamento nell’area di Sansepolcro, arriva ora l’ulteriore conferma della stabilizzazione di nuclei dell’animale, intercettati con le fototrappole dopo avvistamenti negli anni scorsi in Friuli ed Alto Adige.

Castoro individuato dai tecnici del Consorzio di bonifica 2 Alto Valdarno

Ad individuarli sono stati i tecnici del Consorzio di bonifica 2 Alto Valdarno, impegnati nell’attività di monitoraggio dei corsi d’acqua per la prevenzione del rischio idraulico. ll castoro europeo è un mammifero semiacquatico, quasi scomparso in Europa, a causa di una caccia indiscriminata soprattutto per le pellicce ed è inserito tra le specie protette, indicate dalla Direttiva comunitaria Habitat.

Ingegnere ecosistemico

«Questo animale viene considerato dagli esperti un ‘ingegnere ecosistemico’, perché può modificare sensibilmente l’ambiente, in cui vive», commenta Massimo Gargano, Direttore Generale dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI). Confermando le nuove sensibilità presenti nei Consorzi di bonifica, in Valtiberina si è alla ricerca di una pacifica convivenza con i nuovi ospiti, mantenendo un giusto equilibrio tra sicurezza idraulica e conservazione della biodiversità.

Il Presidente Stefani

«La presenza di animali come i castori, che interagiscono in modo tanto importante con l’habitat fluviale, può essere gestita, solo attenzionando in modo scrupoloso il territorio – afferma Serena Stefani, Presidente del Consorzio di bonifica 2 Alto Valdarno – e per questo, attraverso sopralluoghi mirati, stiamo tenendo sotto controllo le eventuali criticità idrauliche, che possono essere amplificate dalle abitudini di vita del vorace roditore».

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Cultura

Obiettivo Acqua: i vincitori

“Obiettivo Acqua”: sono il bolognese Melchiorre Pizzitola con l’opera “La Via Lattea sul fiume” scattata a Pont in Valle d’Aosta (sezione “Acqua, eterno scorrere”) e la torinese Ivanna Maria Cerruti, di Rivoli, con lo scatto “Trepponti” realizzato a Comacchio in Emilia Romagna (sezione “#ANBI 100”), i vincitori della 4a edizione.

Obiettivo Acqua organizzato da ANBI, Coldiretti e Fondazione Univerde

Il Concorso Fotografico è organizzato da ANBI, Coldiretti e Fondazione Univerde. La giuria ha inoltre attribuito menzioni speciali ai toscani Paolo Napolini, di Sovicille e Gabriele Pardini, di Pietrasanta, oltre che al ravennate Paride Lolli, di Lugo. Ulteriori menzioni assegnate dalla Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta (F.I.A.B.) al lecchese Elis Bolis, dalla Fondazione Campagna Amica alla romana Miranda Narduzzi, da ANBI Emilia Romagna al riminese Fulvio Zambianchi.

Premiazione a Palazzo Rospigliosi

La cerimonia di premiazione del contest, cui sono state candidate oltre 400 fotografie, si è tenuta a Roma, in Palazzo Rospigliosi; una selezione delle opere finaliste è disponibile sul sito www.obiettivoacqua.it. «Quantità e qualità delle opere partecipanti testimoniano quanto l’acqua sia avvertita non solo come risorsa vitale, ma elemento costitutivo di un territorio, di cui si vuole fruire sempre più. Ciò ci rafforza nel nostro lavoro quotidiano e nel sostenere progettualità come quelle del Piano Laghetti, mirate ad aumentare la resilienza delle comunità, il cui equilibrio idrico è messo in crisi dai cambiamenti climatici»: a sottolinearlo è Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI).

Gli intervenuti alla premiazione

Assieme a Vincenzi, sono intervenuti alla cerimonia conclusiva: Luca De Carlo, Presidente della Commissione Agricoltura del Senato, Ettore Prandini, Presidente di Coldiretti, Alfonso Pecoraro Scanio, Presidente di Fondazione Univerde, Marco Cerreto, componente della Commissione Agricoltura della Camera, Nazario Palmieri, Generale del Corpo Forestale dei Carabinieri, Erasmo D’Angelis, Presidente della ondazione Earth nd Water Agenda – EWA e infine Eriberto Eulisse, Executive Director Global Network of Water Museums – UNESCO. Unanime è stato il consenso verso una strategia, che miri ad infrastrutture multifunzionali per aumentare la capacità di trattenere le acque di pioggia, creando riserve per i momenti di bisogno.

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Ambiente

Roma arida come Casablanca e a rischio alluvioni

Roma arida come Casablanca e a rischio alluvioni nei prossimi giorni secondo l’Osservatorio ANBI. Se la tragedia alluvionale nelle Marche è stata innescata da un eccezionale evento atmosferico, violento e localizzato (dai 419 millimetri di pioggia caduti in 7 ore a Cantiano ai fiumi Misa, Sentino, Candigliano, Fiumicello, Esino, cresciuti di 5 metri in poche ore), lo “sciame meteorologico” generato ha interessato un’area ben più vasta in un quadro complessivo, però, di persistente siccità: è quanto emerge dal report settimanale dell’Osservatorio ANBI sulle Risorse Idriche.

Roma come Casablanca

Quest’anno idrologico così complesso continua a caratterizzarsi per una marcata siccità ormai confrontabile, soprattutto lungo il litorale tirrenico del Nord Lazio, con quanto, ad esempio, si registra in Marocco: Ladispoli (mm.137) e Cerveteri (mm.121) hanno finora livelli di pioggia inferiori all’assetata Guercif (mm.157 in media), ma anche Roma (mm.196) ormai compete con l’aridità di Casablanca (mm.191). In questo quadro di alto rischio idrogeologico per l’inaridimento e la cementificazione dei terreni, sono paradossalmente attese con timore le intense piogge annunciate per i prossimi giorni.

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Ambiente

Caldo soffocante ed assenza di piogge: acque sotterranee a rischio

Caldo soffocante ed assenza di piogge, dopo laghi e corsi d’acqua, stanno compromettendo anche le riserve d’acqua sotterranea della nostra regione. Tutto quanto ciò, alla luce dei dati che arrivano dall’Osservatorio dell’Anbi fanno emergere un deficit pluviometrico, che, purtroppo si protrae dall’anno scorso, confermando i caratteri di una siccità endemica in territori, dove serviranno anni per riequilibrare il bilancio idrologico

Caldo soffocante e assenza di pioggia combinazione devastante

«Il report settimanale è purtroppo fin troppo chiaro – sottolinea Sonia Ricci, Presidente di Anbi Lazio che aggiunge – la siccità di quest’anno ha caratteri nuovi e di assoluta gravità, perché l’assenza di pioggia e neve sta intaccando anche riserve idriche, destinate prioritariamente all’uso potabile, provocando un deficit, che si protrarrà nel tempo. Non intervenire urgentemente con un piano di infrastrutture per la raccolta delle acque piovane, come i 10.000 laghetti proposti da Anbi e Coldiretti, espone i territori al ripetersi di crisi sempre più devastanti, perché ricadenti su contesti già idricamente indeboliti».

Situazione drammatica per l’agricoltura

I dati fotografano una situazione drammatica soprattutto per l’agricoltura e quindi per la produzione di cibo. Sul Lazio è eccezionale il deficit pluviometrico, fin qui registrato principalmente sulle province di Roma e Viterbo. Quasi dappertutto sono caduti un centinaio di millimetri di pioggia in quasi 8 mesi ed il record negativo è detenuto da Ladispoli con soli 94 mm. Costante è il calo dei laghi di Bracciano, arrivato a -32 cm rispetto all’anno scorso e di Nemi, che ha raggiunto –96 cm sul 2021, ma anche il bacino di Turano cala di quasi un centimetro al giorno. Nettamente inferiori alla media restano le portate del fiume Aniene, mentre quelle di Liri e Sacco sono ai minimi dal 2017.

Livelli del Tevere in linea

Tornati sostanzialmente in linea con gli anni scorsi, invece, i livelli del Tevere scongiurando problemi all’economia agricola romana e non solo. A macchia di leopardo si è dovuto procedere con usi alternato della risorsa per l’irrigazione agricola nelle zone della provincia di Latina così come nel reatino, nel frusinate e anche nella zona di Tarquinia e Canino. Purtroppo le previsioni non lasciano sperare a breve in concreti miglioramenti ed anche per questo c’è molta preoccupazione. La cultura della prevenzione mediante l’avvio di progetti come quello invasi che potrebbe rappresentare una concreta inversione di tendenza con la quale tentare di dare risposte a imprenditori agricoli, cittadini ed Istituzioni.

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223 progetti, da ANBI e Coldiretti, per il Piano Laghetti

223 progetti definitivi ed esecutivi, cioè immediatamente cantierabili, approntati da ANBI e Coldiretti nell’ambito del Piano Laghetti, che punta a realizzare 10.000 invasi medio-piccoli e multifunzionali entro il 2030, in zone collinari e di pianura. I nuovi bacini incrementeranno di oltre il 60% l’attuale capacità complessiva dei 114 serbatoi esistenti e pari a poco più di 1 miliardo di metri cubi, contribuendo ad aumentare, in maniera significativa, la percentuale dell’11% di quantità di pioggia attualmente trattenuta al suolo.

223 progetti per un’occupazione stimata di oltre 16.000 unità lavorative

La realizzazione dei primi 223 laghetti comporterà nuova occupazione stimata in circa 16.300 unità lavorative ed un incremento di quasi 435.000 ettari nelle superfici irrigabili in tutta Italia, nel solco dell’incremento dall’autosufficienza alimentare, indicato come primario obbiettivo strategico per il Paese. Il maggior numero di attuali progetti interessa l’Emilia Romagna (40), seguita da Toscana e Veneto come evidenziato dall’emergenza idrica in atto. Per quanto riguarda il CentroSud è la Calabria a vantare il maggior numero di progetti sul tappeto.

Oltre 3 milioni di euro di investimenti

L’investimento previsto per questa prima tranche del Piano Laghetti è quantificato in € 3.252.946,916 A corollario degli invasi, perseguendo l’altro e determinante obbiettivo strategico dell’autosufficienza energetica, dovranno essere realizzati 337 impianti fotovoltaici galleggianti (potranno occupare fino al 30% della superficie lacustre) e 76 impianti idroelettrici, capaci di produrre complessivamente oltre 7 milioni di megawattora all’anno.

Grave emergenza siccità

«Quella attuale è la sesta emergenza siccità nei recenti 20 anni e ha già provocato danni per circa 2 miliardi all’agricoltura – precisa Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI) – per cui servono investimenti infrastrutturali ed il Piano Laghetti è una scelta di futuro». Così Ettore Prandini, Presidente Coldiretti: «L’Italia è al terz’ultimo posto in Europa per investimenti nel settore idrico. Serve programmazione per uscire dalla logica dell’emergenza ed un piano di laghetti diffusi e con funzioni anche ambientali è la soluzione all’impossibilità di realizzare grandi invasi come è stato negli anni scorsi per il Sud Italia».

Richiesta di una struttura commissariale

ANBI ribadisce, infine, la richiesta di una struttura commissariale, che abbia l’autorità per gestire la fase dell’emergenza idrica, ricercando, nel rispetto delle normative, la compatibilità fra i diversi interessi economici e territoriali, che gravano sulla risorsa idrica.

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Economia

Maltempo per un costo pesante sull’agricoltura

Maltempo con allagamenti e violenti temporali per un costo pesante sull’agricoltura. In una stagione segnata da una drammatica siccità, il moltiplicarsi di eventi estremi fanno soffrire l’agricoltura con un conto di 14 miliardi di danni in un decennio, tra perdite della produzione nazionale e danni alle strutture e alle infrastrutture. È quanto afferma la Coldiretti in all’ondata di maltempo che ha interessato il Nord Italia con danni nelle città ed in campagna. Siamo di fronte ad una evidente tendenza alla tropicalizzazione con una più elevata frequenza di manifestazioni violente, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal caldo al maltempo.

Maltempo con grandine sulle campagne

La caduta della grandine nelle campagne è la più dannosa in questa fase stagionale per le perdite irreversibili che provoca alle coltivazioni nei campi proprio alla vigilia della raccolta, mandando in fumo un intero anno di lavoro. Un evento climatico avverso che si ripete sempre con maggiore frequenza, ma a cambiare è anche la dimensione dei chicchi che risulta essere aumentata considerevolmente negli ultimi anni con la caduta di veri e propri blocchi di ghiaccio anche più grandi di una palla da tennis. Per essere di sollievo la pioggia deve durare a lungo, cadere in maniera costante e non troppo intensa.

Forti temporali provocano danni

I forti temporali, soprattutto con precipitazioni violente provocano invece danni. In campo ci sono riso, girasole, mais e soia, ma anche le coltivazioni di grano, altri cereali e foraggi per l’alimentazione degli animali, e gli ortaggi e la frutta importanti per assicurare la produzione di cibo Made in Italy sule tavole degli italiani in un momento peraltro difficile a causa della guerra in Ucraina e dei rincari. Con il cambiamento della distribuzione nella pioggia dal punto di vista geografico e temporale, in Italia per risparmiare l’acqua, aumentare la capacità di irrigazione e incrementare la disponibilità di cibo per le famiglie è stato elaborato e proposto da Coldiretti e Anbi un progetto immediatamente cantierabile per la realizzazione di una rete di piccoli invasi con basso impatto paesaggistico e diffusi sul territorio, privilegiando il completamento e il recupero di strutture già presente.