La personale di Mauro Romano, pittore e fotografo romano, riprende a Spazio Urano dal 9 al 19 settembre, dopo la chiusura estiva. In mostra la serie pittorica “Quel che resta”, in cui l’artista cerca una maggiore relazione emozionale tra le proprie impressioni e la superficie pittorica.
Personale con tele che diventano finestre sull’attimo
Come in una sorta di diario personale, le tele diventano “finestre” sull’attimo dopo qualcosa di significativo, che si fa traccia di un sentire energico e al tempo stesso evanescente: quel che resta dopo un litigio, dopo un ballo, dopo una fuga, dopo un naufragio. In questo meccanismo ideativo, l’artista è inconsapevolmente influenzato dalla sua attività di fotografo, professione che si imbatte quotidianamente con lo spectrum dell’immagine, per usare un termine caro a Roland Barthes. Come dichiara lo stesso Romano, ogni opera della serie vuole infatti raccogliere «il “fotogramma” di quel momento in cui il movimento e i turbamenti sono e stanno per finire ma al tempo stesso indicano una rinascita».
Istintiva stesura della pittura ad olio
Le composizioni della serie, in prevalenza astratte, sono caratterizzate da un’istintiva stesura della pittura ad olio e dalla presenza, sempre in alto a destra, di grandi forme-colore irregolari, luminose e di colore bianco, dietro alle quali si intravedono ancora residui figurativi dell’immagine reale.