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Convegno su economia e giustizia alla Lumsa

Convegno su economia e giustizia all’Università Lumsa oggi, con il viceministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto e il procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo Giovanni Melillo. “Economia e giustizia. Il contributo delle discipline economico-aziendali e delle professioni per la legalità” è organizzato da AIDEA (Accademia Italiana di Economia Aziendale), CNDCEC (Consiglio Nazionale Dottori Commercialisti e Esperti Contabili) e Università LUMSA presso l’Aula Giubileo, in via di Porta Castello 44.

Convegno momento di incontro tra accademia e mondo della giustizia

La conferenza, che vuole essere un momento di incontro e studio tra accademia e mondo della giustizia con l’obiettivo di condividere l’attività di ricerca degli economisti aziendali in questo ambito e discutere elementi di approfondimento nell’ambito della giustizia con interlocutori istituzionali, sarà articolata su 5 tematiche: Organizzazione, gestione e performance dei tribunali; Contabilità, giustizia e legalità; Accountability e trasparenza nell’amministrazione della giustizia; Contrasto alla criminalità e legalità nella prospettiva economica; Gestione e organizzazione dell’esecuzione penale.

Lavori aperti dal Rettore Bonini

I lavori saranno aperti dal Rettore dell’Università LUMSA Francesco Bonini e dal viceministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto. Nel corso della giornata sono i programma gli interventi del Giudice della Corte Costituzionale Francesco Viganò, del Presidente aggiunto della Corte dei conti Tommaso Miele, del Capo dell’Ispettorato Generale del Ministero della Giustizia Maria Rosaria Covelli, del Presidente emerito di Libera Nando Dalla Chiesa, del Procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo Giovanni Melillo, del Procuratore Generale presso la Corte di Appello di Milano Francesca Nanni e di diversi altri magistrati e funzionari amministrativi in un confronto a più voci con i professori universitari di ambito economico-aziendale presenti ai lavori. A conclusione della sessione mattutina previsto l’intervento del Ministro della Giustizia Carlo Nordio.

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Cronaca

Apprezzamento per le parole del Ministro Nordio sullo stato delle carceri

Apprezzamento per le parole del Ministro della Giustizia Carlo Nordio sullo stato delle carceri italiane. Lo esprime Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, che commenta:

Apprezzamento per le parole e per l’incontro con i delegati del SAPPE

«Abbiamo apprezzato le parole che il Ministro della Giustizia Carlo Nordio ha detto nel corso delle sue visite alle carceri di Roma Regina Coeli e Napoli Poggioreale, dove ha avuto anche la cortesia di incontrare i delegati del SAPPE. Edilizia, lavoro e sport per i detenuti possono essere certamente le basi per ricostruire il sistema penitenziario. Ma ed esse si devono affiancare anche nuove assunzioni nel Corpo di polizia penitenziaria, corsi di formazione e aggiornamento professionale, nuovi strumenti di operatività come il taser, kit anti aggressioni, guanti antitaglio e anche telecamere portatili.

Grande bisogno di cambiamenti

C’è grande bisogno di cambiamenti, c’è grande bisogno di aria nuova al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria dove negli ultimi anni la classe dirigente ha fallito con scelte gestionali discutibili e pericolose come ad esempio l’introduzione e il mantenimento della vigilanza dinamica dei detenuti, che è alla base dell’altissimo numero di eventi critici che accadono ogni giorno nelle Sezioni detentive, il depotenziamento del Corpo di polizia penitenziaria, sotto organico di 4mila unità, i cui appartenenti sono stati lasciati da soli e senza mezzi a fronteggiare l’inaccettabile violenza di una parte consistente di ristretti, a cui sono state chiuse Centrali Operative, Basi Navali, Provveditorati regionali e altri Uffici operativi sul territorio e ancora senza chiare ‘regole di ingaggio’ e di una efficace organizzazione del lavoro.

Tentativo di demolire un Corpo di Polizia

Si è tentato, ed in parte si è riusciti, a demolire un Corpo di Polizia dello Stato privilegiando aspetti trattamentali e assolutori piuttosto che puntando a garantire ordine e sicurezza in carcere e piene tutele al personale di Polizia! Per non parlare del clamoroso aumento dei suicidi in cella, segno di una incapacità a gestire le reali situazioni che si vivono in carcere, e la crescita esponenziale di episodi violenti da parte di detenuti psichiatrici ristretti, a dimostrazione di una incapacità di trovare una efficace soluzione alla chiusura degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari che invece dovrebbero essere riaperti, con regole e gestioni differenti rispetto al passato ma assolutamente necessari. L’Istituzione penitenziaria ogni giorno svolge delicati compiti istituzionali ed ha bisogno di essere guidata da una persona che si senta compenetrato nella funzione di capo del Corpo di Polizia Penitenziaria. I burocrati non servono».