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Il restauro del crocifisso del Museo Diocesano di Gaeta

Si è concluso l’intervento di restauro di un importante crocifisso appartenente alla collezione del Museo Diocesano e della religiosità del Parco dei Monti Aurunci di Gaeta (LT), condotto presso l’Istituto Centrale per il Restauro nella sede della Scuola di Alta Formazione di Matera. L’opera restaurata sarà esposta dal 27 marzo al 10 luglio 2022 a Forlì, presso il Museo di San Domenico, nell’ambito della mostra “Maddalena. Il mistero e l’immagine”.

Intervento di restauro del crocifisso condotto dall’Istituto Centrale per il Restauro

L’intervento di restauro condotto dall’Istituto Centrale per il Restauro, in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Frosinone e Latina, ha interessato sia il recto sia il verso della croce. Lavoro in gran parte svolto nell’ambito di un cantiere didattico degli allievi della Scuola di Alta Formazione e Studio della sede di Matera del 70° e del 72° corso, afferenti al Percorso Formativo Professionalizzante relativo ai Manufatti dipinti su supporto ligneo e tessile. Manufatti scolpiti in legno. Arredi e strutture lignee. Manufatti in materiali sintetici lavorati, assemblati e anche dipinti. Ultimato dalla restauratrice dott.ssa Paola Minoja. In particolare, l’attività svolta dall’ICR ha riguardato il restauro delle superfici pittoriche e opere di consolidamento strutturale.

Prima del restauro effettuate indagini multispettrali all’infrarosso

Prima dell’intervento sono state effettuate le indagini multispettrali all’infrarosso e nell’ultravioletto, e sono stati eseguiti alcuni prelievi per le indagini stratigrafiche per il riconoscimento dei pigmenti e dei leganti. La pulitura si è rivelata lunga e complessa, per via del pesante strato bruno presente su tutta la superficie che ottundeva la brillantezza dei colori originali.

Verso del dipinto decoeso e lacunoso

Il verso del dipinto, un monocromo eseguito a tempera magra, era decoeso e lacunoso. In questo caso eseguita la pulitura fondamentalmente a secco. Consolidata la pellicola pittorica e ritoccata esclusivamente ad acquerello. Il restauro è arrivato a compimento grazie alla collaborazione della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, che ha finanziato il completamento della reintegrazione pittorica e anche la realizzazione di un nuovo sistema di supporto.