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Saldi: Adiconsum, ecco vademecum per arrivare preparati

Permettere ai consumatori di arrivare preparati al periodo dei saldi e non incappare in spiacevoli sorprese. E’ l’obiettivo del vademecum sui saldi stilato da Adiconsum, che ricorda come “nonostante non ci siano novità sulla normativa, ciò non ci esime dal ricordare alcune regole, affinché i saldi rappresentino comunque un’opportunità di risparmio per i consumatori, partendo dal presupposto che dietro ogni acquisto si cela un orientamento del mercato e quindi se vogliamo andare verso un consumo responsabile e consapevole, è necessario, nel caso in cui si abbia effettivamente bisogno di un prodotto, chiedersi e conoscere qual è l’impatto a livello sociale, ambientale ed economico del nostro acquisto”.

Partiamo dal commerciante. Il commerciante, ricorda l’associazione dei consumatori, “ha l’obbligo di indicare la percentuale di sconto, il prezzo finale, ma anche il prezzo più basso applicato all’articolo nei 30 giorni precedenti ed è tenuto ad accettare le carte di pagamento. A discrezione del commerciante sono: la prova dei capi; il cambio del prodotto, a meno che non si tratti di un capo difettoso”.

Cosa devono fare i consumatori. Adiconsum consiglia di: “verificare i prezzi del capo che si vuole acquistare prima dell’inizio ufficiale dei saldi; controllare che il cartellino del prezzo riporti percentuale di sconto, prezzo finale e prezzo dei 30 giorni precedenti; diffidare degli sconti esagerati; controllare che il capo in vetrina che si vuole acquistare sia lo stesso che è all’interno del negozio; fare attenzione ai capi a prezzo pieno che potrebbero trovarsi insieme a quelli in saldo; rivolgersi alla Polizia Municipale per segnalare i comportamenti scorretti (rifiuto del cambio di un capo difettoso, non rispetto della normativa sull’esposizione dei prezzi, ecc.). Segnalare i comportamenti scorretti anche alle sedi territoriali Adiconsum”, sottolinea l’associazione. E Adiconsum ricorda che saldi iniziano in generale sabato 5 luglio, così come nel Lazio e durano fino al 31 agosto 2025. Fanno eccezione le province autonome di Trento e Bolzano e anche alcune regioni: Liguria: i saldi terminano il 18 agosto; Marche: i saldi terminano il 1° settembre; Lazio, Lombardia, Basilicata: i saldi terminano il 2 settembre; Sicilia: i saldi terminano il 15 settembre; Valle d’Aosta e in Friuli Venezia Giulia: i saldi terminano il 30 settembre.

(Pal/Labitalia)

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Economia

Il 5 gennaio via ai saldi anche nella Regione Lazio

Il 5 gennaio via ai saldi anche nella Regione Lazio. Le vendite di fine stagione invernali sono il primo vero grande appuntamento commerciale del 2023 e uno tra i più attesi dai consumatori. Tanto più che la coincidenza con la festività della Befana di venerdì 6 gennaio, trasformerà l’occasione in una straordinaria tre giorni di shopping. «Siamo fiduciosi, visto la particolare contingenza, in una Partenza incoraggiante – afferma Valter Giammaria, Presidente della Confesercenti di Roma e del Lazio – meno purtroppo sul resto del periodo dei Saldi, fino al 15 febbraio, anche in considerazione dell’effetto diluito dalla valanga dei cosiddetti pre-saldi praticati già dalle festività di Natale e Santo Stefano».

Promozioni antecedenti il 5 gennaio

Una valanga promozionale che rischia di disorientare i consumatori e travolgere l’evento dei saldi invernali, danneggiando gli imprenditori che correttamente aspettano il giorno previsto per dare il via alle vendite di fine stagione. A tutto vantaggio soprattutto dei grandi marchi e delle piattaforme web. È quanto segnala la FISMO, Federazione del settore moda della Confesercenti.

Rivedere le regole

«Bisogna rivedere le regole – ribadisce il Presidente Giammaria – per garantire sconti trasparenti ai consumatori e tutela della concorrenza, anche avvicinando di più la data di partenza delle vendite alla fine reale della stagione e non come accade oggi in piena stagione. Inoltre, a pesare sulle capacità di spesa delle famiglie saranno gli effetti della crisi energetica, che si farà sentire ancora sulle bollette di gennaio e febbraio di gas e luce, dei carburanti, tornati ad accise piene dal 1 gennaio e praticamente sulla soglia dei 2 euro al litro e l’aumento dei prezzi dovuti alla crescita dell’inflazione».

Saldi: prima 35% del fatturato del piccolo esercizio, ora poco sopra il 20%

I saldi, ricordano dalla FISMO, nel passato rappresentavano circa il 35% del fatturato per un piccolo esercizio del settore moda, oggi forse si attestano poco sopra il 20%, anche se i consumatori da sempre premiano i negozi di vicinato nei quali possono verificare la veridicità dell’offerta grazie anche al servizio di assistenza che viene offerto.

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Economia

Saldi anche per i prodotti tipici delle feste di Natale

Saldi anche a tavola per i prodotti tipici delle feste di Natale, dai cotechini agli zamponi, dai pandori ai panettoni fino ai torroni e alle altre specialità, che possono essere offerti anche a sconti rilevanti che arrivano fino al 70%. È quanto afferma la Coldiretti in occasione dell’avvio della stagione dei saldi che scatta anche per cibi e bevande sugli scaffali di negozi e supermercati oltre che per l’abbigliamento.

Saldi sui prodotti natalizi

A conclusione delle festività di fine anno c’è l’opportunità infatti di risparmiare anche sulla tavola per motivi esclusivamente commerciali che non influiscono in alcun modo sulle caratteristiche qualitative dei prodotti. Si tratta spesso di molti alimenti tipicamente natalizi tra i quali soprattutto pandori, panettoni, torroni, cotechini, zamponi, ma anche la frutta secca o spumanti secondo formule diverse che vanno dall’uno per due al due per tre, ma anche sconti rilevanti sui prezzi.

Buona opportunità

Una opportunità per quanti non sono ancora completamente appagati dai menu delle feste di fine anno con le tavole del Natale e del Capodanno imbandite da ben 5,2 miliardi di euro di cibi e bevande. È necessario tuttavia fare sempre attenzione alle date di scadenza obbligatoriamente indicate nelle confezioni per evitare di consumare prodotti vecchi.