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Cronaca

Perseguita l’ex coniuge: divieto di avvicinamento per un 42enne di Segni

Perseguita l’ex coniuge: divieto di avvicinamento con controllo elettronico per un 42enne di Segni. I Carabinieri della Stazione di Gorga hanno dato esecuzione ad un’ordinanza applicativa di misura cautelare personale dell’allontanamento dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento alla persona offesa, emesso dal GIP del Tribunale di Velletri su richiesta della locale Procura, nei riguardi dell’uomo.

Elementi di colpevolezza inconfutabili

Il provvedimento scaturisce dalle indagini immediatamente attivate dai Carabinieri che hanno consentito di acquisire inconfutabili elementi investigativi a carico dell’indagato, la cui condotta è stata comunicata subito alla A.G. veliterna, in relazione all’intervento richiesto dalla ex coniuge la sera del 22 ottobre 2022 presso la loro abitazione coniugale di Segni. La vittima, prontamente escussa in merito ai fatti di cui era rimasta vittima, ha raccontato ai militari di aver subìto per anni violenze fisiche, verbali ed addirittura economiche.

Chiamata al 112

Al culmine dell’ultima aggressione fisica, a cui aveva assistito anche il loro figlio minore, la vittima decideva di chiedere aiuto al numero di emergenza “112”. I Carabinieri, sin dal primo intervento effettuato, hanno tranquillizzato e soccorso la vittima la quale, sentendosi rassicurata e tutelata, ha deciso di denunciare l’uomo, e di porre così fine alle vessazioni. Anche in questo caso si è avuta la conferma di come la prontezza della risposta dei carabinieri sia conseguente alla specifica preparazione professionale nell’affrontare i casi di violenza di genere, per i quali è altissima l’attenzione e la sensibilità della Procura della Repubblica di Velletri.

Fondamentale denuncia vittime

In tale contesto resta di fondamentale importanza la denuncia da parte delle vittime che subiscono tali reati o delle persone che sono più vicine a queste ultime, così da consentire all’Autorità Giudiziaria di intervenire rapidamente a loro tutela.

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Cronaca

Dai domiciliari al carcere per stalking

Dai domiciliari al carcere per stalking. Nella giornata del 14 maggio aprile 2022, gli agenti del pool specializzato nella violenza di genere e minori del Commissariato di P.S. di Tivoli-Guidonia ha tratto in arresto il pluripregiudicato D.D. di anni 40, in esecuzione di un provvedimento di ripristino della custodia cautelare in carcere.

Ai domiciliari per traffico di stupefacenti

Infatti, sebbene fosse sottoposto agli arresti domiciliari per traffico di stupefacenti nell’ambito di un procedimento penale della Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, l’uomo si è reso responsabile di atti persecutori, denunciati nelle scorse settimane dalla sua ex compagna agli investigatori del Commissariato di P.S. tiburtino.

Ex compagna perseguitata

Infatti, violando più volte le prescrizioni impostegli dalla A.G. reggina, perseguitava la donna in modo ossessivo e intrusivo, tempestandola di chiamate e di messaggi, “coloriti” da violenza verbale e volgarità di ogni genere. Inoltre, approfittando dei permessi per visite mediche, l’uomo si recava ripetutamente a Guidonia Montecelio presso l’abitazione della donna, per indirizzarle gravissime minacce di morte.

Misura cautelare del carcere disposta dai giudici calabresi

Tali episodi, sintomatici dell’allarmante pericolosità evidenziata dal pregiudicato, hanno quindi indotto i Giudici calabresi a disporre nei suoi confronti la misura più afflittiva del carcere, necessaria per recidere le ripetute violazioni alla misura degli arresti domiciliari, oramai divenute funzionali per l’azione persecutoria.

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Braccialetto antistalking per un 46enne di Sant’Angelo Romano

Braccialetto elettronico antistalking per un 46enne di Sant’Angelo Romano, dopo 16 anni di maltrattamenti alla moglie. I miliari della Stazione Carabinieri di Sant’Angelo Romano, su disposizione del Tribunale di Tivoli, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di allontanamento dalla casa familiare e contestuale applicazione del braccialetto “antistalking” a carico di un 46enne italiano residente in quel centro.

Braccialetto antistalking dopo le denunce presentate della moglie

La misura cautelare scaturisce dalle denunce presentate dalla moglie del 46enne che, dopo ben 16 anni di maltrattamenti verbali e fisici subiti in silenzio, ha trovato il coraggio di rivolgersi ai militari dell’Arma. Il quadro probatorio acquisito dalle investigazioni dei Carabinieri di Sant’Angelo Romano ha consentito di cristallizzare le condotte dell’uomo che, pertanto, su disposizione del GIP del Tribunale di Tivoli, che ha pienamente accolto le richieste della Procura tiburtina formalizzate a seguito delle attività di ascolto e riscontro delle denunce della vittima, ha disposto che l’uomo debba indossare il cosiddetto “braccialetto antistalking”, lasciare le mura domestiche e non possa più avvicinarsi alla donna.