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Cronaca

Ubriaco “picchia” un bancomat e viene arrestato

Ubriaco, picchia un bancomat e oppone resistenza ai Carabinieri: arrestato. Nella notte, i militari del Nucleo Radiomobile di Roma hanno arrestato un cittadino romeno di 34 anni con le accuse di resistenza a pubblico ufficiale e danneggiamento aggravato. L’uomo, in evidente stato di ebbrezza alcolica, utilizzando una pattumiera in metallo che aveva precedentemente sradicato dal suo alloggiamento, stava colpendo lo sportello bancomat di una banca di via Ostiense, nel quartiere della Garbatella, perché nel tentativo di prelievo l’ATM aveva trattenuto la sua carta.

L’ubriaco ha tentato di colpire i Carabinieri con un cestino

All’arrivo dei Carabinieri, allertati da alcuni passanti che avevano segnalato il fatto al “112”, l’uomo ha tentato più volte di colpirli con il pesante cestino. Considerata la situazione, uno dei militari, per porre fine alla condotta violenta del 34enne, ha estratto il taser in dotazione, senza sparare i dardi. Solo a quel punto l’uomo si è arreso ai Carabinieri.

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Politica

No al taser a Roma

No al taser a Roma, questo l’appello contro la decisione presa dal consiglio comunale di Roma. Intellettuali, esponenti di movimenti e della sinistra chiedono di bloccare questa scelta inaccettabile. Si poteva sperare che il cambio politico in Campidoglio dell’autunno riconducesse Roma nell’alveo della civiltà e promuovesse relazioni sociali solidali e rispettose. Non è così e ci siamo accorti che i nuovi amministratori ritengono che la città debba essere gestita come Ghotam City, con squadriglie di vigili urbani appostati in ogni angolo pronti a fulminare e paralizzare.

Voto favorevole in consiglio comunale per pistole taser alla municipale

Il voto dell’altra sera in Consiglio comunale, che ha impegnato il sindaco a dotare di pistole taser la polizia municipale, indigna profondamente le coscienze democratiche. Non solo perché introdurrebbe l’uso istituzionale di un’arma che le principali organizzazioni umanitarie, compresa l’Onu, considera mortale, oltreché illegale, ma anche perché segnala quanto la rappresentanza politica comunale sia in balìa di una deriva culturale sadica e militaresca. Nel voto di quell’ordine del giorno, pressoché unanime, non c’è stata distinzione tra appartenenze e sensibilità: tutti uniti in un’oscena rincorsa ai peggiori istinti repressivi e persecutori. Secondo i consiglieri comunali, di maggioranza o di opposizione che siano, i vigili urbani sempre più militarizzati dovrebbero somministrare dosi di elettroshock per difendere il “decoro” della città. C’è da inorridire, oltreché indignarsi, di fronte ad argomentazioni di questo tipo.

No al taser, ritirare la scelta

Chiediamo che questa scelta inaccettabile venga ritirata. Questo l’appello contro la decisione presa dal consiglio comunale di Roma. Intellettuali, esponenti di movimenti e della sinistra chiedono di bloccare questa scelta inaccettabile. Si poteva sperare che il cambio politico in Campidoglio dell’autunno riconducesse Roma nell’alveo della civiltà e promuovesse relazioni sociali solidali e rispettose. Non è così e ci siamo accorti che i nuovi amministratori ritengono che la città debba essere gestita come Ghotam City, con squadriglie di vigili urbani appostati in ogni angolo pronti a fulminare e paralizzare. Il voto dell’altra sera in Consiglio comunale, che ha impegnato il sindaco a dotare di pistole taser la polizia municipale, indigna profondamente le coscienze democratiche.

Arma considerata mortale dall’ONU

Non solo perché introdurrebbe l’uso istituzionale di un’arma che le principali organizzazioni umanitarie, compresa l’Onu, considera mortale, oltreché illegale, ma anche perché segnala quanto la rappresentanza politica comunale sia in balìa di una deriva culturale sadica e militaresca. Nel voto di quell’ordine del giorno, pressoché unanime, non c’è stata distinzione tra appartenenze e sensibilità: tutti uniti in un’oscena rincorsa ai peggiori istinti repressivi e persecutori. Secondo i consiglieri comunali, di maggioranza o di opposizione che siano, i vigili urbani sempre più militarizzati dovrebbero somministrare dosi di elettroshock per difendere il “decoro” della città. C’è da inorridire, oltreché indignarsi, di fronte ad argomentazioni di questo tipo. Chiediamo che questa scelta inaccettabile venga ritirata.