Le mammelle di Tiresia al Teatro 7 OFF dal 13 al 16 aprile. Un’opera folle, visionaria, attuale, pacifista e femminista. Questo lavoro si colloca, all’interno della Trilogia dell’Avanguardia (progetto di lunga durata della compagnia Hangar Duchamp) tra “Il Cuore a Gas”, capolavoro dadaista di Tristan Tzara, e “Capitano Ulisse”, testo metafisico di Alberto Savinio.
Le mammelle di Tiresia considerato atto iniziale del Surrealismo
Addirittura “Le Mammelle di Tiresia” può essere considerato l’atto iniziale del Surrealismo, visto che la stessa parola “surrealista” fu un neologismo coniato proprio da Apollinaire per descrivere la sua opera, caratterizzata da un testo pieno di riferimenti e sorprese linguistiche, tra mitologia e innovazione. La regia di Andrea Martella interpreta la narrazione in modo fluido, spingendo sul pedale della comicità e della poeticità. I due atti sono uniti in un unico tempo nel quale ogni singola scena è trattata come una mini performance a sé stante.
Spettacolo progressive
Ne viene fuori uno spettacolo progressive, per usare un termine musicale, in cui ogni idea ed ogni immagine sostituisce la precedente senza soluzione di continuità, come un quadro onirico pieno di dettagli che risulta quasi impossibile catturare con un solo sguardo. Mattia Urso realizza per l’occasione un’installazione scenografica site specific, un dialogo tra arte visiva e teatro che è alla base della ricerca di questa compagnia teatrale.
Ambientazione sonora ossessiva
Il sound engineer Attila Mona lavora, invece, ad alcune tracce di ambientazione sonora che, nella loro ossessiva presenza, rappresentano quasi un immaginario personaggio in costante commento all’azione scenica. Si rinnova anche la collaborazione di Hangar Duchamp con Mauro Buoninfante, per un disegno luci che restituisce l’idea del sogno, tra inquietudine e immaterialità.