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Verso Hyde dal 4 al 7 maggio al Teatro Spazio 18 b

Verso Hyde dal 4 al 7 maggio sul palcoscenico del Teatro Spazio 18 b: spettacolo di Alessandro Beghini e Beatrice Mencarini, diretto da Alessandro Beghini. La psiche di ogni uomo è un mistero insondabile: oscilla in un perenne movimento che quotidianamente alimenta parti nuove della sua personalità. Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde è il punto di partenza da cui il Collettivo mette in scena le ultime parole di Hyde. Il protagonista nel suo momento più critico dialoga con Jekyll e con l’autore, presente in scena attraverso proiezioni di foto, rivendicando al mondo il suo spazio e la sua stessa ragione d’esistere.

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L’Angelo sbagliato al Teatro Spazio 18b, dal 27 al 30 aprile

L’Angelo sbagliato arriva a Roma, al Teatro Spazio 18b, dal 27 al 30 aprile, monologo alcolico senza pregiudizi di Marco Fiorentini e Federico Malvaldi. Gli angeli esistono e bevono Gin Tonic. Non tutti, alcuni. Soprattutto il protagonista di questo spettacolo. È un dato di fatto che non tutti gli angeli sono fatti per vivere fra le nuvole. Alcuni di loro a un certo punto, non si sa bene quando o perché, hanno sentito il bisogno di confondersi fra la puzza, il dolore, la disperazione e la gioia dell’umanità. Una forma di ribellione dolce verso un Dio che si faceva sempre più distante e da quando poi è morto, lasciando tutto in mano alla burocrazia, le cose sono andate ancora peggio.

Angelo che inciampa sulla terra

E allora c’è chi ha rinunciato a camminare tra le nuvole e ha preferito inciampare sulla terra. Non per senso del dovere, solo per necessità, di cuore e di pancia. Il testo dello spettacolo nasce dalle mani e dai piedi di Federico Malvaldi, giovane drammaturgo dalla penna sottile e ironica. In scena Marco Fiorentini, che con qualcuno di questi angeli forse ci ha parlato davvero e se ne è innamorato follemente (e in scena si vede!) e Bernardo Sommani, dita svelte e voce dolce, enciclopedia musicale deambulante, compagno di scena attento e prezioso.

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Piaf al Teatro Spazio 18b, dal 16 al 26 marzo

Piaf di Federico Malvaldi debutta in prima assoluta al Teatro Spazio 18b, dal 16 al 26 marzo: un viaggio nella vita della cantante de’ La Vie En Rose, con Veronica Rivolta. Una storia tormentata che inizia su un marciapiede di Parigi, davanti al numero 72 di rue Belville: meno di due chilometri dalla tomba del Père Lachaise dove adesso riposa in un trionfo di fiori.

Piaf: donna troppo piccola per una voce così grande

Una donna troppo piccola, per una voce così grande. Questo dicevano di lei. E da questo aneddoto si sviluppa un racconto fatto di musica, amore, autodistruzione, disperazione e momenti di intensissima felicità. Al centro di tutto, oltre alla vita, ci sono le sue canzoni più celebri come Je Ne Regrette Rien, Padam Padam, Hymne A L’Amour, e soprattutto la sua voce vibrante e potente, capace di raggiungere picchi di intensità così alti da dimenticare che il corpo che la contiene sta lentamente morendo a causa di un’esistenza sregolata. Un’esistenza che solo i più grandi e i più disperati si possono permettere di vivere.

Non solo spettacolo autobiografico

Piaf non vuole essere uno spettacolo autobiografico, ma il tentativo di far continuare a vivere la grandezza di una donna e della sua voce, icona di Francia e del mondo intero: perché ancora oggi, in qualunque angolo del mondo ti trovi, quando senti gracchiare da un vecchio disco La Vie En Rose ti vedi apparire davanti le strade, i quartieri, le luci, i caffè di Parigi, e pensi che non si possa vivere altrove.

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Diario Elettorale al Teatro Spazio 18b

Diario Elettorale inaugura la seconda parte della stagione del Teatro Spazio 18b, nel cuore della Garbatella. Spettacolo scritto, diretto e interpretato da Mario Migliucci, in scena dal 2 al 5 marzo. Un incontro al seggio, due giovani scrutatori al servizio della democrazia, lui e Lei, ore e ore dietro a un banco, scambiandosi giusto qualche parola. Poi tutto finisce, in attesa della prossima chiamata alle urne: un referendum, le politiche, un ballottaggio, ogni voto potrebbe essere l’occasione giusta per rivedere Lei. In mezzo scorre la vita, scritta, raccontata, immaginata. Legati da un filo invisibile, lanciato da lui senza che Lei, l’eletta, nemmeno lo sappia.

Perché Diario Elettorale

“Diario Elettorale” è un progetto di scrittura che ha visto succedersi più fasi di creazione e sedimentazione. La prima tappa risale, circa dieci anni addietro, alla stesura quotidiana di un diario sotto forma epistolare, con destinataria una ragazza conosciuta nelle vesti di scrutatore durante le operazioni di voto. Una ragazza mai più vista e sentita, a cui un ipotetico giorno fare arrivare in qualche modo i messaggi a lei destinati.

Mario Migliucci

«In questa prima fase che ancora non prevedeva un’evoluzione teatrale il dichiarato modello di riferimento è stato il romanzo Che tu sia per me il coltello di David Grossman, autore a me particolarmente caro in quanto legato al mio debutto teatrale professionistico, avvenuto nel 1998 con Il giardino d’infanzia di Riki, sua unica opera teatrale», annota Mario Migliucci.

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Scomodi e sconvenienti in prima assoluta al Teatro Spazio 18b

Scomodi e sconvenienti debutta in prima assoluta dal 12 al 22 maggio al Teatro Spazio 18b. Spettacolo di Emiliano Metalli, diretto da Orazio Rotolo Schifone. Tutto inizia per caso, forse. Un incontro fatale, complice il silenzio del fiume che scorre sonnolento e segreto lungo gli argini boschivi della capitale. Boschivi e nascosti agli occhi indiscreti: luoghi di battuage come molti altri per avventure effimere e impronunciabili. Oppure un’occasione di lavoro, forse. Ida cuce la storia di Armando e Giuseppe, come fosse un abito interminabile, e il pubblico la osserva tramite i suoi occhi e le sue parole.

Scomodi e sconvenienti storia inopportuna

Una storia di persone scomode e sconvenienti per la società italiana del secondo dopoguerra, ancora troppo stretta nei lacci del condizionamento totalitario. Per questo la sua fine, per quanto inopportuna, è comunque preferibile. Scomodi e sconvenienti vuole restituire voce e dignità a tutte quelle persone realmente esistite che, vittime innocenti della società, sono state dimenticate solo perché avevano scelto una strada diversa dalle regole dei benpensanti. Un cast giovane e pieno di talento, una vicenda dimenticata che deve essere riportata alla luce e la lotta contro ogni forma di violenza: ecco perché questo è uno spettacolo da non perdere.

Storia romanzata sulla figura di Ermanno Randi, giovane attore omosessuale

La storia è incentrata, in maniera assolutamente libera e romanzata, attorno alla figura di Ermanno Randi: un giovane attore omosessuale ucciso dal suo compagno. Siamo all’inizio degli anni 50 e la stampa ne parlò prima in maniera denigratoria, fino a cancellarne il nome. La vicenda parte dalla conoscenza fra i due, mettendo in luce i chiaroscuri di entrambi i caratteri e le contraddizioni di uno stile di vita omosessuale oggi dimenticato, con tutte le difficoltà del vivere in famiglia e in società, ma anche con i momenti di divertimento e di alternativa a regole e leggi troppo strette. Accanto ai due si narra anche la storia di un loro amico, reale testimone dei fatti fra i due, dallo spirito transgender ante litteram, recuperando le mitiche figure delle prime transessuali (ad esempio Coccinelle) che negli anni 50 scandalizzavano i perbenisti e affascinavano la Dolce Vita romana. Il testo, partendo dal finale tragico, si rivela tramite flashback e riflessioni dei tre protagonisti, con toni da noir.

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Al Teatro Spazio 18b Coppia aperta quasi spalancata

Dal 21 al 24 aprile il Teatro Spazio 18b accoglie un classico di Dario Fo e Franca Rame, Coppia aperta quasi spalancata (foto Francesco Falciola), diretto e interpretato da Alessandro Moser e Lidia Miceli. È chiaro nella narrazione della storia lo spunto autobiografico della coppia di artisti che, per loro stessa ammissione, hanno vissuto a più riprese momenti turbolenti nel corso della loro relazione.

Trama di Coppia aperta quasi spalancata

Antonia è sposata da tempo con un uomo che non la ama più. È costretta ad accettare continuamente relazioni extraconiugali da parte del marito, un fautore della “coppia aperta”. Inizialmente, la donna prova tristezza, arrivando ad ipotizzare il suicidio. Poi si rende conto di essere ancora giovane e dunque pronta per iniziare una nuova vita. Proprio quando ha strada libera, il marito comincia ad essere geloso e impedirle di continuare una storia con un fisico, candidato Premio Nobel. L’opera teatrale è stata scritta dalla Rame e l’intervento di Fo è stato solo in una fase finale della stesura, perché il soggetto è totalmente della Rame. Fo ha dichiarato che Coppia aperta quasi spalancata è l’opera più messa in scena della coppia, con circa 700 produzioni nel mondo.