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La Rassegna UILT Lazio 2023 riprende dal 5 al 17 settembre

La Rassegna UILT Lazio 2023 | Unione Italiana Libero Teatro – Il Teatro che ci unisce, riprende dal 5 al 17 settembre. Nella sua più grande tradizione, la cultura è sempre stata contaminazione, ricerca di identità aperte, propensione al dialogo e alla creazione di ponti. In questo ambito si inserisce la cultura del teatro, che nonostante tutte le difficoltà di questo complesso periodo, non cessa di avere un ruolo fondamentale nello sviluppo della coscienza sociale. E ciò riguarda ogni forma di teatro. Il teatro, lavorando con l’uomo, è la forma più comunicativa dell’arte.

La Rassegna UILT

L’Unione Italiana Libero Teatro è una rete organizzata a livello nazionale e regionale di Associazioni accomunate nella passione unica del Teatro, che ciascuna sviluppa con la propria identità e modalità. Da qui la Rassegna “Libero Teatro in un Teatro Libero”, nata lo scorso anno in un clima di ripresa dalla pandemia, che offre l’opportunità di conoscere alcune produzioni scelte delle nostre associate del Lazio, che si susseguiranno ancora dal 5 al 17 settembre, con l’entusiasmo e l’impegno degno di una grande seconda edizione in un grande Teatro, come il Teatro di Tor Bella Monaca.

Locandina Angelina il 5 settembre

Martedì 5 settembre al Teatro Tor Bella Monaca è in scena “Locanda Angelina” una produzione Ferro e Fuoco APS. Di Roberto Russo con la consulenza artistica di Gianni De Feo lo spettacolo vede protagonisti Monica Parisi, Melina Di Palma, Luigi Guida, Marco Palladini, Stefano Colace, Angela Di Tofano e infine Marina Buoncristiani.

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“Le due sorelle”, oggi e domani per Arena Estate

“Le due sorelle”, produzione PipaMar, in scena martedì 1 e mercoledì 2 agosto per Arena Estate al Teatro Tor Bella Monaca. Il testo di Alberto Bassetti vanta la regia di Pino Strabioli che dirige Laura Lattuada e Sarah Biacchi. In questo atto unico due giovani donne, due sorelle, nell’attesa di un improbabile autobus meditano sul loro futuro di attrici che ha appena visto fallire la propria piccola compagnia teatrale. Non siamo però di fronte a un testo di “teatro nel teatro”, ma piuttosto a una svolta nella vita delle due protagoniste: per Susanna, la maggiore, è il momento della verità; ha delle confessioni da fare a Francesca, che vive solo di teatro ed è all’oscuro di ciò che realmente tormenta la sorella; non vede l’ora di tornare a casa.

Le due sorelle: la precarietà alla ribalta

Questa commedia nasce dall’esigenza di intervenire, nell’ambito della scrittura, sulla situazione eternamente drammatica della precarietà, venuta proprio in questo periodo così prepotentemente alla ribalta. La scommessa è stata quella di riuscire a parlarne in modo non cronachistico, ma apparentemente lieve, delicato (anche visivamente: ecco uno dei perché della scena rigorosamente spoglia), senza minimalismo ma anche senza urla. Una commedia fatta di personaggi piccoli e comuni, sensibili e fragili: non a caso due attrici; persone cioè che già vivono una posizione precaria per costituzione, fatta di spostamenti fisici e soprattutto mentali, adesioni caratteriali ed emotive a situazioni drammatiche o comiche, felici o disperate ma comunque diverse, altre.

Gioco o situazione estrema…

Così, quello cui assistiamo potrebbe essere un gioco, dettato dal carattere menzognero di una delle due sorelle, o realmente una situazione estrema, scaturita dall’amore e ancor più dall’ingenuità sperduta ed insicura di Susanna, da cui sembra possibile uscire col più devastante dei rimedi. Francesca, la sorella così diversa da lei, ricettiva e vibratile come la corda di un violino, accetta con spirito cechoviano questo triste destino, o davvero crede che non si tratti d’altro che dell’ennesimo scherzo della melodrammatica ‘Susy’? A ciascuno la propria personale risposta. Perciò, questa commedia è un tentativo di parlare “controcorrente” di un argomento doloroso di cui mi sembra troppo facile parlare dolorosamente. Se la drammaticità arriverà allo spettatore pur tra le pieghe di battute e situazioni capaci magari di suscitare il riso, il risultato sarà stato quello desiderato. Memore dell’insegnamento nietzschiano: “Ciò che è profondo vola sulle ali di una farfalla”.

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L’altro Festival nel week end al TBM

L’altro Festival, venerdì 23, sabato 24 e domenica 25 giugno, al TBM (Teatro Tor Bella Monaca). Andrea Palombi è l’organizzatore artistico, coadiuvato da Valerio Villa e Laura De Carolis al coordinamento. “L’Altro Festival” esprime il suo “benvenuto a ogni condizione sociale” facendo convergere diverse forme d’arte. Le tre serate saranno dedicate alla danza, alla musica dal vivo con il gruppo musicale “La scelta”, al teatro con proiezioni cinematografiche e mostre d’arte. Ospiti importanti, coinvolti attivamente sul territorio, offriranno la loro testimonianza parlando e presentando importanti iniziative sociali. “L’Altro Festival” vuole evidenziare e rimettere in discussione la “necessità di volersi intrappolare in una categoria”, dividendosi, così facendo, tra realtà etniche, linguistiche, religiose, di genere, di identità e orientamento sessuale. La manifestazione ha una importante missione: intende trasformarsi in un luogo aperto, protettivo che abbraccia tutte le differenze, celebrando e promuovendo l’umanità.

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La verità arriva all’improvviso al Teatro Tor Bella Monaca

La verità arriva all’improvviso, con la compagnia Ferro e Fuoco, giovedì 15 giugno con inizio ore 19 nel foyer del Teatro Tor Bella Monaca, per la seconda edizione della Rassegna UILT Lazio 2023. Dramma tratto dall’omonimo libro di Paolo Vanacore con l’adattamento di Alessandra Ferro e la regia di Sabrina Pistilli. In scena Simone Destrero, Lucilla Di Pasquale, Maria Adelaide Terribili Alessandra Ferro. Lo spettacolo sarà arricchito dalle musiche originali del maestro Alessandro Panatteri eseguite dal vivo dallo stesso autore.

La verità arriva all’improvviso con le musiche originali suonate al piano

Lo spettacolo, arricchito dalle musiche originali suonate al piano dal Maestro Alessandro Panatteri, prende vita dall’omonimo libro di Paolo Vanacore. Storie di donne bambine, mogli, madri e figlie nella periferia romana degli anni Ottanta del secolo scorso, durante l’abusivismo edilizio, le occupazioni, gli straripamenti del Tevere, dove il cemento impedisce la vista del cielo, dove il sogno è un grande prato di margherite. Dieci racconti in cui sono le donne in prima persona a parlare, a confabulare tra loro, strette strette, sull’autobus che le conduce nel vicino quartiere dei ricchi, dove fanno le pulizie, oppure alla scoperta della città, quella vera, che non hanno mai visto da vicino.

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Quotidiano pane, il 30 e 31 maggio, al Teatro Tor Bella Monaca

Quotidiano pane, martedì 30 e mercoledì 31 maggio, al Teatro Tor Bella Monaca. Una produzione ClamaCults, scritta da Rosella Mucci che dirige lo spettacolo insieme a Claudia Caoduro, vede sul palco del TBM la stessa drammaturga ed entrambe le registe recitare al fianco di Marco Abbondanzieri, Francesca Arelis Lollobrigida, Andrea Alexandra Delfino, Stefano Delfino, Luca Steffinlongo e Emanuela D’Anastasio.

Quotidiano pane all’isola di Buona Crosta

L’isola di Buona Crosta si prepara alle elezioni: Ando Misistemo, Nabel Tippatoppa, Genuflessa Irremobivibile e Baratto Scansamazzetta sono i candidati. La campagna elettorale va avanti a colpi di proclami, slogan e partecipazione a programmi TV ma chi vincerà? Il paese è pronto al cambiamento che ognuno dei 4 promette oppure la gente è convinta che nulla cambierà? Solo il tempo definirà la verità: nel frattempo le uniche certezze per scegliere chi votare le forniranno loro stessi cercando di convincere più elettori possibili ed assurgere così all’agognata poltrona di premier.

Anche il Teen lab per ragazzi

Il 31 maggio si terrà il Teen lab – Corso breve, un laboratorio di teatro dedicato ai ragazzi dai 13 ai 20 anni e condotto da Maria Vittoria Pellecchia. Il cambiamento fa parte di tutto l’arco della vita ma l’età adolescenziale è, per definizione (adolescere in latino significa crescere), un’età di transito. Per la prima volta si è spettatori consapevoli del cambiamento in atto. Questo cambiamento, spesso critico e sofferto, è anche ricco di nuove risorse sia fisiche che intellettuali. Per la prima volta sorge la necessità di costruirsi una propria identità personale e ci si pone la domanda “Chi sono io?”. In questo passaggio, delicato ed entusiasmante al tempo stesso, l’attività teatrale può favorire la conoscenza di sé e dell’altro, oltre che lo sviluppo delle potenzialità creative ed espressive.

Stimolo alla socializzazione

È, inoltre, stimolo alla socializzazione e alla capacità di lavorare insieme attraverso la progettazione di un obiettivo comune, come un’improvvisazione su un canovaccio costruita nel corso di un incontro o la messa in scena di uno spettacolo. Segue (nella foto) “Lo strano caso dei Rouge” sabato 3 giugno. Produzione Ass. Cult. L’Acquario la pièce è scritta e diretta da Fabrizio Catarci, il quale salirà sul palco insieme a Fabio Rosi, Fabio Del Croce, Luca Frasca, Katia Catarci, Daniela Culeddu, Katia Tuzi e Francesca Accomando.

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“Bu(f)fe(t)ra a domicilio” apre la settimana del Teatro Tor Bella Monaca

“Bu(f)fe(t)ra a domicilio”, produzione Beremberg srls, apre la settimana del Teatro Tor Bella Monaca. Da martedì 9 maggio a venerdì 12 maggio Alessandra De Pascalis, Rocco Ciarmoli, Raffaele Risoli, Mauro Tiberi e Francesca Cordioli calcheranno il palco del TBM guidati da Alessandro Carvaruso che scrive anche la drammaturgia della pièce.

“Bu(f)fe(t)ra a domicilio”, con ex marito ed ex amante dei novelli sposi

È il giorno del ricevimento per l’inaugurazione della nuova casa dei novelli sposi: lei in fibrillazione, lui più calmo e pacato. Si contestualizzano le dinamiche tra uomo e donna, quelle classiche, quelle di tutti i giorni, quelle che vengono definite banali, le uniche di cui abbia senso parlare, su cui abbia senso ridere. Tuttavia, a confondere il già difficile momento arriva inaspettatamente l’ex marito di lei che è deciso a riconquistarla. Ma se non fosse tutto, ad ingarbugliare ancora di più, entra in scena la sua ex amante con cui ha avuto una relazione per anni all’insaputa di tutti. Artemio, il portiere del palazzo condisce tutto con momenti esilaranti. Il finale è certamente un colpo di scena. Aiuto regia: Francesca Cordioli; Luci e suono: Roberto Di Maio.

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Fiori d’acciaio al Teatro Tor Bella Monaca

Fiori d’acciaio di Robert Harling al Teatro Tor Bella Monaca il 7 e l’8 aprile. Spettacolo prodotto da Virginy e L’Isola Trovata, e diretto da Michela Andreozzi e Massimiliano Vado. Sul palco Tosca D’Aquino, Martina Colombari, Martina Difonte, Gioia Spaziani, Stefania Micheli e Rossella Pugliese daranno vita alle rocambolesche vicissitudini delle protagoniste.

Fiori d’acciaio banda di soliste

“Fiori d’acciaio” è l’occasione di costruire, con un cast così ricco e variegato, una banda di soliste, in grado di suonare insieme ma di battere in volata quando serve; disegnare personaggi anche estremi ma capaci di ascoltarsi, o di imparare strada facendo ad accogliersi senza snaturarsi. Solo da adulta ho scoperto che il film era una piece teatrale, ancora attualissima, sotto un superficiale strato di polvere fisiologico, e perfettamente rappresentativa di un microcosmo, quello del negozio di provincia, che è specchio di macrocosmi le cui dinamiche, perfino oggi, fanno fatica a cambiare.

Ambientazione fine anni ’80

Per questo motivo si è deciso di lasciare l’ambientazione di fine anni ’80, perché permette di osservare un tempo appena trascorso e racconta che siamo già nel futuro. E forse anche perché l’immagine e lo stile di quel periodo, negli abiti, negli arredamenti, ma soprattutto nella musica, sono ormai identificativi di un momento storico diventato ormai glamour. Oltre al fatto che certe modalità, oggi, sarebbero condizionate dalla tecnologia. Un racconto di sentimenti e di ironia che qualche volta è crudele ma mai cinico, mai diventa sarcasmo. Se c’è una cosa che le donne sanno fare, è essere terribili, spietate e capaci di affrontarsi, insomma, dei fiori di acciaio, senza mai smettere di amare. Scene e costumi Carlo De Marino; musiche Roberto Procaccini; Aiuto regia Jessica Cortini.

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“Io so e ho le prove” domani al TBM

“Io so e ho le prove”, produzione Virus Teatrali, sarà in scena martedì 28 febbraio al TBM. Liberamente tratto dall’omonimo libro di Vincenzo Imperatore, “La conversione di un ex-manager bancario”, lo spettacolo tratta la storia di Enzo. Giovanni Meola cura testo e regia ed è in scena affiancato da Daniela Esposito.

Il protagonista di Io so e ho le prove

Il protagonista di estrazione popolare ma ambizioso, si trova al posto giusto nel momento giusto: la deregulation del sistema bancario. In questo modo, fa carriera e soldi per più di vent’anni. Poi, avviene la conversione irta di ostacoli, contraddizioni e difficoltà. Enzo però è ostinato e vuole diventare un uomo diverso: crea un’azienda che difende dagli abusi delle banche. Accompagna così un suo cliente, un imprenditore vessato dalla propria banca che ha bisogno di un fido, ad un incontro con una funzionaria piacente, alta e snella.

Funzionaria “Serial killer”

Una di quelle ‘serial killer’ per le quali lui, da manager, stravedeva (‘…perché le femmine sanno come far mettere una firma molto più di noi uomini’). Enzo riuscirà ad evitare al suo cliente la sorte che lui, inesorabilmente, faceva fare invece, a parti invertite, a imprenditori come quelli, contribuendo così alla distruzione dell’economia reale? La rappresentazione, dunque, racconta la ‘conversione di un ex-manager bancario’ che, dopo un quarto di secolo al servizio della più importante banca italiana ne è uscito denunciandone le nefandezze comuni all’intero settore bancario nazionale ed internazionale negli ultimi due decenni.

In scena musicista e rumorista

In scena, affianco all’attore troviamo una musicista e rumorista, nonché attrice muta. La messinscena diventa così una narrazione per corpo e parole, ma anche per suoni e rumori. Un incontro a volte sopra le righe, altre volte ironico, altre ancora serrato e diretto. ‘Io so e ho le prove’ non è quindi del tutto un monologo. La sua drammaturgia scenica si avvale di un’altra presenza in grado di incarnare in maniera più o meno indiretta, attraverso suoni, vocalizzi, e composizioni musicali originali, personaggi e ‘segni’ che l’epopea dei due decenni di esuberanza e scelleratezza bancaria senza freni ha creato, andando poi a sbattere nella grande crisi del 2008. Musiche originali, rumori e suoni Daniela Esposito; Scenografia Monica Costigliola e Angelo De Tommaso; Assistente alla regia Annalisa Miele; Assistente alla regia e costumi Chiara Vitiello.

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Io per te come un paracarro al Teatro Tor Bella Monaca

“Io per te come un paracarro”, prodotto da Altra Scena, sarà in scena al TBM Teatro Tor Bella Monaca, da martedì 21 a sabato 25 febbraio. Scritto e diretto da Daniele Parisi, racconta di una coppia che sta per dare alla luce un figlio. I due decidono di partire e cercano un luogo dove costruirsi un avvenire decente. I famigliari di lui, vittime di antiche patologie non risolte, non riescono a dissuadere i due dal voler intraprendere questo viaggio.

Io per te come un paracarro, tragitto di coppia con umanità alla deriva

Lungo il tragitto la coppia incontrerà diverse umanità alla deriva: c’è una Maga Indovina sfaticata che tradisce la sua antica funzione oracolare; c’è chi si indebita, chi ruba, chi vende per strada, chi è rinchiuso nelle proprie manie ossessivo-compulsive e, infine, chi vede nella contraddizione l’unica possibilità per essere coerente. Nel frattempo la fame aumenta e ci si ascolta sempre meno. La drammaturgia è accompagnata da un tappeto musicale composto sulla scena, grazie all’utilizzo di una loop station con cui vengono incisi dal vivo i quadri sonori. È dunque il suono della voce a disegnare lo spazio ridotto all’osso: l’immancabile separé, un appendiabiti, un microfono per la loop-station.

L’azione scenica definisce i personaggi

È pertanto l’azione scenica a definire i personaggi che si materializzano davanti agli spettatori, utilizzando solo pochi elementi: a volte un capello, un foulard o un paio di guanti. Un viaggio lungo un tempo indefinito. Una storia narrata da un attore solo, parlato a più voci. Tragico, comico suo malgrado. Venerdì 24 e sabato 25 febbraio il palco del TBM ospita “Eretici”, prodotto da Lo Stanzone delle Apparizioni e Loft Produzioni.

Eretici per la regia di Matteo Marsan

Per la regia di Matteo Marsan, lo spettacolo vede in scena Tomaso Montanari, che anche l’autore del testo, affiancato da Daniela Morozzi. Eretico dal greco aireo scegliere. L’eretico è colui che sceglie, la scienza, l’arte, la politica, i diritti civili, la disobbedienza, la pittura, persino la Chiesa: un principio di eresia è presente in tutto ciò che coinvolge l’essere umano. Gli eretici possono essere uomini o donne, assassini o santi, pazzi o estremamente lucidi. E allora come riconoscerli? Gli eretici sono coloro che, nei secoli, sono stati additati come diversi, che si sono distinti, che si sono messi da parte per le loro idee, che hanno infiammato pulpiti e che hanno vissuto nascosti. Inoltre, sono coloro che hanno pagato con la vita per difendere un’idea e che hanno pagato il loro conto con la giustizia per mantenere viva la propria disobbedienza.

Rinuncia volontaria alla vita

Gli eretici hanno volontariamente rinunciato alla vita, difendendola in tutte le sue forme e manifestazioni. “Eretici” è un libro scritto dallo storico dell’arte, accademico, saggista e firma de “Il Fatto Quotidiano”, Tomaso Montanari, in cui l’autore racconta alcuni degli “eretici” che hanno attraversato la Storia in una lettura particolare, per costruire anticorpi contro il più pericoloso virus in circolazione: il pensiero unico. “Eretici” ora, è anche uno spettacolo teatrale. Sul palco, l’attrice Daniela Morozzi e Stefano ‘Cocco’ Cantini, sassofonista noto a livello internazionale, una delle voci più personali e liriche nello scenario della musica jazz, accompagnano l’autore. Lo storico duo artistico, con la regia di Matteo Marsan, permette di realizzare un “Reading” fuori dai canoni tradizionali: non si canta infatti, ma si legge, e la musica qui, di altissimo livello, non assume mai la funzione classica e/o didascalica, di sottofondo o colonna sonora.

Chiude I vestiti nuovi dell’imperatore

La settimana si conclude con “I vestiti nuovi dell’imperatore”, prodotto da Il Teatro della Scuola, dedicato ai bambini dai 6 anni in su. La favola di H. C. Andersen sarà trasposta sul palco del teatro domenica 26 febbraio.

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Amare Cannibale al Teatro Tor Bella Monaca

Amare Cannibale arriva a Roma al Teatro Tor Bella Monaca, dal 13 al 15 maggio. I nove mesi della vita di madri e figlia, spettacolo scritto e ideato da Mariagrazia Pompei sul tema della maternità.

Amare Cannibale, viaggio di nove mesi prima del parto

“Amare Cannibale” è un testo teatrale, frutto di un lungo percorso di analisi e ricerca, condotto attraverso interviste a donne di estrazione sociale e culturale diversa, che nasce dall’esigenza di raccontare il viaggio, lungo nove mesi che una donna affronta prima del parto, concentrando la riflessione su un assunto tanto semplice quanto dimenticato: prima di un figlio nasce una madre. È un processo lungo e non sempre privo di conflitti. Racconti eterogenei di una stessa condizione hanno dato origine ad una ricerca condotta attraverso letture critiche e analisi controverse che è risultata in un testo teatrale scandito in nove capitoli/scene. In una vertigine comica grottesca quelli che sono si rivelano i drammatici sconcertanti cambiamenti di una donna durante il periodo di gestazione.

Spettacolo abbraccia il punto di vista della madre

Lo spettacolo, che abbraccia il punto di vista della Madre, racconta con ironia e delicatezza tutti gli sconvolgimenti che possono accorrere mentre ci si prepara a dar vita a un altro essere umano. E pone delle domande su alcuni assiomi culturali che pongono non poche difficoltà al mondo femminile. La regia affidata alla stessa Pompei, si struttura su un meticoloso lavoro attoriale da un lato, e sull’utilizzo narrativo del video mapping dall’altro. Questa tecnica di proiezione consente di ‘trasformare’ completamente gli elementi scenografici, e, al contempo, mostrare un’apertura verso altri scenari possibili dalla realtà della protagonista, confinata nella scena teatrale.

Ambiente scenico destabilizzante e in mutamento

L’effetto complessivo è quello di un ambiente scenico destabilizzante e in continuo mutamento. Inoltre, gli scenari raffigurati dalle proiezioni, sono abitati l’altro personaggio femminile, in dialogo con la protagonista attraverso improvvise, apparizioni e sparizioni dalla realtà contingente di quest’ultima. Nella pratica, l’attrice proiettata, è presente in un’altra zona del teatro e recita in tempo reale, all’interno di una cabina green screen completa di camera, luci e microfono, incarnando in quanto attrice le varie gabbie sociali alle quali il corpo della donna è sottoposto, e in quanto personaggio un fantomatico altrove proiettato in scena.

Viaggio verso una radicale trasformazione

Ed è proprio grazie alla mappatura di questo ‘altrove’, apparentemente inaccessibile al personaggio della Madre, che si evidenziano lo spaesamento, la malinconia e tutti i dubbi che insorgono in questo viaggio di nove mesi verso una radicale trasformazione. Ciononostante, non mancano momenti di gioia e meraviglia, affidati principalmente al personaggio del marito/futuro padre, e sottolineati sapientemente dalle musiche, tutte originali, e dalla recitazione versatile dei tre giovani attori: Valentina Favella, Francesca Diprima e Riccardo Pieretti.