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Razza Canara al Teatro Trastevere dal 16 al 19 marzo

Razza Canara di Alessandro Canale al Teatro Trastevere dal 16 al 19 marzo, per la regia di Emanuele Cecconi e Valerio Palozza. Roma, una città da sempre teatro di delitti terribili e mai chiariti, fa da sfondo a cinque incredibili storie efferate, raccontate in prima persona e in modo tragicamente spiritoso dagli stessi assassini che questi delitti hanno commesso.

Una razza a parte: la razza canara

Cinque individui diversi, uniti da un istinto comune: il totale disinteresse per le regole della collettività e la spietata adesione ad una propria etica personale che ritengono più sana, più giusta, più alta. Un istinto comune che li rende una razza a parte: la razza canara. «Una trentina di anni fa Roma fu teatro di un efferato fatto di sangue il cui responsabile, per motivi lavorativi e topografici, venne ribattezzato il Canaro della Magliana.

Delitto cruento

Il delitto di cui si era reso colpevole era stato così cruento che ero sicuro mai avrei potuto né condividerne le cause né tantomeno comprenderne la reazione. Ma mi sbagliavo. Perché il Canaro, intervistato con morbosa insistenza dalla stampa romana, approfittò di ogni occasione per raccontare le angherie, le vessazioni, le umiliazioni che aveva subito per mano della vittima, finendo sempre per assolversi a causa di una specie di legittima difesa esistenziale.

Nuova vittima…

Bene, alla fine di quell’affabulazione reiterata, il Canaro aveva fatto una nuova vittima…il sottoscritto. Che non solo lo capiva, ma gli dava perfino ragione, convinto che al posto di quel poveretto chiunque si sarebbe comportato così», così Alessandro Canale.

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“La donna invisibile il debutto” al Teatro Trastevere

La donna invisibile il debutto in prima assoluta al Teatro Trastevere dal 10 al 12 marzo. Spettacolo scritto e interpretato da Eva Gaudenzi, con la regia di Emanuela Bolco. Si racconta di un giorno straordinario nella vita senza sorprese di un’attrice qualunque, come ce ne sono tante. Superata la soglia dei 40 anni, Adelaide Scomparin si convince che è arrivato il momento di dare una svolta ad una carriera teatrale tutto sommato mediocre.

La donna invisibile scrive e interpreta un monologo che sia soltanto suo

Così, decide di scrivere ed interpretare un monologo che sia soltanto suo: “la gente se lo aspetta, è arrivato il momento di emergere…o almeno provarci”, ripete a se stessa. Ma da dove iniziare? Cosa raccontare? A quale personaggio dare un corpo e una voce? Nessun dubbio, scriverà uno spettacolo sulla Donna Invisibile dei Fantastici 4 ovvero la sua super eroina preferita, figura femminile potente e misteriosa distante anni luce da quelle sante vergini così vaghe ed eteree con cui era cresciuta fin dai tempi della scuola. Ed eccola lì, la nostra attrice, che prova, scrive e improvvisa intorno al difficile tema dell’invisibilità.

Frustrazione e senso di sconfitta

Frustrazione, senso di sconfitta, noia. Finché accade qualcosa di strano. Quando fa per togliersi il costume di scena (la tutina stretta e nera della Donna Invisibile) ecco che, inaspettatamente, questa tutina sembra restarle appiccicata al corpo come una seconda pelle. Nonostante lei cerchi di liberarsene con tutte le sue forze, non viene via. Questo evento misterioso e sovrannaturale farà di Adelaide una super eroina, per un giorno. La vedremo vagare per la città con indosso il costume dell’invisibilità, stordita e ancora incredula. Ma dopo lo choc iniziale, decide di ribaltare la situazione: non più subire l’invisibilità ma usarla come mezzo per rinascere, osservando il mondo e le persone da una diversa prospettiva e aprire finalmente gli occhi.

Aprire e chiudere parentesi

Lo spettacolo è un continuo aprire e chiudere parentesi, in un fluire che porta lo spettatore a mettere insieme a poco a poco i pezzi di un puzzle. Una volta completato il quadro, la nostra eroina attrice che nel mondo reale non trova il suo posto e non viene vista, avrà la sua rivincita. Nell’arco di una sola incredibile giornata, Adelaide Scomparin si trasformerà nella Donna Invisibile e sarà allora che la vedremo chiaramente, in tutta la sua umanità, le sue debolezze e le sue mille sfaccettature. Un lavoro giocato sul ritmo, dove azioni e parole si alternano attraverso i vari personaggi che animano la storia. Volutamente tutto è affidato all’attrice, come essere che agisce all’interno di uno spazio vuoto, con pochi elementi scenografici: una sedia, un baule, dei fumetti e una campanella.

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Lux in data unica al Teatro Trastevere

La Compagnia Teatrale “Teatro Roget” presenta Lux, in data unica il 27 febbraio alle ore 21, al Teatro Trastevere. Anno 2222. La Terra è stata devastata da una catastrofe nucleare che ha obbligato l’umanità a rifugiarsi sottoterra per sopravvivere. In quest’ottica, due uomini, Flick e Tempesta, hanno fondato una città nel sottosuolo chiamata “Lux”, autoproclamandosi “Guardiani dell’Ingresso”. Col passare del tempo, i due si rendono conto che lo spazio nella città non è infinito e decidono di contingentare gli ingressi delle persone. Ogni giorno, sottopongono i candidati a delle prove per decretare chi fare accedere e chi no. È il 22 Febbraio, quando ad essere nominato “Nuovo Eletto in Prova”, è il numero 4. I due non sanno, però, che cosa il destino abbia in serbo per loro.

Lux nasce da una pièce composta da Marco Bandiera

L’idea dello spettacolo d’esordio di Teatro Roget nasce da una pièce composta da Marco Bandiera, alla quale gli altri componenti della Compagnia hanno apportato cambiamenti e modifiche al fine di riuscire a raccontare la propria visione del teatro: feroce e romantico, crudo e delicato. In questo, è stata fondamentale la supervisione artistica e registica di Rita Aprile. Le scelte stilistiche che si potranno riscontrare all’interno dello spettacolo si ispirano alle tecniche recitative proprie del Teatro dell’Assurdo e della grammatica Clown, con particolare riferimento agli studi del maestro francese Jacques Lecoq. Ad aggiungersi a ciò, è possibile notare come la scenografia sia completamente “green”, fatta, cioè, solamente di materiali di recupero. Lo spettacolo avrà una durata di circa un’ora.