Evasione da Regina Coeli sventata da un operatore penitenziario. L’uomo si è accontentato di scavalcare il muro della Sezione, prendere un pacchetto nell’intercinta del carcere per poi fare rientro nel cortile da dove era partito. La denuncia è del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, per voce del Segretario Nazionale per il Lazio del primo Sindacato della Polizia Penitenziaria Maurizio Somma.
Cronaca della tentata evasione
Questi i fatti: «Ieri mattina, un detenuto straniero ristretto presso la Terza Sezione, ha scavalcato il muro dei passeggi e si è calato, passando dal muro dei passeggi della Sezione limitrofa, nell’intercinta, probabilmente per recuperare “qualcosa”, poi è rientrato in sezione facendo il percorso inverso. L’allarme è stato dato da un operatore sanitario che ha notato casualmente il detenuto mentre stava passando sul muro per rientrare. La Terza Sezione del carcere di Regina Coeli conta circa 200 detenuti e ieri mattina, come spesso accade, era presidiata da un solo operatore di Polizia Penitenziaria presente in sezione più uno che si alternava con una delle sentinelle. Il detenuto ha evidentemente approfittato di questa cronica carenza di controllo per effettuare il movimento.
Tentativo di evasione anche un mese fa
Il tutto ad un mese o poco più dal rocambolesco tentativo di evasione messo in atto nello stesso istituto da un altro detenuto che era arrivato quasi a scavalcare il muro di cinta sempre passando dai passeggi, quella volta del SAI, Servizio assistenza integrata. Gli Agenti di Polizia Penitenziaria denunciano da tempo le difficoltà date dall’operare in formazione singola, soprattutto di mattina, proprio nella Terza Sezione del carcere di Regina Coeli dove ciò più spesso accade, nonostante il regime aperto, l’altissimo numero di detenuti presenti e la suddivisione su quattro piani che rimangono privi di qualsiasi presidio, fatta eccezione per il piano terra, praticamente per tutta la giornata».
Donato Capece
Donato Capece, segretario generale del SAPPE, torna a sottolineare le criticità delle carceri italiane: «Un grande plauso va ai poliziotti di Regina Coeli, in particolare all’operatore sanitario che ha visto il comportamento del detenuto, subito fermato. Ancora una volta il SAPPE denuncia le condizioni disagiate in cui si trova ad operare il personale di polizia penitenziaria di Regina Coeli».