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Catalogo e finissage della personale di Scolamiero a Rocca Albornoz

Catalogo e finissage della mostra personale di Vincenzo Scolamiero, Di terra, acqua e vento, sabato 9 settembre alle ore 18. Mostra inaugurata l’8 luglio scorso presso il salone e gli ambienti del mezzanino del Museo Nazionale Etrusco di Rocca Albornoz di Viterbo. Interverranno il Direttore Regionale Musei Lazio, Stefano Petrocchi, la curatrice Francesca Bottari e l’artista, Vincenzo Scolamiero.

Catalogo edito da Controstampa srl

Il catalogo è edito da Controstampa srl – Acquapendente (VT) e distribuito da Effigi edizioni. La mostra si avvale del patrocinio del Comune di Viterbo – Assessorato alla Cultura e all’Educazione ed è realizzata in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Roma, la Galleria Edieuropa QUI arte contemporanea di Roma e il Museo d’Arte Contemporanea Roberto Bilotti Ruggi d’Aragona di Rende (CS). Sotto i voltoni trecenteschi della Rocca Albornoz le carte e i grandi lavori di Vincenzo Scolamiero, potenti immagini di una natura primigenia, sono accostati a una scelta di reperti etruschi da cui l’artista ha tratto riflessioni e suggestioni.

Mostra indaga a ritroso nella vasta produzione di Scolamiero

La mostra indaga a ritroso nella vasta produzione di Scolamiero, artista romano di vasta esperienza espositiva italiana e internazionale, nonché docente di Pittura all’Accademia di Belle Arti di Roma, e apre nuovi scenari di ricerca, svelando una continuità tematica e tecnica che aggiunge valore a una coerente identità espressiva. Due le forze in campo: da un lato il coraggio della direzione museale che apre le porte dell’illustre collezione archeologica a una prima rassegna di arte contemporanea; dall’altro un artista che si è sempre dedicato alla sperimentazione pittorica, per supporti e strumenti figurativi, e che qui si pone al servizio delle tracce materiali e immateriali del mondo antico.

Evoluzione della mostra

La mostra non ha un’impronta propriamente antologica, ma si è man mano evoluta come un’indagine interna e retrospettiva del lavoro pluridecennale di Scolamiero: una sorta di viaggio a ritroso, che grazie a questo processo di interazione col luogo ha aperto nuove prospettive figurative, arricchendo il repertorio di forme e spazi inediti. La selezione di pezzi museali è entrata così a far parte, con tutta la prudente delicatezza che gli accostamenti esigono, dell’idea espositiva.