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Limiti di velocità per evitare incidenti a Castel Fusano

Limiti di velocità per evitare incidenti sulla Colombo a Castel Fusano. Lo chiede il WWF del litorale laziale, dopo gli ultimi accadimenti che potevano risultare drammatici. La convivenza tra l’uomo e gli animali selvatici è spesso un tema delicato ma sempre possibile. Serve riflettere e avere la volontà di trovare soluzioni praticabili. Nei giorni scorsi sono stati investiti a Roma due cinghiali sulla strada laterale della Colombo. Il rischio è stato altissimo per l’automobilista. Queste situazioni dovrebbero essere assolutamente evitate.

Limiti di velocità fondamentali

È fondamentale portare la velocità massima nelle laterali della Colombo a 30 km orari, a 50 Km orari nelle corsie centrali, dotare i bordi delle strade adiacenti Castel Fusano (e delle aree verdi in generale adiacenti a strade di intenso traffico) di segnaletica di pericolo investimento fauna ogni 100 metri, ben visibili soprattutto agli incroci. Pensiamo in particolare a Via della Villa di Plinio, alla via litoranea, via del Lido di Castel Porziano. Entrambe le azioni sono assolutamente praticabili con costi contenuti. Attualmente a bordo della Colombo mancano indicazioni riguardo il pericolo di fauna selvatica e la segnaletica sui limiti di velocità è assolutamente carente e contraddittoria.

Autovelox per il rispetto della velocità

Accanto alle indicazioni servirebbero anche alcuni autovelox che inducano al rispetto dei limiti di velocità su indicati. «Per questo chiediamo all’Assessore all’Ambiente del Comune di Roma – dichiara Gabriella Villani Presidente del WWF Litorale Laziale – quale ente gestore della Riserva Litorale Romano, di farsi carico delle suddette azioni per prevenire questo tipo di incidenti. Proteggiamo le persone e proteggiamo gli animali». A novembre 2021 avevamo segnalato alla autorità competenti lo spargimento di mais ai bordi della Colombo. Tale azione, presumibile opera di bracconieri, è assolutamente deleteria poiché attira gli animali ai bordi delle strade. Per questo, inoltre, sollecitiamo un controllo più assiduo del territorio. A differenza di altri luoghi, dove i cinghiali, introdotti a scopi venatori, sono di provenienza ungherese, il cinghiale presente a Castel Fusano è la varietà italica originaria, oramai rara, proveniente dall’adiacente Tenuta di Castel Porziano, meno prolifica e di dimensioni ridotte.

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Ambiente

Giornata mondiale delle tartarughe con il WWF Litorale Laziale

Giornata mondiale delle tartarughe, animali che in Italia sono tutelati come in tutta Europa e inseriti nella Lista Rossa della IUCN. Siano esse testuggini di terra, tartarughe di mare o di acqua dolce, a causa del mutamento del loro habitat naturale a seguito delle attività umane.

Giornata mondiale con WWF Litorale Laziale e Tartalazio

Nell’occasione di questa giornata il WWF Litorale Laziale annuncia che, per il terzo anno consecutivo, si appresta a collaborare con Tartalazio nella complessa gestione della stagione della nidificazione delle tartarughe marine sulle coste del Lazio. Già lo scorso anno il lavoro sul campo è stato preceduto da un corso di formazione organizzato dal WWF e tenuto da esperti di Tartarughe e da alcuni soci WWF. Al corso hanno partecipato alcuni studenti del Liceo Leonardo da Vinci di Terracina nell’ambito delle attività di PCTO (Percorsi per le Competenze Trasversali e l’Orientamento).

Dopo il corso, lavoro sul campo a Terracina

Alla fine del corso alcuni studenti hanno poi seguito il lavoro sul campo rivelatosi molto impegnativo per la presenza sul litorale di Terracina di tre nidi. Gli studenti del corso tenuto nell’anno scolastico 2020-2021 inoltre hanno collaborato con i volontari WWF che hanno incontrato più di 1000 studenti di ogni ordine e grado, accolti vicino all’ultimo nido. I piccoli sono emersi dalla sabbia il 5 ottobre 2021.

Il ciclo vitale delle tartarughe

Abbiamo avuto la possibilità di parlare del ciclo vitale delle tartarughe, della delicata fase della nidificazione e dei pericoli che piccoli e adulti corrono in mare. Quest’anno il corso di formazione ha visto la sua seconda edizione e ha incontrato l’entusiasmo di un nutrito gruppo di studenti che si apprestano a breve ad incontrare la cittadinanza e gli operatori balneari, per il delicato e importante lavoro di sensibilizzazione verso il tema della nidificazione delle tartarughe marine.

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Ambiente

Appello del WWF per gli impianti FER nel Lazio

Appello del WWF per gli impianti per la produzione energetica FER nel territorio della Regione Lazio. Il WWF Litorale Laziale, in collaborazione con la sezione ISDE della provincia di Latina, ha di recente inviato alla Regione Lazio, all’Assessore al Ciclo dei Rifiuti e impianti di trattamento, smaltimento e recupero, Massimiliano Valeriani, all’Assessore alla Transizione Ecologica, Roberta Lombardi, al Direttore Capitale Naturale, Parchi e Aree Protette, Vito Consoli, un importante appello in linea con quello inviato il 30 marzo c.a. ad alcune amministrazioni, e tra queste quella di Aprilia.

Appello corredato di dati

Nella comunicazione, ben circostanziata e corredata da dati, si richiedeva la regolamentazione delle attività riguardanti gli impianti di trattamento rifiuti e gli impianti per la produzione energetica FER. «Abbiamo chiesto che si realizzi la definizione degli Ambiti Territoriali Ottimali, ATO, e quindi si facciano studi di approfondimento sul territorio per individuare zone di possibile costruzione di impianti ma soprattutto dove si evidenzino le zone e i territori già fortemente degradati dalla presenza di altri impianti. Abbiamo chiesto che si applichi il Piano dei Rifiuti Regionale completamente disatteso e che si rispetti il Piano di Risanamento della Qualità dell’Aria e, laddove necessario, si valuti l’applicazione della direttiva Seveso.

Cittadini devono essere informati

Infine abbiamo chiesto che i cittadini vengano informati di eventuali progetti che riguardano i loro territori dove vivono con le loro famiglia, in fase progettuale, non a lavori iniziati e autorizzazioni rilasciate». Le popolazioni stanno protestando non in virtù del principio NIMBY (inglese per Not In My Back Yard, “Non nel mio cortile”) che avrebbero tutto il diritto a rivendicare, ma che è spesso usato in senso negativo come di chi rifiuta in modo egoistico a priori qualsiasi innovazione. Le comunità sono perfettamente al corrente dei danni alla salute e del degrado all’ambiente che tutto questo comporta, per le loro vite e per la vita dei loro figli. E sono altresì consapevoli che questi impianti sono dannosi e inquinanti per le falde idriche, sono consapevoli che l’atmosfera e i sistemi naturali possono trasportare queste sostanze indesiderate per chilometri e chilometri.

Protesta supportata da dati oggettivi

La protesta dei cittadini è supportata da dati oggettivi e documentati comprovanti una inefficiente gestione del territorio e una apparente indifferenza alla salute della collettività. Per questo ci siamo rivolti alla Regione e ai comuni di Pomezia, Aprilia, Cisterna, Fondi, Terracina, Minturno nella provincia di Latina, ai loro sindaci, alle figure istituzionali che hanno l’obbligo di salvaguardare il territorio e la salute dei propri cittadini.