Visionaria, festival della danza autoriale contemporanea, con la direzione artistica di Miriam Baldassari, al Teatro Lo Spazio dal 7 al 9 dicembre. Il 7 dicembre in scena Slow Row. Progetto EMY, progetto sperimentale di Kodance/&KO. Sospesi in un tempo apparentemente immobile, sublimando l’attesa, cercando di tracciare mappature di un luogo ruvido. La materia si sgretola per poi riunirsi; e Ofelia: l’innocente accadere di GD_Company e le coreografie di Gisella Biondo, scritto da Giorgia Macrino e diretto da Giorgia Macrino e Denis Persichini, a rappresentare la violenza e l’innocenza di un amore, raccontato attraverso la figura simbolica di Ofelia.
Soirée DNA a Visionaria l’8 dicembre
L’8 dicembre è la volta di Soirée DNA con le coreografie di Elisa Pagani. In scena Laniakea, in cui si vuole ripulire e accudire il seme che ha dato vita delle cose dell’esistenza, per arrivare al punto senza dimensioni che è l’origine, il senso, la genesi e Alle Cose Invisibili, una danza al silenzio, alle forze, al vuoto, ai moti dell’universo, alla nascita alla morte, al cambiamento, all’altra faccia delle cose. Infine, il 9 dicembre Movimenta 2.0, Vetrina coreografica per emergenti, nella stessa serata E pur si muove… del Collettivo RCB, su coreografia di Francesca Vasta e Marzia Turnaturi. Tre corpi, tre costellazioni. Ogni stella compie una danza a velocità estrema nella propria orbita, attorno ad un buco nero. Più ci si avvicina, più il tempo si dilata, fino ad annullarsi. Per ritrovarsi poi, in altre dimensioni.
Amica mia, un’amicizia consolidata
A seguire Amica mia con Simona Borghese-Giulia Botta a impersonare la storia di un’amicizia consolidata, di quel legame in cui si danza con i passi complicati e misurati dell’età adulta. Chiude la serata BLACK_with a spotlight a cura di EMotions Dance Company, in cui loop frenetici, declinati in gesti dilatati all’estremo, per trasportare lo spettatore nel microcosmo delle idiosincrasie che ciascun essere umano ha sviluppato verso i gesti più̀ comuni. Il tessuto coreografico è come un chiarore lontano nel buio, a tratti completo e totalizzante, una luce che viene dal fondo, una tensione alla rinascita.