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Fondazione Fiera Milano verso completamento hotel via Scarampo

(Adnkronos) – Prosegue il percorso di rigenerazione dell'ex Polo Fieristico milanese promosso da Fondazione Fiera Milano. All’interno del quartiere Portello, a pochi passi dall'Allianz MiCo, sono in fase di completamento i lavori dell'hotel in viale Scarampo, una nuova struttura ricettiva d’avanguardia pensata per rispondere alle esigenze di congressisti e di chi sceglie Milano per turismo o per affari. La torre progettata da Amdl Circle e Michele De Lucchi, per Fondazione Fiera Milano, si innalza per 90 metri e complessivi 22 piani lungo Viale Scarampo, a pochi passi dall’Allianz MiCo e dal sistema di CityLife. Il nuovo hotel, realizzato dal general contractor Nessi & Majocchi spa, sarà affidato alla gestione di UNA Italian Hospitality, che aprirà sotto il brand upper-upscale del Gruppo con il nome: UNA Esperienze Milano CityLife. L’intervento, che ha un valore totale pari a 66 milioni di euro, sarà completato entro il prossimo gennaio, e vedrà l’apertura al pubblico nel settembre 2027. Realizzato su un’area precedentemente destinata a parcheggio, l’intervento contribuirà ad ampliare l’offerta alberghiera del quartiere, rafforzandone ulteriormente l’attrattività e la competitività come polo per il settore congressuale, il business e il turismo. “La rigenerazione di un quartiere ha valore quando crea nuove opportunità e cambia il modo in cui un’area viene vissuta e utilizzata. È questa la visione che Fondazione Fiera Milano sta portando avanti, al servizio della città, attraverso nuovi spazi e servizi a supporto delle attività fieristiche e congressuali e tramite una rifunzionalizzazione più ampia dell’intera zona che nel 2029 comprenderà il nuovo centro di produzione Rai. L’albergo Una Esperienze Milano CityLife rafforzerà la vocazione congressuale dell’area, rendendola più completa e attrattiva e contribuendo a creare un sistema più efficiente e competitivo. Una maggiore capacità di accoglienza potrà sostenere la crescita di fiere, congressi ed eventi, ma anche di turismo generando nuove opportunità di business per gli operatori e per il territorio. Per Fondazione Fiera Milano significa valorizzare un patrimonio strategico e trasformarlo in un motore di sviluppo per la città e per il suo sistema economico,” dichiara Giovanni Bozzetti, Presidente di Fondazione Fiera Milano.    “La torre ha un colore verde-grigio, che abbiamo chiamato 'verde minerale'. È una scelta importante, perché porta nel contesto di CityLife un'architettura dichiaratamente materica e colorata, capace di distinguersi dalle torri vetrate senza contrapporsi ad esse, ma introducendo un carattere diverso. Non volevamo fare un altro edificio di vetro. Volevamo un'architettura che avesse un colore, una consistenza, una presenza fisica. La forma, solida e compatta, è lavorata attraverso costolature verticali che danno profondità alle facciate e fanno vibrare la luce nel corso della giornata. Queste nervature assorbono e mitigano la presenza delle finestre, delle aperture e degli elementi tecnici, ricomponendoli all'interno di un disegno unitario. Tutto l’edificio è rivestito con pannelli di alluminio trattati a plissé, valorizzando e arricchendo la superficie piana delle lastre. La struttura accentua la verticalità e tutto sembra fluire verso l’alto, verso quella grande tribuna fatta di terrazze che si affacciano sul belvedere milanese. Il volume, più solido e compatto alla base, si fa verso l’alto più sottile, più esile, più elegante. È un'idea di architettura in cui la forma non è sufficiente a definire l'edificio: altrettanto importanti sono la materia, il colore, la lavorazione delle superfici e il modo in cui queste cambiano continuamente attraverso la luce," dichiara Michele De Lucchi, fondatore di Amdl Circle. “Essere General Contractor di un progetto di questa rilevanza rappresenta per Nessi & Majocchi motivo di grande orgoglio e, allo stesso tempo, una sfida che abbiamo affrontato mettendo in campo tutta la nostra esperienza e capacità tecnica. Insieme alle imprese associate Gualini S.p.A., Zaffaroni S.r.l. e Gianni Benvenuto S.p.A., abbiamo lavorato in maniera sinergica per affrontare la complessità dell’edificio, il suo sviluppo verticale e l’elevata qualità architettonica, attraverso un importante lavoro di ingegnerizzazione, coordinamento e pianificazione. L’adozione di soluzioni costruttive innovative ci ha permesso di coniugare qualità esecutiva ed efficienza, nel rispetto degli obiettivi del progetto. Un risultato reso possibile dalla collaborazione tra committenza, progettisti, tecnici, imprese e, soprattutto, dalle persone e dalle maestranze che ogni giorno lavorano in cantiere. Siamo orgogliosi di contribuire insieme alla realizzazione di un’opera così significativa per Milano e per la trasformazione di questa parte della città”, dichiara Angelo Maiocchi, Presidente di Nessi & Majocchi S.p.A. “Siamo orgogliosi di essere stati selezionati tra oltre 40 operatori di tutto il mondo per creare questo bellissimo hotel e di essere parte del progetto promosso da Fondazione Fiera Milano per trasformare un’area industriale in un nuovo punto di aggregazione per la città. Creare dal prato verde un hotel firmato da un grande architetto come Michele de Lucchi, insieme ad un’istituzione come Ffm che nel proprio quartiere espositivo ospita importanti fiere tra cui il Salone del Mobile.Milano, iconico punto d’incontro del design globale e in un luogo come CityLife, rappresenta una sintesi efficace della missione di UNA Italian Hospitality. Siamo una catena di hotel “quintessential Italian”, simbolo del bello italiano al servizio del Paese sia per il business che per il turismo. Con questo progetto portiamo nel quartiere CityLife la visione di ospitalità che contraddistingue il brand Una Esperienze: un’accoglienza di livello superiore, capace di coniugare design, servizi d’eccellenza, ed esperienze memorabili per gli ospiti. La nostra ambizione è creare un hub di riferimento per una clientela diversificata e internazionale, ma anche per la comunità milanese, offrendo nuove occasioni di incontro, compreso un rooftop dedicato alla convivialità” dichiara Giorgio Marchegiani, Amministratore Delegato Una Italian Hospitality.    Con i suoi 22 piani e circa 90 metri di altezza, l’hotel si inserisce nel panorama urbano milanese come nuova presenza architettonica. La torre, con pianta regolare e compatta, ospiterà 173 camere organizzate attorno a un nucleo centrale che separa i percorsi verticali dalle aree ricettive, garantendo efficienza distributiva e affacci diretti sulla città. La progressiva rastremazione del volume verso l’alto riduce la sezione della torre e genera una sequenza di terrazze ai livelli superiori. È qui che l’edificio costruisce un rapporto sempre più diretto con il paesaggio urbano, aprendosi progressivamente verso ciò che lo circonda. Alla base, un podio vetrato alto sette metri accoglie gli spazi destinati alla reception, alla hall, alle lounge e alle funzioni amministrative. Il piano terreno si apre sulla nuova piazza urbana, che estende lo spazio pubblico fino al piede della torre e crea una connessione diretta tra la dimensione urbana e quella alberghiera. Una lunga pensilina si protende verso viale Scarampo e la fermata della metropolitana, segnando un ingresso ampio e riconoscibile. La piazza è collegata alla fermata M5 Portello e si integra con il sistema degli spazi aperti dell’intero comparto. Tra il diciottesimo e il ventunesimo piano, la sommità della torre si articola come una vera e propria tribuna panoramica. Ristorante, sky lounge e belvedere occupano gli ultimi livelli, collegati da una scala e da spazi a tutta altezza. Le terrazze, per oltre 350 metri quadrati complessivi, si aprono sullo skyline milanese, sul parco di CityLife e sull’asse nord-occidentale della città. L’identità dell’edificio si esprime nella facciata, definita da una griglia regolare di montanti e sottilissimi traversi, dove le superfici trasparenti si alternano ai tamponamenti opachi in lastre di metallo plissettato, scanditi dalla sequenza di lame verticali. La loro disposizione intercetta la luce in modo diverso durante il corso della giornata, generando ombre e riflessi che modificano la percezione della superficie. Il disegno accentua la verticalità della torre: i marcapiani scompaiono e l'edificio sembra svilupparsi senza interruzioni verso l'alto. Lo stesso edificio appare così diverso al mattino, nel pomeriggio o verso sera: la luce ne trasforma la presenza, facendo emergere di volta in volta la materia delle lame e le parti vetrate. Il verde minerale dell’acciaio contribuisce a definire la torre, inserendola nel contesto di CityLife. Anche il punto di vista contribuisce a questa continua trasformazione. Muovendosi attorno all’edificio, le superfici vetrate compaiono e scompaiono dietro la sequenza delle lame: osservata frontalmente, la facciata lascia emergere la trasparenza e la profondità degli spazi; guardata lateralmente, appare invece più compatta e opaca. La trasparenza non è quindi una condizione uniforme della superficie, ma nasce dalla relazione tra la facciata e lo sguardo di chi la osserva. Le lame svolgono al tempo stesso una funzione tecnica, integrando e nascondendo gli elementi impiantistici e le componenti necessarie al funzionamento dell’edificio all’interno di un’unica pelle architettonica. L’adozione di tecniche costruttive avanzate per lo sviluppo verticale ha consentito di imprimere particolare rapidità alla realizzazione dell’edificio: è stato possibile completare strutturalmente quattro piani al mese e installare la facciata vetrata, composta da moduli prefabbricati, in soli tre mesi. La prefabbricazione fuori opera ha inoltre interessato i bagni delle camere, realizzati completi di finiture e accessori e successivamente trasferiti all’interno dell’edificio, consentendo di procedere in parallelo con l’avanzamento delle strutture. Le terrazze rappresentano uno degli elementi più significativi dell’edificio: non semplicemente spazi all’aperto in quota, ma luoghi progettati per valorizzare la posizione della torre e la ricchezza del contesto urbano che la circonda. 
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Afd trionfa alle elezioni, Pantisano (Linke): “La gente è arrabbiata, Cdu e Spd provano a spegnere fuoco con benzina”

(Adnkronos) – "Da tempo ormai si era intuito che queste elezioni sarebbero state difficili. La gente è giustamente arrabbiata, e a trarne vantaggio sono le persone sbagliate". In un'intervista esclusiva all'Adnkronos Luigi Pantisano, il co leader della Linke di origine italiana, commenta l'esito delle elezioni nel land di Sassonia-Anhalt e il trionfo dell'Afd spiegando che "il risultato elettorale rappresenta un chiaro rifiuto della politica di austerità del governo federale". Pantisano punta il dito contro i conservatori e i socialdemocratici per spiegare l'ascesa del partito di estrema destro tedesco: "Cercano ormai da decenni di spegnere il fuoco con la benzina".  
Come commenta i risultati del voto?
 "Da tempo ormai si era intuito che queste elezioni sarebbero state difficili. La gente è giustamente arrabbiata, e a trarne vantaggio sono le persone sbagliate. La Linke si è presentata a queste elezioni per rappresentare l’alternativa migliore: quella che offre un aiuto concreto e propone progetti realizzabili, non solo frustrazione e politica simbolica. Questo ha convinto anche molte persone che, in tempi bui, hanno scelto la speranza insieme a noi. In tre circoscrizioni elettorali, dove abbiamo parlato direttamente molto con le persone porta a porta, siamo riusciti a conquistare i seggi diretti. Sono fari di sinistra in un mare blu. In questo spirito continueremo ad andare avanti, indipendentemente da quanto difficili diventino le condizioni". 
Come spiega il successo dell’AfD? Quali errori hanno commesso gli altri partiti?
 "I conservatori e, in parte, anche i socialdemocratici cercano ormai da decenni di spegnere il fuoco con la benzina. Le persone hanno la sensazione che il governo federale disprezzi loro e il loro lavoro, ad esempio insinuando che si mettono in malattia per pigrizia. Si rendono conto che tutto diventa sempre più costoso, che i loro posti di lavoro sono a rischio e che devono temere il declino sociale. E poi si continuano a tagliare le prestazioni sociali, non si mantengono le promesse di sgravi fiscali e si inveisce contro gli stranieri. In fondo, l’AfD non ha nemmeno bisogno di condurre una propria campagna elettorale". 
Cosa significa questa vittoria per il Paese? Quali ripercussioni potrebbe avere a livello federale?
 "Il risultato elettorale rappresenta un chiaro rifiuto della politica di austerità del governo federale. La Cdu e la Spd devono finalmente capire che sono proprio i loro tagli drastici, dettati da un fondamentalismo di mercato, a spianare la strada alla destra. Se i partiti di governo non cambieranno la loro politica, la situazione politica diventerà sempre più difficile". 
Quale ruolo può e vuole svolgere la Linke dopo il voto? Aderireste a una coalizione per salvaguardare il cordone sanitario ( Brandmauer) nel caso in cui la Cdu lo proponesse?
 "Facciamo tutto il possibile per tenere l'AfD lontana dalle leve del potere. Consentire a un partito dell'estrema destra l'accesso ai registri anagrafici, al controllo dei servizi segreti e all'apparato di polizia è molto minaccioso per chiunque la pensi diversamente. Le divergenze politiche con la Cdu sono tuttavia enormi e, nell'attuale scenario delineato dal risultato elettorale, la questione non si pone nemmeno più". 
Dopo i fatti di Lipsia, siamo di fronte a un’escalation delle tensioni con Mosca? Quale strada si dovrebbe intraprendere, secondo il suo partito?
 "Il drone all’aeroporto di Lipsia è stato un tentativo di attentato. Ossia un atto criminale. Ciò comporta un’azione penale, anche nei confronti di attori statali. Gli attentati rappresentano una minaccia reale ed è positivo che la situazione venga valutata in modo realistico e che vengano adottate misure di protezione. È chiaro però che alimentare una spirale di escalation verso una guerra su vasta scala è insensato ed estremamente pericoloso. Chiudere la Casa Russia a Berlino, un luogo di scambio culturale, non è, ad esempio, una reazione adeguata". 
Come valuta la gestione del fenomeno migratorio in Germania e in Europa? Quali misure dovrebbero essere adottate?
 "Il governo conservatore in Germania sta facendo tutto il possibile per impedire l'effettivo esercizio del diritto di asilo, senza abolirlo ufficialmente. Ci si muove in questo senso anche a livello dell'Unione Europea. Ciò è in parte illegittimo e, nel complesso, semplicemente disumano. Naturalmente, dovremmo prima di tutto contribuire a combattere le cause che spingono alla fuga, questa è sempre la soluzione migliore. Ma quando le persone sono costrette a fuggire, allora è nostro dovere aiutarle". 
Lei ha vissuto in prima persona l’esperienza dell’immigrazione. Quali ricordi conserva e in che modo ciò ha influenzato le sue decisioni?
 "I miei genitori sono lavoratori ospiti (Gastarbeiter, migranti) italiani. Hanno lavorato duramente e hanno contribuito a ricostruire la Germania, ma non hanno mai ricevuto il meritato riconoscimento per questo. E questa è la realtà di tantissime persone con una storia di migrazione alle spalle. È stato un periodo davvero duro. Naturalmente ho vissuto anch'io il razzismo. Ma non ho mai voluto rassegnarmi a queste ingiustizie. Non si tratta di casi isolati: è qualcosa di sistemico, e io voglio superare questo sistema, affinché siano possibili buone condizioni di lavoro e una vita dignitosa per tutti". 
Come vede la situazione e le prospettive dell'opposizione politica in Italia?
 "Ho un grande rispetto per le persone che tengono testa a Meloni. So che è difficile. Ma anche Berlusconi è stato considerato a lungo onnipotente. Auguro forza all'opposizione. Non arrendetevi. Questo è qualcosa che noi, in tutta Europa, non possiamo permetterci. Le persone in Italia hanno il diritto di vivere in una democrazia in cui siano garantite la tutela delle minoranze e la sicurezza sociale". 
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Caso Pierina, Dassilva per la prima volta in tv dall’assoluzione: “Una liberazione. Mia moglie Valeria? Tutto è tornato come prima”

(Adnkronos) – "Ringrazio tutti quelli che mi hanno sostenuto. Quel giorno non avevo neanche capito cosa era successo. Avevo paura, ansia, poi subito dopo è stata una liberazione". A parlare è Louis Dassilva, il 35enne assolto in primo grado nei mesi scorsi per l'omicidio di Pierina Paganelli, l'anziana trovata morta nel garage del comprensorio di via del Ciclamino a Rimini nell'ottobre del 2023. Nel corso di una intervista rilasciata a Ore 14, Dassilva – accompagnato dai suoi avvocati – si racconta, dal rapporto con la moglie Valeria Bartolucci al ricordo del carcere e del processo: è la prima volta che parla in uno studio televisivo dalla sentenza.  "Avevo fiducia ma la paura c'era. Mi sono messo a piangere perché ho pregato tanto e la gente mi ha aiutato. Quando quel giorno sono uscito dal carcere per andare a scoprire la sentenza, mi sono affidato al Signore e poi ho visto il risultato", dice Dassilva che poi aggiunge: "Una delle prime cose che ho fatto dopo l'assoluzione è stato fare colazione con i miei avvocati. Finora non ho parlato perché dovevo avere il tempo di riprendermi la mia vita, non è facile soprattutto per poter stare davanti alla gente a parlare".  Quando Salvo Sottile gli chiede il momento più difficile vissuto durante i 694 giorni di carcere, il 35enne non ha dubbi: "E' stato quando ho fatto lo sciopero della fame. Gli altri detenuti mi hanno aiutato con la vicinanza. Lì ho imparato a essere umile, rispettoso, cordiale e soprattutto ho imparato ad avere pazienza". Sul rapporto con la moglie Valeria: "Mia moglie sa che sono innocente, con il nostro amore non poteva fare diversamente. Oggi siamo in pace, è tutto tornato come prima. Stiamo ancora insieme e la amo".  Infine, alla domanda su Manuela Bianchi, la nuora della vittima con la quale lo stesso Dassilva aveva avuto una relazione extraconiugale, risponde: "Se una persona va ad accusare un'altra di una cosa così terribile, c’'è qualcosa da nascondere oppure sta proteggendo qualcuno. Con lei è stato un rapporto fisico, un rapporto fisico e basta".  
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Migranti, Lowles (Hope not Hate): “Dietro a proteste in Gb l’estrema destra di Patriot Platform, crea clima paura”

(Adnkronos) – “Dietro la retorica della difesa dei confini si nasconde una realtà allarmante che i recenti fatti di Dover e Portsmouth hanno messo a nudo. I gruppi che scendono in piazza, sostenendo di voler salvare il Paese dai migranti illegali, sono a tutti gli effetti formazioni di estrema destra”. Ad Adnkronos Nick Lowles, direttore esecutivo di Hope Not Hate, organizzazione inglese tra le più note del Paese impegnata nel monitoraggio delle derive estremiste, analizza le recenti mobilitazioni che hanno scosso il sud dell’Inghilterra, in quei luoghi dove normalmente approdano i migranti giunti dalle coste della Francia o del Belgio attraverso la Manica. Una tensione sociale che prende spunto dagli sbarchi registrati nel corso degli ultimi giorni i quali, stando ai dati dell’Ons, Office for National Statistics, raccontano di 16.513 persone giunte dall’inizio dell’anno al primo settembre. Nonostante il flusso sia inferiore rispetto ai passati anni, 41.000 gli sbarchi registrati a fine 2025, il dato rimane il pretesto per chi cerca di organizzare vere e proprie ronde urbane. "Vedere trecento o quattrocento persone con il passamontagna marciare per le strade bloccando il traffico è inaccettabile. Perché la galassia di queste proteste ruota attorno alla Patriot Platform, un’organizzazione che riunisce in una singola entità decine di gruppi locali come i Kent Patriots, i South London Patriots e diverse altre fazioni sparse sul territorio", spiega Lowles. "Si descrivono come un esercito cristiano pronto a riprendere il controllo delle frontiere e, come spesso accade per i vigilanti anti-migranti, affermano di voler proteggere donne e bambini. Ma il loro modo di operare non ha nulla a che fare con la normale dialettica democratica".  Secondo il direttore di Hope Not Hate, quanto visto in questi giorni a Dover e Portsmouth è solo un proseguo di quanto già accaduto in altre parti del Paese da inizio anno, in cui le protesta anti-migranti si sono trasformate in scontri con le forze dell’ordine, con auto, cassonetti e case date alle fiamme. "Nonostante il fondatore di Patriot Platform, Daniel Thomas, cerchi di presentare la sua iniziativa come basata su valori cristiani che rifugge l’uso di criminali, le sue stesse dichiarazioni smentiscono questa facciata di rispettabilità. Thomas ha infatti affermato pubblicamente di voler prendere il controllo del Regno Unito, arrivando ad accostare la Patriot Platform alla vecchia English Defense League. È di fatto impossibile credere a un intento pacifico quando intere città vengono prese in ostaggio da centinaia di individui a volto coperto per una pura e semplice esibizione di forza. Inoltre, le indagini di agosto hanno svelato una realtà opposta alla narrativa della protezione, documentando un passato di aggressioni e precedenti penali, anche contro le donne, per molti membri di spicco del movimento".  Il costo sociale di queste parate mascherate, al di là dell'inconveniente legato al traffico bloccato, è profondamente dannoso per l'intero tessuto comunitario, come sottolinea Lowles tracciando un bilancio delle violenze: "Cosa ancora più importante, le immagini che abbiamo visto nel fine settimana stanno creando un clima di paura tra i migranti regolari e più in generale tra le persone di pelle nera".  Da qui nasce il suo appello finale alle istituzioni: "Credo che il governo debba essere molto più robusto e fermo nell'opporsi a tutto questo. Quelle andate in scena a Dover e Portsmouth non erano affatto le ronde di una comunità preoccupata per la sicurezza cittadina, ma unicamente l'intimidatoria operazione di propaganda di una rete estremista". (di Alessandro Allocca) 
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Afd trionfa alle elezioni, Cacciari: “Europa ormai in briciole”

(Adnkronos) –
"Ormai l'Europa è in briciole". Massimo Cacciari, intervistato dall'Adnkronos, commenta il trionfo di AfD nelle elezioni in Sassonia-Anhalt e il quadro di un'Europa sempre più divisa, che fatica a trovare una voce comune mentre deve confrontarsi con potenze autocratiche, come la Cina o con guide forti come gli Stati Uniti. "Bisogna sperare che cambi un po' il vento negli Usa e da lì si possa prendere un discorso di relazioni con gli Usa improntato su altri principi", osserva. "Bruxelles deve ricordarsi di come era nata l'Europa, sulla base di culture politiche di solidarietà, servizi sociali, assistenza, difesa dei ceti più deboli. Principi che sono nella nostra Costituzione e sono stati abbandonati. E poi politiche autonome. Invece l'Europa si è stravaccata su una posizione atlantica, subalterna agli Usa nel bene e nel male. Ormai l'Europa è in briciole e stanno sfasciando persino Schengen. Torneremo a mostrare i passaporti per andare in Francia o in Spagna. Una catena infinita di errori ha condotto a questo", afferma ancora. Per Cacciari, tuttavia, l'avanzata della destra radicale non è un fenomeno improvviso, ma l'esito di un lungo processo. "È un processo che va avanti da quasi un decennio e di cui non si è mai preso sul serio il pericolo. Se fai politiche di destra in tutti i Paesi europei, in quasi tutti i Paesi Ue, come fai a non far crescere un'opposizione di destra? Si è cercato di moderare le politiche di destra, ma alla fine la gente finisce per pensare che hanno ragione quelli di destra-destra. È discorso del c… quello secondo cui vince il moderato. È sempre meglio l'originale della mala copia. Se faccio politiche di destra, do ragione a chi fa politiche di destra e alla fine la spunta la proposta radicale rispetto al compromesso moderato". Una dinamica che, secondo il filosofo, riguarda anche il centrosinistra. "Temo sia franato il terreno sotto i piedi. Non è una questione italiana, ma europea". 
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Rita Rusic in lacrime per la mamma, il racconto della malattia: “Non mi riconosceva più”

(Adnkronos) –
Rita Rusic in lacrime a La volta buona. L'attrice ha ricordato gli ultimi mesi vissuti al fianco della mamma Fiorella, malata di demenza senile, raccontando a Caterina Balivo il dolore vissuto nel vederla soffrire mentre la malattia si aggravava.  "Mamma aveva una malattia cognitiva, soffriva di demenza dal periodo del Covid. Sono malattie che ti tolgono anche il funzionamento degli organi. Per me è stato orribile", ha raccontato Rusic. L'attrice ha poi voluto rivolgere un messaggio a chi si trova ad affrontare una situazione simile: "Quando ho accettato la malattia ho capito esattamente cosa dovevo fare e come dovevo comportarmi. Non bisogna mai criticarli, bisogna assecondarli. Non bisogna alzare la voce. Mamma è stata felice".  Poi, il ricordo dell'ultimo periodo, quando le condizioni della donna sono peggiorate: "Ad agosto si è aggravata molto. Sono andata da lei e non mi ha riconosciuta, non era mai successo", ha raccontato con la voce rotta dall'emozione. "Ti ricordi mamma che hai due bambine?", le diceva Rusic cercando di riportare il genitore alla realtà. "Non riusciva nemmeno a dirmi come mi chiamavo, mi guardava come se fosse una cosa difficilissima". Un momento di lucidità aveva riaccesso la speranza: "Poi la volta dopo, mi ha riconosciuta e ha detto il mio nome con un filo di voce", ha ricordato Rusic.  L'attrice le ha ricordato quanto le volesse bene: "Lei ha annuito con la testa. Mi ha detto 'io tantissimo'. Ed è l'unica cosa che ha detto. Poi non ha parlato mai più. È stata durissima". 
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Immunoglobuline, verso modello più efficiente di approvvigionamento e programmazione

(Adnkronos) – Le immunoglobuline umane, essenziali per il trattamento di numerose patologie rare, croniche e immunomediate, sono medicinali ottenuti dal plasma donato volontariamente per trattare immunodeficienze e in diverse malattie neurologiche, ematologiche e autoimmuni. Inserite dall’Organizzazione mondiale della sanità tra i medicinali essenziali, rappresentano in molte condizioni cliniche una terapia insostituibile e salvavita.  Con l'obiettivo di promuovere una riflessione condivisa sul futuro della gestione delle immunoglobuline in Italia, prende il via il progetto ‘Il valore strategico delle immunoglobuline: una sfida di sistema per l’Italia e l’Europa’. Nel dettaglio – riferisce una nota – l’iniziativa si svilupperà attraverso un percorso di confronto multi-stakeholder che coinvolgerà clinici, istituzioni, decisori pubblici, farmacisti ospedalieri, esperti di programmazione sanitaria, associazioni di pazienti e rappresentanti del mondo accademico. Una survey preliminare consentirà di individuare le principali priorità di approfondimento, che saranno poi discusse nell’ambito di 2 focus group dedicati all’evoluzione del fabbisogno di immunoglobuline, alle criticità di accesso alle terapie e alle possibili soluzioni organizzative e gestionali. Il progetto si concluderà con la realizzazione di un Position Paper, che sarà presentato a Roma il prossimo novembre e raccoglierà raccomandazioni e proposte per una gestione delle immunoglobuline più sostenibile, efficiente e orientata ai bisogni dei pazienti.  Per il progetto sono stati richiesti i patrocini a Istituto superiore di sanità (Iss), Centro nazionale sangue, Cidp Italia aps- Associazione italiana dei pazienti di neuropatie disimmuni, Associazione immunodeficienze primitive Aps, ImmunIta – Associazione italiana immunodeficienze, SidEm – Società italiana di emaferesi e manipolazione cellulare, SiHta – Società italiana di Health Technology Assessment, Sifo – Società italiana di farmacia ospedaliera e dei servizi farmaceutici delle aziende sanitarie, Simti – Società italiana di medicina trasfusionale e immunoematologia, Salutequità, Fare – Federazione delle associazioni regionali degli economi e provveditori della sanità, è promossa da Cencora e realizzata grazie al contributo non condizionato di Csl.   “Garantire oggi la disponibilità di immunoglobuline – afferma Anna Ponzianelli, Director Health Policy & Public Affairs di Cencora – richiede una visione sistemica, capace di valorizzare filiere di approvvigionamento strategiche e, al contempo, di promuovere l’efficientamento dei processi produttivi, a beneficio dell’appropriatezza prescrittiva e terapeutica. Attraverso questo progetto vogliamo promuovere un confronto concreto tra tutti gli stakeholder con l’obiettivo di individuare soluzioni condivise in grado di assicurare la massima disponibilità delle terapie, di garantire la continuità terapeutica ai pazienti che non possono fare a meno di questi trattamenti e, al contempo, efficientare il sistema sanitario valorizzando le diverse soluzioni disponibili".  A differenza dei farmaci di sintesi, le immunoglobuline derivano dal plasma umano, una risorsa limitata e non riproducibile artificialmente. La loro produzione richiede una filiera complessa e tempi fino a 8-12 mesi2, dalla donazione al prodotto finito, rendendo l’approvvigionamento particolarmente sensibile agli squilibri tra domanda e offerta. “Negli ultimi anni la domanda di immunoglobuline è cresciuta in maniera costante sia a livello nazionale che internazionale” – afferma Francesco Fiorin, presidente Simti – Tale dinamica è riconducibile a diversi fattori, tra cui l'aumento delle diagnosi, il miglioramento della presa in carico dei pazienti, l'ampliamento delle indicazioni terapeutiche autorizzate e il crescente utilizzo di queste terapie in numerose condizioni immunologiche e neurologiche. Da dati nazionali, la domanda di immunoglobuline in Italia è aumentata del 57% tra il 2014 e il 2024, è evidente, quindi, la necessità di individuare soluzioni integrative che possano aumentarne la disponibilità”.  La richiesta di immunoglobuline in Italia ha subito un incremento medio annuo di circa il 5%, confermando un trend che sembra essere destinato a proseguire anche nei prossimi anni. Ad oggi in Italia, il Servizio sanitario nazionale copre, attraverso il plasma raccolto e lavorato da piano sangue, circa il 60% del fabbisogno di immunoglobuline, rendendo necessario il ricorso a forniture complementari (immunoglobuline commerciali). L'incremento della domanda, a fronte di una materia prima limitata e di una filiera produttiva complessa, mantiene elevata la pressione sugli approvvigionamenti.   Nonostante i progressi registrati, il rischio di carenze resta una sfida per i sistemi sanitari. Ciò rende necessario adottare strategie volte a efficientare la produzione di immunoglobuline, incrementando la disponibilità del prodotto e promuovendone un utilizzo appropriato. "Per molte persone che convivono con un'immunodeficienza – osserva Alessandro Aiuti, presidente ImmunIta – la disponibilità di immunoglobuline rappresenta un presidio terapeutico consolidato ed essenziale, che offre una concreta opportunità di vivere una vita più piena e autonoma. È quindi fondamentale garantire un accesso tempestivo ed equo alle immunoglobuline e percorsi assistenziali personalizzati che tengano conto delle esigenze cliniche e individuali. Parallelamente, dobbiamo continuare a investire nella ricerca e nell’innovazione per offrire risposte sempre più efficaci ai bisogni ancora insoddisfatti dei pazienti e delle loro famiglie”. Il dibattito non riguarda esclusivamente l’aumento della raccolta di plasma, ma la costruzione di un modello di governance integrato capace di coniugare appropriatezza prescrittiva, pianificazione dei fabbisogni, efficientamento della produzione, resilienza delle catene di approvvigionamento e uniformità di accesso alle cure. "La crescente domanda di immunoglobuline – sottolinea Gian Antonio Girelli, XII Commissione Affari sociali, Camera dei deputati – richiede oggi un cambio di paradigma: non è più sufficiente affrontare il tema esclusivamente dal punto di vista della raccolta di plasma, ma occorre sviluppare una visione più ampia che metta al centro la programmazione, la massimizzazione dei processi produttivi dei farmaci, l’appropriatezza d'uso, la sicurezza degli approvvigionamenti e la continuità delle cure. Rafforzare la capacità del sistema di utilizzare in modo complementare tutte le risorse disponibili significa garantire ai pazienti un accesso tempestivo e uniforme alle terapie, contribuendo al tempo stesso alla sostenibilità e alla resilienza del Servizio sanitario nazionale". 
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Scioperi settembre, da treni a tpl e aerei: al via ‘mese caldo’ per i trasporti

(Adnkronos) – Parte il ‘mese caldo’ degli scioperi: dai treni agli aerei e passando per il Tpl, i trasporti tornano a incrociare le braccia, in una serie di proteste che occuperanno settembre quasi per intero. La prima è la protesta nazionale del personale di macchina e di bordo di gruppo Fs, Mercitalia Rail, Trenitalia e Trenitalia Tper Scarl, aderente alla mobilitazione proclamata da Assemblea Nazionale Pdm/pdb, in vigore dalle 21.18 di oggi, 7 settembre, fino alle ore 21.00 dell'8. “Gli effetti, in termini di cancellazioni e ritardi, potranno verificarsi anche prima e protrarsi oltre l’orario di termine dell’agitazione sindacale”, avvisa Fs in una nota, ricordando che per il trasporto del regionale sono garantiti “i servizi essenziali previsti in caso di sciopero nei giorni feriali: dalle ore 6 alle 9, e dalle ore 18 alle 21 di martedì 8 settembre”. Nella stessa data la protesta del personale della manutenzione, amministrativo e di ingegneria di Rfi Doit ut Sud a Verona, proclamato da Orsa Ferrovie e Slm Fast (inizialmente previsto a cavallo tra il 10 e l’11, poi riprogrammato) Gli scioperi proclamati da Sgb e Cub trasporti e da Cat coinvolgeranno anche il trasporto merci e, in generale, le aziende che svolgono attività ferroviaria. Dal pomeriggio del 10 a quello dell'11 settembre c'è anche lo sciopero nazionale dei lavoratori di Captrain Italia, ovvero del trasporto merci su rotaia, proclamato da Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti. 
L’11 settembre sarà la volta del trasporto aereo, con lo sciopero nazionale di Poste Air Cargo dalle ore 00.00 alle ore 04.00, proclamato da Filt Cgil, Anpac, Anp, Fit Cisl, Uiltrasporti, a cui seguirà, il 13 la protesta indetta da Usb Lavoro privato che, dalle ore 11 alle 15, coinvolgerà il personale di Toscana Aeroporti, Gh Toscana e Consulta negli scali di Pisa e Firenze; nella stessa giornata sciopereranno gli istituti di vigilanza di diversi scali: Roma Fiumicino, Varese e Torino. Ma la giornata ‘no’ per volare arriverà il 30 settembre, con due scioperi proclamati da Uiltrasporti: lo sciopero nazionale di Techno Sky – la società di Enav responsabile della gestione e della manutenzione hardwaree software dell’intera gamma di impianti e sistemi utilizzati per l’erogazione dei servizi di assistenza al volo – dalle ore 13.00 alle 17.00, e lo sciopero nazionale Enav, nella stessa fascia oraria. 
Sul fronte del trasporto pubblico locale le date da cerchiare in rosso sul calendario sono numerose. Il 10 settembre sarà la volta di Trento (dalle ore 11.00 alle ore 15.00) e Foggia (dalle ore 8.30 alle ore12.30 e dalle ore 15.30 alle ore 19.30). Il 14 settembre si fermerà il trasporto pubblico a Bergamo (Arriva Italia), la protesta indetta da Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Faisa Cisal si svolgerà dalle ore 8.30 alle ore 12.30. 
Il 15 settembre giornata difficile: in quella stessa data la protesta toccherà Firenze Autolinee Toscana (da inizio servizio alle ore 4.15, dalle 8.14 alle 12.30 e dalle 14.29 a fine servizio); Ravenna (Start Romagna) dalle ore 8.30 alle ore 12.00; Napoli (Anm) dalle ore 12.45 alle ore 16.45 del personale area ferro; Prato (Autolinee Toscane) da inizio servizio alle ore 4.15, dalle 8.14 alle 12.30 e dalle 14.29 a fine servizio; di nuovo Venezia (Atvo) per l'intera giornata e Pisa (Autolinee Toscane) dalle ore 17.30 alle ore 21.30.  Il 22 settembre la mobilitazione di settore riguarderà invece l'Umbria (Busitalia Sita Nord), con fasce garantite a Perugia e Spoleto dalle 6.00 alle 9.00 e dalle 12.00 alle 15.00, a Terni dalle 6.30 alle 9.30 e dalle 12.30 alle 15.30, e per i servizi ferroviari dalle 5.45 alle 8.45 e dalle 11.45 alle ore 14.45. 
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Perché l’Afd è così forte nell’Est: il nazismo in Germania non è tutto uguale

(Adnkronos) – Il terremoto politico in Germania orientale ha riaperto un dibattito profondo che va ben oltre le dinamiche elettorali. Le elezioni in Sassonia-Anhalt hanno certificato un dato inequivocabile: l'estrema destra di Alternative für Deutschland (AfD) non è più solo una forza di protesta, ma un partito egemone in ampie fette dell'ex Repubblica Democratica Tedesca (Ddr). Nella ex Ddr il partito di estrema destra ottiene da anni risultati molto superiori a quelli dell’Ovest. Alle politiche del 2025 l’Afd aveva preso il 20,8% a livello nazionale, ma oltre il 30% in tutti i Länder orientali: 38,6% in Turingia, 37,3% in Sassonia, 37,1% in Sassonia-Anhalt. Alle regionali del 2024 era arrivata al 32,8% in Turingia, al 30,6% in Sassonia e al 29,2% in Brandeburgo.  Per comprendere questa frattura tra Est e Ovest, non basta guardare ai grafici dell'economia contemporanea: bisogna fare i conti con la storia e con il modo radicalmente diverso in cui le due Germanie hanno elaborato (o rimosso) il trauma del nazismo. Nella Germania dell'Ovest, il processo di fare i conti con il passato (la cosiddetta Vergangenheitsbewältigung) è stato lungo, doloroso e capillare. Le generazioni successive alla guerra hanno chiesto conto ai propri padri, la scuola e le istituzioni hanno lavorato per interiorizzare la colpa storica, rendendo il rifiuto del neonazismo un pilastro identitario e dirimente per la Repubblica Federale. Nella Germania dell'Est comunista, invece, la narrazione è stata diametralmente opposta. La Ddr si autodefinì fin dalla sua fondazione come il "primo Stato antifascista tedesco". L'ideologia di regime insegnava che il fascismo era semplicemente lo stadio supremo e degenerato del capitalismo; pertanto, essendo la Ddr uno stato socialista, i suoi cittadini erano "per definizione" antifascisti. Come sottolinea lo storico Ilko-Sascha Kowalczuk in "Shock da libertà. La Germania, l'Est e l'ascesa dell'estremismo" (Donzelli, 2025), questa dottrina calata dall'alto ha avuto un effetto anestetizzante. La colpa del nazismo venne interamente proiettata sull'Ovest capitalista. Ai cittadini dell'Est fu spiegato che non era colpa loro, esentandoli da un'introspezione collettiva e dal senso di responsabilità per i crimini del Terzo Reich.  Oggi, il risultato di questa mancata elaborazione è che il "cordone sanitario" morale contro l'estrema destra, relativamente solido a Ovest, a Est risulta molto più fragile. L'associazione di certe retoriche con il nazionalismo etnico non fa scattare gli stessi campanelli d'allarme tra molti elettori della Sassonia o della Turingia, proprio perché quel passato non è mai stato interiorizzato come un fardello personale.  Ovviamente, il lato "storico/morale" non basta a spiegare il successo di Alice Weidel, Tino Chrupalla e dei leader locali dell'AfD. L'estrema destra ha trovato un terreno fertilissimo nelle promesse tradite della riunificazione. A oltre trent'anni dalla caduta del Muro di Berlino, la situazione economica all'Est rimane strutturalmente peggiore rispetto all'Ovest. Nessuna delle più grandi aziende tedesche quotate nel Dax ha sede nell'ex Ddr. I salari sono mediamente più bassi, lo spopolamento e la fuga di cervelli verso l'Ovest hanno desertificato intere province rurali, e molti cittadini dell'Est si sentono ancora trattati come "tedeschi di serie B", colonizzati economicamente e culturalmente dalle élite occidentali. In questo clima di risentimento, il messaggio dell'AfD risuona potente: il partito si propone non solo come scudo contro l'immigrazione e le politiche ecologiste di Berlino (vissute come imposizioni di un'élite urbana scollegata dalla realtà), ma come il vero difensore degli "interessi dell'Est". L'AfD ha saputo capitalizzare questa frustrazione economica unendola a un nazionalismo identitario che, libero dai tabù storici occidentali, ha trovato finalmente la sua valvola di sfogo. Ulrich Siegmund ha già rilanciato: "In caso di necessità ci sarebbero semplicemente nuove elezioni, e allora otterremmo il 50 o il 55 per cento". 
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Grande Fratello Vip, tutti i concorrenti annunciati (finora): ecco il cast

(Adnkronos) –
Il cast delle nuova edizione del Grande Fratello Vip continua a prendere forma. Dopo il primo nome annunciato, quello di Alex Belli, negli ultimi giorni si sono aggiunti altri nomi e concorrenti, pronti a varcare la Porta Rossa. Tra i concorrenti annunciati ci sono anche alcuni volti noti al pubblico del reality, che hanno già vissuto l'esperienza nella Casa più spiata d'Italia.  Guendalina Tavassi è la seconda concorrente ufficiale della nona edizione del Grande Fratello Vip. Classe 1986, Tavassi ha partecipato all'undicesima edizione del Grande Fratello nel 2010. Successivamente ha preso parte all'Isola dei Famosi nel 2012, per poi tornarci in coppia con il fratello Edoardo Tavassi nel 2022.  Jonathan Kashanian è il terzo concorrente ufficiale annunciato. Anche Jonathan è un volto già conosciuto del reality show di Canale 5, nel 2004 ha partecipato alla quinta edizione, aggiudicandosi la vittoria. Nel 2018 ha partecipato alla tredicesima edizione de L’Isola dei Famosi. Alessandro Roncaccia è il quarto concorrente ufficiale. Questa è la prima volta al Grande Fratello Vip, ma il mondo dei reality show non gli è nuovo: ha partecipato a Italia Shore alla seconda e alla terza stagione. Quinta concorrente è Federica Morello. Ballerina e dj, è stata prima donna nel corpo di ballo di Ciao Darwin.  Carmen Di Pietro parteciperà al Grande Fratello Vip. È nota al grande pubblico per la partecipazione a numerosi programmi televisivi e reality show, tra cui L'isola dei famosi (nel 2004 e nel 2022) e il Grande Fratello Vip.  
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