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Ballando, Barbara D’Urso e l’infortunio alla spalla: nove mesi dopo “fa ancora male”

(Adnkronos) –
Sono passati nove mesi dalla fine dell'ultima edizione di Ballando con le stelle, ma per Barbara D'Urso i problemi fisici legati alla partecipazione al programma non sono ancora del tutto risolti. La conduttrice, che aveva partecipato in coppia con Pasquale La Rocca, si era infortunata alla spalla sinistra, tanto da essere costretta a esibirsi con un tutore.  A distanza di mesi, le cure non sono ancora terminate. D'Urso ha raccontato nelle scorse ore sui social di essersi sottoposta a una serie di controlli, tra ecografie e accertamenti che riguardano diverse parti del corpo, compresa la tiroide. "La spalla sta ancora messa male, dobbiamo anche controllare il piede sinistro e il ginocchio destro", ha spiegato.  Per la spalla, infatti, è stata necessaria anche un'infiltrazione, una pratica a cui la conduttrice era già ricorsa durante la sua esperienza a Ballando con le stelle: "Le ho già fatte durante ballando, non ne voglio fare più", ha commentato, lasciando trasparire la sua insofferenza.  
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Partito Liberaldemocratico: “Programma Vannacci? Altro che ‘Futuro’, è ‘Medioevo Nazionale'”

(Adnkronos) – "Vannacci ha chiamato il suo partito Futuro Nazionale. Ma leggendo il suo programma, ora che è stato così gentile da pubblicarlo, ci si accorge che il nome più adatto sarebbe Medioevo Nazionale". Lo scrive in un post sui social il Partito Liberaldemocratico, postando una card con il logo del partito di Vannacci trasformato in 'Medioevo Nazionale' e sopra la scritta 'gas russo, no all'aborto, no alle unioni civili, militari nelle scuole, abolizione legge Mancino, patriarcato mediterraneo'. 
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Ascolti tv, 25 agosto: Moreno vince (di nuovo) su Infante, ‘Vita in Diretta’ al 18,6% share

(Adnkronos) – Nella serata di ieri 'Nata per te' su Canale 5 si è aggiudicato la vittoria nel prime time con 1.624.000 telespettatori e uno share del 14%. Secondo gradino del podio per 'Lassie torna a casa' su Rai 1 che ha conquistato 1.345.000 telespettatori (share del 10,6%). Terza posizione per 'Angeli e demoni' che ha raggiunto 926.000 telespettatori (7,5% di share).  Per quanto riguarda gli altri ascolti del prime time su La7 'In Onda Prima Serata ha radunato 838.000 telespettatori (6% di share) e su Italia1 'Yoga Radio Estate' ha ottenuto 806.000 telespettatori (7,7% di share),  Su Rai3 'Pooh. Un Attimo Ancora' ha segnato 805.000 telespettatori (5,6% di share), sul Nove 'Giuseppe Giacobazzi – Il Pedone' ha radunato 510.000 telespettatori (4,3% di share), su Rete4, dopo la presentazione (385.000 telespettatori – 2.5% di share), 'Le Grandi Domande di Freedom' ha totalizzato 425.000 telespettatori (3,9% di share) e su Tv8 'No Time to Die' ha ottenuto 340.000 telespettatori (3,2% di share). Nel day time, il secondo giorno su Rete4 di Milo Infante con 'Ore 11' ha ottenuto 412.000 spettatori e l’8.2% di share nella prima parte e 569.000 spettatori con il 6.9% nella seconda parte, in onda dopo il Tg4 (al debutto di lunedì gli ascolti erano stati di 460.000 spettatori con il 9.6% di share, nella prima parte, e 550.000 spettatori con il 6.9%, nella seconda parte).  Nel pomeriggio, lo scontro diretto tra 'Vita in Diretta' su Rai1 e 'Verità Nascoste – Il Diario' su Canale 5, ha visto prevalere ancora, nel periodo di sovrapposizione, il programma condotto da Manuela Moreno. 'Vita in Diretta' ha ottenuto 827.000 spettatori con il 10.9% nella parte chiamata Start, 1.117.000 spettatori con il 15.2% nella presentazione e 1.403.000 spettatori con il 18.6% nel programma vero e proprio. Su Canale 5 (dove andrà in onda per due settimane fino al 4 settembre) 'Verità Nascoste – Il Diario' ha registrato 1.176.000 spettatori e il 16% di share nella prima parte e 1.043.000 spettatori e il 13.9% di share nella seconda parte. 
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Il presidente dell’Accademia della Crusca: “Lasciamo il termine ‘woke’ agli americani”

(Adnkronos) – "Sinceramente, non credo che si tratti di una parola comprensibile a tutti, tanto più perché può essere usata con due diversi significati. E se lasciassimo 'woke' agli americani, con tutte le sue implicazioni?". E' la domanda posta da Paolo D’Achille, presidente dell’Accademia della Crusca e professore ordinario di Linguistica Italiana presso il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università Roma Tre, a proposito di una delle parole più controverse entrate nel dibattito pubblico italiano: “woke”, appunto. Un termine inglese che, intorno al 2020, ha iniziato a circolare con sempre maggiore frequenza anche in Italia, fino a essere registrato dai dizionari e ora diventata anche oggetto di polemica politica nel centrosinistra. Una parola apparentemente semplice, ma tutt’altro che univoca, che può assumere significati diversi a seconda di chi la utilizza e del contesto in cui viene pronunciata. Dal punto di vista linguistico, spiega D’Achille all'Adnkronos, “woke” deriva dal verbo inglese "to wake", “svegliare”, ed è utilizzato in italiano sia come sostantivo sia come aggettivo, rimanendo invariabile. Il termine nasce negli Stati Uniti e, già dagli anni Quaranta, viene utilizzato per indicare una particolare consapevolezza nei confronti delle ingiustizie e delle discriminazioni, ricorda D'Achille. Nel suo significato originario, “woke” identifica singoli attivisti, ma soprattutto movimenti e gruppi impegnati nella difesa dei diritti civili, nella lotta alle disuguaglianze sociali e contro le discriminazioni legate, in particolare, all’etnia, al genere e all’orientamento sessuale.  E' però un secondo significato, oggi, ad aver conquistato maggior spazio nel linguaggio politico e mediatico. Un significato negativo e spregiativo, utilizzato soprattutto dagli oppositori della cosiddetta “cultura woke”. In questa accezione, osserva il presidente dell'Accademia della Crusca, “woke” viene riferito a chi porta le battaglie progressiste verso forme considerate radicali o aggressive, trasformandole, secondo i critici, in atteggiamenti di intolleranza. Il termine finisce così per essere associato anche a questioni come la cosiddetta “cancel culture” e al dibattito sulla teoria del “gender”.
 

 Il risultato è una parola che può significare due cose quasi opposte: da una parte la consapevolezza e l’impegno contro discriminazioni e disuguaglianze; dall’altra un’etichetta utilizzata per criticare proprio quelle posizioni, quando vengono considerate estremiste o intolleranti. Una doppia valenza che, secondo il presidente della Crusca, rende “woke” tutt’altro che immediata per il pubblico italiano. "Non credo che si tratti di una parola comprensibile a tutti", sottolinea D’Achille, proprio perché il termine può essere impiegato con significati differenti e spesso contrapposti.
 Anche la sua origine contribuisce a spiegare la difficoltà di trovare un equivalente italiano. “Woke”, infatti, è un anglicismo per il quale non si è mai realmente cercato un traducente. La ragione, secondo D’Achille, è legata alla storia stessa della parola: il termine e il concetto provengono dagli Stati Uniti e vengono spesso utilizzati per descrivere fenomeni della cronaca e del dibattito pubblico americano, dalle manifestazioni agli scontri sociali e politici. Una parola, dunque, che porta con sé non soltanto un significato linguistico, ma anche un preciso bagaglio culturale e politico.  Ed è proprio da qui che nasce la domanda di D’Achille: "E se lasciassimo 'woke' agli americani, con tutte le sue implicazioni?". Una provocazione che apre anche una questione più ampia: quanto è opportuno importare nel nostro italiano parole nate all’interno di contesti culturali e politici molto specifici? E quanto, invece, il loro ingresso nella lingua finisce per trascinare con sé significati, contrapposizioni e conflitti che appartengono soprattutto alla società che le ha generate? Nel caso di “woke”, la risposta sembra tutt’altro che semplice. La parola è ormai entrata nell’uso italiano. Ma il dibattito sul suo significato, sulla sua comprensibilità e sull’opportunità stessa di utilizzarla resta aperto. (di Paolo Martini) 
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Neri Pozza inaugura La Casa della Frutta, un nuovo spazio per la cultura a Milano

(Adnkronos) – Martedì 1° settembre, alle ore 20, Neri Pozza Editore inaugura La Casa della Frutta, un nuovo spazio dedicato ai libri, alle idee e agli incontri, situato nei locali dello storico fruttivendolo di Via San Vittore 3, a Milano. Dopo aver festeggiato il rinnovamento dei locali della storica libreria Il Trittico, di cui è proprietaria, in un anno speciale – quello dell’ottantesimo anniversario dalla fondazione – la casa editrice invita la città a entrare nelle sue stanze e a scoprire questo nuovo luogo culturale. Oltre a ospitare eventi, presentazioni di libri, corsi, laboratori e mostre d’arte, La Casa della Frutta sarà anche sala riunioni e quartier generale di Neri Pozza, che dal 2022 ha la propria sede proprio al numero 3 di Via San Vittore. Ogni martedì mattina, la casa editrice “scende” dalle sue stanze per abitare uno spazio visibile a tutti, con l’obiettivo di abbattere la distanza fisica tra il mondo dei libri e i lettori. La festa d’inaugurazione vuole essere un’occasione di dialogo tra editori, autori, librai, lettori e professionisti del mondo culturale, ma anche il punto di partenza per uno scambio proficuo e duraturo con Milano e con tutte le persone che vivono di cultura, per arrivare direttamente ai cittadini e ai lettori. La scelta di mantenere il nome originale del negozio non è casuale: nell’idea di Neri Pozza, la cultura è vitamina e nutrimento fondamentale per lo sviluppo di ogni persona, proprio come la frutta che un tempo veniva venduta in queste stanze. In occasione dell’inaugurazione, Neri Pozza lancia "un appello e un manifesto – spiega un comunicato della casa editrice – affinché vengano creati sempre più spazi culturali nell’area urbana, a partire da Sant’Ambrogio, quartiere totalmente riqualificato dopo i lavori della linea M4. Un messaggio rivolto all’intera città, nella speranza che La Casa della Frutta sia il primo di tanti luoghi in cui la cultura, in tutte le sue forme, possa trovare casa e aprire la strada ad altri luoghi di aggregazione simili".   "A La Casa della Frutta non si viene a fare la spesa, ma a fare scorta di parole. Qui ci si nutre di storie e di idee, vitamine quotidiane per tenere viva la mente. Questo spazio nasce per essere un punto d’incontro, un angolo vivo in cui la cultura smette di essere appuntamento straordinario e diventa pratica quotidiana. Qui ci si ferma, ci si incontra, si discute, si sperimenta – si legge nel manifesto de La Casa della Frutta – Legato alla casa editrice Neri Pozza e alla libreria Il Trittico, ma aperto al quartiere di Sant’Ambrogio e all’intera città, La Casa della Frutta è il luogo dove l’editoria esce dalle sue stanze per abitare la strada, diffondendo parole fresche, storie di stagione e pensieri conservati con cura. Abbiamo scelto di mantenere l’insegna del negozio originario perché crediamo nell’immaginario che porta con sé. La frutta è vitalità, piacere, nutrimento. E così deve essere anche la cultura: qualcosa che ci tiene vivi. Qualcosa che si sceglie, ogni giorno, come si sceglie cosa mettere in tavola. In un tempo che ci spinge a consumare in fretta, noi rivendichiamo l’importanza di un incontro in presenza, di un’idea che mette radici e che cresce con costanza. Vogliamo essere un presidio di senso in mezzo al rumore, un luogo dove si legge e si dialoga, si ascolta e si riflette, fino a germogliare".  "A La Casa della Frutta abbiamo un obiettivo: fare della cultura un bene necessario e condiviso. Se credi che leggere sia una forma di resistenza e di cura; se pensi che la città abbia bisogno di luoghi che accendano il pensiero e l’immaginazione, allora questa è anche la tua Casa", conclude il manifesto. (di Paolo Martini) 
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Malaria all’aeroporto di Francoforte, 1 morto e 5 casi tra i dipendenti: rafforzati i controlli

(Adnkronos) – Allerta all'aeroporto di Francoforte, uno dei maggiori in Europa, dove una persona è morta e altre cinque risultano positive alla malaria. Si tratta di dipendenti dello scalo, come riporta il quotidiano Bild, dopo aver parlato con un portavoce di Fraport. Secondo il Robert Koch Institute (RKI), l'infezione potrebbe essersi verificata tra il 4 e il 6 luglio. A metà del mese scorso, infatti, era emerso che alcuni addetti al carico e allo scarico delle merci avevano contratto la malaria e che la trasmissione poteva essere avvenuta tramite la puntura di zanzare infette che avevano viaggiato in stiva. Non ci sarebbe stata, dunque, una trasmissione da uomo a uomo.  Il portavoce di Fraport, Andreas
Schopf, ha dichiarato: "Le nostre più sentite condoglianze vanno alla famiglia del defunto. Gli altri dipendenti colpiti stanno ricevendo cure
mediche". Tuttavia, al momento, non sono stati registrati altri focolai. "I nostri reparti specializzati stanno monitorando attentamente la situazione. Abbiamo informato a fondo tutti i dipendenti e abbiamo chiesto loro di consultare un medico in caso di sintomi e di specificare che lavorano in aeroporto, e che vi sono casi di malaria aeroportuale, in modo che possano essere effettuati test
mirati", ha aggiunto Schopf alla Bild. All'interno dell'aeroporto sono state piazzate delle trappole e alcuni esemplari di zanzare sono già stati uccisi. Gli animali saranno sottoposti ad analisi presso ad Anversa per verificare l'eventuale presenza del parassita responsabile della malaria. L'ultimo caso di malaria aeroportuale (Airport malaria), secondo il Robert Koch Institute (RKI), è stato rilevato in Germania nel 2023, sempre a Francoforte. Tuttavia, un evento del genere è raro al di fuori delle cosiddette aree endemiche e prevede che le zanzare vengano trasportate in altri continenti tramite aerei cargo o passeggeri. 
—internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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Kessie torna in Serie A? Duello di mercato Juve-Roma

(Adnkronos) – Il duello di mercato per il ritorno di Franck Kessie in Serie A entra nella fase decisiva. Sul centrocampista ivoriano accelerano con forza Roma e Juventus, in una sfida che a breve potrebbe arrivare alla svolta. Come riportato da Sky Sport, i giallorossi hanno provato a cambiare gli equilibri nelle ultime ore: nella serata di martedì 25 agosto hanno incontrato l’agente del giocatore, battendo un primo colpo per anticipare la concorrenza bianconera. La Juventus, però, si era già mossa in precedenza e ad oggi, mercoledì 26 agosto, ha una posizione di vantaggio nella corsa al centrocampista.  Il pressing della Juve resta forte. I bianconeri continuano a lavorare con l’entourage del giocatore e stanno cercando di arrivare a dama. A spingere per l’operazione c’è anche Luciano Spalletti, che considera l'ex Milan un elemento importante per completare il centrocampo e vorrebbe averlo a disposizione il prima possibile. La proposta bianconera è già delineata: due anni di contratto, con un’opzione per una terza stagione.  Dall’altra parte, la Roma è uscita allo scoperto. L’incontro con l’agente di Kessie rappresenta un segnale chiaro della volontà di inserirsi nella trattativa. La Juventus conserva il vantaggio accumulato grazie alle mosse anticipate, ma il blitz giallorosso ha cambiato lo scenario e adesso ogni passo può diventare determinante. Se i bianconeri scegliessero di aspettare, i giallorossi potrebbero guadagnare terreno. Se invece la Juve deciderà di forzare l’operazione, la trattativa potrebbe chiudersi in breve. In ogni caso, il ritorno del centrocampista ivoriano in Serie A è sempre più vicino. 
—sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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Morto il boss Domenico Papalia, era storico esponente della ‘ndrangheta del Nord

(Adnkronos) – È morto nella notte in un ospedale di Milano Domenico Papalia, 81 anni, storico esponente di vertice della ’ndrangheta al Nord, originario di Platì, nel Reggino. Papalia, conosciuto come 'don Micu', era da tempo gravemente malato per un carcinoma alla prostata. Era stato ricoverato il 17 agosto all’ospedale San Paolo di Milano. 
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Detenuto evade dal circuito di alta sicurezza del carcere di Augusta: ricerche in corso

(Adnkronos) – Un detenuto è evaso nelle scorse ore dal carcere di Augusta (Siracusa). Sono in corso le ricerche per rintracciare l'uomo. La Procura di Siracusa ha aperto un fascicolo di inchiesta per ricostruire le modalità dell'evasione. Su quanto avvenuto, è intervenuto Gennarino De Fazio, responsabile della Uil Fp Polizia penitenziaria, dopo l'evasione ieri sera dalla struttura penitenziaria di un detenuto inserito nel circuito dell'alta sicurezza."Sono ormai quasi 65.500 i detenuti nelle carceri del Paese, stipati in soli 46.200 posti disponibili, mentre al fabbisogno della Polizia penitenziaria mancano almeno 20mila agenti. Nella casa di reclusione di Augusta, in particolare, si contano ben 476 detenuti a fronte di 267 posti disponibili, con un sovraffollamento del 178%, di contro risultano assegnati solo 204 donne e uomini del Corpo di polizia penitenziaria là dove ne servirebbero almeno 352 (-42%)". A dirlo è Gennarino De Fazio, responsabile della Uil Fp Polizia penitenziaria, dopo l'evasione ieri sera dalla struttura penitenziaria di un detenuto inserito nel circuito dell'alta sicurezza. "In queste condizioni, evidentemente, non ci si dovrebbe interrogare tanto sulle cause delle evasioni e degli eventi disfunzionali che si verificano nelle prigioni – prosegue il sindacalista -, ma si dovrebbe prendere atto che se il sistema ancora in qualche misura regge lo si deve solo alla professionalità, all’abnegazione, al sacrificio, al senso del dovere e dello Stato degli operatori. Ma pure a questo c’è un limite. Gli agenti sono ormai stremati nelle forze da carichi di lavoro esorbitanti, con turnazioni di servizio che si protraggono anche per 26 ore continuative, e mortificati nel morale da episodi come questo o quando, quali anello debole del sistema, divengono il capro espiatorio cui addebitare le responsabilità, non di rado anche penali", sottolinea il dirigente della Uil Fp Polizia penitenziaria. “Il Governo deve prendere atto dell’emergenza in essere e che va progressivamente aggravandosi e mettere in campo misure consequenziali, a impatto immediato – conclude -. Va subito deflazionata la densità detentiva, è indispensabile potenziare compiutamente gli organici della Polizia penitenziaria nelle carceri, anche sfoltendo gli uffici ministeriali, senza peraltro rinunciare, come si sta di fatto facendo, alla formazione. Vanno implementati gli equipaggiamenti e le tecnologie, urge assicurare l’assistenza sanitaria, vanno avviate riforme strutturali. Non bastano i palliativi sinora varati, servono provvedimenti di carattere eccezionale". 
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Siddi, il borgo laboratorio che trasforma risorse comunità in opportunità economiche e sociali

(Adnkronos) – Siddi, piccolo borgo della Marmilla nel cuore della Sardegna, custodisce un patrimonio naturalistico, artistico e ambientale, che ogni anno richiama studenti, archeologi e studiosi, provenienti da università italiane e internazionali. Nell'ambito del mandato amministrativo 2026-2031, il Comune ha approvato il progetto 'Siddi-borgo laboratorio', con l'obiettivo di costruire un modello innovativo di sviluppo territoriale fondato sulla valorizzazione delle risorse endogene della comunità e sulla capacità di trasformarle in nuove opportunità economiche, sociali e culturali. Al centro del progetto c’è la riqualificazione dell’ex pastificio Puddu in hub multifunzionale, capace di generare nuove opportunità economiche, culturali, scientifiche e sociali finalizzate alla riduzione dello spopolamento, dove risorse materiali e immateriali si fondono per generare nuovi prodotti, servizi e iniziative.  In particolare, il progetto si basa sul business model già realizzato in altre realtà similari, costituendo un cambio di paradigma in quanto focalizzato sulle priorità dei contenuti: valorizzazione del patrimonio, creazione della rete integrata degli asset culturali-turistici, stimolazione della imprenditoria locale (artigianato, agrifood, turismo); coinvolgimento attivo della comunità favorendo processi di innovazione, sostenibilità, partecipazione e rigenerazione territoriale. Il modello, condiviso con la Fondazione Ampioraggio, intende diventare scalabile, facendo di Siddi un laboratorio permanente di innovazione territoriale replicabile in altre realtà. Presentato ufficialmente il 30 giugno scorso a Ostra durante la X edizione di Jazz'Inn, il progetto ha suscitato l'interesse di imprese nazionali e multinazionali, investitori, startup, università e istituzioni che in occasione della seconda tappa di Jazz'Inn, in programma a Roma dal 9 al 13 novembre prossimi, potranno presentare proposte e soluzioni, contribuendo alla costruzione di un concreto modello di collaborazione tra pubblico e privato.  "Lo spopolamento – dichiara Marco Pisanu, sindaco di Siddi – rappresenta una delle principali sfide delle aree interne italiane e, in Sardegna, assume dimensioni particolarmente rilevanti. Con 'Siddi-borgo laboratorio' intendiamo trasformare questa criticità in un'opportunità di sviluppo, creando le condizioni per attrarre nuove famiglie, giovani, imprese e investimenti attraverso la nascita di nuove attività economiche, la valorizzazione del patrimonio immobiliare e la crescita del turismo sostenibile. Il nostro obiettivo è costruire un modello innovativo economicamente sostenibile, capace di raggiungere l'equilibrio gestionale entro tre anni". Fondazione Ampioraggio, forte della propria esperienza nazionale nella promozione dell'innovazione territoriale e nello sviluppo dei borghi, è stata individuata quale coordinatore del progetto con il compito di accompagnarne il percorso di progettazione, sviluppo, consolidamento della rete partenariale e attivazione delle collaborazioni pubblico-private. 
—lavoro/datiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)