Categorie
Adnkronos News

Huawei presenta la nuova serie Watch GT 7, fino a 21 giorni di autonomia

(Adnkronos) – In collaborazione con Huawei Huawei presenta la nuova serie HUAWEI WATCH GT 7, la nuova generazione di smartwatch pensata per gli appassionati di attività outdoor e fitness. La gamma combina nuove funzioni dedicate agli sport, in particolare sci e ciclismo, strumenti per il monitoraggio della salute e una batteria che, nei modelli GT 7 Pro e GT 7 da 46 mm, può arrivare fino a 21 giorni di autonomia in condizioni di utilizzo leggero. La serie è disponibile in due dimensioni, 46 e 41 millimetri, con diverse combinazioni di colori e cinturini. Il modello HUAWEI WATCH GT 7 Pro da 46 mm presenta una ghiera in ceramica nano-tech con finitura antigraffio e un telaio centrale in lega di titanio. Il cinturino in fluoroelastomero utilizza il design HUAWEI EasyCross, pensato per garantire stabilità e comfort anche durante l'attività sportiva. Tra le novità della nuova generazione ci sono le modalità dedicate agli sport invernali indoor. Attraverso il sistema di sensori integrato, lo smartwatch è in grado di rilevare automaticamente le attività di sci e snowboard e di monitorare il tempo di allenamento, anche in assenza di segnale GPS. Il dispositivo registra distanza, velocità e dislivello complessivo in discesa e distingue le fasi di attività dai momenti di pausa e dal tempo trascorso sugli impianti di risalita o sui tapis roulant. Per le attività sulla neve all'aperto, attraverso l'app Huawei Health è inoltre possibile scaricare le mappe di oltre 3.000 comprensori sciistici nel mondo e sincronizzarle con lo smartwatch. Le mappe indicano anche il livello di difficoltà dei percorsi. Tra le nuove funzioni figurano il rilevamento delle curve, con conteggio delle curve brevi e medio-lunghe e calcolo del relativo raggio, e il rilevamento della G-Force, che misura la forza centrifuga durante le curve strette. La funzione Team-Up consente invece di monitorare in tempo reale la posizione e alcuni dati sulle prestazioni dei compagni di squadra durante le uscite sulle piste. La nuova serie introduce anche strumenti specifici per il ciclismo outdoor. Prima dell'allenamento, la funzione di pianificazione della salita permette di visualizzare un profilo delle ascese previste, mentre durante la salita vengono fornite informazioni in tempo reale su pendenza e distanza rimanente. Sono inoltre previsti avvisi tattili e vocali in prossimità delle curve strette, nel caso in cui la velocità sia ritenuta eccessiva. Al termine dell'attività, la funzione Workout Analysis restituisce dati e analisi dell'allenamento con l'obiettivo di aiutare l'utente a valutare le proprie prestazioni e il recupero. Sul fronte della salute, la serie HUAWEI WATCH GT 7 aggiorna la funzione Health Insights, che comprende un briefing mattutino, un'analisi dello stato di salute e un nuovo indice di prontezza fisica personalizzato. L'indice combina dati relativi alla qualità del sonno, alla variabilità della frequenza cardiaca (HRV), allo stato emotivo e alle calorie attive bruciate. Il livello di recupero viene quindi sintetizzato in cinque livelli, fornendo un quadro dell'attività e del recupero quotidiano. Per l'autonomia, Huawei utilizza batterie al silicio ad alta densità. Secondo quanto comunicato dall'azienda, HUAWEI WATCH GT 7 Pro e HUAWEI WATCH GT 7 da 46 mm possono raggiungere fino a 21 giorni di utilizzo con una singola carica in condizioni di utilizzo leggero. La serie supporta inoltre i pagamenti contactless NFC attraverso Curve Pay e può essere utilizzata con dispositivi basati sia su iOS sia su Android. La serie HUAWEI WATCH GT 7 è disponibile sul Huawei Store e nei principali negozi di elettronica di consumo. 
—economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Categorie
Adnkronos News

Asti, 12 cavalli denutriti salvati da allevamento e trasferiti nel varesotto

(Adnkronos) – Erano costretti a vivere in condizioni di evidente magrezza, sfiancati e privi delle cure necessarie 12 giumente e stalloni portati in salvo da un allevamento dell’astigiano dall’intervento dei carabinieri forestali e del servizio veterinario dell’Asl. L’operazione di salvataggio è partita grazie alle segnalazioni di alcuni cittadini e associazioni, preoccupati per lo stato di salute degli equini.  
Un primo campanello d’allarme era già scattato lo scorso 20 luglio, quando un’ispezione dell’Asl aveva rilevato delle criticità, imponendo al titolare dell’azienda precise prescrizioni da attuare tempestivamente per ripristinare il benessere degli animali. Direttive che, tuttavia, sono state completamente ignorate. Quando, a metà agosto, i militari del Nipaaf di Asti e i medici veterinari dell’Asl sono tornati per un nuovo controllo, si sono trovati di fronte a una scena critica poiché i cavalli risultavano ulteriormente denutriti e sottopeso.  Considerata la debilitazione degli animali, un loro trasferimento immediato avrebbe potuto avere conseguenze fatali. Le autorità hanno quindi proceduto a un sequestro penale d’urgenza, nominando temporaneamente custode lo stesso proprietario ma sottoponendolo a condizioni rigidissime e a un monitoraggio assiduo da parte dell'Asl per garantire che venisse avviata un'alimentazione corretta.  A fine agosto, raccolta la disponibilità ad accogliere i cavalli da parte di associazioni riconosciute dal ministero della Salute e ricevuto il nulla osta sanitario per la movimentazione, la Procura di Alessandria ha disposto il trasferimento definitivo dei dodici cavalli. A fornire ospitalità è stata un’associazione no-profit, con sede in provincia di Varese. Intanto, la posizione del proprietario dell’allevamento è al vaglio dell’autorità giudiziaria. 
—cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Categorie
Adnkronos News

Alessandro Onorato: “Io spiato, vicenda torbida e inquietante: la magistratura farà luce”

(Adnkronos) – "E' una vicenda torbida, inquietante, che lascia senza parole". E' quanto ha detto all'adnkronos Alessandro Onorato, assessore capitolino allo Sport, Turismo, Grandi Eventi e Moda, a margine della riapertura dell'ippodromo di Capannelle a Roma, commentando l'attività di spionaggio illegale nei suoi confronti di cui è venuto a conoscenza ieri con una comunicazione della procura di Roma.  "Anche perché il cosiddetto caso Striano è un fatto noto per l'opinione pubblica – aggiunge Onorato -, il mio nome non era uscito, l'ho scoperto grazie a una Pec della cancelleria della procura di Roma che mi mandava il fascicolo. E fa impressione perché due giorni dopo essere stato nominato assessore avveniva questo accesso illegale". "La domanda che mi resta in testa è chi aveva richiesto dei dati sul mio conto, cosa cercavano. Ho chiaro quello che hanno trovato: nulla. Il mutuo che pago e quella che è la vita normale degli italiani – conclude -. Detto questo ho totale fiducia nella magistratura, sono sicuro che farà pienamente luce su questa storia inquietante e ripristinerà la verità. E mi auguro che questa sarà solo una storia da consegnare al passato".  
—cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Categorie
Adnkronos News

Caldo record e rientro a scuola, l’allarme degli studenti: “9 istituti su 10 senza climatizzazione, a rischio la nostra salute”

(Adnkronos) – "A pochi giorni dal rientro a scuola, l’emergenza caldo non accenna a fermarsi. Negli ultimi 100 giorni, secondo worklimate, 77 sono stati caratterizzati da temperature estreme, mentre gli istituti scolastici continuano a non essere adeguati ad affrontare il caldo in sicurezza". A lanciare l'allarme è la Rete degli Studenti Medi del Lazio. Secondo l'indagine di Tuttoscuola, in Italia 9 scuole su 10 sono prive di condizionatori e nella Città Metropolitana di Roma Capitale servono interventi per circa 8mila aule, per una spesa di 25 milioni di euro nella sola provincia di Roma. "Valditara annuncia uno stanziamento di 20 milioni, un intervento insufficiente e tardivo – spiega Simone Montori, coordinatore regionale della Rete degli Studenti Medi del Lazio – Pensare di affrontare il problema a pochi giorni dall’inizio delle lezioni è inaccettabile, a pagarne le conseguenze non possono essere studenti e docenti". Da anni il sindacato studentesco denuncia una situazione disastrosa delle strutture scolastiche nel Lazio. Ad oggi 9 scuole su 10 non sono a norma di sicurezza, una situazione che richiede un piano straordinario a partire dal Ministero. "Il caldo da record a settembre metterà a rischio la salute di chi studia – conclude Montori – Solleciteremo le provincie per dar vita ad un piano straordinario di messa in sicurezza delle scuole. La Regione Lazio deve contribuire a rendere gli edifici scolastici spazi sicuri con uno stanziamento straordinario di fondi, perchè è anche da qui che passa il diritto allo studio".  
—cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Categorie
Adnkronos News

“Indagine della procura militare? Non sono preoccupato”, la risposta di Vannacci a Cernobbio

(Adnkronos) – Il generale Roberto Vannacci è arrivato al Forum Thea di Cernobbio dove è stato invitato per un confronto con l’ex premier Mario Monti. Intercettato dall’Adnkronos, alla domanda se fosse preoccupato per l’indagine della procura militare ha risposto: “Cosa c’entra con Cernobbio? Potremmo parlare di un menù gastronomico. Preoccupato? Assolutamente no, mi vede preoccupato? Non so cosa aspettarmi da questo Forum, vediamo, è la mia prima partecipazione. Parlerò di Europa, integrazione, sovranismo, i temi che mi sono stati assegnati e che sono in programma". E’ stato intanto depositato in procura a Roma l’esposto del Sindacato dei Militari a carico del generale, del coordinatore nazionale di Futuro Nazionale, Massimiliano Simoni e del responsabile del programma Lorenzo Gasperini. L’atto, in cui si ipotizza la violazione della legge Scelba sulla ricostituzione del partito fascista, la prossima settimana sarà all’attenzione del procuratore capo di Roma, Francesco Lo Voi, che dovrà fare una prima valutazione. Al vaglio dei pm capitolini arriverà anche un'integrazione alla denuncia già presentata dal ‘Fronte Antifascista’ in cui si chiede “di verificare se tra gli iscritti, i dirigenti, i coordinatori territoriali e gli attivisti pubblicamente espostisi di 'Futuro Nazionale', vi siano appartenenti in servizio alla Polizia di Stato o agli altri Corpi di polizia a ordinamento civile”. La Procura militare di Roma ha avviato accertamenti preliminari dopo l'esposto del sindacato dei militari sulla presenza di appartenenti alle Forze Armate nella struttura organizzativa di 'Futuro Nazionale', il partito del generale Vannacci. Il procuratore militare Marco De Paolis, richiamando anche notizie provenienti da autorevoli media internazionali, ha disposto "verifiche per accertare l’eventuale sussistenza di fatti rilevanti per la giurisdizione militare e riguardanti personale soggetto a tale competenza". "In relazione alle notizie diffuse da alcuni organi di informazione, si rende necessario precisare che la Procura Militare di Roma non ha avviato alcuna indagine nei confronti del generale Roberto Vannacci per la presunta ricostituzione del partito fascista, né ha indicato tale ipotesi quale oggetto degli accertamenti disposti", afferma la procura militare. La stessa Procura, nel motivare la propria decisione, ha infatti precisato che si è ritenuto opportuno disporre "accertamenti preliminari tesi a chiarire in quale contesto debbano essere inquadrati i fatti e a verificare la sussistenza di eventuali fattispecie di interesse di questo Ufficio", rilevando inoltre che "la genericità di quanto evidenziato non consente – allo stato – di procedere a formali iscrizioni nel registro di cui all’art. 335 cpp'. Si tratta di un passaggio inequivocabile: non è stata disposta alcuna formale iscrizione nel registro delle notizie di reato, né risulta avviata un’indagine penale nei confronti del generale Vannacci". "È inoltre necessario precisare – prosegue la nota – che nell’esposto presentato alla Procura Militare dal Sindacato dei Militari non viene formulata alcuna ipotesi di ricostituzione del partito fascista e non viene fatto alcun riferimento alla legge Scelba. Gli accertamenti disposti dalla Procura riguardano, come espressamente indicato nel suo comunicato, la posizione di appartenenti alle Forze Armate all’interno della struttura organizzativa di Futuro Nazionale, allo scopo di verificare l’eventuale sussistenza di fatti di stretta competenza della giurisdizione militare".  
—politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Categorie
Adnkronos News

Vicenzaoro, Zoppas (Ice): “Criticità per comparto moda e gioielli, vicini ad aziende”

(Adnkronos) – "I buyer e i grandi operatori che portiamo qui sono circa 750, in costante crescita rispetto ai circa 400 dello scorso anno. Quando si parla di buyer, importatori, grande distribuzione organizzata e media internazionali, si parla di soggetti determinanti. So bene che poter contare su qualcuno che ti porta 750 buyer strategici, non per il singolo contratto, ma capaci di garantire la distribuzione in un'intera nazione o area geografica, fa davvero la differenza”. Così Matteo Zoppas, presidente Ice Agenzia, intervenendo oggi a Vicenzaoro September 2026, il salone internazionale dell’oreficeria e della gioielleria firmato Ieg – Italian Exhibition Group, in programma fino all’8 settembre nel quartiere fieristico di Vicenza. Poi si sofferma sul delicato momento del comparto e sulle misure adottate dal governo e dall’Agenzia che rappresenta: “Partendo dai lavori del tavolo di crisi per il settore moda, che ha visto in prima linea il ministero del Made in Italy, il ministero degli Affari Esteri con Antonio Tajani e Adolfo Urso, e naturalmente la premier Giorgia Meloni, è stata riconosciuta la forte criticità che attraversa il comparto della moda e del gioiello – aggiunge – In questo contesto, è stato più che opportuno passare in modo meritorio dalle parole ai fatti con la costruzione del nuovo padiglione. Un padiglione che ora va riempito e che noi aiuteremo a riempire non tanto come espositori, quanto soprattutto attraverso l'apporto dei buyer”. Zoppas si riferisce al Padiglione 2, i cui spazi – 23 mila metri quadrati su due piani – sono stati svelati proprio nel giorno dell’apertura del Salone. Il presidente di Ice sintetizza poi le dinamiche recenti che hanno caratterizzato il settore orafo-gioielliero: “Se nel 2023 il comparto valeva 10,8 miliardi di euro, nel 2024 è salito a 15 miliardi, per poi assestarsi a 12,4 miliardi nel 2025”. Un andamento, spiega, dovuto alla crescita della Turchia che “è cresciuta di 4 miliardi a causa di una normativa interna che ha fortemente incentivato gli acquisti locali. Ora la situazione sta tornando fisiologica, ma registriamo comunque una contrazione a cui dobbiamo porre rimedio. Dobbiamo aiutare il comparto e le singole aziende ad assorbire questo colpo, dal momento che molte imprese si erano riposizionate su capacità produttive più elevate. Per questo motivo abbiamo incrementato di circa il 60% le attività promozionali realizzate con le risorse che il governo mette a disposizione, tra cui rientrano le iniziative per Vicenzaoro. Dobbiamo rimanere vicini al settore per portare risorse utili a compensare le difficoltà attuali".  
—economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Categorie
Adnkronos News

Vicenzaoro, Peraboni (leg): “Siamo punto di riferimento anche in un momento di crisi”

(Adnkronos) – "Credo che la vera importanza di una fiera si veda nei momenti di crisi più che in quelli di successo: è proprio nelle difficoltà che le persone e le aziende selezionano con cura i luoghi in cui essere presenti e dove investire tempo e risorse. Il fatto che, nonostante il periodo complesso, si registri una partecipazione così rilevante conferma che Vicenzaoro è diventata il punto di riferimento imprescindibile del settore”. Ad affermarlo è Corrado Peraboni, amministratore delegato Italian Exhibition Group – Ieg, in occasione di Vicenzaoro September 2026, il salone internazionale dell’oreficeria e della gioielleria di Ieg – Italian Exhibition Group, in programma dal 4 all’8 settembre nel quartiere fieristico di Vicenza. Nella giornata che ha dato il via alla manifestazione il nuovo Padiglione 2 svela i suoi spazi nel quartiere fieristico. Un’opera resa possibile grazie a “uno sforzo corale a partire dall'amministrazione locale, capace di gestire la parte burocratica in tempi davvero notevoli, fino a tutto il nostro team che ha condotto le operazioni rispettando ogni scadenziario – afferma – Un bellissimo esempio dell'Italia che produce ricchezza e bellezza”. È probabile che qualcuno si lasci ispirare dalla bellezza di questo padiglione, come è già accaduto in passato su mercati lontani -aggiunge – Essere copiati da un lato fa arrabbiare, ma dall'altro fa piacere, perché significa che si è realizzato qualcosa di valore. Non realizzare quest'opera avrebbe significato non concedere lo spazio meritato alle imprese che volevano esserci, aprendo la strada a nuovi competitor”. 
—economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Categorie
Adnkronos News

Studio Teha-Amazon, così l’Italia resta in ritardo su investimenti high-tech

(Adnkronos) – L’Italia dispone di importanti asset industriali, scientifici e tecnologici, ma continua a registrare un ritardo nella capacità di attrarre, realizzare e scalare investimenti high-tech. Gli investimenti nei settori ad alta intensità tecnologica, in rapporto al PIL, sono del 32% più bassi della media europea (1,3% in Italia contro 1,9% in media in EU). Inoltre, soltanto il 7,9% delle imprese italiane presenta un livello di intensità digitale molto elevato, rispetto al 10,1% europeo. Sono alcuni degli elementi che emergono dal nuovo studio “Sbloccare il futuro: investimenti high-tech per la competitività italiana” realizzato da Teha, Amazon e Aws e presentato oggi al Forum TEHA “Lo Scenario di Oggi e di Domani per le strategie competitive” a Villa d’Este (Cernobbio) . La ricerca – sviluppata con il contributo scientifico del noto esperto Alec Ross – individua tre condizioni prioritarie per colmare il divario: un sistema energetico competitivo e affidabile, una maggiore capacità amministrativa e regolatoria e la disponibilità di competenze tecniche e scientifiche. Lo studio analizza i principali fattori che influenzano la capacità dell’Italia di attrarre investimenti high-tech e le condizioni che consentono alle imprese di sviluppare, adottare e scalare tecnologie avanzate, tra cui cloud, intelligenza artificiale, cybersecurity, data center e automazione. L’impatto potenziale dell’adozione di tecnologie high-tech è significativo: l’adozione dell’AI è associata a incrementi della produttività del lavoro di circa il 4%, mentre i settori a maggiore intensità digitale hanno generato circa il 40% dei nuovi posti di lavoro nell’area OCSE tra il 2006 e il 2016. Attrarre investimenti high-tech consente a imprese, soprattutto PMI e startup, di accedere a tecnologie, infrastrutture e servizi avanzati, aumentando la capacità di innovare e competere sui mercati globali senza dover sostenere autonomamente ingenti investimenti iniziali. Il divario digitale è oggi particolarmente pronunciato tra le imprese di minore dimensione: nel 2025 presenta un’intensità digitale alta o molto alta l’82% grandi imprese, il 61% delle medie e soltanto il 34% delle piccole. Tra i principali elementi che condizionano la competitività italiana emerge innanzitutto il sistema energetico. Nel 2024 il 74% dell’energia disponibile nel Paese proveniva dall’estero, contro il 57% della media UE, esponendo maggiormente imprese e investitori alla volatilità dei mercati internazionali. Le imprese italiane pagano l'energia fino al 30% in più della media europea. La crescita delle rinnovabili potrebbe contribuire a ridurre questa vulnerabilità, ma gli iter autorizzativi restano lunghi e soprattutto poco prevedibili. In Italia serve un anno e mezzo in più che in Germania per un permesso fotovoltaico – e nel frattempo le regole cambiano 3 volte. A pesare sulle decisioni di investimento è anche la capacità delle istituzioni di trasformare le norme in risultati concreti. Un miglioramento dell’Institutional Delivery Index, allineandosi ai livelli della Danimarca, porterebbe ad un incremento di 0,92 punti percentuali della quota di investimenti high-tech. Per l’Italia, colmare il divario con la frontiera europea potrebbe valere fino a 27 miliardi di euro di investimenti aggiuntivi ogni anno, pari a circa 1,23 punti percentuali di PIL. Il potenziale è tuttavia frenato da una forte stratificazione normativa e da un’attuazione incompleta: l'Italia ha 160.000 leggi – circa 23 volte più leggi della Francia – e 1 legge su 5 approvata nelle ultime legislature è rimasta inattuata, ferma ad aspettare i decreti attuativi. Ad oggi ci sono circa 3 miliardi di euro di risorse pubbliche bloccate dalla burocrazia attuativa. La stessa esigenza di chiarezza e prevedibilità riguarda la regolazione delle tecnologie emergenti. Il 68% delle imprese europee dichiara di non comprendere pienamente i propri obblighi rispetto all’AI Act e le aziende che percepiscono una maggiore incertezza regolatoria prevedono investimenti in intelligenza artificiale inferiori del 28% nei dodici mesi successivi. In un settore caratterizzato da cicli di innovazione estremamente rapidi, regole poco chiare, sovrapposizioni tra livello europeo e nazionale o forme di gold plating rischiano quindi di rallentare l’adozione proprio mentre il mercato evolve. A queste criticità si aggiunge il nodo delle competenze. L'Italia ha il 40% di laureati in meno della media europea. Parallelamente, il 57,3% delle posizioni rivolte ai diplomati ITS risulta difficile da reperire e 3 aziende su 5 non trovano le competenze che cercano. Il divario non riguarda quindi soltanto la disponibilità di capitale o di infrastrutture, ma anche la capacità del sistema formativo di accompagnare la trasformazione tecnologica e rispondere ai fabbisogni delle imprese. “Fare l’imprenditore in Italia è come correre una maratona con uno zaino pieno di sassi”, evidenzia Alec Ross, “e con ogni nuova regolazione c’è un nuovo sasso nello zaino. Non significa che non servano regole. Significa che le regole devono essere chiare, coerenti, prevedibili e applicabili. Il problema, quindi, non è una mancanza di capacità. È che troppo spesso costringiamo imprese e investitori a spendere tempo ed energia per attraversare il sistema invece che per costruire, innovare e crescere. Dobbiamo cominciare a togliere sassi dallo zaino perché oggi la velocità con cui un Paese riesce a decidere e ad agire è parte della sua competitività.” Alla luce di queste evidenze, la ricerca propone un insieme coordinato di interventi. Sul fronte energetico, occorre ridurre drasticamente i tempi delle procedure autorizzative per le fonti rinnovabili, attraverso sportelli unici effettivi, termini perentori e meccanismi di silenzio-assenso qualificato, accompagnati da incentivi mirati allo sviluppo di nuova capacità sostenibile e competitiva. Per i grandi investimenti high-tech viene inoltre proposto un percorso autorizzativo unico, con un interlocutore governativo responsabile del coordinamento tra urbanistica, ambiente, energia, fiscalità e lavoro e con procedure uniformi sull’intero territorio nazionale.  “La semplificazione deve procedere insieme a una maggiore stabilità del quadro regolatorio, accelerando l’adozione dei decreti attuativi, riducendo la stratificazione delle norme e prevenendo forme di gold plating nazionale”, sintetizza Valerio De Molli, Managing Partner e Ceo di Teha Group. “Allo stesso tempo, è necessario rafforzare ITS Academy, percorsi Stem, reskilling e upskilling nelle competenze digitali avanzate, attraverso partnership strutturate tra sistema educativo, università e imprese. Per favorire una diffusione più ampia delle tecnologie, in particolare tra le PMI, la ricerca indica infine l’opportunità di introdurre incentivi mirati all’adozione di intelligenza artificiale e cloud e di rafforzare l’ecosistema delle startup, attraverso venture capital, trasferimento tecnologico e procedure più rapide per l’attrazione dei talenti internazionali.” Come ricorda Giorgio Busnelli, VP & Country Manager Amazon Italia, "dal 2010 abbiamo investito oltre 30 miliardi di euro in Italia e creato più di 19.000 posti di lavoro a tempo indeterminato. Oggi siamo l'impresa costituita negli ultimi 30 anni con il maggior numero di dipendenti nel Paese, tra i 20 maggiori datori di lavoro in Italia, e contribuiamo a sostenere complessivamente oltre 100.000 posti di lavoro lungo tutta la filiera. La nostra esperienza conferma ciò che questa ricerca dimostra: quando un Paese attrae investimenti ad alta intensità tecnologica, i benefici si propagano all'intero sistema economico — in termini di occupazione, innovazione e competitività. L'Italia ha tutte le carte per essere ancora più attrattiva. Semplificazione normativa, certezza regolatoria e investimenti in competenze sono le leve per rafforzare questo circolo virtuoso — a beneficio delle imprese, dei lavoratori e della crescita del Paese.” Giulia Gasparini, Country Manager di AWS Italia sottolinea che "in Italia abbiamo scelto di investire: oltre 3 miliardi di euro in infrastruttura cloud e decine di migliaia di persone formate sulle competenze digitali dal 2017, verso l'obiettivo di 200.000 studenti STEM entro fine 2026. Oggi il cloud mette la stessa potenza di calcolo e di intelligenza artificiale nelle mani di una startup come di una grande azienda, con un modello pay-per-use e senza barriere di ingresso. Il vero fattore abilitante è la prevedibilità: quando le regole sono stabili e i tempi certi, le imprese investono di più e innovano prima. È questo il passo che può trasformare il potenziale italiano in crescita reale." 
—economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Categorie
Adnkronos News

Eleonora Daniele ‘unstoppable’, 50 anni e mille progetti: “La tv urlata non funziona, il pubblico ha bisogno di ascolto”

(Adnkronos) – Quattordici edizioni di 'Storie Italiane', una nuova prima serata, un libro in arrivo e una curiosità che non sembra conoscere pause. A 50 anni appena compiuti, Eleonora Daniele guarda avanti con lo stesso entusiasmo con cui continua a raccontare le storie degli altri. Il suo segreto? Un motore interno che, racconta in un'intervista all'Adnkronos, "non si stoppa". E in una tv che spesso alza la voce, lei continua a scegliere l'ascolto, la riflessione e quella conduzione "per sottrazione" che è diventata la sua cifra. 
Il 7 settembre riaccendi i motori di "Storie Italiane": cosa dobbiamo aspettarci dalla nuova stagione?
 "Ritroveremo una squadra forte, fatta di persone appassionate che cercano di essere vicine alla gente e di lavorare sempre pensando al rispetto del pubblico. Il segno è quello della tradizione e della continuità: "Storie Italiane" è alla sua quattordicesima edizione e sarà un vero onore continuare a stare accanto al pubblico, raccontando le storie, anche quelle della gente, con grande ascolto. E non parlo di share, ma dell'ascolto che serve agli altri, alle testimonianze che hanno bisogno anche del servizio pubblico come cassa di risonanza per essere messe in evidenza. A volte storie che non riescono a trovare ascolto lo trovano attraverso la tv." 
Quattordici edizioni e una trasmissione quotidiana: qual è il tuo antidoto alla "routine da programma"?
 "È un programma mobile, on the road, che si è sempre modernizzato di anno in anno. Questo significa portare sempre linfa nuova, idee nuove, creatività. Al di là della cronaca, che trattiamo sempre, penso ci sia una struttura narrativa che permette al programma di rinnovarsi di anno in anno." 
Il pubblico del mattino è un po' come un pendolare: sale, scende, torna. Come fai a convincerlo a restare?
 "L'indice di permanenza è un dato importante nella curva degli ascolti. Io penso che l'attenzione porti identificazione. L'attenzione si pone attraverso una costruzione del programma, non c'è solo fatto e commento: c'è un pensiero, un'adeguata ricostruzione, un lavoro artigianale e credo che il pubblico lo riconosca, lo valuti e lo apprezzi." 
Cronaca, inchieste, diritti, servizio: qual è il menù della nuova stagione?
 "Ci sarà tutto, sia la cronaca che l'inchiesta. Faremo delle nostre inchieste, ci sono argomenti che vogliamo riprendere dagli anni passati ma anche molto di disabilità, di diritti negati, problematiche legate al territorio, di cittadini che non riescono ad affrontare una burocrazia troppo pesante. Il baricentro però è sempre l'emozione e la visione." 
In una tv dove spesso vince chi urla più forte, tu continui a scegliere la misura. Non è una scelta un po' controcorrente?
 "Non credo che la tv urlata oggi funzioni così tanto: credo che il pubblico abbia bisogno di ascolto, di riflessione, di approfondimento. Ho notato che quando ci sono dibattiti troppo accesi e uno parla sopra l'altro a casa si rischia che non si capisca nulla. Oggi sempre più si ha bisogno di confronti e non di scontri." 
E poi c'è la prima serata: il 10 settembre arriva su Rai 3 "Le cose che non sai". È il momento di cambiare registro?
 "Le cose che non sai" è un programma sotto Rai Cultura, di intrattenimento ma anche di informazione legata alla grande storia italiana. Ha una matrice profonda sia culturale che storica, dove i personaggi ripercorrono la storia della loro famiglia e, con essa, si ripercorre anche la grande storia italiana. È un programma sicuramente originale ma che ha anche una sua forza di introspezione, intimistica, nella quale i sentimenti vanno indietro nel tempo." 
Sei tu a raccontare le storie degli altri: ma c'è una "cosa che non sai" della tua famiglia che vorresti scoprire?
 "Se c'è una cosa che mi piacerebbe sapere, ad esempio, è l'origine della famiglia di mio nonno materno. Mi raccontavano che il mio bisnonno fosse un trovatello. Mi piacerebbe riavvolgere il nastro della memoria e sapere quali sono le origini della mia famiglia. Io lascio molto parlare le emozioni, tendo ad avere una conduzione per sottrazione. Oggi secondo me c'è bisogno di questo: sono spesso personaggi abituati a raccontarsi in pubblico, lasciarli in un prato libero alla fine fa uscire cose che non sapevamo. Ma qui sono io che racconto a loro cose che non sapevano di loro stessi. Persone amiche che ho intervistato spesso davanti a questo hanno reagito in silenzio, è una cosa forte." 
Mattina, prima serata, social, libri: ma tu, esattamente, quando stacchi?
 "Io lavorerei 24 ore su 24, non dormo molto. La notte studio, sono molto curiosa, studierei e leggerei tutto. Lavoro anche molto sui social, dove spesso abbiamo per prime le notizie. Il mio essere stakanovista non mi pesa, mi piace. Sono in procinto di scrivere un nuovo libro sulle donne di oggi. Non mi fermo mai, è un motore interno che non si stoppa. Lavorare mi dà vita e gioia, mi realizza." 
Dopo 23 anni nella stessa azienda, possiamo dire che sei una donna fedele al posto di lavoro?
 "Io sono un'aziendalista di natura, mi innamoro del posto dove lavoro. Ho sempre pensato a portare le mie "Storie Italiane" ogni giorno con grande passione e affetto, anche per la squadra che ci lavora dentro da tanti anni e che lavora con me." 
Hai appena compiuto 50 anni: più che un giro di boa, sembra un nuovo inizio. Che bilancio fai?
 "Un bilancio positivo sicuramente. Con grande ottimismo guardo alla prossima metà."  
—spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Categorie
Adnkronos News

Onu, Meloni non sarà ad Assemblea generale a New York: al suo posto Tajani

(Adnkronos) – La presidente del Consiglio Giorgia Meloni non sarà alla prossima riunione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York, salvo ripensamenti dell’ultimo minuto. L’Italia sarà comunque presente, su delega della premier, con il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri, Antonio Tajani. Lo apprende l'Adnkronos da fonti di governo. La scelta – spiegano fonti di Palazzo Chigi interpellate – si inserisce in un orientamento già esplicitato pubblicamente da Meloni, che lo scorso 8 luglio, al termine del vertice Nato, spiegò la decisione di delegare al ministro degli Esteri Tajani la partecipazione a successivi appuntamenti internazionali con queste parole: “Non per disimpegno, ma perché arrivo da diversi vertici internazionali e ho l’obbligo di occuparmi di diversi dossier anche in Italia”. Una scelta, dunque, che “non ha bisogno di essere giustificata né difesa”, spiegano da Palazzo Chigi, richiamando precedenti o assenze di altri leader internazionali. “Negli anni scorsi, infatti, si sono registrate le assenze del primo ministro britannico Starmer, del cancelliere tedesco Merz e del primo ministro del Canada Mark Carney”, concludono le stesse fonti. 
—politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)