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Di Battista, il ‘Dibba’ duro e puro: dal grillismo al Parlamento in opposizione permanente

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Alessandro Di Battista, 48 anni, è stato uno dei volti più riconoscibili, combattivi e divisivi della prima stagione del Movimento 5 Stelle. Il "Dibba", come lo chiamano sostenitori e avversari, appartiene alla generazione cresciuta nei meetup e nelle piazze di Beppe Grillo, quella che aveva fatto dell’"uno vale uno", della democrazia diretta e della contrapposizione ai partiti tradizionali i pilastri di una nuova idea della politica. Un interprete autentico dell’anima movimentista e radicale del M5s, capace di trasformare la militanza in una forma di comunicazione politica immediata, diretta, spesso aspra. 
Deputato alla Camera dal 2013 al 2018, componente del direttorio voluto da Grillo, protagonista delle campagne elettorali pentastellate e tra i principali portavoce del Movimento nei suoi anni di maggiore espansione, Di Battista ha costruito la propria identità politica attorno a una parola chiave: opposizione. Anche quando il M5s è arrivato al governo, prima con la Lega e poi con il Partito democratico, ha continuato a rivendicare la necessità di mantenere un’identità autonoma e alternativa rispetto ai partiti tradizionali, tanto di centrodestra quanto di centrosinistra. Una posizione che lo ha progressivamente portato ai margini della nuova stagione istituzionale del Movimento e, infine, alla rottura. Nel 2021, dopo la decisione dei Cinquestelle di sostenere il governo guidato da Mario Draghi, Di Battista ha lasciato il M5s dopo oltre undici anni di militanza e attivismo. Ma il suo non è mai stato un vero ritiro dalla politica. Uscito dal Parlamento, ha semplicemente cambiato terreno: alla politica istituzionale ha sostituito i reportage, i libri, i podcast, la televisione, il teatro e le campagne dal basso, continuando a intervenire sui grandi temi della politica italiana e internazionale. La sua parabola è così diventata quella di un politico rimasto tale anche senza un partito e senza un seggio parlamentare: dal ragazzo dei meetup al deputato, dal tribuno delle piazze al reporter, fino all’autore e protagonista di spettacoli teatrali. Un percorso nel quale il filo conduttore è rimasto quello degli esordi: la ricerca del conflitto, il rifiuto del compromesso percepito come resa e la convinzione che la politica debba conservare una dimensione di rottura. Nato a Roma il 4 agosto 1978, Di Battista cresce in una famiglia nella quale la politica non è estranea. Il padre Vittorio, imprenditore, era stato consigliere comunale nelle file del Movimento Sociale Italiano. Alessandro sceglie però un'altra strada politica. Dopo la maturità scientifica al liceo Farnesina di Roma, si iscrive a Discipline delle Arti, della Musica e dello Spettacolo (Dams) all'Università Roma Tre, dove si laurea con lode nel 2004. Quattro anni dopo consegue un master in tutela internazionale dei diritti umani alla Sapienza. Prima ancora di diventare parlamentare, Di Battista sperimenta quella dimensione internazionale che sarebbe poi diventata uno dei tratti distintivi del suo personaggio. Lavora come cooperante, trascorre periodi in Guatemala, si occupa di educazione, microcredito e progetti produttivi e collabora con realtà impegnate nella cooperazione e nella tutela dei diritti umani. Il Sud e il Centro America diventano per lui non soltanto luoghi di viaggio ma una vera lente attraverso la quale leggere il mondo. Nel 2010 attraversa diversi Paesi dell'America Latina. E' in questa fase che prende forma il Di Battista reporter: quello che cerca storie lontano dai palazzi, osserva conflitti sociali, povertà, disuguaglianze e rapporti tra potere politico ed economico. Un'attitudine destinata a diventare parte integrante anche della sua successiva comunicazione politica. 
La svolta arriva con l'avvicinamento al movimento fondato da Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio. Di Battista aderisce al Movimento 5 Stelle e diventa uno dei suoi esponenti più attivi nel Lazio. Il passaggio dal mondo della cooperazione e dei reportage alla politica non cancella il suo profilo precedente. Al contrario, lo alimenta. Di Battista porta nel nascente M5s un linguaggio militante, una certa idea della politica internazionale e una forte propensione alla denuncia. Nel 2011 comincia a collaborare con il blog di Beppe Grillo, pubblicando reportage. L'anno successivo è Gianroberto Casaleggio a commissionargli un lavoro sul fenomeno dei sicari in America Latina. Da quella esperienza nasce "Sicari a cinque euro", pubblicato inizialmente in formato elettronico. Il futuro deputato non è ancora il "Dibba" televisivo che milioni di italiani avrebbero conosciuto qualche anno più tardi. Ma i tratti essenziali del personaggio sono già presenti: viaggio, denuncia, diffidenza verso i poteri costituiti, linguaggio diretto e convinzione che la politica debba confrontarsi con realtà spesso ignorate dall'informazione tradizionale. 
Alle 'parlamentarie' del Movimento 5 Stelle del dicembre 2012 ottiene 313 preferenze. Alle elezioni politiche del 2013 viene candidato alla Camera nel Lazio ed eletto. L'ingresso a Montecitorio coincide con l'esplosione elettorale del Movimento, che alle politiche diventa il primo partito per voti alla Camera. Di Battista entra così nella XVII legislatura insieme a una pattuglia di parlamentari che rappresentano, agli occhi dell'opinione pubblica, la rottura più radicale con la politica tradizionale. E' componente della Commissione Esteri e, dal maggio 2013 al luglio 2015, ne diventa vicepresidente. Ma è soprattutto fuori dalle commissioni parlamentari che costruisce il proprio ruolo politico. Con interventi in aula, comizi, interviste e video sui social, diventa rapidamente uno dei principali comunicatori del Movimento. Il suo stile è riconoscibile: tono acceso, frasi brevi, contrapposizioni nette, attacchi ai partiti tradizionali e una costante rivendicazione dell'autonomia del M5s rispetto tanto al centrodestra quanto al centrosinistra. All'interno del Movimento Di Battista viene presto identificato con l'ala movimentista, radicale e maggiormente legata alla fase originaria del grillismo. Se Luigi Di Maio appare progressivamente come il dirigente istituzionale capace di trasformare il consenso del Movimento in una macchina elettorale, Di Battista incarna più a lungo il lato barricadero della formazione. E' il militante diventato parlamentare che continua a parlare come se fosse in piazza. Nel novembre 2014 Beppe Grillo propone agli iscritti la creazione di un direttorio a cinque. Tra i nomi indicati c'è quello di Di Battista, insieme a Luigi Di Maio, Roberto Fico, Carla Ruocco e Carlo Sibilia. La proposta viene approvata online con un'ampia maggioranza. E' il momento nel quale Di Battista raggiunge probabilmente il punto più alto della sua popolarità interna al Movimento. Il suo volto è associato all'opposizione dura, alla contestazione delle vecchie forze politiche, alla battaglia contro la riforma costituzionale dell'allora presidente del Consiglio Matteo Renzi e alla difesa dell'identità originaria del M5s. Nel 2016 percorre l'Italia in scooter con il tour "Costituzione coast to coast", sostenendo il No al referendum sulla riforma Renzi. E' una delle immagini più rappresentative della sua stagione politica: il parlamentare che abbandona per settimane la dimensione istituzionale e torna sulla strada, nelle piazze, a contatto diretto con il proprio elettorato. 
Nel novembre 2017 arriva una decisione destinata a distinguere ulteriormente Di Battista dal resto della classe dirigente pentastellata: annuncia che non si ricandiderà alle elezioni politiche del 2018. La scelta non equivale, nelle sue intenzioni, a un addio alla politica. Al contrario, Di Battista promette di sostenere il Movimento nella campagna elettorale e definisce il M5S una sorta di "seconda pelle". Alla fine del mandato rinuncia al tfr parlamentare e rivendica la scelta di essersi dimezzato lo stipendio. Nel 2018 accompagna la campagna elettorale del Movimento, che alle elezioni del 4 marzo ottiene oltre il 32% dei voti. Ma mentre il M5s si prepara a diventare forza di governo, Di Battista sceglie una posizione esterna al Parlamento. E' una decisione che contribuisce a costruire il mito del personaggio: l'uomo che avrebbe potuto continuare la carriera istituzionale ma decide di non farlo. La trasformazione del M5s in forza di governo mette progressivamente Di Battista in una posizione più difficile. Durante il governo Conte I critica duramente la Lega e Matteo Salvini. Nel governo Conte II, invece, le sue critiche si spostano soprattutto verso il Partito democratico e Matteo Renzi. La sua posizione rimane quella di un Movimento autonomo, alternativo tanto al centrodestra quanto al centrosinistra. Di Battista guarda con sospetto alla progressiva istituzionalizzazione del M5s e difende il ruolo di Davide Casaleggio e della piattaforma Rousseau. Anche sul doppio mandato mantiene una posizione rigida. Il punto di rottura definitivo arriva nel febbraio 2021, quando il Movimento decide di sostenere il governo guidato da Mario Draghi. Di Battista si schiera contro quella scelta. Dopo il voto favorevole degli iscritti, annuncia l'uscita dal Movimento. Dopo oltre undici anni di militanza e attivismo, il "duro e puro" del grillismo originario rompe con il partito che aveva contribuito a rendere popolare. La fuoriuscita non significa per Di Battista il ritiro dalla politica. E' piuttosto una sua trasformazione. Comincia una stagione di viaggi, reportage e interventi pubblici. Collabora con "Il Fatto Quotidiano" e realizza servizi e documentari da diversi Paesi: dagli Stati Uniti al Messico, dall'Iran alla Bolivia, dalla Russia al Sud America. La figura del parlamentare lascia spazio a quella del reporter militante. Di Battista torna a fare ciò che aveva fatto prima dell'ingresso in Parlamento: viaggiare, incontrare persone, raccontare conflitti e mettere in discussione le versioni ufficiali degli avvenimenti. E' una scelta coerente con la sua idea di politica, ma anche una trasformazione del suo ruolo pubblico. Non avendo più una tribuna parlamentare, costruisce una propria tribuna mediatica. Dal 2022 diventa opinionista di "Dimartedì" su La7. Continua inoltre a scrivere e a produrre contenuti attraverso varie testate e piattaforme. La produzione editoriale diventa uno degli strumenti fondamentali della sua seconda vita politica. Dopo "Sicari a cinque euro" arrivano i libri "A testa in su", "Meglio liberi", "Politicamente scorretto", "Contro!", "Ostinati e contrari", "Scomode verità. Dalla guerra in Ucraina al massacro di Gaza" e "Democrazia deviata.Perché non ha più senso parlare di governo del popolo". I titoli raccontano già molto della traiettoria: libertà, opposizione, anticonformismo, critica del sistema, contestazione delle narrazioni dominanti. Con "Ostinati e contrari. Voci contro il sistema" amplia il proprio ruolo di intervistatore e interlocutore, confrontandosi con figure provenienti da mondi differenti. Poi arriva il teatro. Tra il 2023 e il 2024 porta sui palcoscenici "Assange. Colpirne uno per educarne cento", dedicato alla vicenda di Julian Assange. Successivamente arriva "Scomode verità. Dalla guerra in Ucraina al massacro di Gaza". E' il passaggio forse più significativo nella metamorfosi di Di Battista: dal comizio alla conferenza, dal Parlamento al palcoscenico, dal post sul blog allo spettacolo teatrale. Nel 2023 nasce "Schierarsi", associazione della quale Di Battista diventa vicepresidente. E' un ritorno alla dimensione organizzativa, ma senza tornare nel perimetro del Movimento 5 Stelle. L'associazione si impegna in campagne e raccolte firme su temi come la sanità pubblica, l'invio di armi all'Ucraina e il riconoscimento dello Stato di Palestina. Il progetto rappresenta una sorta di compromesso tra le due anime di Di Battista: quella politica e quella movimentista. Non più deputato, non più dirigente di partito, ma ancora protagonista della politica. Una politica costruita attraverso campagne, piazze, social, libri, viaggi e iniziative territoriali. Nel 2026 la prospettiva torna addirittura a essere elettorale. Secondo ricostruzioni giornalistiche, Di Battista starebbe valutando la possibilità di trasformare "Schierarsi" in un soggetto politico e di misurarsi nuovamente con le elezioni. Il suo ultimo libro è "La Russia non è il mio nemico" (2025), pubblicato da PaperFirst, come quasi tutti i suoi titoli.  
Accanto alla politica esiste una dimensione familiare che Di Battista ha cercato di mantenere più separata dalla propria esposizione pubblica. E' padre di due figli, Andrea e Filippo, nati rispettivamente nel 2017 e nel 2020, avuti dalla compagna Sahra Lahouasnia. Anche questa dimensione ha accompagnato alcune delle sue riflessioni pubbliche. Nel libro "Meglio liberi", scritto come una sorta di lettera al primo figlio, emerge l'idea di trasmettere alle nuove generazioni il valore del coraggio, dell'autonomia e della capacità di mettere in discussione ciò che appare acquisito. (di Paolo Martini)  
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Napoli, 75enne trovata carbonizzata in casa: fermata la figlia

(Adnkronos) – La Procura di Torre Annunziata ha sottoposto a fermo, con l'accusa di omicidio volontario della madre, la figlia della 75enne trovata ieri senza vita, carbonizzata, nella sua abitazione a Gragnano, nel napoletano. Dalle prime indagini dei carabinieri, si legge nella nota del Procuratore della Repubblica di Torre Annunziata Nunzio Fragliasso, è emerso che la figlia, verosimilmente affetta da problemi psichici da accertare, abbia cercato di dare fuoco alla casa della vittima dopo aver tagliato il tubo del gas, dando così vita a un principio di incendio che avrebbe provocato la morte della madre. A carico dell'indagata si procede anche per tentato incendio. Il fermo è stato disposto all'esito dell'interrogatorio avvenuto nella notte. La salma è stata messa a disposizione dell'autorità giudiziaria ed è stato disposto il sequestro dell'abitazione.  
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Champions league, il calendario: tutte le partite di Inter, Napoli, Roma e Como

(Adnkronos) – Ufficiale il calendario della Champions League 2026-27, con le date di tutte le partite della 'League Phase'. Oggi, sabato 29 agosto, le 36 squadre partecipanti alla massima competizione europea hanno conosciuto il loro destino. Tra queste le italiane Inter, Napoli, Roma e Como. Esordio da brividi per i nerazzurri di Chivu, che martedì 8 settembre voleranno al Bernabeu contro il Real Madrid del grande ex José Mourinho. La squadra di Allegri inizierà contro l'Arsenal, mentre i giallorossi se la vedranno con i turchi del Fenerbahce. Per Fabregas, debutto al Sinigaglia contro il Lipsia.  Ecco il calendario dell'Inter in Champions League: 
Real Madrid-Inter, martedì 8 settembre ore 21
 Inter-Bruges, martedì 13 ottobre ore 21 Inter-Shakhtar, mercoledì 21 ottobre ore 21 Feyenoord-Inter, martedì 3 novembre ore 21 Inter-Stoccarda, mercoledì 25 novembre ore 21 
Dortmund-Inter, mercoledì 9 dicembre ore 21
 
Inter-Liverpool, martedì 19 gennaio ore 21
 Slovan-Inter, mercoledì 27 gennaio ore 21  Ecco le date di tutte le partite del Napoli in Champions:  
Napoli-Arsenal, mercoledì 9 settembre ore 21
 Villarreal-Napoli, martedì 13 ottobre ore 21 Napoli-Bodo Glimt, martedì 20 ottobre ore 21 Porto-Napoli, mercoledì 4 novembre ore 21 
Manchester City-Napoli, martedì 24 novembre ore 21
 Napoli-Bruges, martedì 8 dicembre ore 21 Sabah-Napoli, mercoledì 20 gennaio ore 18.45 Napoli-Viking, mercoledì 27 gennaio ore 21 Ecco invece il calendario della Roma:  Fenerbahce-Roma, giovedì 10 settembre ore 18.45 
Roma-Real Madrid, mercoledì 14 ottobre ore 21
 Roma-Slovan, martedì 20 ottobre ore 21 
Manchester United-Roma, martedì 3 novembre ore 21
 
Psg-Roma, mercoledì 25 novembre ore 21
 Roma-Sporting, martedì 8 dicembre ore 21 Aek Atene-Roma, martedì 19 gennaio ore 21 Roma-Lilla, mercoledì 27 gennaio ore 21 Ecco il calendario del Como, al suo esordio in Champions: Como-Lipsia, giovedì 10 settembre ore 21 Feyenoord-Como, mercoledì 14 ottobre ore 18.45 
Como-Manchester United, mercoledì 21 ottobre ore 18.45
 Lens-Como, mercoledì 4 novembre ore 21 Como-Aek Atene, martedì 24 novembre ore 21 Betis-Como, mercoledì 9 dicembre ore 18.45 
Como-Psg, mercoledì 20 gennaio ore 21
 
Barcellona-Como, mercoledì 27 gennaio ore 21
 
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Samurai Jay, problemi tecnici durante il concerto: “È stonato pure con l’autotune”

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Imprevisto per Samurai Jay durante un concerto a Montesilvano. Il cantante si è esibito lo scorso giovedì 27 agosto, ma poco dopo l'inizio della performance ha avuto alcuni problemi tecnici con il microfono, che sembrava non essere collegato all'autotune.  Per alcuni secondi l'artista ha continuato a cantare senza l'aiuto degli effetti sulla voce. Poi, appena si è accorto del problema, ha sostituito il microfono e proseguito l'esibizione. Il momento è stato immortalato in un video successivamente condiviso sui social, che ha scatenato numerosi commenti negativi.  "No autotune, no party", "Ma è uno preso dalla strada che sta giocando al karaoke?", "È stonato pure con l'autotune", "Come fa ad andare avanti gente così veramente non lo so, quando ci sono ragazzi bravissimi che studiano canto per anni con dedizione e sacrificio", questi alcuni dei commenti che si leggono sotto al video condiviso da un utente su Facebook.   Non sono mancate però le reazioni di chi ha apprezzato il comportamento di Samurai Jay, cioè di continuare comunque a cantare nonostante il problema tecnico: "Mi ha quasi fatto tenerezza. Lui sa benissimo di aver bisogno dell'autotune e si è accorto che il suo microfono non funzionava… ne ha cercato un altro… e trovato si è accorto che quello funzionava benissimo…ma senza aiuti. Non si è fermato… ha cantato… ci ha provato… ha continuato… nonostante la consapevolezza", ha scritto un utente.  
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Nuovo Codice della strada, c’è deroga divieto motore acceso in sosta per soggetti fragili

(Adnkronos) – Il nuovo Codice della strada prevede una specifica deroga al divieto di mantenere acceso il motore durante la sosta, a tutela dei soggetti fragili. La disposizione è già contenuta nel testo attualmente sottoposto alla consultazione degli operatori e delle associazioni di settore. Lo specifica il Mit in una nota.  In particolare, su specifica richiesta del ministro Salvini, il nuovo articolo 2.II.11 (numerazione provvisoria) modifica il vigente articolo 157 del Codice, consentendo di lasciare in sosta il veicolo con il motore termico acceso e con l'impianto di condizionamento d'aria in funzione, qualora a bordo siano presenti bambini, donne in stato di gravidanza, anziani o altri soggetti fragili. La nozione di 'soggetti fragili' ricomprende tutte le persone, incluse quelle con disabilità, che per specifiche condizioni sanitarie o psico-fisiche necessitano di idonee condizioni di salute e di sicurezza anche durante la permanenza del veicolo in sosta. 
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‘Temptation Island e poi…’, arriva la puntata speciale su Canale 5: le anticipazioni

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Temptation Island torna prossimamente su Canale 5 con una nuova puntata speciale dal titolo 'e poi… e poi…'. Nelle ultime ore, sulla pagina Instagram ufficiale del docu-reality condotto da Filippo Bisciglia, è stato condiviso il video promo che anticipa alcuni dei momenti del nuovo appuntamento, dedicato alle coppie protagoniste dell'ultima edizione di Temptation Island.    Tra questi, nel filmato si sente Bernadette pronunciare "hai cambiato idea?". Non è chiaro però a cosa si riferisca, e se la domanda sia legata alla proposta di matrimonio di Diamante. Spazio poi a Sara, impegnata in un confronto, presumibilmente con l'ex fidanzato Gabriele. Tra le anticipazioni, c'è anche Giovanni, pronto a vedere un filmato.  La puntata speciale, insomma, promette grandi sorprese e nuovi colpi di scena, ma per scoprirli bisognerà attendere l'annuncio della data della messa in onda su Canale 5.  
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Alessandro Di Battista ricoverato a Cuba, l’ex deputato M5S “è in gravi condizioni”

(Adnkronos) – Alessandro Di Battista è stato ricoverato nella serata di ieri, venerdì 28 agosto, in un ospedale di Cuba. Secondo quanto riporta il Corriere della Sera on line, l'ex deputato del Movimento Cinque Stelle sarebbe "giunto in ospedale a Cuba in gravi condizioni".  
"Grande apprensione" è stata espressa in una nota dal M5S: "La comunità 5 stelle ha appreso la notizia del ricovero di Alessandro Di Battista a Cuba con grande apprensione. Confida di ricevere ragguagli e aggiornamenti positivi, stringendosi ai suoi familiari in questo momento di profonda preoccupazione".  
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‘Malattia della pioggia’ aumenta in Europa. Pregliasco: “Contagio sta cambiando ma no allarme”

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Si chiama dermatofilosi ma il suo soprannome è 'malattia della pioggia'. E' già finita sotto i riflettori per via dei casi in aumento in Europa, con "focolai registrati da dicembre 2025" in diversi Paesi: "Francia, Germania, Spagna, Svezia, Norvegia", ricordava l'Ecdc (Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie), in un report del 17 giugno, in cui segnalava l'evoluzione osservata per questa infezione cutanea causata dal batterio Dermatophilus congolensis, un batterio che colpisce principalmente i bovini, ma anche altri animali domestici e selvatici e che finora aveva provocato solo sporadicamente infezioni umane.  Proprio per questo motivo l'agenzia Ue ha acceso un faro, ipotizzando "un possibile cambiamento nelle dinamiche di trasmissione, con la trasmissione da uomo a uomo tramite stretto contatto fisico come via più probabile, sebbene non si possa escludere la trasmissione indiretta tramite superfici e oggetti contaminati". Negli ultimi mesi, poi, l'elenco dei Paesi era già cresciuto e l'Ecdc nell'ultimo documento diffuso il 21 agosto conferma che i casi si stanno osservando "prevalentemente, ma non esclusivamente, tra uomini gay, bisessuali e altri uomini che hanno rapporti sessuali con uomini, spesso segnalando la recente frequentazione di luoghi in cui si pratica sesso all'interno di locali, comprese le saune". Bilancio aggiornato al 20 agosto 2026: 123 casi di infezione da D. congolensis in 10 Paesi europei, cioè Austria, Danimarca, Francia, Germania, Paesi Bassi, Norvegia, Spagna, Svezia, Svizzera e Regno Unito.  E proprio il singolo caso registrato in Gb pochi giorni fa si è guadagnato le pagine di 'Bmj': "Nel Regno Unito – rileva la rivista scientifica – è stata rilevata per la prima volta l'infezione cutanea a trasmissione sessuale, in un contesto di aumento dei casi in Europa". L'Agenzia britannica per la sicurezza sanitaria (Ukhsa) ha dichiarato a Bmj che il caso è stato identificato in Scozia ed è collegato alla frequentazione di un locale adibito ad attività sessuali. "Il batterio Dermatophilus congolensis è un microrganismo conosciuto da molto tempo soprattutto in medicina veterinaria, perché colpisce bovini, cavalli, pecore e altri animali. Nell'uomo, invece, le infezioni sono sempre state considerate piuttosto rare – osserva il virologo Fabrizio Pregliasco in una nota – La novità che sta attirando l'attenzione riguarda i casi comparsi recentemente in diversi Paesi europei. Tradizionalmente l'infezione umana era associata soprattutto al contatto diretto con animali infetti o con materiale contaminato. Nei casi più recenti, invece, è emersa la possibilità di una trasmissione da persona a persona attraverso un contatto molto stretto pelle contro pelle, compreso quello che può avvenire durante i rapporti sessuali. Sono stati descritti casi anche tra persone che praticano sport di contatto", come le arti marziali nel caso della Norvegia, "e numerose infezioni sono state associate alla frequentazione di saune o ambienti caldo-umidi. È importante, però, non trasformare un fenomeno epidemiologicamente interessante in un nuovo allarme sanitario. Per la popolazione generale il rischio viene attualmente considerato molto basso. L’attenzione delle autorità sanitarie deriva soprattutto dal fatto che sembra essere cambiata almeno in parte l’epidemiologia di un batterio che fino a poco tempo fa interessava quasi esclusivamente il mondo veterinario". Il nome 'malattia della pioggia', spiega il direttore della Scuola di specializzazione in Igiene e Medicina preventiva dell'Università degli Studi di Milano, "è in realtà una definizione giornalistica derivata dall'inglese 'rain rot' o 'rain scald', espressioni utilizzate soprattutto per la malattia negli animali. Non significa che ci si ammali prendendo la pioggia. Il riferimento nasce dal fatto che l'umidità persistente e la pioggia favoriscono la macerazione della pelle e l’attività del batterio: l’acqua facilita il rilascio delle forme infettanti presenti nelle croste cutanee e una cute umida o con piccole abrasioni rappresenta una barriera meno efficace".  "Nell'uomo la dermatofilosi provoca prevalentemente lesioni cutanee: possono comparire papule, pustole, piccole croste, desquamazioni e talvolta prurito. Nei casi europei recenti le lesioni sono state osservate in diverse parti del corpo, comprese regione genitale e inguinale, cosce, tronco e volto – illustra Pregliasco – Il problema diagnostico è che queste manifestazioni possono assomigliare a quelle provocate da altre infezioni dermatologiche o sessualmente trasmesse. La buona notizia è che, sulla base dei dati disponibili, la malattia nell’uomo è generalmente lieve. I casi osservati hanno risposto bene alla terapia antibiotica, locale o sistemica, e finora nei focolai europei non sono emerse complicanze gravi tali da far pensare a una patologia particolarmente pericolosa per la popolazione".  Chi è maggiormente a rischio? "Innanzitutto – dice il virologo – le persone che hanno contatti professionali frequenti con animali, quindi allevatori, veterinari e addetti agli allevamenti. Nell’attuale situazione europea meritano attenzione anche coloro che hanno contatti cutanei molto ravvicinati con numerose persone, soprattutto in ambienti caldo-umidi e condivisi. Una maggiore prudenza è inoltre ragionevole per chi presenta abrasioni o altre alterazioni della barriera cutanea". La prevenzione "è piuttosto semplice: evitare il contatto diretto con lesioni sospette, non condividere asciugamani, indumenti e biancheria con una persona infetta, curare l’igiene personale e proteggere eventuali ferite o abrasioni. In presenza di lesioni cutanee insolite dopo un’esposizione potenzialmente a rischio è opportuno rivolgersi al medico e, se necessario, effettuare un esame microbiologico".  "Il messaggio, quindi, deve essere equilibrato: non siamo di fronte a una nuova emergenza infettiva, ma a un fenomeno insolito che merita sorveglianza. Il dato scientificamente interessante è la possibile evoluzione delle modalità di trasmissione di Dermatophilus congolensis, che sembra essersi affacciato anche a contesti di trasmissione interumana nei quali in passato non veniva abitualmente ricercato. La situazione europea descritta oggi comprende casi in diversi Paesi, mentre l’Italia al momento non risulta tra quelli che hanno segnalato casi nell’ambito di questo evento; il rischio per la popolazione generale viene indicato come molto basso", conclude Pregliasco. 
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Ballando, Luca Urso torna come maestro: il video-annuncio con Alessandra Tripoli

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Luca Urso torna come maestro a Ballando con le stelle. L'annuncio è arrivato oggi, sabato 29 agosto, con un video condiviso sulla pagina ufficiale del programma di Milly Carlucci. Nel filmato il ballerino conferma di essere tra i maestri della nuova edizione, in partenza su Rai 1 dal 3 ottobre.  In sottofondo si sente la voce di Alessandra Tripoli, moglie di Urso e suo collega da diversi anni. La ballerina, che lo scorso anno ha gareggiato come partner di ballo di Filippo Magnini, quest'anno non sarà tra i protagonisti di Ballando: è infatti in dolce attesa del loro secondogenito. I due, sposati da 10 anni, sono già genitori di Liam, che presto diventerà fratello maggiore.   Il nome di Luca Urso si aggiunge agli altri maestri già annunciati. Tra i professionisti ci sono Giada Lini, Anastasia Kuzmina, Erika Martinelli, Giovanni Pernice e Nikita Perotti. Tra le new entry di questa edizione ci sono Gioia Giovanatti, Leonardo Lini e Rebecca Gabrielli.  
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Ucraina, raid russo contro magazzino vicino a Kiev fa strage: almeno 27 morti

(Adnkronos) – La Russia continua i raid sull'Ucraina. Almeno 27 persone sono morte nell'attacco di un raid russo ieri sera contro un magazzino vicino a Kiev. Le esplosioni hanno provocato un vasto incendio. Il bilancio delle vittime potrebbe non essere definitivo, ha spiegato il responsabile dell'amministrazione militare regionale, Timour Tkatchenko.  "Ci sono regolamenti in vigore, le munizioni non possono essere vicino alle case o ad altre aree residenziali", ha scritto in un post su X il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, confermando come da ieri sera vadano avanti le operazioni nella località di Myla, vicino a Kiev, per le conseguenze di "un attacco russo con droni". "E' stato colpito un magazzino, c'è stata un'esplosione. Purtroppo, le infrastrutture circostanti hanno subito danni significativi, sono stati danneggiati edifici residenziali, una struttura per anziani e persone con disabilità", ha aggiunto il presidente, confermando il bilancio che parla di "27 persone uccise" e di "decine" di feriti. Una delle vittime, ha spiegato Zelensky, "era il capo della comunità di Dmytrivka, Taras Didych" e "stava soccorrendo le persone" colpite dall'attacco. Il presidente ha precisato di avere aggiornamenti dal primo ministro Sergii Koretskyi e dal ministro degli Interni Ivan Vyhivskyi. "Coloro che hanno permesso che questo accadesse devono essere ritenuti responsabili per le loro decisioni", ha aggiunto, annunciando indagini di "Polizia Nazionale e Servizio di Sicurezza" e "l'apertura di procedimenti penali per accuse di negligenza". "Saranno certamente tratte le conclusioni", ha sottolineato. Nel post Zelensky ha segnalato anche attacchi in altre regioni, Odessa, Dnipro, Kiev, Zaporizhzhia, Sumy, Kherson, Kharkiv, Mykolaiv, Donetsk e Chernihiv. "L'Ucraina – ha concluso – non può essere lasciata sola nel trovare soluzioni per difendersi da tali attacchi". 
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