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Deas, hacker italiani a difesa del patrimonio artistico

(Adnkronos) – Un museo oggi è anche una rete. Dietro le sale, le opere e gli spazi aperti al pubblico esiste un'infrastruttura fatta di sistemi di videosorveglianza Ip, controllo degli accessi, archivi digitali, sensori ambientali, dispositivi connessi e piattaforme per la gestione delle collezioni. La trasformazione digitale ha cambiato profondamente il modo in cui il patrimonio culturale viene conservato, studiato e reso accessibile. Ha anche introdotto nuove superfici di rischio, proprio mentre sta cambiando la criminalità che prende di mira musei, collezioni e opere d'arte. È su questo terreno che Deas vuole portare una visione maturata negli anni nel mondo della cybersecurity italiana: valorizzare la cultura hacker e mettere le sue migliori competenze al servizio degli asset strategici del Paese. Una cultura hacker lontana dagli stereotipi. Per Stefania Ranzato significa prima di tutto talento, creatività, capacità di leggere un sistema fuori dagli schemi, trovare ciò che gli altri non vedono e immaginare soluzioni impreviste. Una componente umana, e per certi versi artistica, che Deas ha scelto di coltivare come parte della propria identità. Oggi quella stessa cultura può diventare uno strumento per proteggere uno dei patrimoni più preziosi dell'Italia.  I nuovi ladri dei musei. Anche il furto d'arte sta cambiando.  Un recente rapporto Europol sui furti di beni culturali, ripreso da Artuu, descrive un panorama criminale molto diverso dall'immaginario classico del ladro d'arte specializzato. Accanto alle organizzazioni strutturate compaiono gruppi temporanei reclutati attraverso social network e servizi di messaggistica, assemblati intorno a una singola operazione. Competenze, uomini e mezzi possono essere reperiti e aggregati per l'occasione secondo una logica che Europol riconduce al cosiddetto crime as a service. Gruppi meno stabili, responsabilità più difficili da ricostruire e modalità operative che possono essere estremamente violente. Gli episodi europei degli ultimi anni raccontano bene il fenomeno: teche distrutte con martelli e asce, esplosivi utilizzati per accedere alle collezioni, opere e oggetti preziosi sottratti anche per essere smontati o fusi. In alcuni casi il valore culturale dell'oggetto diventa secondario rispetto alla possibilità di trasformarne rapidamente i materiali in denaro. Anche l'Italia è interessata dal fenomeno. Musei pubblici, fondazioni e collezioni private costituiscono un patrimonio enorme e diffuso, spesso custodito all'interno di edifici storici nei quali le esigenze di sicurezza devono convivere con quelle di conservazione, accessibilità e fruizione. A questa evoluzione della minaccia si aggiunge la crescente componente tecnologica delle strutture da proteggere.  Il museo come infrastruttura connessa  La sicurezza di un museo non si esaurisce più nella protezione delle sale. Una telecamera è un dispositivo connesso. Un sistema di controllo degli accessi dialoga con una rete. Gli archivi delle collezioni sono digitali. Sensori e sistemi antintrusione raccolgono e trasmettono informazioni. Il personale utilizza account, credenziali, dispositivi e piattaforme. Una vulnerabilità informatica può quindi produrre conseguenze che vanno oltre la sottrazione di dati. Può riguardare la continuità operativa, la disponibilità dei sistemi, la sicurezza delle informazioni e, in determinate circostanze, l'interazione tra infrastruttura digitale e dispositivi fisici. Per Deas, proteggere il patrimonio culturale significa cominciare a considerare questa dimensione come parte integrante della sua sicurezza. "Arte e cultura sono asset strategici del Paese e dobbiamo iniziare a proteggerli anche come tali – spiega Stefania Ranzato – In Deas stiamo lavorando molto sulla valorizzazione culturale della figura dell'hacker, anche nella sua componente più creativa e dirompente. Parliamo di giovani talenti capaci di guardare un sistema da prospettive diverse, individuare una vulnerabilità e trovare soluzioni che difficilmente possono essere standardizzate. È una capacità preziosa per la cybersecurity italiana e può esserlo anche per la tutela del nostro patrimonio culturale".   La cultura hacker al servizio del Paese  Deas è stata tra le realtà italiane che hanno scelto di investire sulla componente offensiva della cybersecurity e sulla valorizzazione dei talenti hacker, riconoscendo nel loro modo di pensare una risorsa che va oltre la singola competenza tecnica. Pensare come un attaccante significa osservare un sistema cercando percorsi inattesi, punti deboli, configurazioni trascurate e combinazioni che una verifica ordinaria potrebbe non intercettare. Penetration test, vulnerability assessment, red teaming e simulazioni controllate permettono di sottoporre le infrastrutture a verifiche realistiche. Cyber threat intelligence e analisi delle informazioni disponibili consentono invece di osservare l'evoluzione delle minacce e comprenderne in anticipo tecniche e comportamenti. Applicate al patrimonio culturale, queste capacità possono contribuire alla costruzione di modelli di protezione nei quali sicurezza fisica e digitale siano pensate insieme. Resta centrale il fattore umano. Direttori, personale amministrativo, addetti alla sicurezza e tecnici fanno parte dello stesso sistema. Una credenziale compromessa, un accesso configurato male o una comunicazione fraudolenta possono vanificare investimenti tecnologici importanti. Tecnologia, competenze offensive e formazione devono quindi essere integrate all'interno di una cultura condivisa della protezione. "Stiamo lavorando perché questa visione possa tradursi anche in iniziative concrete – prosegue Ranzato – Vogliamo promuovere una cultura della cyber offensive al servizio del patrimonio culturale e lavorare alla sottoscrizione di protocolli d'intesa con i musei. L'Italia custodisce un patrimonio unico al mondo e oggi una parte della sua protezione passa inevitabilmente anche dal dominio cyber".  Una difesa che unisce competenze diverse  L'Italia dispone già di competenze istituzionali di assoluto rilievo nella tutela dei beni culturali. Il Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale rappresenta da decenni un punto di riferimento nella prevenzione e nel contrasto dei reati contro l'arte e dispone oggi anche di competenze dedicate alla Cyber Investigation. L'evoluzione delle minacce rende sempre più importante la capacità di far dialogare, nel rispetto dei diversi ruoli, esperienza istituzionale, ricerca, cultura e industria della cybersecurity. Per Deas questo dialogo può essere ulteriormente sviluppato portando nel sistema della tutela culturale competenze maturate nella difesa degli altri asset strategici del Paese.  Due patrimoni italiani  L'Italia custodisce musei, aree archeologiche, biblioteche, archivi, chiese, palazzi storici e collezioni che costituiscono una parte irripetibile della sua identità e della sua rilevanza nel mondo. Allo stesso tempo, negli ultimi anni è cresciuta una generazione di professionisti della cybersecurity con competenze offensive di altissimo livello. Giovani capaci di muoversi dentro sistemi complessi, comprenderne le logiche e metterle alla prova. Deas ha scelto di investire su questo capitale umano e sulla sua cultura. "Quando parliamo di hacker, mi interessa soprattutto la capacità di pensare in maniera diversa – conclude Stefania Ranzato – È una forma di talento che abbiamo il dovere di riconoscere, coltivare e mettere al servizio del Paese. Oggi vogliamo portare questa capacità anche nel mondo dell'arte e della cultura. Difendere il patrimonio italiano significa proteggere qualcosa che appartiene alla nostra storia, alla nostra identità e al nostro futuro". Mettere i migliori talenti cyber a difesa dell'arte significa far incontrare due patrimoni italiani: quello che abbiamo ricevuto dalla nostra storia e quello che stiamo costruendo attraverso le competenze delle nuove generazioni. Per Deas, questo incontro può diventare uno dei nuovi fronti della cybersecurity nazionale. 
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Venezia 83, è il giorno di Paul Schrader e ‘La città dei vivi’

(Adnkronos) – La terza giornata della 83esima Mostra del Cinema di Venezia si apre con 'The Basics of Philosophy', l'opera 'Fuori Concorso' di Paul Schrader, prodotta da Martin Scorsese. Il film – con protagonisti Jack Huston, Sofia Boutella, Daniel Zovatto, Bill Pullman, Dana Delany, Shiloh Fernandez, Karl Glusman ed Elizabeth Petruso – segue un professore di filosofia, John Jorissen: insegna in un piccolo ateneo del Midwest americano e sta scrivendo un saggio su Baruch Spinoza. La sua vita si divide tra l’insegnamento, la scrittura e il tempo trascorso con la compagna Becca, anche lei docente, e con Willie, il figlio adolescente di lei. Jorissen è brillante, severo e distaccato. Qualcosa, nel suo passato, continua a tormentarlo. Alla morte del padre Melvyn, con cui aveva un rapporto difficile, l’improvvisa comparsa al funerale di un giovane, Miguel Basque, sconvolge Jorissen. Attraverso alcuni flashback riaffiora un tragico evento del passato che vede protagonisti il giovane professore e Miguel, figlio del giardiniere di famiglia; un incidente insabbiato dal padre di Jorissen in cambio di denaro e del pagamento degli studi del ragazzo. Consumato dal senso di colpa e dalla certezza che il Dio di Spinoza non perdonerà mai le sue azioni, Jorissen si procura del Nembutal, un farmaco potenzialmente letale, pur avendo chiesto a Becca di sposarlo. Quando Miguel rivela la verità alla donna, Jorissen nega ogni addebito. Disperato, rintraccia Miguel e gli rivela l’intenzione di togliersi la vita, ma viene fermato prima di compiere il gesto. Il film si chiude all’altare: mentre Jorissen e Becca si scambiano i voti matrimoniali, Miguel li osserva in silenzio tra i banchi della chiesa e il giovane Willie porge l’anello al suo nuovo padre. Dopo 'Wild Horse Nine' di Martin McDonagh e 'Bucking Fastard' di Werner Herzog presentati ieri, il Concorso prosegue con '15/18 (A Place To Heal)' di Cédric Kahn e 'Mr. Nelson, Did You Kill People?' di Shinya Tsukamoto. Il film di Kahn racconta di Lucia, 17 anni, che viene accompagnata dalla polizia nel reparto di neuropsichiatria per adolescenti di un ospedale pubblico, un luogo che conosce fin troppo bene. Una volta lì, ritrova l’amica Eloïse, ricoverata da tempo, e incontra un nuovo gruppo di ragazzi, ognuno alle prese con i propri demoni. Guidati da Etienne, i medici li curano, li ascoltano, incontrano le loro famiglie, confrontandosi con la cruda realtà delle vite dei loro pazienti e, al tempo stesso, cercando di gestire un reparto costantemente sotto pressione. Tra pazienti e operatori si creano legami fragili, in un delicato equilibrio che lascia intravedere spiragli di speranza, guarigione e persino momenti di leggerezza. Ma un giorno l’arrivo del misterioso Enzo minaccia di sconvolgere tutto. Mentre il nuovo film del regista giapponese Tsukamoto racconta la storia di un veterano della guerra del Vietnam. L'uomo ripercorre le sue esperienze al fronte e le profonde difficoltà personali e sociali affrontate una volta tornato a casa, facendo i conti con il peso del suo passato e del trauma del conflitto. 
Dalla sezione 'Orizzonti' arriva 'La città dei vivi', diretto da Edoardo Gabbriellini e tratto dall'omonimo libro di Nicola Lagioia. Il film – ispirato all'omicidio Varani – segue Luca, un ragazzo di ventitrè anni. Vive in una famiglia che lo ha adottato e che lo ama. Si muove con i suoi amici tra la periferia e il centro e ha una fidanzata con la quale vive un amore giovane ma importante per entrambi. Luca sta cercando la sua strada, in un’età in cui tutto sembra ancora possibile e al tempo stesso già perduto, e in questa ricerca vive una doppia vita. Una notte, dopo un incontro apparentemente casuale, la traiettoria della vita di Luca si spezza, infrangendosi contro una violenza cieca e insensata. "Questo film non offre alcuna spiegazione per la tragedia, nessuna intuizione e nessuna teoria sugli adolescenti o sulla società di oggi. È un racconto di formazione interrotto, punteggiato da tutta l’umanità intorno al protagonista, che diventa un coro, o meglio la musica che scandisce il ritmo e l’atmosfera della città in cui si muove", come ha spiegato Gabbriellini nelle note di regia. (dalle inviate Loredana Errico e Lucrezia Leombruni)  
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Schianto con lo scooter sulla litoranea, morti due 18enni a Quartu Sant’Elena

(Adnkronos) –
Incidente mortale nelle prime ore del mattino sul litorale di Quartu Sant'Elena (Ca). Il tragico incidente stradale autonomo è accaduto lungo la strada litoranea del Poetto, in comune di Quartu Sant’Elena, alla rotonda della Marinella.  Secondo una prima ricostruzione dei Carabinieri, un diciottenne cagliaritano che si trovava alla guida di uno scooter, con a bordo come passeggero un coetaneo, ha improvvisamente perso il controllo della moto, cadendo con violenza sull’asfalto. A seguito della segnalazione, sono prontamente intervenuti i Carabinieri della Sezione Radiomobile della Compagnia di Quartu Sant’Elena, insieme agli agenti della Questura di Cagliari e ai sanitari del 118. Nonostante i prolungati tentativi di rianimazione effettuati sul posto dall'equipaggio medico, per i due giovani non c’è stato purtroppo nulla da fare ed è stato possibile unicamente constatarne il decesso. I rilievi tecnici e planimetrici sono tuttora in corso a cura dei Carabinieri, al fine di ricostruire con esattezza la dinamica e le cause dell’evento.  
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Giorni contati per il caldo record, ultima fiammata poi il ribaltone: il meteo

(Adnkronos) – Sesta ondata di caldo africano in corso, ma l'afa potrebbe avere finalmente i giorni contati. E, dopo mesi di temperature estreme, questa potrebbe anche essere l'ultima fiammata prima di una svolta con ribaltone. Prima però dovremo stringere ancora i denti con almeno cinque giorni di picchi asfissianti rispetto alla media del periodo. Sono queste le previsioni meteo degli esperti per la giornata di oggi, 4 settembre 2026, e per i giorni a venire.  Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media de iLMeteo.it, conferma infatti che, dopo mesi di assoluto dominio subtropicale, da metà della prossima settimana lo scenario europeo cambierà radicalmente, chiudendo le porte all'alta pressione subtropicale e riaprendole alle correnti nord atlantiche. 
Gli ultimi giorni nel forno
 Dovremo stringere i denti ancora per poco. Fino a martedì compreso, la bolla rovente in espansione da Marocco, Algeria e Tunisia continuerà a soffocare l'Italia e parte dell'Europa meridionale. Si prevedono picchi estremi e pesanti per il mese di settembre: 36°C a Milano, 37°C a Roma e punte fino a 38°C nel Foggiano. 
Il ribaltone di mercoledì 9
 Poi, la svolta. Al posto dell'aria sahariana torneranno protagoniste le perturbazioni atlantiche. Torneremo a vestire i pantaloni lunghi (seppur senza avvertire vero freddo), a riaprire gli ombrelli e, soprattutto, a dormire sereni. Le temperature massime crolleranno, assestandosi su più miti 27-29°C da Nord a Sud, con un'alternanza di sole, piogge e venti freschi. Si tratterà di una configurazione meteorologica che non vedevamo da metà maggio. 
Tra sollievo e amara delusione
 Festeggiare in anticipo? Forse, ma vedere finalmente mappe meteo con temperature sotto la media ci lascia una sensazione agrodolce. Proviamo sollievo per il ritorno alla vivibilità, ma anche una profonda delusione: avremmo potuto godere di estati simili se l'uomo non avesse compromesso il clima mediterraneo e globale. La combustione sfrenata di fossili e un'urbanizzazione fatta di infinite colate di asfalto e cemento ci hanno condannato a subire un riscaldamento globale storico e, come sappiamo, un'unica e interminabile ondata di calore dal 24 maggio ad oggi. 
L'incubo dell'energia accumulata
 Respireremo di nuovo, certo, ma non dobbiamo abbassare la guardia. Il calore immagazzinato presenterà presto il conto: con un Mar Mediterraneo che misura ancora 28°C in Italia e 30°C in Spagna, l'impatto con l'aria fresca atlantica renderà quasi inevitabili nubifragi e piogge alluvionali. Almeno fino all'inizio di dicembre, ogni violenta fase di maltempo autunnale sarà l'effetto diretto di questa rovente Estate record 2026.  Non dovremo dunque dimenticarci del vero, concreto, problema del Riscaldamento Globale appena arriveranno piogge e temperature sotto i 30 gradi.  Venerdì 4. Al Nord: sole, caldo in aumento. Al Centro: soleggiato e più caldo. Al Sud: sole e più caldo, rare piogge sui monti calabresi. Sabato 5. Al Nord: caldo in aumento. Al Centro: sole prevalente, caldo. Al Sud: sole e più caldo. Domenica 6. Al Nord: soleggiato e caldo. Al Centro: sole prevalente, caldo. Al Sud: soleggiato. Tendenza: anticiclone africano fino a martedì 8 poi cambia tutto.  
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Meloni: “Governo più longevo della storia della Repubblica, stabilità ma restano ancora cose da fare”

(Adnkronos) – "Oggi il nostro Governo diventa il più longevo della storia della Repubblica italiana. È un dato che accolgo con gratitudine e con un forte senso di responsabilità". A scriverlo sui social è la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. "Perché la stabilità – continua la premier – non è un record da esibire, ma la condizione che consente a una Nazione di programmare, decidere, mantenere gli impegni e farsi rispettare. In questi anni abbiamo lavorato per aumentare l’occupazione, ridurre la disoccupazione, sostenere famiglie e imprese, rafforzare la sicurezza, governare i conti pubblici con serietà e restituire all’Italia peso e credibilità sulla scena internazionale. I risultati ci sono, ma sappiamo bene quante cose restino ancora da fare".   "Questa stabilità non è merito di una persona sola. È il risultato di una coalizione unita, che governa da quattro anni con una visione comune e che ha scelto di stare insieme non contro qualcuno, ma per realizzare un progetto per l’Italia – aggiunge – Non credo sia un caso che, da oggi, i tre Governi più longevi della storia repubblicana siano tutti governi di centrodestra. La stabilità si costruisce quando un’alleanza condivide valori, obiettivi e una visione della Nazione, non quando l’unica ragione per stare insieme è impedire agli altri di governare. Ma soprattutto -prosegue -, questa stabilità esiste grazie agli italiani che nel 2022 ci hanno dato fiducia. Una fiducia che non abbiamo mai considerato un assegno in bianco e che non daremo mai per scontata. Il prossimo anno torneremo davanti ai cittadini con quello che abbiamo fatto, con quello che resta da fare e con la nostra idea di futuro. E saranno ancora una volta loro a decidere se meritiamo di continuare questo cammino. Intanto il lavoro va avanti – conclude – E questa sera ci vediamo a Bari, insieme alla grande comunità di Fratelli d’Italia. Sarà l’occasione per guardarci negli occhi, fare il punto sulla strada percorsa e, soprattutto, parlare di quella che abbiamo ancora davanti. Avanti, con i piedi per terra e lo sguardo rivolto al futuro".   
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Cinema, Borgonzoni: “Mercato italiano sano, erogati 750 milioni da inizio dell’anno”

(Adnkronos) – “I dati legati alle domande di liquidità pervenute per produzioni girate in Italia, sia internazionali che nazionali, mostrano un mercato estremamente sano. Continuano a crescere sia le domande per le produzioni legate alle serie che al cinema. Abbiamo erogato 750 milioni dall'inizio di quest’anno, abbiamo trovato 70 milioni di finanziamenti aggiuntivi e abbiamo incrementato di 100 milioni le risorse già stanziate, pari a 500 milioni, per il prossimo anno”. Sono le dichiarazioni di Lucia Borgonzoni, Sottosegretaria di Stato alla Cultura, intervenuta nel corso del panel “Finanziare il futuro del Cinema e dell’Audiovisivo italiano: strumenti finanziari nazionali e prospettive europee per la crescita del settore”, promosso dall’Istituto per il Credito Sportivo e Culturale (Icsc), dal Dipartimento per le Attività Culturali e dalla Direzione generale Cinema e audiovisivo del Ministero della Cultura svoltosi a Venezia, all’Italian Pavilion, in occasione della 83esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica. “Le sfide, però, sono tantissime. Una è legata alla questione del credito e delle banche. Dobbiamo trovare nuovi strumenti finanziari per aiutare l'erogazione dei finanziamenti attraverso le banche, anche per avere tassi maggiormente agevolati – prosegue – Le imprese, soprattutto le più piccole, hanno bisogno di un sostegno bancario che aiuti la liquidità e non trasformi il finanziamento che arriva in qualcosa di irrisorio rispetto alle cifre importanti che il Governo continua a stanziare”. Alle sfide di tipo economico si sommano quelle imposte dalle nuove tecnologie, come il tema “dell'intelligenza artificiale” e quelle legate “al diritto d'autore – spiega Borgonzoni – Un altro dei fulcri su cui ci concentriamo è quello della formazione e dell'educazione all'immagine dei giovani, per la quale ogni anno stanziamo più di 20 milioni. Quest’anno qui, per la prima volta, c'è un luogo fisico, Casa Giovani appunto, dove tenere gli incontri con i registi prima di consegnare il famoso Leoncino, un premio correlato alla Mostra del Cinema che ormai esiste da decenni e, nel tempo, è diventato importantissimo”. 
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Cinema, Brugnoni (MiC): “Politiche di sostegno pubblico al settore in trasformazione”

(Adnkronos) – “Le politiche di sostegno pubblico al settore audiovisivo sono in una fase di transizione molto importante. Abbiamo avuto una riforma, a inizio anno, che non solo ha rivisto l'importo delle risorse stanziate ma ha rivoluzionato gli strumenti, con il tax credit che da strumento illimitato è passato ad essere uno strumento con un limite di risorse. Questo ci ha portato a rivedere fortemente le regole e a efficientare la macchina amministrativa, con i risultati che presentiamo qui oggi”. Così Giorgio Carlo Brugnoni, Direttore Generale Cinema e Audiovisivo del Ministero della Cultura, intervenendo nel corso del panel “Finanziare il futuro del Cinema e dell’Audiovisivo italiano: strumenti finanziari nazionali e prospettive europee per la crescita del settore”, promosso dall’Istituto per il Credito Sportivo e Culturale (Icsc), dal Dipartimento per le Attività Culturali e dalla Direzione generale Cinema e audiovisivo del Ministero della Cultura svoltosi a Venezia, presso l’Italian Pavilion, in occasione della 83. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica. “Allo stesso tempo, per cogliere le sfide del settore a livello europeo e internazionale, oltre che nazionale, è importante la complementarietà di risorse, pubbliche e private, indirizzate a sostenere un settore culturale di eccellenza e fondamentale per il nostro Paese,- aggiunge – che ha un impatto importante a livello occupazionale e sul prodotto interno lordo. Tutto questo in associazione, naturalmente, con le risorse europee e internazionali". “Quello di oggi è stato un momento di confronto fondamentale con il settore finanziario, un confronto che andrà avanti nel corso dell'anno al fine di mettere insieme degli strumenti che siano davvero in grado di accompagnare le imprese nella loro crescita e nel posizionamento sul mercato”. 
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Cinema, Baldino (Icsc): “Filiera culturale straordinaria che finanza può sostenere”

(Adnkronos) – “Oggi abbiamo discusso di come la finanza possa supportare il cinema e l'audiovisivo. Dal nostro punto di vista, non si tratta infatti di guardare alla questione nell'ottica di finanziare la singola opera, ma di comprendere come la finanza possa svolgere un ruolo strategico a supporto di una filiera culturale straordinaria – che è però anche un settore industriale – in modo da sostenerne la crescita, il consolidamento e lo sviluppo sul mercato nazionale ed internazionale”. Lo ha detto Antonella Baldino, Amministratore Delegato Icsc – Istituto per il Credito Sportivo e Culturale, al panel “Finanziare il futuro del Cinema e dell’Audiovisivo italiano: strumenti finanziari nazionali e prospettive europee per la crescita del settore”, promosso dall’Istituto per il Credito Sportivo e Culturale (ICSC), dal Dipartimento per le Attività Culturali e dalla Direzione generale Cinema e audiovisivo del Ministero della Cultura svoltosi a Venezia, presso l’Italian Pavilion, in occasione della 83. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica. Oltre a considerare l’impresa a 360° e non la singola opera, “c’è l’esigenza di guardare agli strumenti finanziari come a un'architettura che tenga conto degli strumenti pubblici e di quelli privati, oltre che delle risorse finanziarie nazionali, europee e internazionali. Si tratta di un insieme di strumenti che oggi i mercati e le istituzioni possono offrire e che agiscono in modo complementare e coordinato – spiega – Da questo punto di vista, il ruolo di una banca come l’Istituto per il Credito Sportivo e Culturale è quello di sostenere questa trasformazione della finanza a supporto della filiera delle imprese del settore. L'ottica è quella del consolidamento e dello sviluppo, costruendo ponti tra il settore pubblico e quello privato, tra le risorse nazionali e quelle europee, tra la creatività nazionale e le opportunità a livello internazionale”. 
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Ucraina, Zelensky: “Witkoff e Kushner a Kiev e Mosca nei prossimi giorni, ci sono già le date provvisorie”

(Adnkronos) – Gli inviati del presidente americano Donald Trump, Steve Witkoff e Jared Kushner, potrebbero recarsi in Ucraina "nei prossimi giorni". Lo ha annunciato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, precisando che sono già state individuate date provvisorie per la visita a Kiev e che la parte ucraina si sta preparando agli incontri. Per i due inviati si tratterebbe della prima visita in Ucraina, dopo diversi viaggi a Mosca per incontrare il presidente russo Vladimir Putin e altri alti funzionari russi. "Ci aspettiamo di vedere qui a Kiev i rappresentanti del presidente degli Stati Uniti. Ci aspettiamo che l'incontro si svolga nei prossimi giorni – ha dichiarato Zelensky in un videomessaggio -. È molto importante. È importante che gli Stati Uniti rimangano attivi. Siamo pronti a incontrarli in Ucraina, al livello appropriato e per discussioni sostanziali". Secondo il presidente ucraino, Witkoff e Kushner dovrebbero inoltre recarsi nuovamente a Mosca.  L'annuncio del leader di Kiev arriva dopo le parole di Putin sulla possibilità di un accordo per porre fine alla guerra. Secondo il presidente russo, alcuni Paesi tra cui Stati Uniti e Cina sono pronti a sostenere una soluzione pacifica. Per il capo della Federazione russa, "in definitiva, il problema deve essere risolto dai Paesi coinvolti nel conflitto: Russia e Ucraina. Questo è l'approccio corretto. Tuttavia, siamo grati a tutti coloro che stanno cercando di contribuire al raggiungimento di una soluzione. C'è una possibilità? A mio parere, sì", ha dichiarato Putin. "I contatti con l'Ucraina stanno continuando – ha detto il presidente russo -. Sono in corso i contatti con i rappresentanti dell'Amministrazione statunitense nominati da Trump per il dialogo con la Russia" e questo dialogo "sta funzionando", ha aggiunto. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, "per quanto posso capire, percepire e vedere, è orientato verso un lavoro positivo e costruttivo", ha affermato ancora.  A Vladivostok il presidente russo ha ribadito che le "minacce di attacchi contro aerei civili" da parte dell'Ucraina sono "una manifestazione di terrorismo di Stato". Martedì sera il presidente ucraino Volodymyr Zelensky aveva avvisato le compagnie aeree e le assicurazioni che i cieli russi "non sono più sicuri", annunciando un aumento della presenza di droni lanciati da Kiev nello spazio aereo russo.  Intanto droni ucraini hanno colpito un impianto militare-industriale a Sterlitamak, nella Repubblica del Bashkortostan, a oltre 1.300 chilometri dall'Ucraina. Lo riportano fonti locali e filmati diffusi dai canali di informazione russi su Telegram. La struttura colpita produce carburante per aerei e altri materiali utilizzati dall'industria della difesa russa ed è già stata bersaglio dei droni ucraini in diverse occasioni. Le autorità del Bashkortostan hanno confermato un attacco con droni contro la zona industriale di Sterlitamak, ma non hanno immediatamente identificato l'impianto colpito.  Una persona è morta e tre sono rimaste ferite a seguito di un attacco mattutino delle truppe russe a Odessa. Lo ha riferito il capo dell'amministrazione militare della città di Odessa, Oleg Lysak. "La mattinata a Odessa è iniziata con un attacco nemico. Al momento si contano tre vittime. Alle vittime viene fornita l'assistenza necessaria", ha scritto Lysak su Telegram. Secondo quanto dichiarato, in uno dei quartieri della città sono stati danneggiati edifici residenziali e automobili. I servizi competenti sono al lavoro sul posto, il territorio viene ispezionato e si stanno documentando le conseguenze dell'attacco. È stato inoltre allestito un quartier generale operativo per fornire assistenza alle vittime.  
—internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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Sparo in testa a un coetaneo perché “ci ha guardati male”, arrestati due 17enni

(Adnkronos) – Un banale sguardo, interpretato come un affronto, sarebbe all’origine della violenta aggressione avvenuta nella notte del 3 luglio scorso a Bagnara Calabra, culminata con il ferimento di un 17enne, raggiunto alla testa da un colpo d’arma da fuoco. I Carabinieri hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di due 17enni accusati di tentato omicidio in concorso. Secondo quanto ricostruito dai militari dell’Arma, nelle prime ore della notte del 3 luglio i due giovani avrebbero avuto, in più occasioni, accesi confronti verbali e fisici con un altro 17enne perché quest’ultimo li avrebbe “guardati male”. Le tensioni sono poi degenerate in una rissa. Dopo che i gruppi si erano ormai allontanati, i due indagati avrebbero raggiunto nuovamente il giovane nei pressi di un distributore automatico di bevande. A quel punto, uno dei due lo avrebbe aggredito con un coltello, mentre l’altro gli avrebbe sparato un colpo di pistola, raggiungendolo alla testa, in prossimità dell’orecchio, per poi darsi alla fuga. Il giovane ferito è stato soccorso e trasportato in ospedale, dove è stato sottoposto a un intervento chirurgico. Le indagini dei Carabinieri, sotto il costante coordinamento della Procura della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni, sviluppate attraverso l’acquisizione e l’analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza e le testimonianze raccolte, hanno consentito di ricostruire l’accaduto e di individuare i presunti responsabili. Nel corso dell’attività investigativa è inoltre emerso che, circa un’ora prima dell’aggressione, i due giovani avevano avuto una discussione con alcuni dipendenti di un locale di Bagnara Calabra. Nel corso dell’alterco, uno dei due avrebbe puntato una pistola contro un dipendente. Poco prima dell’aggressione, l’arma sarebbe stata recuperata dal luogo in cui era stata precedentemente occultata. I due minori sono stati raggiunti dal provvedimento cautelare e ristretti presso l’Istituto Penale per i Minorenni di Catanzaro.  
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